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AMARE E "VOLER BENE"
Tratto dal libro "Realtà ed illusione" - saggio sulla maturazione della coscienza

di Andrea Pangos
andreapangos@gmail.com
www.pangoseditore.com 

L'argomento Amare e "voler bene" è trattato
anche  al corso per Conoscere la Vera Identità

 Amore e Amare sono due vocaboli frequentemente utilizzati per definire vari stati. Ed è proprio il loro ripetuto utilizzo per indicare stati molto diversi tra essi a far smarrire l'effettivo significato di questi due termini dietro una fitta coltre di incomprensioni. Siccome l'Amare, ovvero l'Amore,  è un elemento fondamentale per la qualità della vita e dei rapporti e di conseguenza anche per il Divenire, l'utilizzo non appropriato dei termini Amore e Amare può diminuire la qualità dei rapporti e della vita in generale, il che ostacola il Divenire e impedisce di vivere l'Eterno Presente.  

La causa primaria dell'utilizzo inappropriato della parola Amare consiste nel fatto che, nonostante ogni essere umano abbia insito in sé il seme dell'Amare, rarissimi Amano. Di conseguenza rarissimi Conoscono o hanno perlomeno Conosciuto l'Amare: lo stato in cui si Ama che è esclusivo allo stato in cui si È (si tratta Dello Stesso Stato). Questo porta a fraintendere che "voler bene" è uguale ad Amare, il che equivale ad affermare, semplificando,  che il nero, il grigio chiaro e il grigio scuro, ma anche gli altri colori siano uguali al trasparente. Spiegato in tale contesto, l'Amare è trasparente, è trasparenza, mentre lo spettro del "voler bene" va progressivamente dal nero al bianco passando attraverso tutti i colori e le loro molteplici sfumature. Quando si Ama, la percezione e l'attività emotiva ed intellettiva "non sono colorate". Metaforicamente: le lenti attraverso cui si percepisce ed interpreta il percepito,  non sono colorate come quando non si Ama, ma sono pulite e perfettamente trasparenti, anzi le lenti "non ci sono", perché sono Uno con ciò che si percepisce e con colui che percepisce. Si conosce che è sempre così anche quando si percepisce falsamente che non è così. Le affermazioni: l'amore è rosa e quando si ama si vede tutto rosa, sono indicative e si addicono molto all'innamoramento, ma pressoché per nulla all'Amare. Questo non significa che chi Ama, non possa anche Innamorarsi.   

Quando si Ama il cielo è terso, mentre quando  si "vuole bene" il cielo appare nuvoloso, coperto da più o meno nubi a seconda della qualità del "voler bene". 

Seppure possano sembrare sinonimi, "voler bene" e Amare nel loro effettivo significato designano due stati molto diversi tra loro e per non fuorviare e fuorviarsi, non dovrebbero essere interpretati ed utilizzati come se si trattasse di sinonimi: il "voler bene" esclude l'Amare  e viceversa, quando si Ama non si vuole bene, ma, appunto, si Ama.  

Utilizzo il termine "voler bene" tra virgolette per porre in rilievo che ciò che di solito si definisce voler bene è molto raramente un effettivo voler bene. Di solito, come voler bene si intende sia l'affetto, la simpatia, "essere vicini a qualcuno". Si intende insomma un qualcosa che si ritiene essere bene, ma non è detto che lo sia effettivamente. Solamente Amando si può Conoscere che cos'è il Bene e l'effettivo Voler Bene, il Quale consiste nell'Operare in modo da stimolare il Divenire. L'Amare è il Vero Voler Bene.  

Chi Ama Conosce l'enorme differenza tra Amare e "voler bene". Chi ha Amato, seppure per alcuni istanti, ha Conosciuto l'enorme differenza tra l'Amare e il "voler bene". Differenza che si assottiglia con l'aumentare della qualità del "voler bene", cioè con l'avvicinarsi alla Qualità dell'Amare. Chi invece non ha mai Amato, non può nemmeno effettivamente comprendere l'enorme diversità tra l'Amare ed il "voler bene". 

