Conosci
Te Stesso attraverso il sogno di essere vivo
Tratto dal libro “Saggio
sulla maturazione spirituale”
di Andrea Pangos
Il processo di individuazione della
Coscienza Infinita, avviene attraverso i tre stati di veglia,
sogno e sonno profondo. Come Coscienza Infinita
s’intende il Processo Trino: Conoscenza Infinita–
Amore Infinito– Potere Infinito. Tutti e tre gli stati,
di veglia, di sogno e di sonno profondo,
avvengono nel sogno chiamato vita umana, ovvero rappresentano
il sogno dell’uomo di essere vivo. Un sogno la cui
funzione è di rendere possibile l’individuazione della
Coscienza Infinita. Stimolando il processo d’individuazione
della (propria) Coscienza, il singolo può Conoscere che
la vita, il mondo, l’universo, ma anche la stessa
Coscienza Infinita, sono (soltanto) un sogno. L’uomo
può così Conoscere la Realtà (Dio) e Conoscere Se Stesso
come Realtà. Questo significa che sognando nel modo appropriato,
vale a dire sognando in modo da stimolare l'individuazione
della (propria) Coscienza, il singolo può Svegliarsi e la
sua Coscienza può Maturare del tutto, il che è l’unico
“vero scopo” di ogni vita umana.
Il sogno di essere vivi, può essere
usato per disilludersi dall’incanto del sognare di
star vivendo e per Conoscere Se Stessi come Origine di tutta
la vita. Attraverso la vita, l’uomo può trascendere
la vita stessa, ConoscendoSi come Origine dell’Universo
e della Coscienza infinita. Ogni uomo è contemporaneamente
sia uomo sia Dio, più precisamente, Dio È “l’elemento”
Reale di ogni uomo. La vita umana è un sogno che rende possibile
lo Svegliarsi. Più precisamente, la vita umana è un sogno
che rende possibile l’affermare che ci sia qualcuno
che dorme, e che rende possibile l’illudersi che sia
possibile Svegliarsi. Soltanto chi dorme, può svegliarsi, ma in Realtà
nessuno dorme. L’idea che qualcuno sta dormendo è
soltanto un sogno. In Realtà, nessuno sogna e non c’è
nessuno che debba o può Svegliarsi.
Coloro che affermano: “Il
Signore è morto e (poi) è risuscitato”, sbagliano.
Egli, infatti, prima risorse e (poi) morì. Chi non ottiene
prima la risurrezione, costui morirà. Poiché Dio vive, costui
sarà (già) morto. Vangelo di Filippo, I Vangeli
gnostici, Adelphi Edizioni Milano, 1984.
Ciò che è comunemente definito come
veglia, è un sognare ad occhi aperti, non inteso
come fantasticare nel senso classico del termine, ma come
sognare di essere sveglio. Lo stato che di solito è definito
sonno, quando si sostiene che l’uomo dorme,
è invece lo stato nel quale l’uomo sogna di dormire.
Quando l’uomo fa ciò che abitualmente è definito sognare,
allora sogna di sognare. In generale si afferma che nella
fase del sonno profondo, l’uomo non sogna, ma non
è così. Durante il sonno profondo, l’uomo sogna, perché
lo stato del sonno profondo, come gli stati di veglia
e di sogno, fa parte del sogno dell’uomo di
essere vivo, ovvero di star vivendo. Dunque, l’uomo
sogna anche durante il sonno profondo. Sogna di essere nello
stato di sonno profondo. Sogna di non star sognando. E pensare
che alcuni affermano che durante il sonno profondo, l’uomo
è nello stato della Realtà Suprema, ma non sa di Esserlo,
ovvero che lo stato del sonno profondo è lo stato della
Realtà Suprema, vissuto in modo inconsapevole. Chiaramente,
ogni uomo È in Realtà la Realtà Suprema, ma è molto fuorviante affermare
che la fase del sonno profondo rappresenta lo stato nel
quale si è nello stato della Realtà Suprema. Ciò può dare
adito a molte fantasie e ad ulteriore incomprensione. Come
se non bastasse la fantasia di essere vivi e non fosse sufficiente
il non Comprendere di Essere in Realtà Dio?!
Il sognare è uno stato che accompagna
incessantemente l’uomo che non Discerne la Realtà
(Dio) dall’illusione (Coscienza – vibrazioni
– energie – materia). L’uomo che non
Discerne la Realtà dall’illusione, sogna di essere
sveglio, sogna di addormentarsi, sogna di sognare, sogna
di essere nello stato di sonno profondo e sogna di svegliarsi.
L’uomo che non Discerne la Realtà dall’illusione, sogna di
essere stato concepito, di essere nato, di star vivendo
e di dover morire. In effetti, tutti i concepimenti, tutte
le nascite, tutte le vite e tutte le morti avvengono, più
precisamente, sembrano avvenire, come sogno, in Ciò che
Ogni uomo in Realtà È, vale a dire “in” Dio.
A chi non Discerne la Realtà dall’illusione, queste
affermazioni potrebbero sembrare fantasie, frutto di pazzia
e di allucinazioni. Chi Discerne la Realtà dall’illusione,
Conosce invece che l’Universo è una fantasia e che
non c’è maggior allucinazione del credere reale il
mondo e la vita. Queste affermazioni possono sembrare mero
filosofeggiare a chi non Conosce Se Stesso, mentre per chi
Conosce Se Stesso, esse sono concreta verità, appurata individualmente.
Va
precisato, che Conoscere Se Stessi non significa affatto
conoscere se stessi.
Il sognare la vita, cioè non conoscerla
come effimero sogno, è una conseguenza dell’identificarsi
con il falso
io, ovvero con l’immaginare di essere il corpo,
la mente, ma anche la stessa Coscienza. Non conoscere la
vita come sogno è una conseguenza del non Conoscere Se Stessi
come Realtà. Il corpo fisico, la mente e la Coscienza, sono
un sogno che “avviene” “in” Dio,
cioè in Quello che ognuno in Realtà È. La differenza fondamentale,
tra ciò che comunemente si definisce essere svegli e ciò
che si definisce dormire, si riduce ad una diversa modalità
di sognare. Quando chi non Discerne dorme, sogna di avere
un corpo nel sogno. Quando chi non Discerne si sveglia,
ovvero apre gli occhi, inizia a sognare di avere un corpo
fisico. L’uomo che non Discerne, definisce illusorio
(un sogno) il corpo che sognava durante il sognare, mentre
definisce reale, il corpo fisico che percepisce quando si
sveglia, quando apre gli occhi. In effetti, sogna ambedue
i corpi, ovvero ambedue i corpi sono un sogno. Il corpo
che comunemente è definito reale corpo fisico, è
un corpo sognato al pari del corpo che comunemente è definito
corpo sognato durante il sogno. Quando chi non Discerne
la Realtà dall’illusione, afferma: il corpo che
ho sognato di avere durante il sogno, non era reale, dice
comunque “una profonda verità”. Dice la verità
anche perché, chi non Discerne, sogna anche durante lo stato
di veglia. Quindi il suo riferirsi al sogno è un riferirsi
sia al sogno di essere sveglio sia al sogno di aver dormito.
Chiaramente, non immagina nemmeno che anche quando è sveglio,
più precisamente immagina di essere sveglio, lui sta dormendo.
Sta soltanto sognando di essere sveglio. Chi non Discerne
immagina di addormentarsi, di svegliarsi, di riaddormentarsi,
di risvegliarsi..., mentre, in effetti, sta soltanto dormendo
in modo diverso. Il corpo che l’uomo sogna (immagina
di avere) durante lo stato di veglia, è un sogno come lo
è pure lo stato di veglia.
