AMARE E "VOLER
BENE"
Tratto dal libro
"Realtà ed illusione" - saggio sulla maturazione
della coscienza
di Andrea Pangos
andreapangos@gmail.com
www.pangoseditore.com
L'argomento Amare e "voler bene" è
trattato
anche al corso per
Conoscere la Vera Identità
Amore e Amare sono
due vocaboli frequentemente utilizzati per
definire vari stati. Ed è proprio il loro
ripetuto utilizzo per indicare stati molto
diversi tra essi a far smarrire l'effettivo
significato di questi due termini dietro una
fitta coltre di incomprensioni. Siccome l'Amare,
ovvero l'Amore, è un elemento fondamentale per la qualità della
vita e dei rapporti e di conseguenza anche
per il Divenire, l'utilizzo non appropriato
dei termini Amore e Amare può diminuire la
qualità dei rapporti e della vita in generale,
il che ostacola il Divenire e impedisce di
vivere l'Eterno Presente.
La causa primaria dell'utilizzo inappropriato della parola
Amare consiste nel fatto che, nonostante ogni
essere umano abbia insito in sé il seme dell'Amare,
rarissimi Amano. Di conseguenza rarissimi
Conoscono o hanno perlomeno Conosciuto l'Amare:
lo stato in cui si Ama che è esclusivo allo
stato in cui si È (si tratta Dello Stesso
Stato). Questo porta a fraintendere che "voler
bene" è uguale ad Amare, il che equivale ad
affermare, semplificando,
che il nero, il grigio chiaro e il
grigio scuro, ma anche gli altri colori siano
uguali al trasparente. Spiegato in tale contesto,
l'Amare è trasparente, è trasparenza, mentre
lo spettro del "voler bene" va progressivamente
dal nero al bianco passando attraverso tutti
i colori e le loro molteplici sfumature. Quando
si Ama, la percezione e l'attività emotiva
ed intellettiva "non sono colorate". Metaforicamente:
le lenti attraverso cui si percepisce ed interpreta
il percepito,
non sono colorate come quando non si
Ama, ma sono pulite e perfettamente trasparenti,
anzi le lenti "non ci sono", perché sono Uno
con ciò che si percepisce e con colui che
percepisce. Si conosce che è sempre così anche
quando si percepisce falsamente che non è
così. Le affermazioni: l'amore è rosa e
quando si ama si vede tutto rosa, sono
indicative e si addicono molto all'innamoramento,
ma pressoché per nulla all'Amare. Questo non
significa che chi Ama, non possa anche Innamorarsi.
Quando si Ama il cielo è terso,
mentre quando
si "vuole bene" il cielo appare nuvoloso,
coperto da più o meno nubi a seconda della
qualità del "voler bene".
Seppure
possano sembrare sinonimi, "voler bene"
e Amare nel loro effettivo significato
designano due stati molto diversi tra loro
e per non fuorviare e fuorviarsi, non dovrebbero
essere interpretati ed utilizzati come se
si trattasse di sinonimi: il "voler bene"
esclude l'Amare e viceversa, quando si Ama non si vuole bene,
ma, appunto, si Ama.
Utilizzo il termine "voler bene" tra
virgolette per porre in rilievo che ciò che
di solito si definisce voler bene è
molto raramente un effettivo voler bene. Di
solito, come voler bene si intende sia l'affetto,
la simpatia, "essere vicini a qualcuno". Si
intende insomma un qualcosa che si ritiene
essere bene, ma non è detto che lo sia effettivamente.
Solamente Amando si può Conoscere che cos'è
il Bene e l'effettivo Voler Bene, il Quale
consiste nell'Operare in modo da stimolare
il Divenire. L'Amare è il Vero Voler Bene.
Chi Ama Conosce l'enorme differenza tra Amare e "voler bene".
Chi ha Amato, seppure per alcuni istanti,
ha Conosciuto l'enorme differenza tra l'Amare
e il "voler bene". Differenza che si assottiglia
con l'aumentare della qualità del "voler bene",
cioè con l'avvicinarsi alla Qualità dell'Amare.
Chi invece non ha mai Amato, non può nemmeno
effettivamente comprendere l'enorme diversità
tra l'Amare ed il "voler bene".
