Tu nelle vite precedenti sei stato…
Brano estratto dal libro
KARMA
E INCARNAZIONE
di Andrea Pangos
Pag. 144 12,50 €
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8.1. Tu nelle vite precedenti sei stato…
Riguardo alle presunte reincarnazioni
si sente spesso affermare: Nelle
vite precedenti sei stato… Queste
parole dovrebbero essere interpretate
nel modo seguente: Come Reale
Identità (Sé, Dio, Assoluto, Realtà)
e come Coscienza Infinita sei stato
incarnato attraverso tutti gli individui
concepiti sinora, sei ora incarnato
attraverso tutti gli individui “viventi”
e ti incarnerai attraverso tutti
gli individui che saranno concepiti.
Non ci fu alcun
momento in cui io non fui, e tu
nemmeno, e questi sovrani di popoli
neanche: né tutti noi non saremo,
affatto, d’ora in poi.
[1]
Bhagavad Gita
Tutte le vite avvenute nella storia dell’umanità sono aspetti del
Tuo esprimerti (come Reale Identità),
ma Tu (Reale Identità) non sei mai
stato/a concepito/a e mai sarai
concepito/a, non sei mai nato/a
e mai nascerai, non hai mai vissuto
e mai vivrai, non sei mai morto/a
e mai morirai.
In
verità, mai vi fu tempo in cui io
non fossi, né tu, né questi capi
di popoli; e in seguito, non verrà
quello in cui noi non saremo.
[2]
Bhagavad Gita
I malintesi riguardo all’affermazione:
Nelle vite precedenti sei stato…
sorgono anche a causa dell’identificazione
dell’identità immaginata, a causa
dell’ignorare la (propria) Reale
Identità (Dio, Assoluto, Realtà).
Anche il migliore e il più preciso
degli insegnamenti sull’incarnazione
può essere facilmente frainteso
da chi lo riceve, a causa dell’identificarsi
della sua identità immaginata con
il corpo, le emozioni e i pensieri,
tra cui le idee sulla sua Anima
(Coscienza) individuale.
Leggete
la Gita dalla posizione del Signore
Krishna, come coscienza di Krishna….Se
la Gita è letta in questo spirito,
la coscienza che si è erroneamente
identificata con il costrutto corpo
– mente, diventerà consapevole della
sua vera natura e si fonderà nella
sua stessa sorgente.
[3]
Nisargadatta Maharaj
Chi ignora la (propria)
Reale Identità (Dio, Assoluto, Realtà)
può facilmente immaginare che l’affermazione:
Tu nelle vite precedenti sei stato…,
si riferisce a lui come individuo
ovvero a ciò che la sua identità
immaginata immagina di essere.
L’individuo in questione,
più precisamente la sua identità
immaginata, può così anche immaginare
di essere ciò che “lui” immagina
che sia la Coscienza individuale,
e può infondatamente supporre che
lui come Coscienza individuale abbia
“trasmigrato” da un corpo all’altro
e che “trasmigrerà” da un corpo
all’altro. Da parte sua la Coscienza
(Infinita/Individuale) non ha alcuna
idea riguardo a se stessa e all’individuo.
La Coscienza non ha alcuna idea
e anche nel caso che una Coscienza
individuale fosse, per assurdo e
ipoteticamente, la continuazione
di una “precedente Coscienza individuale”,
tale Coscienza individuale non avrebbe
certo l’idea: sono la Coscienza
individuale che nella vita precedente
era…. La Coscienza “semplicemente”
esiste come Coscienza, senza alcuna
caratterizzazione (di tipo mentale)
e “tende” incessantemente ad autoriconoscersi.
Se, come è accaduto,
qualcuno viene a dirmi di conoscere
perfettamente tutto quel che mi
è successo nel corso di undici incarnazioni,
gli rispondo: “Queste sono tue idee,
io non ti conosco. Tu affermi di
conoscermi da undici incarnazioni,
mentre io mi sento di esistere solo
in questo istante e questa esperienza
“io sono” è l’unica con la quale
sono strettamente in contatto. Questo
lo so. Io non so niente di vite
precedenti o di altre nascite. Conosco
questa vita, in cui mi si dice che
sono nato.
[4]
La versione integrale di questo articolo si trova sul nuovo sito di Andrea Pangos Editore www.andreapangos.it
[1]
Bhagavad Gita, pag 9, II/12, Oscar Classici Mondatori, Milano, 1999.
[2]
Bhagavad Gita, pag 35, II/12, Adelphi Edizioni Milano, 1996.
[3]
Nessuno nasce, nessuno muore; Ramesh Balsekar; Il punto d’incontro.
[4]
Alla sorgente dell’essere, Nisargadatta Maharaj, Aequilibrium, Milano,
1985, pag. 157 e 158.