INCARNAZIONE
Tratto dal libro "Realtà ed illusione"
- saggio sulla maturazione della coscienza
di Andrea Pangos
andreapangos@gmail.com
www.pangoseditore.com
Gli
argomenti e le tecniche di questo articolo
sono trattati
al corso di meditazione
"Conoscere la Vera Identità"
INTRODUZIONE
- Qualità dell'influsso
degli insegnamenti
- Riflettere in modo
profondo e non accettare per sentito dire
1)
LA COSCIENZA INFINITA E LA COSCIENZA INDIVIDUALE
1.1)La
Coscienza Infinita
2.2)
Come avviene l'incarnazione individuale
2.4) Concepimento dell'embrione umano e incarnazione
di Dio
3)
LA COSIDDETTA REINCARNAZIONE
3.1) La Coscienza Infinita non si reincarna
3.2)La Coscienza Individuale non si reincarna
3.3) La
Coscienza Individuale dopo la morte dell'individuo
3.4) Oceano
e onde
3.5) Tutte
le Coscienze Individuali esistono "contemporaneamente"
3.6) Coscienza
Individuale = Coscienza Infinita
3.7) Uno
È Tutto e Tutto È Uno
3.8) Incarnazioni nell'incarnazione
3.9) La mente non si reincarna
4)LA REALE IDENTITÀ E LA
VERA IDENTITÀ
4.1) Dio come Origine della Creazione
e Dio come Creazione
5)
LE PRESUNTE VITE PRECEDENTI
5.1)
Chi ero nella vita precedente?
5.2)
Tu nelle vite precedenti sei stato.
5.4) I così detti ricordi delle presunte vite precedenti
5.5)
La cosiddetta reincarnazione di un Dalai Lama
6) L'AUTORICONOSCERSI
6.1)
L'autoriconoscersi della Coscienza Infinita
6.2)
Conoscere il Conoscere: il Conoscere che Conosce Se Stesso
6.3)
L'AutoriconoscerSi di Dio
6.4) L'AutoriconoscerSi di Dio e (è) l'AutoriconoscerSi
dell'uomo
6.5) Conoscere il mutabile e Conoscere l'Immutabile
6.6)
Tutta l'umanità beneficia dell'AutoriconoscerSi di Uno.
7) INCARNAZIONE E KARMA
8)
TECNICA DI MEDITAZIONE CONOSCERE
L'INCARNAZIONE ED IL KARMA
8.1) Comprendere gli insegnamenti
8.2)
Rivolgersi a Dio per Conoscere
8.3)
I 9 passi della meditazione
INTRODUZIONE
Incarnazione è un concetto molto diffuso nel mondo della spiritualità.
Comprendere che cos'è l'incarnazione può concorrere a
stimolare il Divenire, vale a dire la maturazione della
coscienza, mentre non comprendere l'essenza del concetto
incarnazione
e del processo dell'incarnazione può invece facilmente
dare adito a fantasticherie che possono concretamente
ostacolare il Divenire.
I due scopi primari di questo articolo sono:
1)Descrivere il processo dell'incarnazione in modo da aiutare
il lettore attento: a comprendere meglio il significato
del concetto incarnazione ed a conoscere in modo diretto
(come esperienza individuale) e chiaro il processo dell'incarnazione.
2) Presentare la tecnica di meditazione:
Conoscere l'incarnazione
ed il Karma, che se utilizzata in modo idoneo può
rendere possibile l'approfondimento e la comprensione
teorica dell'argomento incarnazione attraverso il conoscere
in modo diretto e chiaro il processo dell'incarnazione.
Con
il termine conoscere non intendo l'attività intellettiva
nel senso di pensare, sapere qualcosa ovvero essere al
corrente di qualcosa, ma intendo un'esperienza diretta
che può essere anche concettualizzata nel senso che può essere descritta, ma che nella sua
essenza è "indipendente"
dal pensare. Semplificando, conoscere significa
percepire i processi come effettivamente avvengono oppure
"percepire Dio direttamente", il che è esclusivo allo
stato in cui si È Consapevoli.
Qualità
dell'influsso degli insegnamenti
I processi incarnazione e reincarnazione
sono oramai da millenni oggetto di ricerca di molti Ricercatori.
Le loro forme pensiero e le loro forme emozione riguardanti
l'incarnazione e la reincarnazione hanno perciò concorso
a formare la mente collettiva dell'umanità. Alcuni segmenti
degli insegnamenti sull'incarnazione e sulla reincarnazione
esprimono in modo alquanto veritiero lo svolgersi di questi
processi, ma ci sono anche segmenti non molto in armonia
con la Verità. Tali segmenti e le conseguenti forme pensiero
ed emozione possono facilmente fuorviare lo studio dell'
incarnazione e della reincarnazione e rappresentare un ostacolo
per il ricercatore.
Si tratta di un fenomeno fuorviante
simile a quello della lettura della Bibbia, quando il
(non) comprendere del lettore è fortemente condizionato
dalle forme pensiero e dalle forme emozione (primariamente:
sofferenza, senso di colpa, senso di peccato e timore
di Dio) della "mente collettiva cristiana". Questo ostacola
il Comprendere ed il Conoscere la sostanza dell'insegnamento
di Gesù: Amare, Amare ed ancora Amare. Simile discorso vale anche per gli altri
testi sacri.
Riflettere in modo profondo e non accettare
per sentito dire
Consapevolizzare la mente è la soluzione
fondamentale per aumentare la qualità del comprendere
l'essenza del concetto dell'incarnazione e per avvicinarsi
a Conoscere il processo dell'incarnazione.
Un altro passo da compiere è riflettere
profondamente su che cos'è effettivamente l'incarnazione.
Non di rado gli insegnamenti sull'incarnazione e gli insegnamenti
in generale sono acquisiti in modo meccanico, senza riflettere
in modo profondo. Porsi le domande sotto elencate
e cercare di rispondersi in modo sincero può essere
molto utile per stimolare i processi che possono portare
a comprendere e a Conoscere che cos'è effettivamente l'incarnazione:
- L'incarnazione e la reincarnazione
avvengono effettivamente così come mi è stato tramandato?
In quale misura l'insegnamento da me ricevuto è stato
menomato durante il suo tramandamento attraverso i secoli? Quanto a
fondo ho compreso gli insegnamenti ricevuti?
-
Quanto le mie idee riguardo all'incarnazione e
alla reincarnazione sono in armonia con la Verità? Ho
riflettuto abbastanza a fondo e dettagliatamente su che
cosa sono l'incarnazione e la reincarnazione? Ho analizzato
in modo positivamente critico gli insegnamenti ricevuti,
oppure li ho semplicemente accettati come veritieri? Le
mie idee riguardo l' incarnazione, la reincarnazione ed
il Karma poggiano sulla mia conoscenza diretta oppure
si tratta di concetti che ho accettato "passivamente"?
So effettivamente che cosa sono l'incarnazione, la reincarnazione
ed il Karma oppure soltanto credo di sapere che cosa sono
effettivamente?
- Che cosa effettivamente significa
incarnarsi e reincarnarsi? Chi o che cosa (entità/processo)
si incarna e chi o che cosa si reincarna? Come avvengono
l'incarnazione e la reincarnazione? Quali processi sono
coinvolti nell'incarnazione e nella reincarnazione? Che
cos'è effettivamente il Karma? Su quale piano avviene
il Karma?; Quali fenomeni sono coinvolti nel Karma ovvero
determinano il Karma?
- Quando parlo di incarnazione e
di reincarnazione mi esprimo riguardo qualcosa che ho
conosciuto in modo chiaro, oppure il mio esporre è un
puzzle variopinto di variegate fantasticherie? È possibile
che riguardo all'incarnazione ed alla reincarnazione penso
e mi esprimo per sentito dire e tramando il sentito dire,
interpretato semplicisticamente a modo mio?
1) LA COSCIENZA INFINITA E
LA COSCIENZA INDIVIDUALE
Per meglio comprendere l'incarnazione
descriverò in modo sintetico ed essenziale che cosa sono
la Coscienza Infinita e la Coscienza Individuale, le quali
sono le entità che si incarnano.
1.1) La Coscienza
Infinita
La Coscienza Infinita si
compone, osservando dall'aspetto della mente, di: Sapere
Divino - Amore Divino - Potenza Divina. La Coscienza Infinita
è anche la Matrice delle vibrazioni e con questo è anche
la Matrice del tempo - spazio, il quale è dunque una manifestazione
della Coscienza Infinita. Sul piano della Coscienza Infinita
non ci sono né vibrazioni, né energie né materia, ma processi
della Coscienza Infinita nell'ambito del Sapere Divino,
dell'Amore Divino e della Potenza Divina.
La Coscienza Individuale esprime
un particolare modo di Esistere della Coscienza Infinita
e al pari di Essa si compone, osservando sempre dall'aspetto
della mente, di: Sapere Divino - Amore Divino - Potenza
Divina.
La Coscienza Individuale
è l'insieme di matrici basilari che determinano i modelli
fondamentali in base ai quali si costituiscono, armonizzano
e trasformano le vibrazioni del singolo essere umano.Di primo acchito questa definizione
potrebbe sembrare molto tecnica, tecnicistica e alquanto
roboante, ma è molto utile per comprendere in che modo
avviene l'incarnazione, perché: essendo le energie vibrazioni
condensate ed essendo la materia energia condensata, la
Coscienza Individuale è anche la matrice che determina
il modo basilare in cui si costituiscono ed armonizzano
le energie dell'individuo in questione e il modo basilare
in cui si costituisce ed armonizza il suo corpo fisico.