Alcune
sostanziali differenze tra il "voler bene"
e l'Amare
Il "voler bene" esprime soltanto
parte del potenziale emotivo del singolo,
mentre l'Amare è la massima e più qualitativa
espressione dell'attività emotiva. Alcune delle differenze sostanziali espresse in forma verbale,
il che è chiaramente soltanto una specie di
ombra mal riuscita dell'effettiva differenza
tra il "voler bene" e l'Amare, si possono
riassumere con le definizioni sottoelencate
che si riferiscono all'Amare.
Amare e sentimenti
Amare
non significa provare dei sentimenti i quali
sono una caratteristica del "voler bene".
Ad essere precisi, anche quando si Ama si
provano sentimenti, soltanto che essi non
sono ciò che comunemente si definiscono come
sentimenti. Semplificando, si tratta di sentimenti
pienamente armonizzati con la Coscienza, vale
a dire con l'Amore Divino. Stare attenti ai
sentimenti è indice di "voler bene" e non
di Amare. L'Amare non ha bisogno di attenzione,
l'Amare fa soltanto e sempre bene. I sentimenti
possono anche ferire ed essere feriti. L'Amare
non può in nessun caso ferire, anzi l'Amare
lenisce tutte le ferite. L'Amare non può essere
ferito. L'Amare è spontaneo, L'Amare è armonicamente
dirompente, L'Amare è armonico effondersi
Infinito.
Quando si Ama non c'è né risentimento né perdono, perché
quando si Ama non c'è né chi possa risentirsi
né chi possa perdonare. L'io si è infatti
dissolto nella Conoscenza di Se Stessi come
Totalità. Quando si Ama si Conosce sia chi
dà lo schiaffo sia chi lo riceve come l'Unico
Se Stesso. Questo è un modo molto qualitativo
di interpretare il detto: porgi l'altra guancia.
Amare è Uno
L'Amare è uno
stato Univoco ed Unico. L'Amare è sempre l'Amare
è immutabile nella Sostanza (mutabile però
come processo nel processo). L'Amare è uniforme
nel tempo, anche perché a differenza del 'voler bene'
che avviene nel tempo, ovvero che rende l'illusione
chiamata tempo passato e tempo futuro, l'Amare
avviene Eternamente Adesso ed È anche l'Eterno
Adesso. L'Amare è anche un aspetto dell'Eterno
Adesso.
L'Amare
è sempre eguale indipendentemente da chi Ama.
Non ci sono varie forme di Amare, ma innumerevoli,
particolari ed unici sono i modi del suo esprimersi
e dell'esprimerlo. L'Amare non è questo o
quello. L'Amare è l'Amare. Questo o quello
non può essere l'Amare. Si può "voler bene"
in molti modi, ma si può Amare in un modo
soltanto. Amare è Amare Incondizionatamente
tutti e tutto, anche perché quando si Ama,
si Conosce tutto e tutti come Unico Se Stesso.
È questo l'essenziale significato di: Ama il prossimo tuo come te stesso.
Il
"voler bene" invece non è uno stato univoco,
ma ci sono vari aspetti, molteplici gradazioni
del "voler bene". Il tipo di "voler bene",
vale a dire la sua tipologia e qualità, dipende
da colui che "vuole bene", dall'oggetto del
"voler bene" e dalle condizioni in cui si
svolge il "voler bene". L'Amare invece non dipende dalle circostanze,
ma è causa e conseguenza di se stesso.
Il 'voler bene' è il contrario del 'voler male' e fa parte
dell'immaginato mondo degli opposti, il quale
mondo si percepisce, proietta e manifesta
quando non si Ama.
L'Amare è invece "di là" del mondo
degli opposti. L'Amare non è il contrario
o il derivato di qualche altro processo.
La Qualità dell'Amare è sempre Una.
L'Amare è di per sé La Qualità. Amare è di
per sé La Virtù. Ci sono invece diverse qualità
del "voler bene", le quali sono determinate
da quanto il "voler bene" in questione è vicino
all'Amare, perché più il singolo è vicino
ad Amare e più qualitativamente si svolgono
i processi del suo Divenire.
