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Il Cavaliere delle Energie
romanzo di Andrea Pangos

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La mancanza di consapevolezza trasforma la vita in routine.
Riconoscere l’automatismo è un passo obbligatorio sulla strada del cambiamento. 

Capitolo decimo
La schiavitù collettiva

 

I sarti della mente ristretta:
si saranno chiesti chi sono loro stessi,
coloro che ti hanno insegnato cosa sei?

 

          La mancanza di consapevolezza trasforma la vita in routine. Riconoscere l’automatismo è un passo obbligatorio sulla strada del cambiamento…, ripeteva tra sé e sé Andrea, ricordandosi della strana coincidenza di aver incontrato il suo ultrasaggio consigliere andando per la viuzza dove di solito non passava. Aveva rotto lo schema di cui era schiavo e subito era stato premiato.

          Si abbandonò all'onda che lo trasportava nel passato e analizzava le proprie osservazioni. Il suono di una sirena lo svegliò di soprassalto. Si affrettò a casa, arrivato dove si mise di nuovo ben comodo e ripartì ad esplorare l'universo interiore. Fu nuovamente inondato dalla visione di poco prima. Trasportato dall’onda poteva vedere ciò che nella vita di tutti i giorni aveva paura anche solo a guardare. Una realtà totalmente diversa da quella cui era abituato. Ora lo percepiva chiaramente. Quello che, guardato con occhi di routine quotidiana, appariva logico e razionale, si presentava adesso come il letale virus della vita schematica. Giunta al proprio culmine, l'onda iniziò ad abbassarsi. Andrea fu sommerso dalla superficie dell'oceano e dinanzi a lui apparvero tre schermi. Uno mostrava il presente, gli altri due il passato e il futuro. Lo schermo del futuro, che si divise in innumerevoli piccoli schermi, costituiva una scoperta incredibile. Era più che evidente che il modo di agire del presente influisse sul futuro. E persino con la consapevolizzazione del vissuto, poiché in un certo senso questo accade nel presente, quando scegliamo di riesaminare cos’è effettivamente successo in un determinato periodo del passato, il futuro cambia. Il pensiero, la sua qualità, la sua intensità, tutto questo fa parte del corso che ci destiniamo. Ingrandendo e mettendo a fuoco qualcuno degli schermi che mostravano il futuro, cambiava l’immagine del presente e addirittura l’immagine del passato! Andrea era esterrefatto da ciò che vedeva. Concentrando i pensieri sul futuro si poteva influire non solo sul presente bensì gettare nuova luce anche sul passato.

I tre schermi si congiunsero. I mezzi di trasporto dei tempi passati, le carrozze trainate da cavalli, si fondevano con le automobili a propulsione elettrica che dovevano ancora venire. A fianco ai juke-box comparirono futuristici impianti digitali. Vicino ai suoni della banda municipale echeggiavano le vibrazioni di un concerto multimediale. Tutto funzionava. Le storie degli anziani del passato erano le radici delle storie dei giovani. Tutto si amalgamava e sincronizzava.

L’automatismo, creatosi nei millenni, rendeva possibile il reciproco risuonare dei tre tempi. L’inconsapevolezza rappresentava una costante che veniva tramandata da generazione in generazione. Il tempo e l’evoluzione tecnologica non le potevano nulla. Come se nel mondo ci fosse costantemente una quantità d'inconsapevolezza pressoché uguale. L’illusione dell’esistere perfettamente riuscita. Una scoperta veramente triste. La vita era come una fabbrica dove le giovani generazioni uscivano con gli schemi mentali copiati dalle generazioni passate, profondamente incorporati. Come se il padre e la madre fossero gli intermediari dei propri genitori nel tramandare il concepire schematico del mondo, affinché l’ignoranza potesse rimanere eterna. Addirittura quelle generazioni che rifiutavano le vecchie forme di pensiero, le vecchie ideologie, cadevano nello stesso tipo d'inganno, solo che cambiavano corsia. Ma in sostanza non cambiava nulla di fondamentale. La limitatezza era un elemento costante che sembrava non voler arrendersi al tempo. 

          Negli edifici c’erano in realtà celle con i reclusi condannati a vivere assieme. La limitatezza era equamente distribuita. Gli uni imprigionavano gli altri affinché nessuno potesse intravedere la luce del risveglio. La gente era schiava dell'irrazionale paura che la liberazione di anche solo uno di loro avrebbe causato il tracollo collettivo. Naturale, sarebbero state demolite le loro torri di stantie rappresentazioni. Poiché, a cosa aggrapparsi quando i sogni crollano e non rimane nulla tranne la nuda Verità?

I colpi di frusta dei sensi di colpa aiutavano a non uscire dallo schema. Il premio era comunque molto modesto. Una vita ordinaria nella quale la routine dava il senso di sicurezza sedativa. Così la massa aveva paura di perdere ciò che, in realtà, mai aveva avuto. Questa paura, del tutto insensata, dannosa, divorava l’energia vitale di ogni singolo. La paura di vivere portava all'inevitabile esaurimento delle energie vitali, la paura di vivere che tanto assomigliava alla paura di morire.