Nota: I termini Coscienza Infinita e Coscienza Individuale
non significano l'avere coscienza di qualcosa, il rendersi
conto, fenomeno che è relativo all'attività mentale. La Coscienza Infinita
e la Coscienza Individuali non sono attività mentali ovvero
temporali e spaziali, ma sono processi "di là" del tempo
- spazio e sono anche
matrici della stessa attività mentale. Per diminuire il rischio di incomprensioni, quando mi riferisco alla Coscienza Infinita
e alla Coscienza Individuale utilizzo sempre le iniziali
maiuscole, mentre quando mi riferisco alla coscienza nel
senso di attività mentale (aver coscienza di qualcosa.)
utilizzo sempre l'iniziale minuscola: aver coscienza;
ho coscienza; maturazione della coscienza.
2) L'INCARNAZIONE
Il fenomeno dell'incarnazione ha
due aspetti:
- incarnazione individuale e
- incarnazione complessiva.
2.1) L'incarnazione individuale
L'incarnazione individuale è il manifestarsi della
Coscienza Infinita attraverso un singolo essere umano.
Si tratta dell'esprimersi della Coscienza Infinita attraverso
il modello della Coscienza Individuale.
2.2) Come avviene
l'incarnazione individuale
Per comprendere
il processo di incarnazione individuale è molto utile
prendere in considerazione l'aspetto della Coscienza Individuale
come Matrice che, semplificando, determina il modo basilare
in cui si costituiscono, armonizzano e trasformano le
vibrazioni dell'individuo.
Sintetizzando
e semplificando, l'incarnazione individuale avviene in
tre fasi (contemporaneamente):
1)
i
processi della Coscienza Individuale si manifestano come
vibrazioni dell'individuo,
2)
queste
vibrazioni si condensano in energie dell'individuo,
3)
queste
energie si condensano in corpo fisico dell'individuo.
Così
la Coscienza Infinita si incarna attraverso il modello
Coscienza Individuale. L'incarnazione individuale inizia
con il concepimento di ogni embrione umano.

Raffigurazione schematica del processo di incarnazione.
La Coscienza
(Infinita ed Individuale) non entra nel corpo fisico umano,
ma si manifesta anche attraverso il corpo fisico umano,
il quale è risultato del condensarsi delle vibrazioni
dell'individuo (prodotte dalla Coscienza Individuale)
in energie dell'individuo e del condensarsi di queste
energie in corpo fisico. La Coscienza (individuale) è
anche la "Matrice della carne". Comprendere questo è molto
utile altrimenti il termine incarnazione
può indurre a pensare erroneamente che la Coscienza Individuale
"entra" nella carne.
La Coscienza
(Individuale ed Infinita) non "entra" nemmeno nel tempo
e nello spazio. I processi della Coscienza (Individuale
ed Infinita) "sfociano" nel tempo - spazio (così creandolo)
attraverso "i punti" (processi) Bindu, i quali sono onnipresenti
nella trama spaziale. Semplificando, ogni punto dello
spazio ha il proprio punto Bindu, ovvero i propri punti
Bindu che lo "collegano" alla Coscienza Infinita. Così
anche ogni cellula del corpo umano ha il proprio punto
Bindu, ovvero i propri punti Bindu.
Comprendere
o perlomeno sapere che la Coscienza (Infinita ed Individuale)
è anche la matrice della materia è molto importante, per
evitare di essere fuorviati dai concetti (errati) riguardanti
il presunto scontro (incompatibilità) tra lo Spirito (Coscienza)
e la materia. La
materia e lo Spirito non sono "avversari" bensì "alleati". Le vibrazioni e le energie sono, tra l'altro,
una specie di "strumento di comunicazione" tra la Coscienza
e il corpo fisico, tra lo Spirito e la materia. Il Divenire
consiste appunto nell'armonizzare con la Coscienza Infinita
le proprie vibrazioni, tra cui il "vibrare del proprio
corpo fisico".
2.3) L'incarnazione complessiva
L'incarnazione
complessiva è rappresentata dall'insieme delle incarnazioni
individuali.
2.4)
Concepimento dell'embrione umano e incarnazione di Dio
Siccome il
concepimento di ogni embrione umano rappresenta anche
l'inizio di una nuova incarnazione della Coscienza (Infinita
ed Individuale) e la Coscienza (Infinita ed Individuale)
autoscaturisce da Dio ed "in" Dio, il concepimento di
ogni embrione umano rappresenta anche l'inizio di una
nuova incarnazione di Dio: l'incarnazione della Coscienza
è anche l'incarnazione di Dio. È chiaro che così come
la Coscienza incarnandosi non entra nella carne, così
nemmeno Dio incarnandosi non "entra" nella carne.
Concepimento dell'embrione umano
significa dunque anche inizio
di una nuova incarnazione di Dio. Ogni individuo umano
è l'incarnazione di Dio ed è figlio di Dio. È cioè figlio
di Se Stesso e Padre di se stesso. Essere l'incarnazione
di Dio non è esclusivo a qualcuno che è definito o si
autodefinisce eletto,
ma è un fatto del tutto naturale ed insito in ogni concepimento
umano.
3)
LA COSIDDETTA REINCARNAZIONE
Assieme
al termine incarnazione è spesso utilizzato il termine
reincarnazione, il quale è di solito concausa di molte
incomprensioni relative al fenomeno incarnazione. Nel
processo che definisco incarnazione, ma che spesso è definito
come incarnazione e reincarnazione, non c'è alcuna entità
che si reincarna: né la Coscienza Infinita, né la Coscienza
Individuale, né la mente collettiva dell'umanità, né la
mente individuale e nemmeno nessun altro elemento vibratorio,
energetico o fisico dell'individuo.
3.1) La Coscienza Infinita non si
reincarna
Osservando da un'altra prospettiva e con
finalità esplicative diverse si potrebbe anche asserire,
senza incappare in errore, che la Coscienza Infinita si
reincarna attraverso le incarnazioni individuali delle
Coscienze Individuali. Per stimolare in modo più diretto
il Conoscere la Reale Identità e la Vera Identità ovvero
il Conoscere che è sempre l'Unico Uno ad AutoriconoscerSi,
preferisco esprimermi utilizzando il concetto base: incarnazioni
individuali (Coscienze Individuali) nell'ambito dell'incarnazione
complessiva della Coscienza Infinita. Da questa prospettiva
ed in funzione a tale scopo utilizzo il concetto base
che la Coscienza Infinita non si reincarna.
La Coscienza Infinita
si è incarnata una volta soltanto, incarnandosi attraverso
il primo essere umano e da allora è costantemente incarnata
attraverso tutto il genere umano. La Coscienza Infinita
non può reincarnasi, perché la sua reincarnazione significherebbe
che prima si è incarnata "nel" genere umano, che poi si
è disincarnata del tutto "dal" genere umano e che poi
si è reincarnata attraverso, diciamo così, una "nuova"
umanità. Questo non è certamente il caso del processo
che oggi conosciamo come umanità.
Tra l'altro, la
disincarnazione della Coscienza Infinita dal genere umano
esigerebbe anche la scomparsa del tempo e dello spazio
che sono inscindibili dalla mente umana. Il tempo e lo
spazio esistono grazie alla mente umana, ovvero all'uomo,
il quale crea il tempo e lo spazio percependo e stimolando
i processi della Coscienza Infinita in modo particolare.
Questo argomento sarà trattato in modo più dettagliato
in uno dei prossimi articoli.
La Coscienza Infinita
non si reincarna, ma nell'ambito dell'incarnazione complessiva
si incarna attraverso l'incarnazione individuale con il
concepimento di ogni embrione umano. La Coscienza Infinita
è costantemente incarnata attraverso ogni essere umano
ovvero attraverso tutti gli esseri
umani.
Affermare che
la Coscienza Infinita si reincarna, equivale ad asserire
che ci sono due o più Coscienze Infinite, il che è impossibile.
3.2) La Coscienza Individuale non
si reincarna
La
Coscienza Individuale non si reincarna: ogni
Coscienza Individuale si incarna una volta soltanto. L'incarnazione
è sempre la prima ed unica incarnazione di una determinata
Coscienza Individuale. La Coscienza Individuale incarnatasi
attraverso il concepimento di un "nuovo" embrione umano,
non è mai la "continuazione diretta" di una Coscienza
Individuale precedente. Ogni Coscienza Individuale rappresenta
l'evoluzione e l'evolversi dei processi della Coscienza
Infinita e dell'umanità nel suo complesso e non è l'evoluzione
specifica di un'altra Coscienza Individuale: la "nuova"
Coscienza Individuale non è in nessun caso l'evoluzione
"diretta" di una Coscienza Individuale precedentemente
incarnata, ovvero le caratteristiche di una Coscienza
Individuale non passano mai "direttamente" ad un'altra
Coscienza Individuale, perlomeno non in modo tale e così
rilevante da rendere una Coscienza Individuale "l'evoluzione
diretta" di una "precedente" Coscienza Individuale. Questo
anche perché sul formarsi di ogni
singola Coscienza Individuale influiscono: tutti i processi
della Coscienza Infinita e le
condizioni temporali e spaziali nel momento del concepimento
e prima e dopo il concepimento. Si tratta di processi
e condizioni atemporali e temporali tanto mutevoli da
rendere ogni Coscienza Individuale tanto unica, particolare
e sostanzialmente diversa da ogni altra Coscienza Individuale
(a parte le caratteristiche generali della specie umana
"insite" in tutte le Coscienze Individuali), da non poter
essere considerata la "continuazione diretta" di un'altra
Coscienza Individuale.