L'Amare Libera
Il "volere bene" è inerente a qualcuno o qualcosa,
nel senso che si "vuole bene"
a qualcosa o qualcuno. Questo fa sì
che si "vuole più bene" a qualcuno che a qualcun
altro. Essendo indirizzato verso qualcuno
o qualcosa, il "voler bene" ostacola il Conoscere
tutto e tutti come Unico Se Stesso, impedisce
cioè di Conoscere la (propria) Reale ovvero
Vera Identità. Questo contribuisce a far percepire
"le cose come sembrano" e non "come sono effettivamente". L'Amare è invece riferito a tutto e a tutti.
Quando si Ama, si Ama tutto e tutti Incondizionatamente,
anche perché quando si Ama si Conosce tutto
e tutti come Se Stessi, come Unico Se Stesso.
Quando si Ama, si Conosce la (propria) Reale
ovvero Vera Identità.
L'Amare è Libero
Il
"voler bene" è caratterizzato dall'identificarsi
con chi si "vuole bene" e dall'identificarsi
con il rapporto ed è inoltre contraddistinto
dall'attaccamento a chi si"vuole bene" e al
rapporto stesso. L'Amare è invece libero dall'identificarsi
e dagli attaccamenti. L'Amare
inizia quando si sono dissolte le catene dell'identificarsi
e dell'attaccamento e cessa quando esse riemergono.
È il tendere ad Amare a dissolverle
gradualmente ed è il meccanismo del ritornare
ad identificarsi a farle riemergere.
L'Amare avviene appunto soltanto
quando l'individuo che Ama è libero da ogni
identificazione e da ogni attaccamento. Quando
si Ama si è liberi dall'identificarsi e dagli
attaccamenti e con il proprio Essere si stimola
altri a liberarsi dall'identificarsi e dagli
attaccamenti. L'Amare
è esente anche dall'identificarsi con l'Amare.
Quando si Ama non ci si identifica nemmeno
con l'Amare, perché quando si Ama l'io si
è "dissolto" e dunque non c'è più nemmeno
il (fatamorganico) soggetto
io che, quando non (si) Ama, si identifica.
Così, mentre si Ama, non c'è nemmeno la possibilità
di identificarsi.
L'Amare
stimola il Divenire
Chi
"vuole bene" è influenzato anche dallo stesso
"voler bene". La qualità (ai fini del Divenire)
di tale condizionamento è determinata dalla qualità del "voler bene", vale
a dire da
quanto il "voler bene" stimola il Divenire
ovvero non lo ostacola. Il "voler bene" è
condizionato e per questo condiziona negativamente,
imprigionando.
L'Amare pure condiziona,
ma si tratta di un condizionamento molto positivo
perché stimola il Divenire. L'Amare in modo
spontaneo è caratterizzato dalla piena armonia
delle emozioni e dei pensieri di chi Ama con
la Coscienza Infinita. Perciò l'Amare è un
condizionamento che stimola il liberarsi dai
condizionamenti, perché l'Amare armonizza
le vibrazioni di chi è soggetto all'influsso
dell'Amare con la Coscienza Infinita e questo
stimola il Liberarsi dalla schiavitù dell'io.
Quando chi Ama non è ancora Divenuto (del
tutto), il suo Amare e quello altrui lo condizionano
molto positivamente perché nei periodi in
cui si Ama si svolgono i processi più qualitativi
del Divenire.
L'Amare
è Vera Compassione
Quando si Ama
c'è effettiva Compassione, libera dall'identificarsi.
L'effettiva Compassione è sinonimo di Amare.
Quando invece si "vuole bene" la compassione
o presunta tale è condizionata dall'identificarsi
e dunque dal percepire le cose come sembrano
essere e non come sono effettivamente. La
presunta compassione è condizionata dall'identificarsi
tra l'altro con i concetti riguardanti: servizio,
servire gli altri, compassione, dover provare
compassione... La Vera Compassione è spontanea
e non può essere indotta, ma si possono indurre
i processi che possono portare ad Essere Veramente
Compassionevoli, maturando la capacità di
Amare attraverso l'armonizzazione delle emozioni
e dei pensieri con la Coscienza Infinita.
La Vera Compassione non è condizionata dalle
idee non consapevolizzate che si hanno sulla
compassione.