Alcune sostanziali differenze tra il "voler bene" e l'Amare  

Il "voler bene" esprime soltanto parte del potenziale emotivo del singolo, mentre l'Amare è la massima e più qualitativa espressione dell'attività emotiva. Alcune delle differenze sostanziali espresse in forma verbale, il che è chiaramente soltanto una specie di ombra mal riuscita dell'effettiva differenza tra il "voler bene" e l'Amare, si possono riassumere con le definizioni sottoelencate che si riferiscono all'Amare.  

         Amare e sentimenti

Amare non significa provare dei sentimenti i quali sono una caratteristica del "voler bene". Ad essere precisi, anche quando si Ama si provano sentimenti, soltanto che essi non sono ciò che comunemente si definiscono come sentimenti. Semplificando, si tratta di sentimenti pienamente armonizzati con la Coscienza, vale a dire con l'Amore Divino. Stare attenti ai sentimenti è indice di "voler bene" e non di Amare. L'Amare non ha bisogno di attenzione, l'Amare fa soltanto e sempre bene. I sentimenti possono anche ferire ed essere feriti. L'Amare non può in nessun caso ferire, anzi l'Amare lenisce tutte le ferite. L'Amare non può essere ferito. L'Amare è spontaneo, L'Amare è armonicamente dirompente, L'Amare è armonico effondersi Infinito.  

Quando si Ama non c'è né risentimento né perdono, perché quando si Ama non c'è né chi possa risentirsi né chi possa perdonare. L'io si è infatti dissolto nella Conoscenza di Se Stessi come Totalità. Quando si Ama si Conosce sia chi dà lo schiaffo sia chi lo riceve come l'Unico Se Stesso. Questo è un modo molto qualitativo di interpretare il detto: porgi l'altra guancia.  

Amare è Uno

L'Amare è uno stato Univoco ed Unico. L'Amare è sempre l'Amare è immutabile nella Sostanza (mutabile però come processo nel processo). L'Amare è uniforme nel tempo, anche perché a differenza del 'voler bene' che avviene nel tempo, ovvero che rende l'illusione chiamata tempo passato e tempo futuro, l'Amare avviene Eternamente Adesso ed È anche l'Eterno Adesso. L'Amare è anche un aspetto dell'Eterno Adesso.  

L'Amare è sempre eguale indipendentemente da chi Ama. Non ci sono varie forme di Amare, ma innumerevoli, particolari ed unici sono i modi del suo esprimersi e dell'esprimerlo. L'Amare non è questo o quello. L'Amare è l'Amare. Questo o quello non può essere l'Amare. Si può "voler bene" in molti modi, ma si può Amare in un modo soltanto. Amare è Amare Incondizionatamente tutti e tutto, anche perché quando si Ama, si Conosce tutto e tutti come Unico Se Stesso. È questo l'essenziale significato di: Ama il prossimo tuo come te stesso.  

Il "voler bene" invece non è uno stato univoco, ma ci sono vari aspetti, molteplici gradazioni del "voler bene". Il tipo di "voler bene", vale a dire la sua tipologia e qualità, dipende da colui che "vuole bene", dall'oggetto del "voler bene" e dalle condizioni in cui si svolge il "voler bene".  L'Amare invece non dipende dalle circostanze, ma è causa e conseguenza di se stesso. 

Il 'voler bene' è il contrario del 'voler male' e fa parte dell'immaginato mondo degli opposti, il quale mondo si percepisce, proietta e manifesta quando non si Ama.  L'Amare è invece "di là" del mondo degli opposti. L'Amare non è il contrario o il derivato di qualche altro processo.  

La Qualità dell'Amare è sempre Una. L'Amare è di per sé La Qualità. Amare è di per sé La Virtù. Ci sono invece diverse qualità del "voler bene", le quali sono determinate da quanto il "voler bene" in questione è vicino all'Amare, perché più il singolo è vicino ad Amare e più qualitativamente si svolgono i processi del suo Divenire.  

