Il Cavaliere
delle Energie
romanzo di Andrea Pangos
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La mancanza di consapevolezza trasforma la vita in routine.
Riconoscere l’automatismo è un passo obbligatorio sulla
strada del cambiamento.
I sarti della mente ristretta:
si saranno chiesti chi sono loro stessi,
coloro che ti hanno insegnato cosa sei?
La mancanza di consapevolezza trasforma la vita in routine.
Riconoscere l’automatismo è un passo obbligatorio
sulla strada del cambiamento…, ripeteva tra sé e
sé Andrea, ricordandosi della strana coincidenza
di aver incontrato il suo ultrasaggio consigliere
andando per la viuzza dove di solito non passava.
Aveva rotto lo schema di cui era schiavo e subito
era stato premiato.
Si abbandonò all'onda che lo trasportava nel passato e analizzava
le proprie osservazioni. Il suono di una sirena
lo svegliò di soprassalto. Si affrettò a casa, arrivato
dove si mise di nuovo ben comodo e ripartì ad esplorare
l'universo interiore. Fu nuovamente inondato dalla
visione di poco prima. Trasportato dall’onda poteva
vedere ciò che nella vita di tutti i giorni aveva
paura anche solo a guardare. Una realtà totalmente diversa da quella cui era abituato. Ora lo percepiva
chiaramente. Quello che, guardato con occhi di routine
quotidiana, appariva logico e razionale, si presentava
adesso come il letale virus della vita schematica.
Giunta al proprio culmine, l'onda iniziò ad abbassarsi.
Andrea fu sommerso dalla superficie dell'oceano
e dinanzi a lui apparvero tre schermi. Uno mostrava
il presente, gli altri due il passato e il futuro.
Lo schermo del futuro, che si divise in innumerevoli
piccoli schermi, costituiva una scoperta incredibile.
Era più che evidente che il modo di agire del presente
influisse sul futuro. E persino con la consapevolizzazione
del vissuto, poiché in un certo senso questo accade
nel presente, quando scegliamo di riesaminare cos’è
effettivamente successo in un determinato periodo
del passato, il futuro cambia. Il pensiero, la sua
qualità, la sua intensità, tutto questo fa parte
del corso che ci destiniamo. Ingrandendo e mettendo
a fuoco qualcuno degli schermi che mostravano il
futuro, cambiava l’immagine del presente e addirittura
l’immagine del passato! Andrea era esterrefatto
da ciò che vedeva. Concentrando i pensieri sul futuro
si poteva influire non solo sul presente bensì gettare
nuova luce anche sul passato.
I
tre schermi si congiunsero. I mezzi di trasporto
dei tempi passati, le carrozze trainate da cavalli,
si fondevano con le automobili a propulsione elettrica
che dovevano ancora venire. A fianco ai juke-box
comparirono futuristici impianti digitali. Vicino
ai suoni della banda municipale echeggiavano le
vibrazioni di un concerto multimediale. Tutto funzionava.
Le storie degli anziani del passato erano le radici
delle storie dei giovani. Tutto si amalgamava e
sincronizzava.
L’automatismo, creatosi
nei millenni, rendeva possibile il reciproco risuonare
dei tre tempi. L’inconsapevolezza rappresentava
una costante che veniva tramandata da generazione
in generazione. Il tempo e l’evoluzione tecnologica
non le potevano nulla. Come se nel mondo ci fosse costantemente
una quantità d'inconsapevolezza pressoché uguale.
L’illusione dell’esistere perfettamente riuscita.
Una scoperta veramente triste. La vita era
come una fabbrica dove le giovani generazioni uscivano
con gli schemi mentali copiati dalle generazioni
passate, profondamente incorporati. Come se il padre
e la madre fossero gli intermediari dei propri genitori
nel tramandare il concepire schematico del mondo,
affinché l’ignoranza potesse rimanere eterna. Addirittura
quelle generazioni che rifiutavano le vecchie forme
di pensiero, le vecchie ideologie, cadevano nello
stesso tipo d'inganno, solo che cambiavano corsia.
Ma in sostanza non cambiava nulla di fondamentale.
La limitatezza era un elemento costante che sembrava
non voler arrendersi al tempo.
Negli edifici c’erano in realtà celle con i reclusi condannati
a vivere assieme. La limitatezza era equamente distribuita.
Gli uni imprigionavano gli altri affinché nessuno
potesse intravedere la luce del risveglio. La gente
era schiava dell'irrazionale paura che la liberazione
di anche solo uno di loro avrebbe causato il tracollo
collettivo. Naturale, sarebbero state demolite le
loro torri di stantie rappresentazioni. Poiché,
a cosa aggrapparsi quando i sogni crollano e non
rimane nulla tranne la nuda Verità?
I
colpi di frusta dei sensi di colpa aiutavano a non
uscire dallo schema. Il premio era comunque molto
modesto. Una vita ordinaria nella quale la routine
dava il senso di sicurezza sedativa. Così la massa
aveva paura di perdere ciò che, in realtà, mai aveva
avuto. Questa paura, del tutto insensata, dannosa,
divorava l’energia vitale di ogni singolo. La paura
di vivere portava all'inevitabile esaurimento delle
energie vitali, la paura di vivere che tanto assomigliava
alla paura di morire.