3.3) La Coscienza Individuale
dopo la morte dell'individuo
Le possibili
"sorti" della Coscienza Individuale dopo la morte fisica
dell'individuo di cui essa faceva parte sono due ovvero
tre:
1) Nel
caso dell'uomo che è Divenuto (Illuminato, Realizzato,
la cui coscienza è Maturata del tutto) prima di morire
(durante la vita), la sua Coscienza Individuale Esiste
Eternamente nell'ambito della Coscienza Infinita come
processo caratterizzato individualmente, anche dopo la
morte dell'individuo di cui essa faceva parte.
2) Nel
caso dell'uomo che non
è Divenuto prima di morire, dopo la morte fisica continua
un particolare Divenire che definisco Divenire "post mortem",
il quale è ovviamente diverso da quello che avviene in
vita. Le possibili "sorti" del Divenire "post mortem"
sono due e dipendono primariamente dal grado di maturità
della coscienza raggiunto dall'individuo sino al momento
della morte:
2a) il
Divenire "post mortem" può cessare "più o meno velocemente/lentamente"
dopo la morte fisica.
Con il cessare del Divenire, la Coscienza Individuale
perde gradualmente le caratteristiche che la rendono Coscienza
Individuale. Con il cessare del Divenire "post mortem",
la Coscienza Individuale cessa di avere caratteristiche
di Coscienza Individuale ovvero di "entità individuale".
oppure
2b) il
Divenire può giungere a Compimento. In questo caso la
"sorte" della Coscienza Individuale è quella del punto
1, vale a dire che tale Coscienza Individuale Esiste Eternamente
nell'ambito della Coscienza Infinita come processo caratterizzato
individualmente. In sostanza, maggiore è il grado di maturità
della coscienza raggiunto dall'individuo durante la vita
e maggiori sono le possibilità che il Divenire "post mortem"
giunga a Compimento.
La Coscienza
Individuale ovvero "l'ex Coscienza Individuale" non si
incarna ovvero reincarna in nessuno dei tre casi succitati,
cioè in nessun caso. La Coscienza Individuale ovvero "l'ex
Coscienza Individuale" non "migra mai in un altro corpo
fisico", come qualcuno potrebbe erroneamente pensare e
come viene sovente affermato.
In tutto
questo va considerato anche che i processi temporali e
spaziali attraverso i quali si manifesta la Coscienza
Individuale influiscono sui processi della stessa Coscienza
Individuale: riprogrammandola. I processi della Coscienza
Individuale sono dunque in continua trasformazione ossia
riprogrammazione. Ne consegue che una stessa Coscienza Individuale non è mai uguale
al processo ovvero all'entità che la stessa Coscienza
Individuale era "nel momento prima".
3.4) Oceano e onde
Si immagini
l'oceano con innumerevoli onde e si immagini lo stesso
oceano cinquanta anni dopo. Quante onde di quest'ultimo
possono essere considerate la continuazione diretta di
una singola onda dell'oceano di cinquanta anni prima?!
Chiaramente tutte le onde esistite in questi cinquanta
anni hanno influito in minor o maggior misura sul formarsi
di tutte le onde successive, ma nessuna tra le onde del
primo oceano (di cinquanta anni fa) ha influito in modo
determinante sulle caratteristiche di qualche onda dell'oceano
di cinquanta anni dopo.
3.5) Tutte le Coscienze Individuali
esistono "contemporaneamente"
Quanto
scritto sinora indica in modo piuttosto specifico che
nessuna "nuova" Coscienza Individuale può essere la "continuazione
diretta" di una Coscienza Individuale precedente. È inoltre
utile considerare anche che la Coscienza è un processo
atemporale e che, osservando dalla prospettiva temporale,
tutte le Coscienze Individuali avvengono esistono contemporaneamente
e non possono essere una "conseguenza temporale" dell'altra.
Non ci sono dunque Coscienze Individuali che continuano
la "storia temporale e la storia in generale" di una Coscienza
Individuale "precedente".
3.6) Coscienza Individuale
= Coscienza Infinita
Le idee errate riguardo all'incarnazione e alla cosiddetta
reincarnazione sono pure una conseguenza del fraintendimento
che la Coscienza Individuale sia divisa dalla Coscienza
Infinita, ovvero che la Coscienza Individuale sia un qualcosa
di diverso dalla Coscienza Infinita. Fraintendimenti che sono primariamente una
conseguenza del non Conoscere la (propria) Vera Identità
e la (propria) Reale Identità. La Coscienza Individuale
sembra tale a chi non Conosce l'Unitarietà Onnicomprensiva,
perché egli percepisce gli individui come se fossero delle
entità divise dagli altri esseri umani e dal "resto" della
Creazione, ma si tratta "soltanto" di un abbaglio causato
primariamente dalla mente non consapevolizzata di chi
percepisce in questo modo falsato. Chi Conosce la Vera
Identità Conosce anche che ogni Coscienza Individuale
è eguale alla Coscienza Infinita. In effetti, la Coscienza
Individuale e la Coscienza Infinita sono lo stesso processo.
La Coscienza Individuale è un modo particolare di Esistere
e di esprimersi della Coscienza Infinita e a sua volta
la Coscienza Infinita è un modo particolare di Esistere
e di esprimersi di ogni Coscienza Individuale.
3.7) Uno È Tutto e Tutto
È Uno
Ogni individuo
è Uno con Tutto ed è Tutto con Uno. Sono le idee che si
hanno riguardo: a "se stessi" (tra virgolette perché non si tratta di ciò che è in effetti
ed in Realtà, ma di ciò che immagina di essere); agli
"altri" (tra virgolette perché non si tratta di ciò che
gli altri sono in effetti ed in Realtà ma di ciò che ci
si immagina che loro siano); alla Creazione e a Dio a fomentare l'abbaglio di essere divisi da altri,
dal resto della Creazione e da Dio, come se si fosse una
specie di entità a sé stante.
L'individualità,
e con questo anche la Coscienza Individuale, è sì un processo
che effettivamente avviene nell'ambito della Creazione, ma l'individualità non è l'insieme di idee riguardo
a "se stessi". Consapevolizzando
la mente si percepisce sempre più la propria e altrui
individualità come processi indivisi ed indivisibili che
avvengono nell'ambito della (propria) Vera Identità. Inoltre,
la stessa Creazione di cui l'individualità fa parte, avviene
nell'ambito della stessa individualità, anche perché senza
questa individualità non ci sarebbe nemmeno la percezione
della Creazione da parte della stessa individualità. Senza
l'individuo umano ovvero senza l'umanità non c'è neppure
la Creazione. Ogni uomo è anche l'Unitarietà Onnicomprensiva.
Consapevolizzando la propria mente, l'individuo può giungere
a Conoscere Se Stesso come Unitarietà Onnicomprensiva
e come Dio. Comprendere o ancora meglio Conoscere l'appena
enunciato è di sostanziale importanza per effettivamente
comprendere i fenomeni: uomo,
Divenire, incarnazione, Coscienza Individuale e Coscienza
Infinita.
3.8) Incarnazioni nell'incarnazione
Dunque, non c'è alcuna reincarnazione,
ma ci sono incarnazioni individuali che avvengono nell'ambito
dell'incarnazione complessiva e ci sono Coscienze Individuali
che avvengono nell'ambito della Coscienza Infinita. Riflettere
in modo opportuno sull'rapporto incarnazione individuale
- incarnazione complessiva può portare a rivelazioni molto
interessanti e può stimolare in modo efficace il Divenire.
Per comprendere più profondamente il processo singolo individuo umano, è necessario considerarlo come elemento inscindibile
del processo umanità.
Quest'ultima asserzione potrebbe sembrare banale perché
è chiaro che ogni uomo è un elemento integrante dell'umanità.
Tale considerare è però spesso superficiale. Così non
è percepita l'essenza del dato di fatto, dato spesso per
scontato, che ogni uomo è inscindibile dall'umanità e
che è tutt'uno con il genere umano. Riflettere su questo
aspetto del rapporto singolo essere umano - umanità
può favorire il comprendere che cos'è l'incarnazione e
può stimolare la trasformazione del "voler bene" a
qualcuno in Amare: Ama
il prossimo come te stesso. Egli è te stesso: l'Unico
Se Stesso.
3.9)
La mente non si reincarna
In seguito è utilizzato il concetto: complesso energetico "post mortem", il
quale sta ad indicare la totalità delle vibrazioni e delle
energie dell'individuo dopo la sua morte, vale a dire
l'insieme di: mente (composta anche dai samskara)
ed altri elementi vibratori energetici dell'individuo
(tra cui: Anima, Segno Divino, Corpo
Illuminato, aura.) e strutture vibratorio/energetiche
costituite dall'individuo durante la vita.
Le
strutture vibratorio - energetiche:
Anima, Segno divino, Corpo Illuminato, aura ed
altre sono spiegate in modo molto dettagliato nei libri
di Zoran e Milica Gruicic: La maturazione del Conscio,
Il Conscio Maturo, Guarire con le Energie e Il Mondo delle
Energie - Andrea Pangos Editore).