L'Amare Libera

Il "volere bene" è inerente a qualcuno o qualcosa, nel senso che si "vuole bene"  a qualcosa o qualcuno. Questo fa sì che si "vuole più bene" a qualcuno che a qualcun altro. Essendo indirizzato verso qualcuno o qualcosa, il "voler bene" ostacola il Conoscere tutto e tutti come Unico Se Stesso, impedisce cioè di Conoscere la (propria) Reale ovvero Vera Identità. Questo contribuisce a far percepire "le cose come sembrano" e non "come sono effettivamente".  L'Amare è invece riferito a tutto e a tutti. Quando si Ama, si Ama tutto e tutti Incondizionatamente, anche perché quando si Ama si Conosce tutto e tutti come Se Stessi, come Unico Se Stesso. Quando si Ama, si Conosce la (propria) Reale ovvero Vera Identità.  

L'Amare è Libero

Il "voler bene" è caratterizzato dall'identificarsi con chi si "vuole bene" e dall'identificarsi con il rapporto ed è inoltre contraddistinto dall'attaccamento a chi si"vuole bene" e al rapporto stesso. L'Amare è invece libero dall'identificarsi e dagli attaccamenti. L'Amare inizia quando si sono dissolte le catene dell'identificarsi e dell'attaccamento e cessa quando esse riemergono. È il tendere ad Amare a dissolverle gradualmente ed è il meccanismo del ritornare ad identificarsi a farle riemergere. 

L'Amare avviene appunto soltanto quando l'individuo che Ama è libero da ogni identificazione e da ogni attaccamento. Quando si Ama si è liberi dall'identificarsi e dagli attaccamenti e con il proprio Essere si stimola altri a liberarsi dall'identificarsi e dagli attaccamenti. L'Amare è esente anche dall'identificarsi con l'Amare. Quando si Ama non ci si identifica nemmeno con l'Amare, perché quando si Ama l'io si è "dissolto" e dunque non c'è più nemmeno il (fatamorganico) soggetto io che, quando non (si) Ama, si identifica. Così, mentre si Ama, non c'è nemmeno la possibilità di identificarsi.

 L'Amare stimola il Divenire

Chi "vuole bene" è influenzato anche dallo stesso "voler bene". La qualità (ai fini del Divenire) di tale condizionamento è determinata dalla qualità del "voler bene", vale a dire da quanto il "voler bene" stimola il Divenire ovvero non lo ostacola. Il "voler bene" è condizionato e per questo condiziona negativamente, imprigionando.  

L'Amare pure condiziona, ma si tratta di un condizionamento molto positivo perché stimola il Divenire. L'Amare in modo spontaneo è caratterizzato dalla piena armonia delle emozioni e dei pensieri di chi Ama con la Coscienza Infinita. Perciò l'Amare è un condizionamento che stimola il liberarsi dai condizionamenti, perché l'Amare armonizza le vibrazioni di chi è soggetto all'influsso dell'Amare con la Coscienza Infinita e questo stimola il Liberarsi dalla schiavitù dell'io. Quando chi Ama non è ancora Divenuto (del tutto), il suo Amare e quello altrui lo condizionano molto positivamente perché nei periodi in cui si Ama si svolgono i processi più qualitativi del Divenire.   

L'Amare è Vera Compassione

Quando si Ama c'è effettiva Compassione, libera dall'identificarsi. L'effettiva Compassione è sinonimo di Amare. Quando invece si "vuole bene" la compassione o presunta tale è condizionata dall'identificarsi e dunque dal percepire le cose come sembrano essere e non come sono effettivamente. La presunta compassione è condizionata dall'identificarsi tra l'altro con i concetti riguardanti: servizio, servire gli altri, compassione, dover provare compassione... La Vera Compassione è spontanea e non può essere indotta, ma si possono indurre i processi che possono portare ad Essere Veramente Compassionevoli, maturando la capacità di Amare attraverso l'armonizzazione delle emozioni e dei pensieri con la Coscienza Infinita. La Vera Compassione non è condizionata dalle idee non consapevolizzate che si hanno sulla compassione.  Il Vero Servizio è spontaneo e non può essere indotto, si possono però stimolare i processi che ostacolano il Vero Servizio, trasformando il "voler bene" in Amare attraverso la consapevolizzazione della mente. Il "servire" è condizionato dalle idee non consapevolizzate che si hanno sul servizio e sul che cosa significa aiutare ostacolano ovvero impediscono lo Svolgersi del Vero Servizio. L'identificarsi nuoce alla qualità della propria attività intellettiva ed emotiva e del proprio operare, il che diminuisce la qualità dell'aiuto che si vuole offrire a colui per cui si prova "compassione". La qualità della "compassione" è dunque determinata dalla qualità del "voler bene", mentre la Qualità della Compassione è sempre massima, perché la Compassione è inscindibile dall'Amare.  Identificarsi con la sofferenza può facilmente stimolare il formarsi di ulteriore sofferenza. Quando invece si Ama, Essendo tra l'altro liberi anche dall'identificarsi con la sofferenza ed in generale, si stimola l'armonizzazione delle vibrazioni altrui con l'Amare, il che fa diminuire la sofferenza altrui. L'Amare di qualcuno è contemporaneamente il Bene (Capitale) di tutta l'umanità, senza eccezione alcuna. 