          La città assomiglia ad un groviglio di anime perdute alle quali è stato tolto il diritto all'identità personale. Il Saggio avrebbe affermato che queste povere anime non vivevano in armonia con il Codice Genetico. È questa la globalizzazione di cui tanto si parla, si chiese Andrea, osservando i protagonisti della quotidianità, i quali assomigliavano sempre di più a semplici pedine, a personaggi dei videogiochi.

          L’onda si alzò nuovamente dalla massa oceanica e si frantumò sulla scogliera. Andrea rifletteva: che cosa differenzia la realtà percepita da un videogioco? Una miglior definizione dello schermo? Una tecnologia di proiezione più avanzata? Un software migliore? Non è forse possibile che ciò che vedo accade, in effetti, su uno schermo multidimensionale dai bordi non ravvisabili? Pure gli avvenimenti sullo schermo TV non avvengono, nessuno si muove, sono soltanto i pixel ad illuminare diversamente lo schermo. E dov’è che qua può esserci spazio per il libero arbitrio?!”

          “La mente consapevolizzata salva l’essere umano, la mente non consapevolizzata lo schiavizza!” disse il Saggio, materializzatosi come per incanto, a fianco del giovane.

          “Ah, ancora tu!” esclamò Andrea, pensando che il suo protettore sarebbe stato un brillante pompiere.

          “Ascoltami, ragazzo! Chiedi a Dio di riprogrammarti il passato!” Il Saggio si era evidentemente stancato di guardare Andrea girare in circolo.

          “Di riprogrammarmi il passato? Ma che dici?!” ribatté il giovane con incredulità.

          Il Saggio ripeté ciò che ad Andrea pareva un consiglio pazzesco o per meglio dire un folle ordine. Poiché Andrea guardava ammutolito verso di lui, Barbagrigia tentò di spiegare. Molto ben disposto, come se con il proprio tono volesse aiutarlo, disse:

          “Guarda! Ora ricompariranno i tre schermi. Il primo ti mostrerà quale futuro ti attende se non chiedi ciò che ti ho detto, il secondo schermo ti farà vedere come si svolgerà il tuo avvenire dall’istante in cui pronuncerai la richiesta. Sul terzo schermo potrai vedere come il programma energetico costituito dalla preghiera si rifletterà sui tuoi amici, conoscenti e sulle persone che ti circondano. E’ molto importante che le richieste che invii a Dio siano pronunciate con le onde cerebrali abbassate. Questa è una cosa che già sai, vero? Così pure è necessario attendere qualche attimo. Devi solo concentrati e aspettare un po’.”

          “Fermo, fermo! Com’è possibile che pregando per la riprogrammazione del passato, cambi pure il futuro?!”

          “Semplice. Con la riprogrammazione del passato si ridefiniscono le vibrazioni derivanti dagli avvenimenti passati, e questo influisce armonicamente sul futuro.”

          “Ma non è che così facendo ci si intromette nella volontà divina?”

          “Molti credono nella Volontà Divina quando conviene, mentre quando non conviene crederci, se ne dimenticano completamente. Ma caro allievo, Dio è al di sopra della volontà. Egli semplicemente È. Per facilitarti le cose, dovrò leggermente distorcere la Verità, tra l'altro è impossibile spiegare con linguaggio umano il modo di fare di Dio. È una cosa che bisogna scoprire personalmente e che si può esporre soltanto in parte. Volontà di Dio è che l’uomo maturi nobilitando il libero arbitrio. Rivolgendosi a Dio, le circostanze e i processi si ridefiniscono e armonizzano al fine di una maturazione più qualitativa. Ti propongo semplicemente di passare la patata bollente a Dio ed Egli si prenderà cura di cosa e come fare. Andiamo ora!”

          Andrea socchiuse le palpebre, s’immerse lentamente in uno stato meditativo e inviò la richiesta: “Caro Dio, ti prego di riprogrammarmi il passato!”

          E per davvero, i tre schermi comparvero. Andrea confrontò gli avvenimenti dei primi due. Sul secondo monitor, che rappresentava lo stato delle cose dopo l’invio della richiesta, tutto era cambiato tanto radicalmente che il giovane spaventato non si azzardava a guardare sul terzo schermo. Le immagini ballavano dinanzi a lui, che come narcotizzato cominciò finalmente a parlare:

          “Dio mio, ma com’è possibile tutto ciò?!”

          “Questo non è che l’inizio!” ribatté il Saggio.

          “Come sarà allora la fine se questo è l’inizio?” chiese Andrea stupefatto.

          “Non è che voglia disorientarti, ma la fine non c’è come non c’è neppure l’inizio!” sorrise l’interlocutore di Andrea e svanì dal mondo visibile come se non vi fosse nemmeno mai stato.


 

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