Com’è possibile che l’uomo,
durante la fase del sonno profondo, ma anche in generale,
riesca a sognare di non star sognando? L’individuo
è parte integrante di un sogno più ampio che è il sogno
chiamato umanità. L’umanità è un sogno che sogna incessantemente
se stesso. Il sogno chiamato umanità è un processo nell’ambito
del quale avvengono i sogni delle vite individuali. Ogni
processo individuale, nel senso di individuo e di vita individuale,
è uno con il processo umanità ed è inscindibile da esso.
Solo che l’uomo dalla mente non consapevolizzata,
immagina di essere diviso dal resto del processo, ovvero
di essere un’entità a se stante. La Matrice del sogno
umanità e del sogno individuo
umano è la Coscienza (Infinita, Collettiva e individuale,
il che è lo stesso). La Coscienza, che è di per sé un sogno,
funge da Matrice del sogno che avviene sul piano temporale
e spaziale. Le vibrazioni, e dunque anche le energie e la
materia, sono il risultato dei processi della Coscienza,
ovvero del Sé. Semplificando, molto, la Coscienza è la Matrice
che definisce come “vibreranno le vibrazioni”.
Sempre semplificando, l’elemento temporale e spaziale
dell’individualità umana, composto dalla mente, dagli
elementi energetici e dal corpo fisico, è un processo determinato
dai processi della Coscienza. In rapporto all’elemento
vibratorio – energetico - fisico dell’uomo che
passa attraverso gli stati veglia, sogno, sonno profondo,
la Coscienza è, diciamo così, “sempre sveglia”.
Così la Coscienza rappresenta, in un certo modo, il “collante”
tra i tre stati e rende possibile il sognare di non avere
sogni. La Coscienza è anche il “collante” del
sogno chiamato umanità. La Coscienza è l’elemento
(auto)consapevole dell’individualità umana, ma anche
l’elemento (auto)consapevole del sogno denominato
Creazione (Coscienza – vibrazioni – energie
- materia).
Un’ottima
meditazione che si può fare, è quella di “andare
alla ricerca” di chi sta sognando. Ci si chiede: Chi è che sta sognando?, Chi
è che si sta chiedendo chi sta sognando? Si va poi alla
ricerca di chi sta sognando. Non alla ricerca della risposta
verbale alle domande, ma proprio alla ricerca di chi sta
sognando. Quesiti fondamentali, indizi essenziali: C’è veramente qualcuno che sta sognando?!
C’è qualcuno che sta Realmente sognando?! Si troverà
qualcuno?! C’è qualcuno?!
La vita offre continuamente messaggi,
che interpretati nel modo opportuno, potrebbero aprire molti
spiragli per Svegliarsi, ma per ciò è necessario sapere,
non soltanto in modo meramente intellettuale, che la vita
è un sogno. Quante volte si è stati testimoni o artefici
di affermazioni del tipo: Totti, facci sognare!; Italia,
facci sognare!; Tomba, tu sei il nostro sogno!; Megadream
trasforma i vostri sogni in realtà!; Tesoro tu sei il mio
sogno!; Realizza i tuoi sogni!; Il sogno americano.;
Ho realizzato i miei sogni.;Azzurri, regalateci questo sogno!
La vita è sì piena
di messaggi, ma soltanto raramente sono interpretati come
dovuto. L’uomo dalla mente non consapevolizzata, può
trasformare un messaggio di pace in messaggio di guerra.
Le guerre sono il risultato
del dormire degli uomini. Le guerre sono un incubo, generato
da chi non Discerne la Realtà dall’illusione. Un incubo
scaturito non solo da chi governai, ma anche e soprattutto,
dai popoli come insieme. Quando chi governa, come di solito
succede, non ha la mente consapevolizzata, è la punta dell’iceberg
del sogno collettivo del popolo che rappresenta e le sue
decisioni hanno ben poca autonomia. Non è propriamente corretto
definire che un determinato presidente è l’uomo più
potente della terra, perché se non ha la mente consapevolizzata,
si tratta dell’uomo più impotente della terra, perché
non può opporsi al manifestarsi della schizofrenia collettiva.
Così diventa l’esecutore materiale del manifestarsi
del incubo collettivo, caratterizzato da emozioni negative
(odio, paure, disprezzo), da pensieri negativi, dall’attaccamento
al potere individuale (del singolo) e al potere collettivo
(di un popolo, di una nazione, di una razza…).
Il libero arbitrio è sacrosanto ed
è normale che chi fa richieste del tipo Totti,
facci sognare!; Italia, facci sognare!; Vorrei tanto realizzare
i miei sogni!; Azzurri, regalateci questo sogno!, continui
a sognare. Ognuno nutre il proprio sogno di essere vivo,
ognuno influisce sulle modalità del proprio sognare. La
vita cambierebbe in meglio se, invece di chiedere che i
sogni si avverino, si chiedesse di Svegliarsi, ad esempio
con la richiesta Dio, Svegliami! (Esse maiuscola),
oppure, mossa ancora più efficace, pregando: Prego Dio di Svegliarmi.
e Prego
Dio di consapevolizzare il mio sognare.
Basta un attimo di Discernimento
della Realtà dall’illusione, per chiarire che le suddette
argomentazioni, sul sognare quando si immagina di essere
svegli, sulla vita come sogno…, non sono mero filosofare
che non ha niente a che vedere con la cosiddetta realtà
quotidiana (la quale è chiaramente un sogno, un’illusione,
altroché Realtà). Essere Svegli, ovvero Discernere la Realtà
dall’illusione, aiuta a vivere meglio. I problemi
dell’uomo derivano dal fatto che sogna di essere sveglio.
Naturale che chi è in preda ad un tale abbaglio, abbia una
vita problematica: problemi nei rapporti, problemi famigliari,
problemi finanziari, problemi di salute… È del tutto
normale che chi è ebbro di processi mentali non consapevolizzati,
faccia delle scelte inopportune e che di conseguenza abbia
delle difficoltà. In effetti, l’entità di un problema
è determinata dalla misura in cui questo problema ostacola
l'individuazione della Coscienza. Un ottimo modo, per risolvere
i problemi e contemporaneamente stimolare anche il processo
di individuazione della (propria) Coscienza, è pregare Dio:
Prego
Dio di riprogrammarmi
le cause karmiche dei problemi famigliari.;
Prego
Dio di riprogrammarmi le cause karmiche dei problemi sul
lavoro.; Prego
Dio di riprogrammarmi le cause karmiche dei problemi di
salute.; Prego
Dio di riprogrammarmi le cause karmiche dei problemi finanziari.;
Prego
Dio di riprogrammarmi il karma finanziario.; Prego Dio di riprogrammare i processi
karmici del mio rapporto con...; Prego Dio di riprogrammare le cause
karmiche dei problemi scolastici di mio figlio.
Non avere problemi di salute, problemi
finanziari o altri tipi di problemi, non sottintende affatto
di essere Svegli e di Discernere la Realtà dall’illusione.
Soltanto si sogna un “sogno migliore”, si ha
un software individuale migliore, sviluppato anche dai propri
pensieri dal proprio modo di atteggiarsi… Il problema
di base però rimane. Il problema fondamentale consiste proprio
nel fatto che si sogna, si sogna che quando si aprono gli
occhi si è svegli.
Guidare in stato di ebbrezza per
mille chilometri senza uscire di strada, sarebbe considerato
un miracolo. Vista l’ebbrezza collettiva cui è costantemente
soggetta l’umanità, il vero miracolo è che l’uomo
vive tanto a lungo, che l’età media è tanto alta.