Amare è Conoscere

Quando non c'è Conoscenza della Reale ovvero Vera Identità, c'è "voler bene" che è una conseguenza del percepire gli altri come divisi da "se stessi" e "dell'oggettivizzazione".  L'Amare inizia con il Conoscere la Reale ovvero Vera Identità, quando si dissolve l'oggetto del "voler bene", nel senso che si dissolve l'abbaglio della divisione tra chi percepisce e il percepito, anche perché chi Ama non ha più nemmeno la percezione di "se stesso" (senso dell'io) come colui che Ama, ma si Conosce come Dio che si manifesta come tutto e attraverso tutto. L'Amare inizia cioè con il Conoscere l'Unitarietà Onnicomprensiva e il Conoscere Se Stessi come Unitarietà Onnicomprensiva. Allora gli altri non sono percepiti come "oggetti" a sé stanti, ma come Uno con se stessi e Se Stessi, con tutto e con Dio. Quando si Ama, non c'è "oggettivizzazione", ma si Conosce tutti e tutto come Unico Se Stesso. Si Conosce cioè la Vera Identità. Si Conosce la Totalità e si È Consapevoli di Essere la Totalità.  

L'Amare è Vera Intimità

La diminuzione della qualità del "voler bene" aumenta il distacco, più precisamente la sensazione di distacco da "altri" perché diminuisce la qualità della comunicazione con Se Stessi. Il mantenersi della qualità del "voler bene", "mantiene le distanze" con gli "altri". L'aumentare della qualità del "voler bene" invece "diminuisce le distanze" dagli "altri", perché più si è vicini ad Amare e più si dissolve l'abbaglio della divisione. Il distacco da altri, più precisamente la sensazione di distacco, diminuisce con l'avvicinarsi all'Amare. Ciò che comunemente è definito essere diventati intimi con qualcuno, non sottintende che è diminuito "il distacco" tra "se stessi" e "l'altro", ma il più delle volte significa soltanto che si è assunto un atteggiamento diverso, un modo di fare e di rapportarsi appunto più intimo, più precisamente: che sembra più intimo. Tutti sono stranieri per chi non Ama e non Conosce Se Stesso, il quale è perciò il più grande estraneo per "se stesso". Colui che Ama è Intimo con Dio e con questo è intimo con tutto e tutti.  

I secondi fini del "voler bene"

         In linea di principio, il "voler bene" è il risultato del tendere ad avere, mentre l'Amare è la conseguenza del tendere ad Essere. Il "voler bene" è sempre volto, in minor o maggior misura, anche ad ottenere qualcosa in cambio, ad esempio: affetto, sicurezze, opportunità... Molto spesso i secondi fini sono così fini da non essere notati. È importante tenere presente che "l'imbrogliatore" che non sa di voler imbrogliare, finisce per imbrogliare "se stesso" e che chi illude "se stesso" non può evitare di illudere anche gli altri. Più si conosce di avere tutto in Se Stessi e che il tutto è la propria Creazione, meno si ha bisogno di qualcosa. L'Amare invece non è volto ad ottenere niente, perché chi Ama ha già tutto, Conosce di avere tutto in Se Stesso o più precisamente ancora: È Consapevole di Essere la Totalità.    