I
singoli elementi del complesso energetico "post mortem"
dell'individuo non si incarnano ovvero reincarnano e non
si reincarna ovvero reincarna nemmeno il complesso energetico
"post mortem" nel suo insieme. Si tratta infatti "solamente"
di vibrazioni ed energie, mentre l'entità che si incarna
è sempre la Coscienza (Individuale ed Infinita), la Quale
è tra l'altro anche la Matrice delle vibrazioni e delle
energie. Senza la Coscienza Individuale, non ci può dunque
essere la Matrice Individuale che determina in modo sostanziale
"in che modo vibreranno le vibrazioni e le energie ed
il corpo fisico" dell'individuo. Ad ogni modo, siccome
ogni vibrazione, ogni energia ed ogni processo della Creazione
influisce in un determinata misura su ogni altro processo,
anche ogni complesso "post mortem" influisce in una certa
misura su ogni incarnazione e sull'evolversi dell'umanità.
La "sorte" del complesso energetico "post mortem" dipende
sostanzialmente dalla maturità della coscienza dell'individuo
nell'attimo della morte. Ci sono tre possibili "sorti",
direttamente collegati alla "sorte" della Coscienza Individuale
e del Divenire "post mortem" descritto prima:
1)
Se l'individuo è Divenuto prima
di morire (durante la vita), le sue energie e le sue vibrazioni
sono diventate Vibrazioni ed Energie Mature (Strutture
Energetiche Mature) le quali vibreranno Eternamente, ovvero
vibrano Eternamente con il "timbro" dell'individuo in
questione, anche come complesso energetico "post mortem".
Con i termini
"timbro" dell'individuo
e "timbro" individuale intendo il modo caratteristico
ed unico con cui l'individuo in questione costituisce
ed armonizza, ovvero costituiva ed armonizzava
le vibrazioni. È proprio il perdurare del vibrare
del complesso energetico "post mortem" con il timbro individuale
a mantenere in atto il Divenire "post mortem", ovvero
a permettere alla Coscienza Individuale di continuare
ad avere caratteristiche di Coscienza Individuale.
2) Nel
caso dell'uomo che non
è Divenuto prima di morire, la "sorte" del suo complesso
energetico "post mortem" può essere sostanzialmente di
due tipi:
2a) il
complesso energetico "post mortem" può vibrare più o meno
a lungo con il "timbro" dell'individuo per poi perdere
il "timbro" individuale e "fondersi" con altre Strutture
Energetiche Mature, armonizzandosi con esse. Quanto a lungo il complesso energetico "post
mortem" vibrerà con il "timbro individuale" dipende sostanzialmente
dal grado di maturità della coscienza raggiunto durante
la vita dall'individuo in questione.
2b) il
complesso energetico "post mortem" continua a vibrare
con il "timbro" individuale
sino a Maturare del tutto, diventare cioè una Struttura
Energetica Matura che Esiste(rà) Eternamente. Con la Maturazione
definitiva del complesso energetico "post mortem" si Compie
(del tutto) anche il Divenire "post mortem" a cui ho fatto
riferimento al punto 2b) del paragrafo sul Divenire "post
mortem". Il Compimento
del Divenire "post mortem" e della Maturazione del complesso
energetico "post mortem" dipende primariamente: se durante
la vita l'individuo in questione era maturato abbastanza
da rendere possibile il Divenire "post mortem".
4)
LA REALE IDENTITÀ E LA VERA IDENTITÀ
Per aiutare a comprendere meglio che cos'è l'incarnazione
e l'effettivo significato di asserzioni del tipo: Nella vita precedente sei stato. spiegherò in breve che cosa sono
la Reale Identità e la Vera Identità di ogni essere umano.
La Reale Identità di ogni
essere umano È Dio.
La Vera Identità di ogni
essere umano si compone dell'insieme di: Dio più Creazione.
Come Creazione intendo l'insieme
di: Coscienza Infinita più Universo. La Vera Identità
"contemporaneamente" È ed Esiste. È come Dio ed Esiste
come Creazione.
Io Sono l'Alfa e l'Omega, il primo
e l'ultimo, il principio e la fine. (Apocalisse 22,13)
Ogni essere umano è sia l'Origine (Dio) della Creazione sia
la Creazione Stessa. Ogni essere umano è sia l'Origine
di tutto (Creazione) sia il tutto (Creazione). Ogni essere
umano è Tutto (Dio più Creazione). La Vera Identità è
Eternamente Una, Unica ed Indivisibile. Qualcuno viene
a Conoscenza di questo fatto mentre altri no, ma "nonostante
questo" la Vera Identità di ognuno è sempre la Vera Identità
e la Vera Identità rimane sempre la Vera Identità.
4.1) Dio come Origine della Creazione e Dio come Creazione
In questo articolo, quando
mi riferisco a Dio, intendo Dio come Immutabile Origine
della Creazione. In effetti però, Dio è sia l'Origine
della Creazione sia la Creazione stessa. Dio è cioè sia
l'Origine dell'Essere (Creazione) sia l'Essere (Creazione)
stesso. La mente, ovvero l'uomo, percepisce Dio come Creazione
perché, semplificando e metaforicamente, la mente (non
consapevolizzata) "frammenta Dio". Quando si Discerne
la Realtà dall'illusione si Conosce Dio sia come Origine
della Creazione sia come la stessa Creazione. Dio come
Origine della Creazione è Immutabile e Reale, mentre Dio
(manifesto) come Creazione è mutabile e dunque illusorio.
Questo è direttamente collegato ai concetti di Reale e
Vera Identità. La Vera Identità è un modo di percepire
la Reale Identità.
5) LE PRESUNTE
VITE PRECEDENTI
5.1) Chi ero
nella vita precedente?
Chi ero nella vita precedente, ovvero nelle vite precedenti?,
è un quesito che non rari si pongono. Per avvicinarsi
alla comprensione di "chi (non)
si era nella vita precedente", è utile chiedersi chi si
è in questa vita e porsi quesiti del tipo: Chi
io?; Chi sono io?; Chi sono effettivamente io? Chi sono
io in Realtà ed in effetti? (Il termine in
Realtà si riferisce all'Immutabile, mentre il termine
in effetti riguarda
il mutabile); In
Realtà ed in effetti, sono qualcuno o qualcosa?;
Chi è colui che si sta ponendo questa domanda?;
A chi mi riferisco con il termine io? A ciò che sono effettivamente
e Realmente o a ciò che immagino di essere?; Mi riferisco
al corpo fisico?; Mi riferisco alle idee che ho riguardo
a "me stesso"?; Mi riferisco alla Coscienza Individuale
o alla Coscienza Infinita? Mi riferisco alla Vera Identità?;
Alla Reale Identità? Conosco la Coscienza (Individuale
ed Infinita) oppure ho soltanto delle idee sulla Coscienza
(Individuale ed Infinita) e su di me come Coscienza (Individuale
ed Infinita)?; Conosco la (mia) Vera Identità oppure soltanto
immagino che la (mia) Vera Identità sia ciò che immagino
Essa sia? Conosco la (mia) Reale Identità oppure soltanto
immagino che la (mia) Reale Identità sia ciò che immagino
Essa sia? Per rispondersi in modo adeguato è necessario
Conoscere o perlomeno aver Conosciuto la Vera Identità
e la Reale Identità, e con questo anche Dio come Unica
Realtà. Altrimenti ogni risposta ha valore effimero, perché
ci si esprime riguardo a qualcosa di ignoto.
5.2) Tu nelle vite precedenti sei stato.
Riguardo alle presunte reincarnazioni
si sente spesso affermare: Nelle
vite precedenti sei stato.. Queste parole dovrebbero
essere interpretate nel modo seguente: Come Dio ovvero
come Coscienza Infinita tu sei stato incarnato in tutti
gli esseri umani concepiti sinora, sei ora incarnato in
tutti gli esseri umani e ti incarnerai in tutti gli esseri
umani che saranno concepiti.
In verità,
mai vi fu tempo in cui io non fossi, né tu, né questi
capi di popoli; e in seguito, non verrà quello in cui
noi non saremo. (Bhagavad Gita, pag 35, II/12, Adelphi Edizioni Milano, 1996.)
I malintesi riguardo
all'affermazione: Nelle
vite precedenti sei stato. sorgono anche a causa dell'identificarsi
con il corpo e con la mente, all'immaginare (pensare)
di essere ciò che si immagina (pensa) di essere, vale
a dire a causa del non Conoscere la (propria) Reale Identità
e la (propria) Vera Identità.
Quanti sanno che io sono sia la
divinità col suo principio, sia il creato con il suo principio,
sia il sacrificio con il suo principio, costoro, disciplinati
nella loro attività mentale, mi conoscono anche nel momento
della morte. (Bhagavad
Gita, pag. 40, VII/30, Oscar Classici Mondatori, Milano,
1999).
Leggete la Gita dalla posizione
del Signore Krishna, come coscienza di Krishna..Se la
Gita è letta in questo spirito, la coscienza che si è
erroneamente identificata con il costrutto corpo - mente,
diventerà consapevole della sua vera natura e si fonderà
nella sua stessa sorgente.
(Parole attribuite a Sri Nisargadatta Maharaj, tratte
da: Nessuno nasce, nessuno muore; a cura di Ramesh Balsekar;
Il punto d'incontro.)
Nelle vite precedenti sei
stato.
va dunque interpretato come: Tutto e tutti autoscaturiscono
da Dio che Tu in Realtà Sei. La Creazione è il tuo corpo.
Tutta la vita e tutte le vite avvengono in Te. Te inteso
come Dio e come Vera Identità.