Il vero miracolo è che ci siano così poche cosiddette morti
precoci. Il vero miracolo è che ci sono così pochi omicidi,
suicidi, stragi, guerre... Il vero miracolo è che ci sono
così pochi ammalati. Anche se ad essere precisi, pure lo
stato di salute dell’uomo che è considerato sano come
un pesce, ma la cui Coscienza non è Maturata, è soltanto
un particolare stato di malattia. L’unico Vero BenEssere
è lo stato dell’uomo, la cui Coscienza è Maturata
(Conscio
Maturo – Coscienza Matura). Indipendentemente
dallo stato di salute fisica dell’uomo dalla Coscienza
Matura, stato di salute fisica che può anche essere pessimo
dal punto di vista medico, Lui ha contemporaneamente “l’esperienza”
di Dio e di uomo. Questa è Vera Salute.
Per Chi Discerne la Realtà dall’illusione,
la vita non ha il significato che ha per chi non Discerne.
Chi invece crede o è convinto che la vita sia reale, si
attacca alla vita, più precisamente si attacca a ciò che
lui immagina essere la vita, e questo provoca stress, paure,
insicurezze, bisogno di programmare, cercare sicurezze e
garanzie, progetti a lungo termine…. Chi invece Discerne,
non è attaccato alla vita. Così lui, come processo vibrazionale,
energetico e materiale “fluisce liberamente”
nel tempo e nello spazio; così lui Conosce che la (sua)
Coscienza individuale è UNO con la Coscienza Infinita ed
è uguale alla Coscienza Infinita; così lui si Conosce come
Fonte Immutabile della Coscienza, del tempo e dello spazio;
così lui Conosce Se Stesso come Dio. Il comportamento di
chi è convinto che la vita è Reale, assomiglia a quello
di un nuotatore che prima di tuffarsi in acqua, si (col)lega
in vita un blocco di cemento. Difficilmente riuscirà a rimanere
a galla, e anche nel caso che l’acqua “non fosse
alta”, riuscirà sì a rimanere con la testa fuori dell'acqua
e continuare a respirare, ma non avrà molta libertà di movimento.
Così come l’attaccamento all’Amore, uccide
l’Amare, l’attaccamento alla vita, uccide la
vita e rende morto un uomo vivo. L’attaccamento alla
vita, fomenta la paura di morire. La paura della morte,
potenzia l’illusione che la morte è Reale. La paura
di morire si manifesta come timore di vivere appieno la
vita. Quando il singolo usa la vita come strumento per Conoscere
Se Stesso, allora la vita è il suo bene più grande.
Discernere
la Realtà dall’illusione, non significa riconoscere
il vero dal falso. Sia il falso che il vero, sono concetti
limitati allo “spazio mentale”, mentre il Discernimento
è ben al di là della mente. Chi Discerne, conosce sì la
mente come illusione, ma conosce come illusione anche la
Coscienza Infinita che, come già anticipato, è, tra l’altro,
anche la matrice dell’Universo e quindi di ogni forma
umana e di ogni mente umana. La Coscienza Infinita è anche
matrice di se stessa. Discernere la Realtà dall’illusione
è molto pratico, anche per la cosiddetta vita quotidiana.
Chi Discerne, può veramente aiutare qualcuno, mentre l'aiuto
di chi non Discerne, è del tutto relativo e limitato. Ad
ogni modo, sia per chi discerne, sia per chi non Discerne,
il rivolgersi a Dio attraverso la preghiera è sicuramente
la forma di aiuto più efficace. Chiaramente, oltre al pregare
è talvolta necessario pure agire “in modo concreto”,
con azione fisica, per chiudere il cerchio dei processi
risolutivi, avviati con la preghiera a Dio. Sarebbe però
errato, definire la preghiera come forma astratta di aiuto
e definire l'azione fisica, come aspetto concreto dell'aiuto.
Non esiste azione più concreta del pregare Dio. Rivolgendosi
a Dio tramite la preghiera, si avviano dei processi risolutivi
sul piano della Coscienza Infinita, dove si "trovano"
le cause dei problemi. La conseguenza di ciò è la risoluzione
dei problemi sul piano della così detta vita quotidiana.
Il Discernere la Realtà dall’illusione, è già di per
sé una preghiera “autoagente”. Il Semplice Esistere del uomo, la cui Coscienza è Maturata,
è Infinita Grazia Divina. Padre Pio Insegna.
Marito e moglie stanno beatamente dormendo nella
loro stanza, più precisamente stanno sognando di star dormendo.
Lei sogna, nel senso classico del termine, di star nuotando
nelle limpide acque del mare che attornia un’isola
greca. Il marito sogna, nel senso classico del termine,
di nuotare nel mare caraibico. Un sognare multisala: sognano
di star vivendo, sognano di star sognando, nell’ambito
del sogno chiamato vita, sognano di star sognando di nuotare,
nell’ambito del sogno inteso nel senso comune. Ironia
della sorte, oltre al fatto di non sapere di stare sognando
di essere vivi, visto che non vivono Lucidamente, cioè non
Discernono, non sanno nemmeno di star sognando di nuotare,
dato che il loro sogno di nuotare non è un sogno lucido.
La casa in cui si trova la stanza dove i due corpi giacciono
sul letto, inizia a bruciare. Le fiamme divampano e arrivano
sino alla stanza, in cui si trovano i corpi dei due sognatori.
La stanza va a fuoco. Il fatto che i due sognino, nel senso
classico del termine, di essere immersi nell’acqua,
non gli salverà certamente dalle fiamme. Così pure, non
li salverà il fatto che anche lo stesso fuoco è un illusione.
Il sogno che brucia il sogno, come, del resto, accade sempre.
Se uno dei due fosse sveglio, potrebbe svegliare l’altro–
l’altra e così potrebbero anche salvarsi. Siccome
sognano, bruceranno, “nonostante” sognano di
essere immersi nell’acqua e “nonostante”
il fatto che lo stesso fuoco è un sogno. Chiaramente bruciando,
"moriranno" e smetteranno anche di sognare di
essere vivi. Il che non è certo un dramma. Quando l’uomo
muore, semplicemente smette di sognare di essere qualcosa
e qualcuno e si Ricorda di essere Dio. I problemi maggiori
li avranno alcuni parenti e conoscenti, attaccati per vari
motivi ai due individui andati in fumo, perché inizieranno
a sognare che i due sono morti. Tale sognare si tramuterà
pressoché istantaneamente in incubo, anche a causa delle
fantasie riguardo alla presunta vita dopo la morte: limbo,
inferno, purgatorio, i morti soffrono...; ma in certi casi
(il che dipenderà dal sognatore) si tramuterà anche in sogno
di speranza: andrà in paradiso; nella presunta e cosiddetta
e presunta vita futura avrà un'incarnazione migliore; ha
portato la croce per tutta la vita, Dio gli avrà sicuramente
riservato un posto particolare in Paradiso. Fantasia demenziale
quest’ultima, visto che la sofferenza allontana dal
Paradiso. La Beatitudine è un elemento integrante del Paradiso.
La Beatitudine Infinita è la soglia che bisogna trascendere
per Conoscere Dio. Dio non si trova in Paradiso. È il Paradiso,
inteso come Trina Esistenza: Conoscenza Infinita, Amore
Infinito (Beatitudine Infinita), Potere Infinito (Spirito
Santo) ad Esistere “in” Dio.