Chi ama perfettamente ha tutto quel che vuole, né teme di perderlo. (L'Uomo e l'Infinito, Meister Eckhart, Pietro Gribaudi Editore, pagina 64.)   

"voler bene" significa vincolare

Chi "vuole bene"  vincola, anche perché è vincolato dall'oggetto del suo "voler bene" e dallo stesso "voler bene". Quando si Ama si Libera, anche perché quando si Ama si è Liberi dall'illusione del tempo e dello spazio, dalla falsa percezione della divisione, dall'illusione che la Creazione sia Reale.  Solo chi si è Liberato può effettivamente aiutare qualcuno a Liberarsi. Per stimolare la Liberazione altrui bisogna prima essere usciti dalla cella dell'Ignorare Se Stessi e del  "voler bene". Quando si Ama si è usciti, ma solo temporaneamente se si tratta di Scintille o periodi di Amare (Essere), dalla prigione dell'identificarsi con il corpo, con le sensazioni, con le emozioni e con i pensieri. L'Amare è libero da tutto e tutti e stimola la Liberazione altrui. L'Amare è Libero perché avviene attraverso lo stato in cui l'individuo è Libero.  L'Amare è Libero e Libera perché avviene nell'Eterno Presente. L'Amare è Libertà e Liberare, il "voler bene" è invece prigionia e imprigionare. La cella del mero "voler bene" può essere più o meno ampia, più o meno confortevole, dipendentemente dalla qualità del "voler bene" e dalle proprie aspettative, ma si tratta pur sempre di una cella.  

Amare ed Equilibrio

Il "voler bene" e chi vuole bene sono ambedue legati anche ad aspettative e progetti, perché il "voler bene" è causato pure da aspettative e progetti che stimolano il crearsi di ulteriori aspettative ed attaccamenti. Succede così che quando le aspettative (progetti) riguardo a qualcosa o qualcuno si realizzano, allora si "vuole (più) bene" a questo qualcosa o qualcuno, mentre quando non si realizzano, il "voler bene" si può trasformare "addirittura" in "voler male". Quando sul cosiddetto piano esteriore si raggiunge un fittizio (pseudo) equilibrio, che chiaramente non è un equilibrio, ma rappresenta ciò che si immagina essere l'equilibrio, si creano le condizioni per "voler bene", mentre quando le aspettative non si realizzano, allora salgono sul palcoscenico emozioni "negative", pensieri "negativi" e atteggiamenti "negativi". Questo diminuisce la qualità del "voler bene" e aumenta la quantità di "voler male". In questi casi è utile rendersi conto che i conflitti con qualcuno riflettono lo specchiarsi del conflitto con "se stessi" e che il disequilibrio esteriore è segno di disequilibrio interiore, di frammentazione interiore, di conflitti tra i vari processi della falsa identità. Il Vero Equilibrio è l'Unitarietà "interiore", la quale permette di: Conoscere l'Unitarietà "esteriore", di trascendere l'abbaglio della suddivisione in "interiore" ed "esteriore" e di  Conoscere che "l'interiore" e "l'esteriore"  sono Uno.  

Tutte le cose devono uscire da te, perché Dio entri - a meno che tu non le possieda in modo più elevato e migliore, quando il molteplice in te è divenuto uno. Allora, più v'è in te di molteplicità, piu v'è unità, l'una trasformandosi nell'altra. (La via del distacco, Meister Eckhart, Oscar Classici Mondadori, pagina 51) 

L'Amare infonde pace perché è il risultato dell'Essere in Pace con se stessi, con gli altri, con il mondo e con Dio. Più vicina si percepisce la presenza di Dio che è la Reale Identità di ogni essere umano e più si è in pace con tutto e con tutti. Il "voler bene" invece può portare a conflitti esteriori e al loro rafforzamento, perché chi "vuole bene", a differenza di chi Ama  è in preda a minori o maggiori conflitti esteriori ed interiori. Questo può portare anche a guerre, il che (non di rado) succede nel caso in cui l'individuo in conflitto con "se stesso" avendo il potere necessario "da via" a scontri bellici, oppure accade anche quando un popolo di individui in conflitto con "se stessi" entra in conflitto con un altro popolo, spesso in nome del bene, "dell'amore" per la propria patria, dei "giusti" principi.  

