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Aforismi
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ELIMINARE LA SOFFERENZA ATTRAVERSO LA CONSAPEVOLEZZA 11.2.3. CONSAPEVOLIZZAZIONE E SOFFERENZA L’identificazione con la sofferenza e l’ “entrare nel sogno della sofferenza” è un ottimo modo della mente per abortire la pienezza della vita e per schiacciare se stessa e altre menti nell’inferno della sofferenza. Soffrire non è inutile: soffrire è nocivo. La sofferenza uccide le beltà della vita. Soffrendo rovini la “tua” e “altrui” vita. Soffrire ostacola il Divenire individuale e collettivo. Destati dalla sofferenza, mente Svegliati all’Amore.
Per Divenire veramente è necessario che la mente: consapevolizzi anche i propri punti più dolenti, affronti ciò di cui ha paura e non fugga da ciò (si tratta di segmenti della mente che “affrontano” o “fuggono” da altri segmenti della stessa mente), consapevolizzi le emozioni represse, esprima in modo consapevolizzante il non detto invece di zittirsi, si accetti e accetti altre menti in modo consapevolizzante, si apra ai miglioramenti, guardi e veda invece di annebbiarsi la percezione, affronti l’ignoto, cambi approccio alle circostanze… Per questo motivo tra le molte menti che si occupano di spiritualità rare veramente maturano spiritualmente (Divengono qualitativamente). Da questa prospettiva ci sono due tipi di sofferenza: - la sofferenza che è il risultato della mente poco consapevolizzata, vale a dire la sofferenza che produce ulteriore sofferenza e potenzia i meccanismi comportamentali, emotivi e concettuali inerenti alla sofferenza - tale sofferenza (9) è fine a se stessa ed è una disfunzione di per sé che stimola l’aggravarsi dello stato mentale. Questo tipo di sofferenza può essere definito come sofferenza infernale, vale a dire come sofferenza della mente infernale - della mente poco consapevolizzata; (9) La sofferenza non va confusa con il dolore, il quale è relativo primariamente al corpo fisico, mentre la sofferenza è relativa primariamente alla bassa qualità di emozioni e di pensieri. - la sofferenza che è una conseguenza della consapevolizzazione, vale a dire la sofferenza che è un effetto collaterale della consapevolizzazione - tale sofferenza è in funzione del Divenire veritiero e quindi è benefica, a patto che la mente non tenda a identificarsi con essa (segmenti di mente che tendono a identificarsi con altri segmenti della stessa mente) e produca così sofferenza non consapevolizzante. Questo tipo di sofferenza può essere denominato come sofferenza purgatoriale, vale a dire sofferenza della mente purgatoriale - della mente che si sta consapevolizzando per divenire mente Paradisiaca (Quieta/Consapevolizzata). La sofferenza serve? Certo che la sofferenza serve. La sofferenza serve veramente? Veramente, tutto serve a qualcosa. E allora, a che cosa serve la sofferenza? A: star male A: farsi del male A: fare del male. Allora perché soffrire?! Già perché soffrire?! Molti (molte menti) hanno paura di finire all’inferno e non si rendono conto di essere già all’inferno, di essere l’inferno di per sé, per sé e per altre menti. L’io (identità immaginata) è già nell’inferno della mente infernale (poco consapevolizzata). Inferno di cui lo stesso io è un elemento e un prodotto. Inferno che lo stesso io concorre a creare. “Per fortuna”, indipendentemente dalla qualità della mente, Divenendo qualitativamente la mente può anche soffrire, ma la sofferenza non deve essere lo stato mentale predominante nel lungo periodo. Quando la sofferenza porta a ulteriore sofferenza e non al trascendimento della stessa, la mente non sta sicuramente progredendo nel Divenire veritiero. Alcune menti credono addirittura che per Divenire devono soffrire, che la sofferenza fa maturare e che sia uno stato naturale. Invece, la sofferenza non conseguente alla consapevolizzazione è una disfunzione che fa ammalare sempre di più, ostacola il Divenire e rovina la vita. La sofferenza può essere benefica soltanto quando è una conseguenza della consapevolizzazione. La sofferenza è benefica nella misura in cui avvicina alla Beatitudine del Sussistere pienamente e all’Amore dell’Essere pienamente. La sofferenza che non è una conseguenza della consapevolizzazione è invece deleteria nella misura in cui allontana dalla Beatitudine e dall’Amore, cioè nella misura in cui ostacola il Divenire veritiero. Tale sofferenza è un aspetto del Divenire ingannevole e della falsa spiritualità. La sofferenza che produce ulteriore sofferenza e potenzia l’attaccamento alla sofferenza è uno dei maggior ostacoli per il Divenire veritiero e quindi anche per la vita Sana e Naturale. La sofferenza esclude l’Amore e invalida la vita. Per poter veramente aiutare il prossimo (altre menti) e per Amare il prossimo come se stesso è indispensabile che l’individuo (la mente) si liberi dal giogo della sofferenza. Ora - Qua. Dii Basta! alla sofferenza. Ora - Qua. Dii Sì! alla Felicità. Ora - Qua. Abbandona la sofferenza. Ora - Qua. Abbandonati alla Beatitudine. Ora - Qua. Questa è la versione parziale dell'articolo. La versione integrale di questo articolo si trova sul nuovo sito di Andrea Pangos Editore ARTICOLI CORRELATI - LA MEDITAZIONE DINAMICA - MEDITAZIONE DEL REGNO DEI CIELI IN TERRA - LA MEDITAZIONE APPARTATA |
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