Percependo le fantasie dei (presunti
- autoproclamatisi) vivi, i defunti riderebbero a crepapelle
(rimorirebbero dalle risate). Per loro fortuna, i defunti
non possono né ascoltare né ridere. Riguardo al presunto
soffrire dei defunti, va detto che per soffrire c’è
bisogno della mente, più precisamente, per soffrire c’è
bisogno di determinati processi sulla relazione Coscienza
individuale – mente – corpo fisico. Non avendo
il corpo fisico, i morti non hanno la mente e non possono
soffrire. Questa precisazione è dovuta anche al fatto che
spesso si percepiscono asserzioni del tipo: la mente pensa,
la mente soffre, la mente mente, la mente è furba, la mente
è potente – il potere della mente. Tali definizioni,
anche se possono rendere il senso, non sono propriamente
corrette perché la mente non è un'entità (auto)cosciente,
quindi non ci si può riferire alla mente come ad un soggetto
che fa qualcosa. La mente intesa come somma di vibrazioni,
ovvero di emozioni e di pensieri, è semplicemente una somma
di vibrazioni, un processo vibrazionale. Di per “sé”,
la mente non è potente. La mente non pensa. I pensieri sono
un elemento costituente, assieme alle emozioni, della mente.
La mente e il risultato del pensare e del provare. La mente
non percepisce, ma è un risultato della percezione, ovvero
del percepire. La mente quindi non può né mentire, né essere
furba, né soffrire… Visto che la mente è un insieme
di vibrazioni, affermare che la mente pensa, è simile al
asserire che il suono (vibrazioni) prodotto dalla membrana
della cassa acustica pensa o sia un’entità (auto)cosciente.
La mente non è consapevole, ma può essere consapevolizzata.
Consapevolizzare la mente non significa renderla consapevole
(il che è impossibile), ma vuole dire armonizzare i pensieri
e le emozioni con la Coscienza, ovvero con il Sé. Semplificando,
la sofferenza è una conseguenza di processi mentali non
consapevolizzato, ovvero di vibrazioni (emozioni e pensieri)
non armonizzate con la Coscienza. Per "eliminare"
la sofferenza sono molto utili le seguenti preghiere: Prego
Dio di riprogrammarmi le cause karmiche della sofferenza.;
Prego Dio di riprogrammarmi le cause karmiche del senso
di colpa e di peccaminosità.; Prego Dio di riprogrammarmi
le cause karmiche della credenza che la sofferenza è necessaria
nella vita.
Tutta la gioia della vita,
tutta la gioia del mondo, tutta la sofferenza che qualcuno
ha provato nella vita, tutte le sofferenze del mondo non
sono nulla in “confronto” all’inconfrontabile
Realtà e al Conoscere Se Stessi come Realtà. Soltanto chi
si Conosce come Realtà può veramente, il che non significa
anche Realmente, Gioire appieno della vita. Soltanto chi
Conosce Se Stesso, Ama. Chi non Discerne la Realtà dall’illusione
può soltanto immaginare di gioire e di amare, ma anche di
soffrire. Immagina di amare e di gioire nell’ambito
dell’immaginazione di essere vivo. Gioia e Amore sottintendono
obbligatoriamente anche la Consapevolezza. Il consapevolizzarsi
libera dalla sofferenza.
Il vero inferno è la vita di chi non Discerne
la Realtà dall’illusione. Il vero diavolo è l’individualità
non consapevolizzata. Il vero male è la mente non consapevolizzata.
La vita dell’uomo la cui Coscienza è Maturata è una
vita Paradisiaca, una vita da Dio. Come scritto prima, sinché
è in vita fisica, l’uomo la cui Coscienza è Maturata,
ha contemporaneamente l’esperienza di Dio e di uomo,
mentre quando “abbandona” il corpo fisico, la
sua Coscienza Matura Esiste Eternamente come Conoscenza
Infinita individuata – Amore Infinito individuato
– Potere Infinito individuato. Non male come “Destino”
(al di là di ogni destino). Chi Conosce Se Stesso, ha trasceso
l’illusione vita, ovvero ha utilizzato la vita
come strumento per Conoscere Se Stesso. Lui, come individuo
(illusione), ha usato la vita (illusione) per Conoscere
Dio (Realtà) e Conoscere Se Stesso come Realtà. L’uomo
la cui Coscienza è Maturata, conosce la propria individualità,
più precisamente la (propria) Coscienza, come illusione
Eterna ed Infinità, come processo attraverso il quale è
giunto al Discernere la Realtà dall’illusione e a
ConoscerSi per Quello che in Realtà È, cioè Dio. Alla persona
dalla mente non consapevolizzata, può sembrare che le Coscienze
Mature (Buddha, Gesù, Lao Tzu, Shankara, Yogananda, Padre
Pio, Rumi, Santa Teresa d’Avila, Maria di Nazareth…),
si trovino lassù, da qualche parte, o perlomeno, “al
di fuori di lui”. Consapevolizzando la mente, si consapevolizza
che la Coscienza individuale di ogni uomo è UNO con le Coscienze
Mature. Questo anche perché, la Coscienza individuale di
ogni uomo è UNO con la Coscienza Infinita ed anche ogni
Coscienza Matura è UNO con la Coscienza Infinita. Ogni Coscienza
Matura è praticamente la Coscienza Infinta perfettamente
individuata (individualizzata). In tale “stato conoscitivo”
si Conoscono tutte le Coscienze Mature come propri Fratelli.
Attraverso la maturazione, della (propria) Coscienza ci
si Conosce come Padre di tutte le Coscienze Mature, si conoscono
le Coscienze Mature come proprie manifestazioni. Questo
significa anche che non si è ancora Conosciuto del tutto
la totale illusorietà della Creazione. In questo stato,
le Coscienze Mature rappresentano l’ultimo baluardo
dell’abbaglio che la Creazione è Reale. Quando ci
si Conosce per Ciò che si È, si Conosce che in Realtà non
c’è alcuna Creazione e che in Realtà non c’è
alcuna Coscienza Matura. La “comunicazione" con
le Coscienze Mature stimola l'individuazione della (propria)
coscienza. Ogni uomo comunica costantemente con ogni Coscienza
Matura, ma per chi vuole ottimizzare tale comunicazione
per stimolare ulteriormente l’individuazione della
(propria) Coscienza, può utilizzare anche le seguenti preghiere:
Prego
Dio di riprogrammare i processi karmici sulla relazione
mia individualità - Coscienza Matura… (indicare
il nome della coscienza matura).; Prego
Dio di riprogrammare i processi karmici sulla relazione
mia individualità - Coscienze Mature del
Luogo di Potere. (indicare il nome di uno
o più Luoghi di Potere).; Prego Dio di riprogrammare i processi karmici
sulla relazione mia individualità – Coscienze Mature
dell’umanità.
Per Conoscere Cristo è necessario
Conoscere Se Stessi come Dio e Conoscere la Coscienza Matura
di Cristo, come Propria Manifestazione. Soltanto chi Conosce
Se Stesso come Dio, può Conoscere Cristo e comprendere le
sue parole. Conoscere Cristo, significa Conoscere (il che
è non significa immaginare di conoscere) Cristo come proprio
Fratello, Conoscere Cristo come proprio Figlio e Conoscere
Ciò che Cristo in Realtà È, vale a dire Dio. Chi Conosce
Cristo come proprio Figlio, conosce Cristo anche come proprio
Padre. Chi Conosce Ciò che Cristo È in Realtà, Conosce che
il vero Corpo di Cristo è la Creazione. Come ogni uomo,
in Realtà Cristo È Dio e la Creazione è il suo corpo.
Gesù disse: “Colui che ha conosciuto il mondo, ha trovato
(soltanto) un cadavere; e colui che ha trovato un cadavere
è superiore al mondo". Vangelo di Tomaso (56), I vangeli
gnostici. Adelphi Edizioni Milano, 1984.