Chi
non Conosce la Vera Identità e la Reale Identità può facilmente
immaginare che l'affermazione: Tu
nelle vite precedenti sei stato., si riferisce a lui
come individuo o più precisamente a ciò che lui immagina
di essere. L'individuo in questione può così anche immaginare
di essere ciò che lui immagina essere la Coscienza Individuale
e può infondatamente supporre che lui come Coscienza
Individuale abbia "migrato" da un corpo all'altro. In
questo è utile tenere presente che da parte sua la Coscienza
(Individuale ed Infinita) non ha alcuna idea riguardo
a se stessa e all'individuo. La Coscienza non ha alcuna
idea, la Coscienza semplicemente Esiste come Sapere Divino,
Amore Divino e Potenza Divina. La Coscienza Individuale
non ha coscienza di se stessa come di un individuo. Tra l'altro la Coscienza (Infinita ed Individuale) non
pensa e non memorizza, intesa nel senso come la intende
l'uomo. Contiene sì informazioni, ma che possono essere
"lette" soltanto dall'uomo. Anche nel
caso che una Coscienza Individuale fosse, per assurdo
e ipoteticamente, la continuazione di una "precedente"
Coscienza Individuale, questa Coscienza non avrebbe certo
l'idea: sono la Coscienza Individuale che nella vita
precedente era.. Il suddetto serve anche per porre
in rilievo che le idee riguardo alla Coscienza (Infinita
ed Individuale) sono soltanto delle idee, inclusa la definizione
che la Coscienza (Infinita ed Individuale) si compone
di Sapere Divino, Amore Divino e Potenza Divina. Questa
definizione è “soltanto” uno dei modi
di definire il “contenuto” della Coscienza
Infinita, la quale comunque Esiste effettivamente come
processo atemporale.
5.3) Dio e
la Coscienza non vivono
La Coscienza (Infinita ed Individuale)
non può avere né vite passate, né vite presenti, né vite
future. La Coscienza (Infinita e Individuale) non ha mai
vissuto, non vive e non vivrà mai.
Dio non
può avere né vite passate, né vite presenti, né vite future.
Dio non ha mai vissuto, non vive e non vivrà mai.
Non nasce, mai muore. Non essendo venuto
all'essere, mancherà di tornare in futuro ad esistere.
Non nato, eterno, perpetuo, non muore l'Antico, anche
se il corpo muore. (Bhagavad Gita, pag 10,
II/20, Oscar Classici Mondatori, Milano, 1999.)
La Coscienza Esiste sul "piano"
della Coscienza come processo del Sapere Divino, dell'Amore
Divino e della Potenza Divina. Dio È "sul piano" di Dio.
Tutte le vite si svolgono "in" Dio e "nella" Coscienza
Infinita, ma Dio non è vivo e non vive, la Coscienza non è viva e non vive. La vita umana si svolge,
scriviamo così, "nella" Coscienza e "in" Dio ed è una
conseguenza dei processi della Coscienza.
"A sua volta Dio rende possibile" l'autoscaturire
della Coscienza Infinita da Se Stesso ed "in" Se Stesso.
I processi
della Coscienza "rendono possibile" la vita umana, ma
la Coscienza di per sé non è viva e "non percepisce" la
vita: sul piano della Coscienza i processi vitali sono
processi nell'ambito del Sapere Divino, dell'Amore Divino e della Potenza Divina.
5.4) I così detti ricordi delle
presunte vite precedenti
Ciò che di solito vengono definiti come ricordi delle vite
precedenti, sono, in effetti, la decodificazione in forma
visuale e verbale. delle informazioni insite in varie
strutture vibratorio - energetiche e nella Coscienza Infinita.
Tale decodificare è fondamentalmente di quattro generi.
Primo genere
Sulla realizzazione dei processi
di ogni Coscienza Individuale influiscono pure tutte le
Coscienze Maturate dell'umanità, vale a dire le Coscienze
dei Divenuti, ancora vivi e non.
Sul formarsi di alcune Coscienze Individuali influiscono
in modo particolare alcune Coscienze Maturate. Questo
comporta anche il "trasferimento" dalle Coscienze Maturate
alla Coscienza Individuale, di informazioni "proprie"
alle Coscienze Maturate che concorrono alla realizzazione
dei processi della Coscienza Individuale in questione.
Tra queste informazioni ci sono anche quelle che riguardano
la vita dell'individuo attraverso il quale è Maturata
una (determinata) Coscienza (Individuale), cioè la vita
di un Divenuto. Durante
la meditazione, il sonno, il dormiveglia, la regressione,
l'ipnosi. può avvenire la decodificazione di tali dati
in forma di immagini, sapere, formule, messaggi
verbali, date ecc. Così qualcuno potrebbe pensare che si tratti
di avvenimenti o informazioni che riguardano una sua (presunta)
vita passata, mentre si tratta della decodificazione di
informazioni riguardanti la vita un Divenuto.
Il succitato tipo di decodificazione di dati avviene spesso
anche a causa di una miglior armonizzazione delle emozioni
e dei pensieri con la Coscienza Infinita. Cogliere l'aspetto
fondamentale della decodificazione delle informazioni
relative ad una Coscienza Maturata, può essere di grande
aiuto per stimolare il Divenire. Quando invece tale decodificare
è inteso come ricordo di una propria (presunta) vita precedente
(come individuo), allora questa incomprensione può ostacolare
il Divenire, anche perché può alimentare la falsa identità di tipo
spirituale. Le informazioni decodificate come immagine,
messaggio verbale, suono. sono in ogni caso soltanto una
minima parte del sapere acquisito in questi casi. La maggior
parte di tale sapere si rivela in seguito.
5.5) La cosiddetta reincarnazione di un Dalai Lama
Un caso particolare di riconoscimento
delle informazioni riguardanti la Coscienza Matura che
ha influito in modo particolare sulla realizzazione dei
processi della (propria) Coscienza Individuale, è quanto
accade nel caso del riconoscimento della cosiddetta reincarnazione
di un Dalai Lama, quando un bambino viene sottoposto alle
prove di riconoscimento di determinati oggetti appartenuti
ad un Dalai Lama. Se li riconosce e supera così la prova,
allora si afferma che questo bambino è la reincarnazione
del Dalai Lama in questione. Non si tratta però della
cosiddetta reincarnazione di un Dalai Lama, bensì si tratta
del fatto che i processi sul piano della Coscienza Infinita
"inerenti" al Dalai Lama in questione, hanno influito
in maniera importante sulla realizzazione della Coscienza
Individuale del bambino riguardo al quale si asserisce
che è la reincarnazione di questo Dalai Lama.
Secondo genere
Ogni Coscienza Individuale
è inscindibile dalla Coscienza Infinita ed eguale ad essa.
Sul piano della Coscienza Infinita sono "archiviati" tutti
i dati sull'evoluzione cosmica e umana.
Durante stati particolari come quelli succitati,
può succedere che l'individuo decodifichi delle informazioni
riguardanti l'esistenza di qualcuno: di un condottiero,
di una regina, di un artista, di una prostituta, di un
re, di una casalinga, di uno scienziato, di uno sciamano
. Allora egli può
immaginare che si tratti di sue vite precedenti (come
individuo), mentre invece si tratta semplicemente della
decodifica delle informazioni riguardanti la vita di qualcuno
vissuto chissà quando e chissà dove.
Terzo genere
I pensieri e le emozioni creano pure strutture
vibratorio - energetiche che contengono dati sulla vita
dell'individuo e della collettività. Quando ci si collega
ad una tale struttura vibratorio - energetica,
può succedere che le informazioni ivi "contenute" siano decodificate
in immagine, suono, odore, idea, informazione comprensibile
o incomprensibile... Quando queste informazioni si riferiscono
alla vita di qualcuno, esiste la possibilità di supporre
(erroneamente) che tali informazioni riguardino una propria
(presunta) vita precedente (come individuo).
La connessione con queste strutture vibratorio - energetiche
può avvenire in ogni momento: visitando un luogo con tali
strutture, pensando a tale luogo, identificandosi con
ciò che è avvenuto in tali luoghi, sviluppando emozioni
e pensieri con frequenze e forme affini alla struttura
vibratorio - energetica ed in altri modi ancora. La connessione
può avvenire anche direttamente per discendenza famigliare,
quando nel momento del concepimento o dopo l'embrione
si "connette" con le strutture vibratorio - energetiche
della famiglia.
Quando ci si collega, ad esempio, ad una struttura energetica
negativa di un campo di concentramento nazista, oltre a subirne l'effetto negativo sulla salute
psico-fisica, sull'armonia delle vibrazioni con la Coscienza
Infinita e sulla vita in generale, può accadere di decodificare informazioni riguardanti la vita di chi ha "vissuto"
nel campo di concentramento. Questo può portare a credere
di essere stati, nella presunta e cosiddetta vita precedente,
detenuti in quel campo di concentramento oppure di essere
stati un nazista, un soldato tedesco o altro. Allora uno potrebbe pensare ed affermare: la mia vita è pesante perché nella vita precedente
sono stato un ufficiale nazista; in questa vita ho difficoltà
perché nella mia vita precedente,
pur essendo morto in un campo di concentramento, non avevo
completamente espiato le mie colpe delle vite precedenti;
ora capisco il perché di tutti i miei problemi quando
sono stato in Germania; ecco perché soffro tanto quando
guardo documentari sull'olocausto.
Collegandosi
invece con una struttura vibratorio - energetica positiva
di un tempio, di un luogo di pellegrinaggio, di un luogo
di meditazione, di un Luogo di Potere. può accadere
che alcune informazioni di tale struttura vibratorio energetica
vengono decodificate come immagine del volto di un personaggio
che ha contribuito al formarsi della stessa struttura
vibratorio - energetica. Collegarsi a strutture vibratorio
- energetiche positive è positivo per il Divenire, ma
questa positività può essere diminuita da deduzioni come:
nella vita precedente sono stata una sacerdotessa,
nella vita precedente sono stato un apostolo, nella
vita precedente sono stato il discepolo prediletto di.
e in questa vita devo continuare la sua missione.