Dove l'amore impera, non c'è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l'amore. (Carl Gustav Jung) 

Il "voler bene" è una conseguenza della divisione interiore, l'Amare è una manifestazione dell'Unitarietà interiore e del Conoscere l'Unitarietà Onnicomprensiva, di là della falsa suddivisione in interiore ed esteriore. L'Amare è conseguenza, ma anche la causa del trascendimento di ogni rapporto, vale a dire del Conoscere l'unitarietà di tutti con tutti e con Dio. Questo svincola dall'onere di fantasticare la divisione ed i rapporti.  

Amare e (è) sentirsi Amati

Quando si Ama, si stimola gli altri ad AmarSi: Amare se stessi, gli altri e Dio. Mancanza d'Amare e mancanza d'Amore vanno sempre a braccetto, sono fenomeni interdipendenti. L'Amare ed il sentirsi Amati sono aspetti diversi dello stesso fenomeno.  

Ti svelerò un filtro d'amore potentissimo, senza unguenti, senza erbe e senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama. (Ecatone) 

Chi Ama si sente Amato, anche perché Ama Dio negli altri e sente Amare Dio che lui, come anche ogni essere umano, in Realtà È.  Più si è vicini ad Amare e più si è vicini a sentirsi Amati. Quando si Ama ci si sente Amati, mentre quando non c'è Amare, non c'è nemmeno il sentirsi Amati e da questo stato derivano, come surrogato dell'Amare, il "voler bene" ed il sentirsi voluti bene. Avvicinarsi all'Amare e al sentirsi Amati significa "avvicinarsi" a Dio in se stessi, il che si ottiene primariamente armonizzando le emozioni ed i pensieri con l'Amare, ovvero maturando la capacità di Amare.  

L'Amare non è romantico

Il "voler bene" può essere caratterizzato da: romanticismo, nostalgia, gelosia, malinconia, tristezza. i quali sono stati che escludono l'Amare. L'Amare  non è nostalgico o malinconico. La gelosia esclude l'Amare, il Quale  non è legato al romanticismo e alla tristezza. L'Amare non è legato nemmeno all'Amare. Provare affetto e simpatia è segno di "voler bene", mentre quando si Ama non si prova simpatia o affetto, perlomeno non nell'accezione comune di questi due termini. L'Amare è Amare tutto e tutti. Quando si "vuole bene" l'empatia è il risultato dell'echeggiare in modo simile, causato tra l'altro dal fatto che i due o più che si "vogliono bene" hanno forme pensiero e forme emozione dai contenuti e dalle frequenze simili. La Vera Empatia è esclusiva all'Amare. Quando si Ama si È  in empatia con tutti, con tutto e con Dio: è l'Empatia tra il se stessi e il Se Stessi. Quando si Ama, si "vive" se stessi in altri e gli altri in se stessi e Se Stessi, Conoscendo questo gioco Divino come illusione e Dio come Unica Realtà e Propria Reale Identità.  

I limiti del "voler bene"

Anche il "voler bene" molto qualitativo, come pure volere il bene è ovvero diventa un limite, perché il volere indica la presenza di desideri, aspettative, identificazione, attaccamento e fenomeni simili, i quali ostacolano il Divenire. Soltanto quando si Ama, non si hanno desideri ed aspettative, si vive pienamente e veramente si lascia vivere, non si vuole che qualcuno faccia od ottenga ciò che si reputa essere bene, ma Semplicemente Essendo nell'Eterno Ora e Qua ed Essendo  anche l'Eterno Ora e Qua si Opera per il Bene dell'umanità intera. 

"Voler bene" è sicuramente meglio che voler male, anche se spesso "voler bene" a qualcuno implica anche il voler male  a qualcun altro. La Soluzione Finale è comunque: Divenire (del tutto) per Amare, Amare ed ancora Amare. 

 

Bracciano (Rm), dicembre 2004

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