Chi sogna di essere vivo, vale a
dire chi non Conosce la vita come sogno, è già di per sé
morto. Un morto vivente, ovvero un vivo morto. Soltanto
chi Conosce la vita come sogno, si può reputare “effettivamente”
vivo. Ciò si potrebbe definire anche come vivere la vita
come sogno lucido, ovvero vivere Lucidamente il sogno chiamato
vita. Chi lavora seriamente e in
modo concreto sull'individuazione della (propria) Coscienza
è un candidato al ritorno dal vivere da morto. Il risveglio
dei morti viventi è ben diverso dalla resurrezione del corpo
dei morti morti. Credere nella resurrezione del corpo (fisico),
potenzia l’identificarsi con il corpo (fisico), ovvero
l’immaginare di essere il corpo, il che ostacola la
maturazione spirituale.
Invece di Svegliarsi, moltissimi
studiano come Realizzare i propri sogni. Leggono libri su
come realizzare i sogni, frequentano corsi per realizzare
i sogni! Spendono per sognare!! Sborsano per comprare ciò
che già hanno!!! È come pagare l’affitto per una casa
di propria proprietà. Spendere per sprofondare nelle sabbie
mobili (dell’illusione), comportamento lievemente
bizzarro, eh?! Spendere per dormire in modo diverso da prima.
Oh, quale scialacquare! Investire le proprie risorse per
Svegliarsi, questo è Vero Investire. La vita non è “fatta”
per realizzare i sogni. Un sogno che vuole realizzare dei
sogni?! Che sogno!! Quale allucinazione!!! La vita è “fatta”
per trascendere il sogno vita e Conoscere la Realtà,
la Quale non è certamente la cosiddetta realtà quotidiana.
La vita non va disprezzata. La vita non va esaltata. Essere
contro la vita umana, significa ripudiare la massima manifestazione
di Dio. Disprezzare, esaltare e ripudiare (la vita) sono
atteggiamenti dell’uomo dalla mente non consapevolizzata.
La vita va vissuta in modo cosciente, ancora meglio se in
modo consapevole. La propria vita va vissuta per quello che la vita umana è, vale a dire lo
strumento per l’individuarsi della Coscienza Infinita,
ovvero lo strumento per Conoscere se Stessi. Non
bisogna usare la vita per ingannarsi, immaginando che la
vita fosse Reale. Chi non utilizza la vita per ConoscerSi,
non può comprendere il profondo significato di ogni vita
umana, non utilizza l’enorme potenziale offertogli
dalla propria vita. Non dare il giusto valore alla vita,
come strumento per Conoscere Se Stessi, significa non apprezzare
la vita. Il valorizzare la vita che non tiene conto dell’essenzialità
dell’individuazione della Coscienza attraverso la
forma umana, è soltanto un fantasticare di star valorizzando
- apprezzando la vita. Chi non utilizza se stesso (i processi
della propria individualità) e la propria vita per Conoscere
Se Stesso, non può veramente apprezzare né se stesso, né
Se Stesso, né e la vita e non può Conoscere Se Stesso. Una
vita dedita alla Ricerca della Verità, per trascendere la
Verità e Conoscere la Realtà, è una vita vera. Questo non
significa anche Reale. Chi non vive per Conoscere Se Stesso,
manipola se stesso per mentire a se stesso. Il vero aborto,
ovvero abortire, è il rigettare la vita come strumento per
Conoscere Se Stessi.
La vita è un film? Certo che
la vita è un film! Lo stesso Universo è un film. Andare
al cinema ben sapendo di essere al cinema, fa percepire
il film come tale. Osservare scorrere sullo schermo le immagini
del film, immaginando che siano reali, ovvero Reali, significa
non discernere, ovvero non Discernere. La vita è un film
ed ognuno è il regista della propria vita. Intelligente
è chi gira un film nel quale avviene ciò che serve per Svegliarsi.
Stolto è chi gira scene che immagina siano utili o che servano,
ma sono, in effetti, inutili. L’uomo dalla mente non
consapevolizzata, è avvezzo ad immaginare che gli serva
ciò di cui non ha alcun bisogno. Più la mente è consapevolizzata,
più la trama del film della vita è in funzione del Destarsi
dal sonno.
Deve pur esserci una
ragione se è accaduto, non può essere un caso! Questa non è certo
un'affermazione rara. Ovvio che deve esserci una ragione
e che non è successo per caso. Se non ci fossero state le
ragioni per le quali è accaduto quel qualcosa, quel qualcosa
non sarebbe successo. E pensare che taluni fanno del concetto
nulla succede per caso, ci dovrà essere una ragione!,
una filosofia di vita. Una vita basata su un concetto talmente
banale ed ovvio, non può che essere una vita vissuta in
modo banale ed ovvio. In modo banale ed ovvio, perché ogni
vita umana, vissuta in modo non consapevole è una vita vissuta
in modo banale ed ovvio, ripetitivo e meccanico. Affermazioni
del tipo: ci deve pur essere una ragione per cui è successo,
denotano che la mente, ovvero l’individualità di chi
esprime tali affermazioni, è una mente, ovvero un’individualità,
non consapevolizzata. Attenzione, non sta scritto vita banale
ed ovvia, perché la vita di per sé non è mai né banale né
ovvia, ma sta scritto: vita vissuta in modo banale ed ovvio,
il che è ben diverso. L’individuo non consapevolizzato,
può fare pressoché di tutto, per trovare delle ragioni che
sono utili e consone al suo sognare, per giustificare il
proprio comportamento. Anche il pluriomicida più efferato
può trovare ragioni (per lui) appropriate per giustificare
i delitti più atroci.
Per ciò che concerne i metodi
di analisi dei sogni, analizzare i sogni può essere utile.
Per Conoscere veramente il significato dei sogni, questi
vanno consapevolizzati, armonizzando le vibrazioni della
mente con la Coscienza. Così si possono trascendere i sogni.
L’analisi dei sogni, fatti mentre si stava dormendo,
nel senso classico del termine, può però stimolare l’abbaglio
che quando si hanno gli occhi aperti, non si sogna. Il sogno
chiamato vita, va
consapevolizzato, non soltanto “coscientizzato”,
nella sua interezza: il sogno di essere svegli, i sogni
fatti mentre si stava dormendo, il sogno denominato Creazione.
La qualità dell’analisi dei sogni, è determinata dal
grado di consapevolizzazione della mente. Immaginare che
il sogno che si analizza sia reale, è allucinazione nell’allucinazione.
L’uomo, che non Discerne, sogna, nel senso classico
del termine, alcune ore al giorno, mentre sogna ventiquattro
ore al giorno di essere vivo. Conoscendo la vita come sogno,
ci sono possibilità enormemente maggiori di comprendere
il significato dei sogni. Analizzare i sogni, senza consapevolizzare
la mente, è come studiare attentamente la cella della prigione
in cui si è rinchiusi. La meta deve essere quella di uscire
dalla prigione, non quella di conoscere la prigione a menadito.
Un’altra affermazione
su cui riflettere, viene da una pubblicità: Megadream trasforma i sogni in realtà. Difficile
(o impossibile?) trovare un'affermazione più falsa di trasforma
i tuoi sogni in realtà, o in generale, trasformare
i sogni in realtà. Chi usa tali messaggi per motivi
pubblicitari, dovrebbe essere multato perché promette l’impossibile.
Dov’è sono, in questi casi, le associazioni dei consumatori?!
Perché non intervengono?! Non sarà mica, per caso, che i
rappresentanti di queste associazioni, dormono anch’essi
e credono per davvero che i sogni possono trasformarsi in
Realtà?! Come possono tutelare i consumatori, dei dormienti
che sognano di star tutelando qualcuno?! Chiaramente, qualcuno
che gli andrebbe a dire una cosa del genere, verrebbe probabilmente
preso per matto. In un mondo di pazzi allucinati che sognano
che la vita è Reale, uno che è guarito da “tale”
pazzia, rischia di essere dichiarato matto a tutti gli effetti.