La città assomiglia ad un groviglio di anime perdute alle
quali è stato tolto il diritto all'identità personale.
Il Saggio avrebbe affermato che queste povere anime
non vivevano in armonia con il Codice Genetico.
È questa la globalizzazione di cui tanto si parla,
si chiese Andrea, osservando i protagonisti della
quotidianità, i quali assomigliavano sempre di più
a semplici pedine, a personaggi dei videogiochi.
L’onda si alzò nuovamente dalla massa oceanica e si frantumò
sulla scogliera. Andrea rifletteva: che cosa differenzia
la realtà percepita da un videogioco? Una miglior
definizione dello schermo? Una tecnologia di proiezione
più avanzata? Un software migliore? Non è forse
possibile che ciò che vedo accade, in effetti, su
uno schermo multidimensionale dai bordi non ravvisabili?
Pure gli avvenimenti sullo schermo TV non avvengono,
nessuno si muove, sono soltanto i pixel ad illuminare
diversamente lo schermo. E dov’è che qua può esserci
spazio per il libero arbitrio?!”
“La mente consapevolizzata
salva l’essere umano, la mente non consapevolizzata
lo schiavizza!” disse il Saggio, materializzatosi
come per incanto, a fianco del giovane.
“Ah, ancora tu!” esclamò Andrea, pensando che il suo protettore
sarebbe stato un brillante pompiere.
“Ascoltami, ragazzo! Chiedi a Dio di riprogrammarti il passato!”
Il Saggio si era evidentemente stancato di guardare
Andrea girare in circolo.
“Di riprogrammarmi il passato? Ma che dici?!” ribatté il giovane
con incredulità.
Il Saggio ripeté ciò che ad Andrea pareva un consiglio pazzesco
o per meglio dire un folle ordine. Poiché Andrea
guardava ammutolito verso di lui, Barbagrigia tentò
di spiegare. Molto ben disposto, come se con il
proprio tono volesse aiutarlo, disse:
“Guarda! Ora ricompariranno i tre schermi. Il primo ti mostrerà
quale futuro ti attende se non chiedi ciò che ti
ho detto, il secondo schermo ti farà vedere come
si svolgerà il tuo avvenire dall’istante in cui
pronuncerai la
richiesta. Sul terzo schermo potrai
vedere come il programma energetico costituito dalla
preghiera si rifletterà sui tuoi amici, conoscenti
e sulle persone che ti circondano. E’ molto importante
che le richieste che invii a Dio siano pronunciate
con le onde cerebrali abbassate. Questa è una cosa
che già sai, vero? Così pure è necessario attendere
qualche attimo. Devi solo concentrati e aspettare
un po’.”
“Fermo, fermo! Com’è possibile che pregando per la riprogrammazione
del passato, cambi pure il futuro?!”
“Semplice. Con la riprogrammazione del passato si ridefiniscono
le vibrazioni derivanti dagli avvenimenti passati,
e questo influisce armonicamente sul futuro.”
“Ma non è che così facendo ci si intromette nella volontà
divina?”
“Molti credono nella Volontà Divina quando conviene, mentre
quando non conviene crederci, se ne dimenticano
completamente.
Ma caro allievo, Dio è al di sopra della
volontà. Egli semplicemente È. Per facilitarti le
cose, dovrò leggermente distorcere la Verità, tra
l'altro è impossibile spiegare con linguaggio umano
il modo di fare di Dio. È una cosa che bisogna
scoprire personalmente e che si può esporre
soltanto in parte. Volontà di Dio è
che l’uomo maturi nobilitando il libero arbitrio.
Rivolgendosi a Dio, le circostanze e i processi
si ridefiniscono e armonizzano al fine di una maturazione
più qualitativa. Ti propongo semplicemente di passare
la patata bollente a Dio ed Egli si prenderà cura
di cosa e come fare. Andiamo ora!”
Andrea socchiuse le palpebre, s’immerse lentamente in uno
stato meditativo e inviò la richiesta: “Caro Dio,
ti prego di riprogrammarmi il passato!”
E per davvero, i tre schermi comparvero. Andrea confrontò
gli avvenimenti dei primi due. Sul secondo monitor,
che rappresentava lo stato delle cose dopo l’invio
della richiesta, tutto era cambiato tanto radicalmente
che il giovane spaventato non si azzardava a guardare
sul terzo schermo. Le immagini ballavano dinanzi
a lui, che come narcotizzato cominciò finalmente
a parlare:
“Dio mio, ma com’è possibile tutto ciò?!”
“Questo non è che l’inizio!” ribatté il Saggio.
“Come sarà allora la fine se questo è l’inizio?” chiese Andrea
stupefatto.
“Non è che voglia disorientarti, ma la fine non c’è come non
c’è neppure l’inizio!” sorrise l’interlocutore di
Andrea e svanì dal mondo visibile come se non vi
fosse nemmeno mai stato.