Il Vero Servizio è spontaneo e non
può essere indotto, si possono però stimolare
i processi che ostacolano il Vero Servizio,
trasformando il "voler bene" in Amare attraverso
la consapevolizzazione della mente. Il "servire"
è condizionato dalle idee non consapevolizzate
che si hanno sul servizio e sul che cosa significa
aiutare ostacolano ovvero impediscono lo Svolgersi
del Vero Servizio. L'identificarsi nuoce alla
qualità della propria attività intellettiva
ed emotiva e del proprio operare, il che diminuisce
la qualità dell'aiuto che si vuole offrire
a colui per cui si prova "compassione". La
qualità della "compassione" è dunque determinata
dalla qualità del "voler bene", mentre la
Qualità della Compassione è sempre massima,
perché la Compassione è inscindibile dall'Amare.
Identificarsi con la sofferenza può
facilmente stimolare il formarsi di ulteriore
sofferenza. Quando invece si Ama, Essendo
tra l'altro liberi anche dall'identificarsi
con la sofferenza ed in generale, si stimola
l'armonizzazione delle vibrazioni altrui con
l'Amare, il che fa diminuire la sofferenza
altrui. L'Amare di qualcuno è contemporaneamente
il Bene (Capitale) di tutta l'umanità, senza
eccezione alcuna.
Amare è Conoscere
Quando
non c'è Conoscenza della Reale ovvero Vera
Identità, c'è "voler bene" che è una conseguenza
del percepire gli altri come divisi da "se
stessi" e "dell'oggettivizzazione". L'Amare inizia con il Conoscere la Reale ovvero
Vera Identità, quando si dissolve l'oggetto
del "voler bene", nel senso che si dissolve
l'abbaglio della divisione tra chi percepisce
e il percepito, anche perché chi Ama non ha
più nemmeno la percezione di "se stesso" (senso
dell'io) come colui che Ama, ma si Conosce
come Dio che si manifesta come tutto e attraverso
tutto. L'Amare inizia cioè con il Conoscere
l'Unitarietà Onnicomprensiva e il Conoscere
Se Stessi come Unitarietà Onnicomprensiva.
Allora gli altri non sono percepiti come "oggetti"
a sé stanti, ma come Uno con se stessi e Se
Stessi, con tutto e con Dio. Quando si Ama,
non c'è "oggettivizzazione", ma si Conosce
tutti e tutto come Unico Se Stesso. Si Conosce
cioè la Vera Identità. Si Conosce la Totalità
e si È Consapevoli di Essere la Totalità.
L'Amare
è Vera Intimità
La
diminuzione della qualità del "voler bene"
aumenta il distacco, più precisamente la sensazione
di distacco da "altri" perché diminuisce la
qualità della comunicazione con Se Stessi.
Il mantenersi della qualità del "voler bene",
"mantiene le distanze" con gli "altri". L'aumentare
della qualità del "voler bene" invece "diminuisce
le distanze" dagli "altri", perché più si
è vicini ad Amare e più si dissolve l'abbaglio
della divisione. Il distacco da altri, più
precisamente la sensazione di distacco, diminuisce
con l'avvicinarsi all'Amare. Ciò che comunemente
è definito essere diventati intimi con
qualcuno, non sottintende che è diminuito
"il distacco" tra "se stessi" e "l'altro",
ma il più delle volte significa soltanto che
si è assunto un atteggiamento diverso, un
modo di fare e di rapportarsi appunto più
intimo, più precisamente: che sembra più intimo.
Tutti sono stranieri per chi non Ama e non
Conosce Se Stesso, il quale è perciò il più
grande estraneo per "se stesso". Colui che
Ama è Intimo con Dio e con questo è intimo
con tutto e tutti.
I
secondi fini del "voler bene"
In
linea di principio, il
"voler bene" è il risultato del tendere ad
avere, mentre l'Amare è la conseguenza del
tendere ad Essere. Il
"voler bene" è sempre volto, in minor o maggior
misura, anche ad ottenere qualcosa in cambio,
ad esempio: affetto, sicurezze, opportunità...
Molto spesso i secondi fini sono così fini
da non essere notati. È importante tenere
presente che "l'imbrogliatore" che non sa
di voler imbrogliare, finisce per imbrogliare
"se stesso" e che chi illude "se stesso" non
può evitare di illudere anche gli altri.
Più si conosce di avere tutto
in Se Stessi e che il tutto è la propria Creazione,
meno si ha bisogno di qualcosa. L'Amare
invece non è volto ad ottenere niente, perché
chi Ama ha già tutto, Conosce di avere tutto
in Se Stesso o più precisamente ancora: È
Consapevole di Essere la Totalità.