È molto più lecito affermare che una macchina a benzina,
possa usare l’acqua come carburante, che asserire
che i sogni si possono trasformare in Realtà. È incommensurabilmente
più probabile che una macchina con motore diesel, percorra
milioni di chilometri con “un pieno” di un bicchiere
d’acqua, che i sogni si trasformino in Realtà. I sogni
possono essere soltanto sogni. La Realtà può Essere soltanto
la Realtà. Al limite si potrebbe affermare che la Realtà
dissolve i sogni, ma ciò è impossibile, visto che la Realtà
(Dio), “non fa niente” e che tutto accade spontaneamente
“in” Dio.
Non è esatto nemmeno affermare
che Conoscere la Realtà dissolve i sogni. Soltanto la Realtà
È e non c’è nient’altro, se non l’illusione
denominata Creazione, la quale sembra reale (soltanto) a
chi non Discerne. Poiché per conoscere, ci devono essere
perlomeno due elementi [chi conosce e il conosciuto, il
che sottintende anche un terzo elemento - processo (il conoscere)],
non ci può nemmeno essere la Conoscenza della Realtà, ovvero
qualcuno che Conosca la Realtà (Dio). Poiché soltanto Una
È la Realtà, non c’è chi può Conoscerla. L’idea
di poter Conoscere la Realtà (Dio), come anche il Conoscere
la Realtà, è soltanto un sogno. La Realtà non si può Conoscere.
In Realtà, la Realtà (Dio) si può soltanto Essere ed ogni
uomo È in Realtà Dio. In Realtà, non si può che Essere la
Realtà. Conoscere la Realtà, significa aver dissolto l’abbaglio
che la Realtà può essere Conosciuta. Conoscere la Realtà,
significa disilludersi dall’abbaglio che c'è qualcosa
oltre che la Realtà. Conoscere la Realtà significa Conoscere
che soltanto la Realtà E’. Conoscere la Realtà, significa
Conoscere che non c’è nessuno che possa ConoscerLa.
Chi Conosce la Realtà, sa che in Realtà, la Realtà si può
soltanto Essere e non si può Essere altro che la Realtà.
Chi asserisce che Dio (la Realtà) non si può conoscere,
ha perfettamente ragione: Dio si può soltanto Essere e non
si può Essere altro che Dio. Questo non significa che il
corpo, la mente e la Coscienza sono Dio che È. Il corpo,
la mente, la Coscienza sono manifestazioni di Dio, inteso
come Realtà. Ogni manifestazione è mera illusione. Affermare
di Essere Dio ed identificarsi con il corpo, la mente e
la Coscienza, ovvero pensare di essere il corpo, la mente
e la Coscienza, è una particolare forma di pazzia pseudo
spirituale.
Un altro messaggio interessante,
che si può notare viaggiando sulle autostrade italiane,
appare sui display, posti alcuni metri sopra il manto autostradale:
1 morto su 4 a causa del sonno. Si tratta di un'informazione
errata. In effetti, 4 morti su 4 sono morti a causa del
sonno, 4 miliardi di morti su 4 miliardi, sono morti a causa
del sonno. Perché? Semplice: essendo addormentati, sognavano
di essere vivi e quindi hanno sognato di morire. In certi
casi, non hanno avuto nemmeno la possibilità di sognare
di star morendo, perché, fortunati loro, “la mente
se n’era andata” subito per le sue. Soltanto
i viventi, coloro che immaginano di essere vivi, possono
cullare il sogno che qualcuno è morto. Il morto non può
sognare di essere morto, perché non ha più gli strumenti
necessari per sognare, ovvero non dispone dei processi sulla
relazione Coscienza (individuale) – mente –
corpo fisico, i quali permettono il sognare individuale
nell’ambito del sognare collettivo. Ogni uomo dormiente,
cioè chi non Discerne la Realtà dall’illusione, sogna
di vivere e quindi che un giorno dovrà morire. Dunque morirà
a causa del sonno, perché sogna di essere vivo. Qualcuno
potrebbe ora pensare: per fortuna soltanto sogna di morire.
Ad essere più precisi, quando, un uomo “muore”,
succede che lui ha smesso di sognare di essere vivo, mentre
gli altri hanno iniziato a sognare che è morto.
Come anticipato sopra, chi
sogna di essere vivo, chi non Discerne la Realtà dall’illusione,
o perlomeno non lavora in modo cosciente per potersi Svegliare,
è già di per sé un uomo morto, perché non utilizza la vita
per ciò che la vita essenzialmente è: lo strumento per Svegliarsi.
L’uomo che non consapevolizza la propria individualità,
è come una specie di fabbrica ultratecnologica e senza concorrenti
sul mercato, la quale è in sciopero permanente. I morti
viventi credono di poter morire due volte. Quale presunzione!
Già morire una volta è impossibile, visto che in Realtà
non si è mai nati. Morire due volte senza essere nati, ma
nemmeno concepiti?! Pazzia o presunzione plurima?! In ambedue
i casi, non ci sono problemi. Il ricovero in manicomio non
serve, visto che, chi non Discerne la Realtà dall’illusione,
è gia un elemento integrante del manicomio chiamato globo
terrestre. Presunzione plurima?! Non è notata in un mondo
di presuntuosi che utilizzano il libero arbitrio per nutrire
la più grossa delle presunzioni, superbia estrema: l’idea
di essere qualcosa e qualcuno e che ci sia qualcosa oltre
che Dio. Il mondo è la prigione perfetta, perché non scorta,
da chi immagina di essere qualcosa o qualcuno. Presunzione, superbia e inoltre schizofrenia.
Il globo terrestre è il posto ideale per sognare di essere
vivi, non sapendo di star sognando la propria vita. Chi
Discerne la Realtà dall’illusione, Conosce che Lui
non è sulla terra, ma che la terra, l’universo, ma
anche la Coscienza Infinita, sono in Lui – Realtà
Suprema. Chi Discerne, Sa che la terra è soltanto il luogo
dove avviene la Sua individuazione. L’individuazione
di Lui come Dio.
Quelli che ereditano dai morti sono essi stessi morti
ed ereditano ciò che è morto. Quelli che ereditano da colui
che è vivo sono essi stessi vivi e sono eredi di ciò che
è vivo e di ciò che è morto. Quelli che sono morti non ereditano
nulla: come può ereditare un morto? Se colui che è morto
eredita ciò che è vivo non morirà; colui che è morto vivrà
ancora più a lungo. Vangelo di Filippo (10), I
Vangeli Gnostici, Adelphi Edizioni Milano, 1984.
A proposito di superbia e di
umiltà. Essere umili, significa tutt’altro di ciò
che è comunemente definito essere umili. Essere Umili, significa
Essere Ciò che si È in Realtà, vale a dire Essere Dio. Su
questo punto, tutti gli uomini sono Umili, perché in Realtà
ogni uomo È Dio. In senso più ampio, essere umili, nel senso
di manifestare la propria Umiltà dell'Essere Ciò che in
Realtà Si È, significa manifestare qualitativamente la
Trina Sostanzialità Divina: Conoscenza Infinita –
Amore Infinito – Potere Infinito. Il grado di umiltà
dell’individuo è quindi determinato da quanto qualitativamente
egli manifesta, sul piano temporale e spaziale, la Conoscenza
Infinita, l’Amore Infinito e il Potere Infinito. Maggiore
è la maturità spirituale del singolo e più qualitativamente
egli può manifestare la Conoscenza Infinita, l’Amore
Infinito e il Potere Infinito. Metaforicamente scrivendo,
più le vibrazioni dell’individuo sono armonizzate
con la Coscienza e più i processi temporali-spaziali dello
stesso, parlano la lingua della Coscienza, vale a dire il
linguaggio della Conoscenza Infinita, dell’Amore Infinito
e del Potere Infinito. Non aver armonizzato le proprie vibrazioni
con la Conoscenza Infinita, l’Amore Infinito e il
Potere Infinito, significa distorcere il manifestarsi dell’Umiltà
Vera e Propria e la distorsione dell’Umiltà si chiama
superbia. Consapevolizzare la propria individualità, ovvero
armonizzare le proprie vibrazioni con la Coscienza, è un
atto di umiltà sostanziale. Anche perché può portare a disintossicarsi
dall’abbaglio di essere qualcosa e qualcuno e può
far arrivare a Conoscere Dio come Unica Realtà.