Quarto genere
Durante
la regressione, l'ipnosi, la meditazione, il sognare ad
occhi chiusi. si possono ricevere indicazioni in forma
di immagine, messaggio verbale ecc., su come risolvere
un problema, consigli sul da farsi per neutralizzare gli
ostacoli per il Divenire, suggerimenti su cosa fare per guarire ecc. Tali informazioni sono la risposta a processi che
l'individuo (o altri per lui) ha avviato attraverso il
porsi delle domande, cercare soluzioni, pregare, meditare
e attività simili, ma anche in modo non intenzionale. Vale a dire che per comprendere come risolvere
un problema o ricevere la risposta cercata, l'individuo
induce processi che si manifestano come "rappresentazione
terapeutica", la quale ha spesso per palcoscenico il passato
ed il cui protagonista il più delle volte non è l'individuo
in questione (il "paziente" in "terapia"). La causa del
problema o del tema trattato in questo particolare tipo
di opera teatrale è comunque da cercare nella vita di
chi è in terapia. La causa del problema non è indicata
al "paziente" in relazione alla sua vita e a lui, anche
per non creare ulteriore senso di colpa, stress ed altre
reazioni negative che potrebbero aggravare il problema.
È invece presentata come un qualcosa che riguarda un personaggio
del passato, in modo che il paziente comprenda il problema senza
però addossarsene subito, direttamente ed in modo esagerato
la colpa o il peso, affinché in lui maturi gradualmente
e positivamente il senso di responsabilità riguardo a
tale situazione e possa così risolvere il problema. Dunque,
quando tale messaggio è interpretato per ciò
che esso effettivamente rappresenta, il paziente può usarlo
come chiave per risolvere determinate questioni, senza
crearsi reazioni particolarmente negative pur sapendo
che si tratta di una situazione causata da lui, anche
perché percepisce il tutto come una metafora. Quando invece
tale messaggio è usato come base sulla quale costruire
una fatamorganica rappresentazione teatrale riguardante
una presunta vita precedente, allora il fantasticare prende
piede e questo ostacola la risoluzione del problema ed
il Divenire.
6) L'AUTORICONOSCERSI
6.1) L'autoriconoscersi della Coscienza Infinita
La Coscienza
Infinita si autoriconosce attraverso il proprio incarnarsi.
Va precisato che si tratta di un autoriconoscersi "indiretto",
perché la Coscienza Infinita non si riconosce direttamente
attraverso se stessa, ma si autoriconosce indirettamente attraverso
la mente umana di cui, tra l'altro, la Coscienza Infinita
è anche la Matrice. Questo significa pure che
solamente l'uomo può Conoscere la Coscienza Infinita
ed i suoi processi. La Coscienza Infinita non ha coscienza
di se stessa, nel modo in cui l'uomo ha coscienza di se
stesso. La definisco Coscienza Infinita anche perché essa
è anche il potenziale che può permettere all'uomo di avere
coscienza dell'Infinito, più precisamente di Essere Consapevole
dell'Infinito, vale a dire di Essere Infinitamente Consapevole.
Il Conoscere
la Coscienza Infinita, da parte dell'uomo, avviene principalmente
attraverso la consapevolizzazione della mente, che consiste
in sostanza nell'armonizzazione delle emozioni e dei pensieri
con la stessa Coscienza Infinita. La qualità del Conoscere
(da parte dell'individuo) la Coscienza Infinità è determinata
primariamente dal grado di consapevolizzazione della mente
dello stesso individuo. L'aver pienamente consapevolizzato
la propria mente è infatti la condizione base
per Conoscere pienamente la Coscienza Infinita.
Soltanto chi ha pienamente consapevolizzato la propria
mente può conoscere in modo pieno e chiaro la Coscienza
Infinita. L'uomo dalla mente non consapevolizzata conosce
la Coscienza Infinita in modo parziale e distorto, perché
il suo Conoscere è filtrato e distorto da emozioni e pensieri
non armonizzati con la Coscienza Infinita.
Maggiore
è il grado di consapevolizzazione della mente e:
- in senso metaforico, più la mente parla la lingua
della Coscienza Infinita, cioè il linguaggio del Sapere
Divino, dell'Amore Divino e della Potenza Divina;
- maggiormente
l'individuo in questione Conosce (in se stesso, Se Stesso
ed in tutti): il Sapere Divino, l'Amore Divino, la Potenza
Divina e Dio,
- in
maggior misura egli esprime il sapere Divino, l'Amore
Divino e la Potenza Divina sul piano temporale - spaziale,
vale a dire attraverso il proprio agire, emozionarsi e
pensare.
- più
l'individuo in questione è vicino a Conoscere la (propria)
Reale Identità e la (propria) Vera Identità.
6.2)
Conoscere il Conoscere: il Conoscere che Conosce Se Stesso
Ritengo
utile rilevare che Conoscere la Coscienza Infinita non
significa Conoscere "direttamente" la Coscienza Infinita,
ma significa Conoscere il Conoscere la Coscienza Infinita.
Lo stesso principio vale per ogni tipo di Conoscere e
di percezione, perché il Conoscere è una particolare forma
di percepire.
Ad esempio,
semplificando: quando si conosce qualcuno, nel senso comune
del termine, non si conosce quel
qualcuno (l'oggetto del conoscere), ma si conosce
il conoscere quel qualcuno (si conosce cioè il conoscere
l'oggetto). Quando si prende in mano una tazza di tè,
non si percepisce "direttamente" la tazza di te di per
sé, ma si percepisce il percepire di ciò che si definisce
la tazza di tè,
la quale è un costrutto mentale, nel senso che ciò che
è percepito come tazza di tè è il risultato del decodificare
in modo particolare, esclusivo alla mente umana, di determinati
processi della Coscienza ovvero delle vibrazioni da essi
prodotte.
Il Conoscere
non è mai: Conoscere l'oggetto che si Conosce. Il Conoscere
è l'aver Conoscenza del Conoscere l'oggetto: il Conoscere
specifico che Conosce se stesso.
6.3) L'AutoriconoscerSi di Dio
Osservato
in un contesto più ampio, essendo la Coscienza Infinita
una manifestazione di Dio, l'autoriconoscersi della Coscienza
Infinita è anche lo strumento di Dio in funzione del AutoriconoscerSi
di Dio. Osservando da questa prospettiva, Dio Conosce
Se Stesso attraverso la Coscienza Infinita, più precisamente,
attraverso l'uomo. Chiaramente anche in questo caso si
tratta di un autoriconoscersi "indiretto", perché è la
mente umana ovvero l'uomo a Conoscere Dio.
Dio non
può Conoscere "direttamente" Se Stesso, principalmente
perché:
- il
Conoscere esige una serie di processi. Essendo Dio Immutabile
non è "dotato" di processi, ovvero di strumenti per AutoriconoscerSi.
- il
Conoscere ha bisogno di tre elementi: il Conoscente, il
Conoscere ed il Conosciuto. Dio (inteso come Immutabile
Origine della Creazione) È Uno. Come potrebbe Dio
Conoscere Dio, dato che solo (Uno) Dio È e che
per Conoscere bisogna essere (perlomeno) in Tre?!
6.4) L’AutoriconoscerSi
di Dio e (è) l’AutoriconoscerSi dell’uomo
L’AutoriconoscerSi
di Dio avviene soltanto nella mente umana ed è
esclusivo alla mente umana, così come sono esclusivi
alla mente umana anche il tempo e lo spazio attraverso
i quali avviene Tale AutoriconoscerSi. Dio che si Autoriconosce
attraverso l’uomo significa anche: uomo che Riconosce
Se Stesso attraverso se stesso. L’AutoriconoscerSi
di Dio e l’AutoriconoscerSi dell’uomo sono
lo stesso processo che si svoge nell’Eterno Ora.
Consapevolizzando la mente, l’individuo si avvicina
a Conoscere la (propria) Reale ovvero Vera Identità
e l’Eterno Ora.
Quando
è la pienezza del tempo? Quando non c’è
più il tempo? La pienezza del tempo c’è
per chi, nel tempo, ha posto il suo cuore nell’eterno,
e per cui sono morte tutte le cose temporali. (La via
del distacco, Meister Eckhart, Oscar Classici Mondadori,
pag.51)
6.5) Conoscere il mutabile e
Conoscere l'Immutabile
Quanto
vale per la consapevolizzazione della mente per Conoscere
la Coscienza Infinita, vale sostanzialmente anche per
il Conoscere Dio. Come nel caso del Conoscere la Coscienza
Infinita, anche Conoscere Dio non significa Conoscere "direttamente" Dio, ma
significa Conoscere il Conoscere Dio.
La differenza
sostanziale tra il Conoscere la Coscienza Infinita ed
il Conoscere Dio consiste nel fatto che: il Conoscere
la Coscienza Infinita rappresenta il Conoscere un processo,
cioè un elemento mutabile, nel nostro caso la Coscienza
Infinita. Il Conoscere Dio rappresenta invece il Conoscere
l'Immutabile ("non processo").
6.6) Tutta l'umanità beneficia
dell'AutoriconoscerSi di Uno
Dato
che Tutto È Uno, quando un uomo Conosce Dio tutti gli
uomini hanno Conosciuto Dio assieme a lui. Un passo di
ogni uomo "verso" Dio è un passo di tutta l'umanità "verso"
Dio. Il Conoscere Dio da parte di un uomo è il Conoscere
Dio da parte di tutti gli uomini. Soltanto che a causa
della mente non consapevolizzata essi non riescono a Realizzare
Ciò.