Chi ama perfettamente ha tutto quel che vuole, né teme di
perderlo. (L'Uomo e l'Infinito, Meister Eckhart, Pietro Gribaudi
Editore, pagina 64.)
"voler bene" significa vincolare
Chi "vuole bene"
vincola, anche perché è vincolato dall'oggetto
del suo "voler bene" e dallo stesso "voler
bene". Quando si Ama si Libera, anche perché
quando si Ama si è Liberi dall'illusione del
tempo e dello spazio, dalla falsa percezione
della divisione, dall'illusione che la Creazione
sia Reale. Solo chi si è Liberato può effettivamente aiutare
qualcuno a Liberarsi. Per stimolare la Liberazione
altrui bisogna prima essere usciti dalla cella
dell'Ignorare Se Stessi e del "voler bene". Quando si Ama si è usciti, ma
solo temporaneamente se si tratta di Scintille
o periodi di Amare (Essere), dalla prigione
dell'identificarsi con il corpo, con le sensazioni,
con le emozioni e con i pensieri. L'Amare
è libero da tutto e tutti e stimola la Liberazione
altrui. L'Amare è Libero perché avviene attraverso
lo stato in cui l'individuo è Libero.
L'Amare è Libero e Libera perché avviene
nell'Eterno Presente. L'Amare è Libertà e
Liberare, il "voler bene" è invece prigionia
e imprigionare. La cella del mero "voler bene"
può essere più o meno ampia, più o meno confortevole,
dipendentemente dalla qualità del "voler bene"
e dalle proprie aspettative, ma si tratta
pur sempre di una cella.
Amare ed Equilibrio
Il "voler bene" e chi vuole bene sono ambedue legati anche
ad aspettative e progetti, perché il "voler
bene" è causato pure da aspettative e progetti
che stimolano il crearsi di ulteriori aspettative
ed attaccamenti. Succede così che quando le
aspettative (progetti) riguardo a qualcosa
o qualcuno si realizzano, allora si "vuole
(più) bene" a questo qualcosa o qualcuno,
mentre quando non si realizzano, il "voler
bene" si può trasformare "addirittura" in
"voler male". Quando sul cosiddetto piano
esteriore si raggiunge un fittizio (pseudo)
equilibrio, che chiaramente non è un equilibrio,
ma rappresenta ciò che si immagina essere
l'equilibrio, si creano le condizioni per
"voler bene", mentre quando le aspettative
non si realizzano, allora salgono sul palcoscenico
emozioni "negative", pensieri "negativi" e
atteggiamenti "negativi". Questo diminuisce
la qualità del "voler bene" e aumenta la quantità
di "voler male". In questi casi è utile rendersi
conto che i conflitti con qualcuno riflettono
lo specchiarsi del conflitto con "se stessi"
e che il disequilibrio esteriore è segno di
disequilibrio interiore, di frammentazione
interiore, di conflitti tra i vari processi
della falsa identità. Il Vero Equilibrio è
l'Unitarietà "interiore", la quale permette
di: Conoscere l'Unitarietà "esteriore", di
trascendere l'abbaglio della suddivisione
in "interiore" ed "esteriore" e di
Conoscere che "l'interiore" e "l'esteriore" sono Uno.
Tutte
le cose devono uscire da te, perché Dio entri
- a meno che tu non le possieda in modo più
elevato e migliore, quando il molteplice in
te è divenuto uno. Allora, più v'è in te di
molteplicità, piu v'è unità, l'una trasformandosi
nell'altra.
(La via del distacco, Meister Eckhart, Oscar
Classici Mondadori, pagina 51)
L'Amare infonde pace perché è il risultato dell'Essere in
Pace con se stessi, con gli altri, con il
mondo e con Dio. Più vicina si percepisce
la presenza di Dio che è la Reale Identità
di ogni essere umano e più si è in pace con
tutto e con tutti. Il "voler bene" invece
può portare a conflitti esteriori e al loro
rafforzamento, perché chi "vuole bene", a
differenza di chi Ama
è in preda a minori o maggiori conflitti
esteriori ed interiori. Questo può portare
anche a guerre, il che (non di rado)
succede nel caso in cui l'individuo
in conflitto con "se stesso" avendo il potere
necessario "da via" a scontri bellici, oppure
accade anche quando un popolo di individui
in conflitto con "se stessi" entra in conflitto
con un altro popolo, spesso in nome del bene,
"dell'amore" per la propria patria, dei "giusti"
principi.