Chi immagina di essere nel
mondo, è tentato a porsi domande del tipo: Che cosa ci
faccio al mondo?; Da dove vengo, dove devo andare? Qual
è lo scopo della mia vita? Tali domande sono molto pericolose,
soprattutto per la salute psichica, perché si basano su
un presupposto falso. Quello di essere nel mondo, mentre,
in effetti, il mondo esiste (come illusione) in Te (Realtà
Suprema). Essendo basate su un presupposto falso, a queste
domande è impossibile dare una risposta veritiera. Per questo
possono portare a profonde crisi esistenziali, per uscire
dalle quali, l’uomo s’inventa innumerevoli scopi
della vita: lo scopo della vita è. nella vita
bisogna. ho la missione di. Così nascono le religioni,
le sette, le istituzioni. Così si creano i presupposti per
la manipolazione individuale e quella di massa. Così alcuni
si autoeleggono, o vengono eletti, a rappresentanti di Dio
sulla terra. Così alcuni popoli, più precisamente determinati
appartenenti ad un popolo, più precisamente ancora determinati
individui che immaginano di appartenere ad un determinato
popolo, immaginano di essere il popolo di Dio e di
avere una missione particolare, il che porta all’attaccamento
al concetto di essere “particolari” come popolo
e fomenta l’abbaglio della divisione tra i popoli.
L’abbaglio della divisione dei popoli è un effetto
collaterale dell’abbaglio del singolo di esistere
come entità separata dal “resto” della Creazione.
È molto difficile ricevere
risposte utili, se si pongono domande inutili, ovvero deleterie.
Per ricevere le risposte opportune è necessario porsi domande
appropriate, e non domande, frutto di ebbrezza come: Che
cosa ci faccio al mondo?; Da dove vengo, dove devo andare?
Qual è lo scopo della mia vita? La domanda da farsi
è: Che cosa (cavolo) ci fanno il mondo, l’universo,
la Coscienza Infinita in Me? Questa domanda può portare
Conoscenza, mentre quelle prima, aumentano l’ignoranza
riguardo a se stesse e a Se Stessi. L’abbaglio degli
uomini (pazienti, sudditi, fedeli, seguaci…) di essere
al mondo e di avere una missione è un grande business per
gli psicologi, i psichiatri, i politici, le cosiddette guide
spirituali, le istituzioni, ovvero chi le rappresenta…
Intermezzo riflessivo: chi rappresenta un’istituzione
(o varie istituzioni), usa se stesso per rappresentare l’istituzione
oppure utilizza l’istituzione per rappresentare se
stesso?!
Lo “scopo” della
vita è: Conoscere che in Realtà, non c’è alcuno scopo;
Conoscere che c’è uno scopo, soltanto sino a quando
si immagina che ci sia uno scopo; Conoscere che soltanto
la Realtà – Dio È e che Tu Sei la Realtà. “Conoscendo”
la Realtà, si Conosce che non c’è nessuno che possa
avere qualche scopo, perché in Realtà soltanto la Realtà
È. Il resto sono fantasie e meno male che sono soltanto
fantasie, come è un soltanto una fantasia (un sogno) questo
testo e chi lo sta leggendo. Come spiegato prima, è un abbaglio
anche l’idea che lo scopo della vita è Conoscere Se
Stessi. Il “problema”, illusorio naturalmente,
è che per Conoscere “come stanno veramente le cose”
bisogna Conoscere “come stanno veramente le cose”.
Bisogna cioè Conoscere la Realtà, la Realtà dei (non)fatti
e l’illusorietà dei fatti. Per Conoscere che in Realtà
non c’è alcuno scopo, è necessario far crescere l’albero
della propria vita, consapevolizzando la propria individualità,
tanto da renderlo Infinito ed Eterno, per trascendere l’Infinito
e l’Eternità e per Conoscere la Realtà. Per questo
è utile, all’inizio della Ricerca, avere lo scopo
di Conoscere Se Stessi. Maturando spiritualmente, tale scopo
si dissolverà di per sé. Nel caso che tale scopo, od altri
scopi, non si dissolvano, significa che ci si è persi da
qualche parte sulla via dell’individuazione della
(propria) Coscienza. Il Discernere dissolve ogni dubbio,
se i dubbi permangono, il Discernere non c’è. Ad essere
precisi, in Realtà non c’è alcun Discernere. In Realtà,
non c’è un qualcuno che potrebbe Discernere. In Realtà,
non c’è cosa Discernere da cosa, visto che soltanto
la Realtà È. Avvertenza molto importante! Accettare il concetto:
la vita non ha alcuno scopo, oppure che non c’è
alcuno scopo, come dato di fatto, senza lavorare sulla
consapevolizzazione della propria individualità, può provocare
stati depressivi, ma anche reazioni di puro sgomento. Il
concetto che non c’è alcuno scopo, deve essere preso
come spunto per Conoscere che è “veramente così”.
Tale Conoscenza, può venire soltanto come conseguenza dell'EsserSi
Conosciuti, altrimenti rimane un mero concetto che può facilmente
fossilizzarsi in dogma e che può influire negativamente
sullo stato psichico.
Tornando per alcune righe sull’argomento
degli incidenti stradali, è un dato molto confortante che
soltanto una morte su quattro è causata dal sonno, inteso
nel senso classico della parola. Considerando quanti sonnambuli
ci sono al volante, gli incidenti sono effettivamente rarissimi.
Quanto fantasticare scorre nell’immaginazione degli
autisti mentre guidano?! Amante, debiti, problemi, fantasticare
sul futuro, rincrescere il passato… Quante immagini
“passano per la testa” di chi sta guidando!?
La patente a punti può anche essere una buona soluzione,
ma la soluzione vera è la consapevolizzazione della mente
di chi guida, ma anche di chi viaggia. Stato di ubriachezza?!
Allora bisognerebbe togliere la patente, ovvero non darla,
a tutti coloro che non Discernono la Realtà dall’illusione,
visto che sono ebbri di flussi mentali non consapevolizzati.
Guida sotto l’effetto di allucinogeni?! Per essere
equi, si dovrebbe ritirare la patente, ovvero non darla,
a chi non Discerne la Realtà dall’illusione. Esiste
maggior allucinazione del ritenere reale il mondo percepito
dai sensi?! E che dire dei disturbi mentali di chi guida?!
Basta leggere nel modo opportuno, in una qualsiasi enciclopedia,
la descrizione di che cos’è la schizofrenia e di quali
sono i suoi sintomi, per comprendere che, in effetti, chiunque
non Discerne la Realtà dall’illusione è uno schizofrenico.
La differenza consiste soltanto nel modo di esserlo e in
lievi differenze nel grado di schizofrenia. In un mondo
di schizofrenici, la schizofrenia non è nemmeno notata,
ovvero è definito schizofrenico soltanto chi è schizofrenico
oltre la misura che determina la schizofrenia nei limiti
della norma. Simile discorso vale per la depressione, l’allucinazione,
la personalità multipla, l’ansia ed altri disturbi
psichici. Nel determinare la salute psichica di qualcuno,
il parametro dovrebbe essere una persona sana e integra,
ovvero un uomo la cui Coscienza è Maturata, e non un parametro
basato sulla media dello squilibrio collettivo, altrimenti
chi è turbato nella media sembra essere normale. Non si
può costruire un tetto solido su travi che stanno marcendo.