L'effetto
positivo sull'umanità di chi è Divenuto è comunque ben
scorgibile da quanto i Divenuti hanno influito in modo
cardinale sulla storia dell'umanità. Basta pensare soltanto
ad alcuni degli oltre sedicimila esseri umani che sono
Divenuti: Aristotele, Buddha, Confucio, Ghandi, Gesù,
Lao Tzu, Leonardo, Kant, Madame Curie, Maria di Nazareth,
Michelangelo, Mozart, Rumi, Shakespeare, Shankara, Tesla.
Come
sarebbe il mondo se i Divenuti non fossero Divenuti?!
La
realizzazione del Sé è il maggior aiuto che si può offrire
all'umanità.
(Ramana
Maharishi)
La fondamentale
importanza dei Divenuti per l'umanità, ma sopratutto per
loro stessi, è del tutto comprensibile dato che il Divenire
è il processo fondamentale dell'uomo e dato che portare
a Compimento il proprio Divenire rappresenta lo scopo
principale di ogni vita umana, la Finalizzazione Ultima
dell'incarnazione individuale, del processo dell'AutoriconoscerSi
individuale nell'ambito di quello collettivo.
Il
seme del pero si sviluppa per diventare un pero, il seme
del noce si sviluppa per diventare un noce, così anche
il seme di Dio si sviluppa per diventare Dio.
(Meister Eckhart, Dell'uomo nobile, a cura di M.Vannini,
Adelphi, Milano, 2000, p.223)
7) INCARNAZIONE
E KARMA
Quando
si tratta l'argomento dell'incarnazione e della cosiddetta
reincarnazione è spesso menzionato anche il Karma. Per
questo motivo spiegherò ora molto in breve il nesso tra
l'incarnazione ed il Karma. (Informazioni più dettagliate
riguardo al nesso tra il karma e l'incarnazione si trovano
nell'articolo: Elementi del Karma, di Zoran Gruicic e
Milica Gruicic).
In sostanza il Karma è la legge di
causa e conseguenza: ciò che semini raccoglierai. In questo
è necessario tenere presente che le "cause" del tempo
e dello spazio si trovano nell'ambito della Coscienza
Infinita, la quale è, come già spiegato, anche la Matrice del tempo e dello spazio. Essendo
il tempo - spazio una conseguenza dei processi della Coscienza
Infinita, i semi (le cause ovvero le predisposizioni)
di tutti gli avvenimenti del tempo - spazio si trovano
nell'ambito della Coscienza Infinita, la quale è anche
la Matrice di tutti gli avvenimenti della dimensione tempo
- spazio.
La semina e la raccolta avvengono
nel tempo e nello spazio, ma i semi sostanziali (le cause/predisposizioni
sostanziali) di ciò che si è fatto e di ciò che si raccoglierà
sono processi nell'ambito della Coscienza Infinita.
Essendo la legge del Karma in essenza
la legge di causa e conseguenza e siccome le cause e le
conseguenze sostanziali si trovano nella Coscienza Infinita,
il Karma si trova sul piano della Coscienza Infinita.
Più precisamente: il Karma Infinito è la Coscienza Infinita.
Il Karma Infinito è dunque anche la matrice del tempo
e dello spazio e di tutto ciò che accade nell'ambito del
tempo e dello spazio. Il Karma non si trova sul piano
del tempo e dello spazio, ma si manifesta attraverso il
tempo e lo spazio. Il Karma è atemporale. Il tempo e lo
spazio sono manifestazioni dei processi del Karma.
Questo significa anche che il Karma
si compone di Sapere Divino, Amore Divino e Potenza Divina e non può dunque in nessun caso
essere né positivo né negativo. Le informazioni sul piano
del Karma sono sempre ed esclusivamente processi nell'ambito
del Sapere Divino, dell'Amore Divino e della Potenza Divina,
di qualsiasi informazioni si tratti, anche di quelle inerenti
al delitto più efferato.
Quello che è negativo riguardo al
Karma sono gli ostacoli sul piano temporale e spaziale
che impediscono l'armonico esprimersi del Karma,
vale a dire del Sapere Divino, dell'Amore Divino e della
Potenza Divina, sul piano temporale - spaziale. Sostanzialmente,
gli ostacoli primari per l'armonico esprimersi del Karma
sono le vibrazioni non armonizzate con il Karma. Nel caso
dell'individuo tali ostacoli intralciano il Divenire dell'individuo,
perché il Karma Individuale è la Matrice che determina
il modo in cui si costituiranno ed armonizzeranno le vibrazioni
dell'individuo in questione e con questo il Karma è anche
la Matrice che determina le modalità dell'AutoriconoscerSi
del singolo.
Essendo la stessa Coscienza, il Karma
è uno strumento in funzione dell'AutoriconoscerSi di Dio
ovvero dell'uomo. Il Karma è "soltanto un altro nome per
indicare la Coscienza, ma poiché il termine Karma è utilizzato
spesso e nei modi più disparati, ho ritenuto opportuno
spiegare, molto in breve, il nesso tra Karma, Coscienza
e incarnazione.
8)TECNICA DI
MEDITAZIONE PER CONOSCERE
L'INCARNAZIONE ED IL KARMA
8.1) Comprendere gli insegnamenti
La soluzione per Comprendere e Conoscere
l'incarnazione ed il Karma consiste primariamente nel
consapevolizzare la mente. Questo è l'approccio fondamentale
per Conoscere e senza Conoscere non ci può essere nemmeno
effettivo Comprendere.
Maggiore è il grado di consapevolizzazione
della mente, maggiori sono le possibilità che l'individuo
in questione interpreti in modo veritiero i fenomeni in
generale e nel nostro caso
i fenomeni dell'incarnazione e del Karma. Un alto
grado di consapevolizzazione della mente non significa
però automaticamente interpretare in modo veritiero ciò
che si Conosce. Anche l'uomo Divenuto può sbagliare, pure
in modo molto considerevole quando interpreta intellettualmente
i fenomeni Conosciuti. Bisogna inoltre considerare che
molti insegnamenti espressi dai Divenuti sono stati da
loro manifestati prima di Essere Divenuti. In quest'ottica
sarebbe interessante suddividere gli insegnamenti dei
Divenuti in insegnamenti antecedenti e successivi al loro
Essere Divenuti.
Chi non Conosce è un credente
e non è un Conoscente.
Crede chi non Conosce.
Chi Conosce non crede, egli
Semplicemente Conosce.
Sapere non significa anche
Conoscere.
Conoscere non sottintende
anche sapere.
La tecnica di meditazione Conoscere l'incarnazione ed il Karma che
propongo stimola i processi che possono portare a Comprendere
e a Conoscere i processi dell'incarnazione e del Karma.
8.2) Rivolgersi a Dio per Conoscere
La tecnica di meditazione Incarnazione e Karma si basa anche sul
rivolgersi a Dio attraverso delle preghiere specifiche
che vanno percepite come modo qualitativo di comunicare
con la (propria) Reale Identità ovvero con la (propria)
Vera Identità per maturare il sapere riguardo all'incarnazione
ed il Karma e per stimolare il Divenire attraverso la
consapevolizzazione della mente.
Rivolgersi a Dio in modo idoneo significa
in sostanza utilizzare la mente per comunicare con la
(propria) Reale Identità, ma anche con la (propria) Vera
Identità, per Conoscere la (propria) Vera Identità e la
(propria) Reale Identità.
Molta gente semplice immagina Dio lassù e noi quaggiù. Ma non è così:
Dio e io siamo una cosa sola.
(La via del distacco, Meister Eckhart, pag 48, Oscar Classici
Mondadori).
Nel rivolgersi a Dio è utile tenere
presente che ogni idea riguardo a Dio ostacola la comunicazione
con Dio e ne diminuisce la qualità,
perché si tratta soltanto di idee e Dio non è certamente
un'idea. Mi riferisco primariamente a idee senza effettivo
fondamento del tipo: Dio si è risentito a causa nostra
e dobbiamo essere perdonati; bisogna avere timore di Dio;
Dio si trova da "qualche parte" fuori di noi; Dio vuole
questo o quello (cosiddetta volontà Divina) ed altri concetti
simili. Dio non si risente mai, non ha nemmeno gli strumenti
per risentirsi. Dio non si trova da qualche parte, Dio
È la Reale Identità di ogni essere umano. Dio non vuole
nulla, Dio È Semplicemente Dio.
L'uomo non deve temere Dio, perché
chi lo teme lo fugge. Questo timore è dannoso. Il timore
è giusto solo quando si teme di perdere Dio, ma l'uomo
non deve temere Dio, deve amarlo, dato che Dio ama l'uomo
con tutta la sua altissima perfezione. (La via del distacco, Meister Eckhart, pag. 55, Oscar Classici Mondadori)
8.3) I 9 passi della meditazione
La tecnica di meditazione per Conoscere
l'incarnazione ed il karma si compone di 9 passi, di cui
7 diverse preghiere rivolte a Dio e 2 affermazioni da
fare in sequenza. Due di questi passi sono facoltativi:
a) l'abbassare e l'eguagliare le onde cerebrali; b) rialzar
le onde cerebrali.
Ogni passo consiste fondamentalmente
in una preghiera o asserzione che in alcuni casi va accompagnata
dalla visualizzazione, la quale deve essere lieve, senza
sforzarsi di visualizzare. Ogni preghiera o asserzione
si fa per un determinato tempo, indicato insieme alla
preghiera o l'asserzione. I tempi citati sono indicativi e ognuno può adeguarli alle proprie
esigenze, in base al proprio sentire.