Dove l'amore
impera, non c'è desiderio di potere, e dove
il potere predomina, manca l'amore. (Carl Gustav Jung)
Il "voler bene" è una conseguenza della divisione interiore,
l'Amare è una manifestazione dell'Unitarietà
interiore e del Conoscere l'Unitarietà Onnicomprensiva,
di là della falsa suddivisione in interiore
ed esteriore. L'Amare è conseguenza, ma anche
la causa del trascendimento di ogni rapporto,
vale a dire del Conoscere l'unitarietà di
tutti con tutti e con Dio. Questo svincola
dall'onere di fantasticare la divisione ed
i rapporti.
Amare
e (è) sentirsi Amati
Quando si Ama, si stimola gli altri ad AmarSi: Amare se
stessi, gli altri e Dio. Mancanza d'Amare
e mancanza d'Amore vanno sempre a braccetto,
sono fenomeni interdipendenti. L'Amare ed il sentirsi Amati sono aspetti diversi dello
stesso fenomeno.
Ti svelerò un filtro d'amore potentissimo,
senza unguenti, senza erbe e senza formule
magiche: se vuoi essere amato, ama. (Ecatone)
Chi Ama si sente Amato, anche perché Ama Dio negli altri
e sente Amare Dio che lui, come anche ogni
essere umano, in Realtà È. Più si è vicini ad Amare e più si è vicini a
sentirsi Amati. Quando si Ama ci si sente
Amati, mentre quando non c'è Amare, non c'è
nemmeno il sentirsi Amati e da questo stato
derivano, come surrogato dell'Amare, il "voler
bene" ed il sentirsi voluti bene. Avvicinarsi
all'Amare e al sentirsi Amati significa "avvicinarsi" a Dio in se stessi, il che si ottiene primariamente
armonizzando le emozioni ed i pensieri con
l'Amare, ovvero maturando la capacità di Amare.
L'Amare non
è romantico
Il "voler bene" può essere caratterizzato
da: romanticismo, nostalgia, gelosia, malinconia,
tristezza. i quali sono stati che escludono
l'Amare. L'Amare
non è nostalgico o malinconico. La
gelosia esclude l'Amare, il Quale
non è legato al romanticismo e alla
tristezza. L'Amare non è legato nemmeno all'Amare.
Provare affetto e simpatia è segno di "voler
bene", mentre quando si Ama non si prova simpatia
o affetto, perlomeno non nell'accezione comune
di questi due termini. L'Amare è Amare tutto
e tutti. Quando si "vuole bene" l'empatia
è il risultato dell'echeggiare in modo simile,
causato tra l'altro dal fatto che i due o
più che si "vogliono bene" hanno forme pensiero
e forme emozione dai contenuti e dalle frequenze
simili. La Vera Empatia è esclusiva all'Amare.
Quando si Ama si È in empatia con tutti, con tutto e con Dio: è
l'Empatia tra il se stessi e il Se Stessi.
Quando si Ama, si "vive" se stessi in altri
e gli altri in se stessi e Se Stessi, Conoscendo
questo gioco Divino come illusione e Dio come
Unica Realtà e Propria Reale Identità.
I limiti del
"voler bene"
Anche il "voler
bene" molto qualitativo, come pure volere
il bene è ovvero diventa un limite, perché
il volere indica la presenza di desideri,
aspettative, identificazione, attaccamento
e fenomeni simili, i quali ostacolano il Divenire.
Soltanto quando si Ama, non si hanno desideri
ed aspettative, si vive pienamente e veramente
si lascia vivere, non si vuole che qualcuno
faccia od ottenga ciò che si reputa essere
bene, ma Semplicemente Essendo nell'Eterno
Ora e Qua ed Essendo anche
l'Eterno Ora e Qua si Opera per il Bene dell'umanità
intera.
"Voler bene" è sicuramente meglio che voler male, anche
se spesso "voler bene" a qualcuno implica
anche il voler male a qualcun altro. La Soluzione Finale è comunque:
Divenire (del tutto) per Amare,
Amare ed ancora Amare.
Bracciano
(Rm), dicembre 2004