La preghiera o l'asserzione si esprime interiormente
senza ripeterla e si rimane concentrati (non tesi) su
ciò che si sta facendo. Se si perde la concentrazione
si ripete la preghiera o l'asserzione.
Inizio della
meditazione
Per iniziare a meditare:
- mettersi seduti comodamente, preferibilmente con
le mani sulle cosce e i palmi rivolti verso l'alto. Si
può comunque assumere qualsiasi posizione consona alla
meditazione,
- chiudere gli occhi,
- rilassarsi brevemente,
- calmare la respirazione e
- iniziare la meditazione con la preghiera:
A. Prego Dio
di abbassarmi ed eguagliarmi le onde cerebrali.
Visualizzare la testa. Tempo: 2'
Abbassando ed eguagliando le onde
cerebrali si possono stimolare in modo più efficace e
profondo i processi meditativi/maturativi.
La tecnica di meditazione con le onde cerebrali
abbassate ed eguagliate è spiegata in modo dettagliato
nel libro La maturazione del Conscio, di Zoran Gruicic
e Milica Gruicic. L'abbassamento ed eguagliamento
delle onde cerebrali è facoltativo, ma è consigliabile
eseguirlo proprio per migliorare la qualità della meditazione.
I meditatori esperti possono comunque saltare questo passo.
1)
Prego Dio di riprogrammarmi il karma dei concetti incarnazione
e reincarnazione. Senza visualizzare. Tempo 2'-3'
Riprogrammando il karma dei concetti
incarnazione
e reincarnazione si ottengono, tra l'altro,
i seguenti risultati:
- si stimola l'armonizzazione con
la Coscienza Infinita delle vibrazioni delle forme emozione
e delle forme pensiero inerenti ai concetti incarnazione
e reincarnazione,
-
si stimola la consapevolizzazione
della mente;
- ci si disidentifica dai concetti
incarnazione e Karma e dalle fonti attraverso le quali
si è giunti alla formazione di questi concetti;
- si neutralizzano i blocchi intellettivi,
tra cui la pigrizia intellettiva, i quali ostacolano la
comprensione;
- si amplia la prospettiva di analisi
dei concetti/processi incarnazione
e reincarnazione;
- si stimolano quei processi che
permettono di crearsi definizioni individuali riguardo
ai fenomeni dell'incarnazione e della reincarnazione,
svincolandosi dai concetti acquisiti riguardo all'incarnazione
e alla reincarnazione;
- si stimola la neutralizzazione
degli elementi non veritieri inerenti ai propri concetti
di incarnazione e di reincarnazione;
-
si stimola "l'acquisire"
del sapere relativo all'incarnazione e alla reincarnazione:
sia del sapere intellettuale che si può trovare nei libri
o ricevere verbalmente, sia del sapere in forma vibrazionale
o sul piano della Coscienza Infinita, che poi con il tempo
si tramuta in sapere intellettuale, cioè sapere spiegabile
e raffigurabile.
- si stimola lo svincolarsi dalle
forme pensiero collettive e dalle forme emozione collettive
riguardanti l'incarnazione e la reincarnazione.
Nell'articolo ho spiegato che, in effetti, non
c'è alcuna incarnazione. In questa meditazione propongo
comunque di meditare sul concetto reincarnazione per neutralizzare
gli influssi negativi che derivano dai concetti errati
riguardo la reincarnazione e l'incarnazione. Meditare
sul concetto reincarnazione aiuta pure a comprendere meglio
quanto scritto sinora sulla (non) reincarnazione.
2)
Prego Dio di riprogrammarmi il karma del concetto Karma.
Senza visualizzare. Tempo 2'-3'
Riprogrammando il Karma del concetto
Karma si ottengono risultati simili, applicati al concetto
Karma, a quelli della meditazione numero 1.
3)
Prego Dio di conoscere come
è avvenuta la mia incarnazione individuale.
Senza visualizzare. Tempo 2'-3'
Con questa preghiera si stimola primariamente:
- il conoscere direttamente, come
esperienza individuale, di com'è avvenuta la propria incarnazione
(come individuo).
- "l'acquisire" il sapere (intellettuale,
in forma vibrazionale e come processi sul piano della
Coscienza Infinita) riguardo al proprio concepimento e
al proprio percorso spirituale.
4)
Prego Dio di conoscere come
avviene l'incarnazione complessiva.
Senza visualizzare. Tempo 2'-3'
Questa preghiera stimola tra l'altro:
- il conoscere direttamente, come
esperienza individuale, in che modo avviene l'incarnazione
complessiva.
- "l'acquisire" il sapere (intellettuale,
in forma vibrazionale e come processi sul piano della
Coscienza Infinita) riguardo a come si è formata l'umanità
e ai modi in cui l'umanità tende all'Amore e a Dio.
5)
Prego Dio di conoscere l'Unitarietà tra la mia Coscienza
Individuale, le Coscienze Individuali e la Coscienza Infinita. oppure Prego Dio di conoscere l'Unitarietà tra il
mio Karma Individuale, i Karma Individuali e il Karma
Infinito.
Senza visualizzare. Tempo 2'-3' oppure
Con questa preghiera si stimola,
primariamente:
- il conoscere che la propria Coscienza
Individuale è Uno con tutte le Coscienze Individuali e
con la Coscienza Infinita,
- il Conoscere la Vera Identità e
la Reale Identità.
- la maturazione della capacità di
Amare se stessi, gli altri e Dio.
6)
Conosco la Vera Identità.
Senza visualizzare. Tempo 2'-3' oppure
Il passo numero 6 non è una preghiera,
ma è un'asserzione che serve per:
- appurare intellettualmente ciò
che sta avvenendo, nel senso che è in atto il processo
attraverso il quale ci si sta avvicinando (durante questa
meditazione ed in generale) a Conoscere la Vera Identità;
-
stimolare l'avvicinarsi al Conoscere la Vera Identità:
- stimolare l'acquisire il sapere
(intellettuale, in forma vibrazionale e come processi
sul piano della Coscienza Infinita) riguardo alla Vera
Identità.
7)
Conosco la Reale Identità.
Senza visualizzare. Tempo 2'-3' o
più (a piacimento)
Gli scopi di questa asserzione sono
simili a quelli del passo 6, inerenti però alla Reale
Identità.
B. Prego Dio
di rialzarmi le onde cerebrali.
Visualizzare la testa. Tempo: Una
volta fatta questa preghiera si aspetta un minuto o due
e poi si riaprono lentamente gli occhi. Questa preghiera
si fa soltanto se all'inizio della meditazione si è fatta
la preghiera per abbassare ed uguagliare le onde cerebrali.
Il far tornare le onde cerebrali al livello abituale è
comunque facoltativo, ma le prime volte è meglio farlo,
per evitare di sentirsi storditi a causa dell'aver riaperto
gli occhi senza aver rialzato le onde cerebrali.
È consigliabile registrare le meditazioni
e meditare ascoltando la registrazione, per evitare di
dover aprire gli occhi durante la meditazione, perché
l'aprire gli occhi durante la meditazione influisce negativamente
sulla qualità del meditare e dei risultati della meditazione.
La meditazione per Conoscere l'incarnazione
ed il Karma si può fare quanto e quando si vuole. I risultati
della meditazione dipendono anche dalla maturità della
coscienza di chi medita. In generale è bene fare questa
meditazione ogni giorno per 15 - 30 giorni di fila, per avviare i processi necessari e
poi farla ogni tanto.
Per
aumentare l'effetto della meditazione è consigliabile
fare durante il giorno anche le preghiere singolarmente,
senza abbassare le onde cerebrali. Quando si ha un po'
di tempo, si chiudono gli occhi e si fa la preghiera,
per esempio: Prego Dio di riprogrammarmi il karma del concetto
Karma oppure
Prego Dio di conoscere come è avvenuta la mia incarnazione
individuale. Oppure qualche altra preghiera tra quelle
indicate. Dopo 1 o 2 minuti si riaprono gli occhi.
Un ottimo modo per giungere a Comprendere
e a Conoscere l'incarnazione ed il Karma è fare prima
di addormentarsi una delle preghiere ed asserzioni (passi
da 1 a 7) proposte. Così si utilizza il sonno ed il sognare per
stimolare i processi sopradescritti.
Ricapitolando
i 9 passi della meditazione per Conoscere l'incarnazione
e il Karma sono:
A) Prego Dio
di abbassarmi ed eguagliarmi le onde cerebrali. 2'
1) Prego Dio
di riprogrammarmi il karma dei concetti incarnazione e
reincarnazione. 2'-3'
2) Prego Dio
di riprogrammarmi il karma del concetto Karma. 2'-3'
3) Prego Dio
di conoscere come è avvenuta la mia incarnazione individuale. 2'-3'
4) Prego Dio
di conoscere come avviene l'incarnazione complessiva.
2'-3'
5) Prego Dio
di conoscere l'Unitarietà tra la mia Coscienza Individuale,
le
Coscienze Individuali
e la Coscienza Infinita. oppure Prego
Dio di conoscere l'Unitarietà tra il mio karma Individuale,
i Karma Individuali ed il Karma Infinito. 2'-3'
6) Conosco
la Vera Identità. 2'-3'
7) Conosco
la Reale Identità. 2'-3' o più (a piacimento)
B) Prego Dio
di rialzarmi le onde cerebrali. 2'-3'
Bracciano 15 maggio 2005