Affinché la psichiatria e la psicologia possano fare il
salto di qualità necessario, gli psichiatri e gli psicologi
dovranno prendere in considerazione anche la Coscienza (processo
spirituale) e l’Anima (una manifestazione vibratoria
energetica della Coscienza). Gli psichiatri e gli psicologi
dovranno altresì lavorare sulla consapevolizzazione della
propria individualità e non soltanto sulla coscientizzazione
della propria mente. Pretendere che si possa effettivamente
curare qualcuno, avendo come oggetto d’interesse soltanto
la mente, è come pretendere da una minestra che cucini se
stessa. Impossibile! Per cucinare la minestra, ci vuole
il cuoco, che in questo caso è rappresentato dalla Coscienza.
Le cause delle malattie psichiche si trovano sul piano della
Coscienza e si manifestano sul piano della mente, primariamente
a causa del basso grado di armonizzazione delle vibrazioni
delle emozioni e dei pensieri con la Coscienza. La mente
va consapevolizzata. Ogni altro genere di cura è del tutto
relativo. Il fatto che lo Spirito (Coscienza) è la Matrice
della psiche (mente), non deve essere trascurato.
Un ottimo modo per operare “in profondità”,
per risolvere le cause dei turbamenti psichici (nella norma
e fuori della norma), è il rivolgersi a Dio attraverso le
seguenti preghiere: Prego Dio di riprogrammare le cause karmiche della depressione…
(nome della persona trattata);
Prego Dio di riprogrammare le cause karmiche
della schizofrenia… (nome della persona trattata);
Prego Dio di riprogrammare le cause karmiche della…;
Prego
Dio di riprogrammare i samskara che provocano lo stato depressivo;
Prego Dio di riprogrammare i samskara inerenti a…
Di sicuro non c’è miglior psicologo di Dio!
Un morto su quattro a causa
del sonno?! Se gli autisti fossero consapevoli (attenzione
a non confondere l'essere cosciente con l'essere consapevole!),
ci sarebbero sicuramente meno incidenti stradali, meno feriti
e meno morti a causa degli incidenti stradali. Essere consapevole,
significa anche aver armonizzato le vibrazioni della propria
individualità con la Coscienza Infinita. Allora è la stessa
Creazione a proteggere l’uomo e a diminuire i rischi.
Non va dimenticato che lo stesso Universo è (soltanto) una
“proiezione” dei processi dell’uomo, ovvero
dell’umanità. Più si è consapevolizzata la propria
individualità e più si è sulla strada verso Se Stessi. Maggiormente
si è sulla strada verso Se Stessi e meno rischi di incidenti
di percorso possono subentrare. I sinistri automobilistici,
gli incidenti casalinghi, gli infortuni sul lavoro, sono
determinati in buona misura dal fatto che la persona non
è sulla strada verso Se Stessa nella misura necessaria.
È normale che rischi grosso, chi invece di andare per una
strada sicura, che è la strada verso Se Stessi, s’incammina
su un percorso pieno di pericoli, animali feroci, banditi,
dirupi, sabbie mobili… Il rapporto medio Coscienza/mente
degli italiani, oggi è di circa del 1,2% (a livello della
popolazione mondiale è attorno al 1%). Il rapporto Coscienza/mente
rappresenta il grado di consapevolizzazione della mente,
ovvero quanto le emozioni ed i pensieri sono in armonia
con la Conoscenza Infinita e l’Amore Infinito, ovvero
con la loro Matrice. Il rapporto Coscienza/mente è l’indicatore
fondamentale per ciò che concerne la consapevolizzazione
dell’individualità. Semplificando, avere un rapporto
Conscio/ mente del 1,2%, significa essere per l’1,2%
sulla giusta strada verso Se Stessi, ovvero per il 98,8%
sulla strada sbagliata. Ciò vuole dire, essere su una strada
dissestata e pericolosa. E poi ci si lamenta degli incidenti,
dell’ingiustizia, delle guerre…! Su una strada
dissestata, guidando ebbri di “inconsapevolezza”,
è normale che ci siano incidenti e che sovvengano problemi.
Sarebbe innaturale se non fosse così. Affinché l’individuazione
della Coscienza si svolga bene, cioè affinché il singolo
maturi spiritualmente in modo concreto, il rapporto medio
Coscienza/mente del singolo dovrebbe essere superiore (come
minimo) al 75% nel lungo periodo. Una media superiore al
95% permette di andare, diciamo così, in superautostrada
verso Se Stessi. Uno dei modi, ossia un ottimo modo, per
migliorare il rapporto Coscienza/mente
è pregare rivolgendosi a Dio: Prego Dio di consapevolizzare la (mia) mente.; Prego Dio di consapevolizzare la mia individualità.
La consapevolizzazione dell’individualità,
vale a dire la maturazione spirituale, ha risvolti molto
positivi anche nella cosiddetta vita quotidiana e nelle
cosiddette cose pratiche. Anche se molti sono dell’opinione,
il che non è altro che un opinione, che maturare spiritualmente
sia qualcosa di non pratico, di astratto. Consapevolizzare
la propria individualità è la cosa più pratica che si possa
fare. Conoscere Dio, È la “cosa” più concreta
che c’è, l’illusione meno evanescente (ma si
può graduare l’illusione in più o meno effimera?!).
Maturare spiritualmente, significa armonizzare il piano
spirituale con il piano materiale (in questo processo le
vibrazioni fungono da “tramite”). Questo non
può che giovare alla vita quotidiana e portare pace, amore,
tranquillità, risoluzione dei problemi, miglioramento della
situazione finanziaria… e soprattutto, elemento più
importante di tutti, Discernimento della Realtà dall’illusione.
Quando l’occuparsi di spiritualità, non porta, nel
breve o medio periodo, tali risultati, significa che più
che effettivamente maturare spiritualmente, ci si
sta soltanto occupando di spiritualità.
Maturare spiritualmente è tutt’altra cosa rispetto
al solo occuparsi di spiritualità. È importante
comprendere che la maturazione spirituale non è qualcosa
di diviso dalla quotidianità. La quotidianità è un ottimo
ambito per consapevolizzare la propria individualità, per
poi trascenderla e conoscerSi come Realtà.
Ritornando al discorso dei
guidatori, maggiore sarà la maturità spirituale di chi guida,
e in generale, meno incidenti ci saranno. Qui ci si riferisce
agli autisti di mezzi classici (auto, autobus, furgone…),
ma anche ai guidatori del mezzo chiamato propria individualità. Anche perché, più
la mente è consapevolizzata e meno l’individuo ha
bisogno di andare da qualche parte. Questo non significa
che un uomo dalla Coscienza Matura non viaggi molto, se
c’è “bisogno” che lo faccia. Più si è
maturi spiritualmente è più si diventa il “(non)Centro
(non)Operativo” della Creazione, ovvero si scopre
di Essere da più che sempre la Realtà Suprema – Dio.
Chi Conosce Se Stesso, Conosce che tutti i viaggi e tutti
i viaggiatori avvengono in Lui. Gli ingorghi stradali, le
code in autostrada, il caos sulle strade della città sono
una manifestazione della confusione mentale della gente.
Più ci si Conosce come “(non)Centro (non)Operativo”
della Creazione e più automaticamente, senza pianificare
o programmare molto, si ottimizzano gli spostamenti del
corpo fisico attraverso la dimensione temporale –spaziale.
Oh, quale soprafina illusione! Il Viaggiare verso Se Stessi
ottimizza anche i viaggi della cosiddetta “vita reale”.
In Realtà, ogni viaggio, ogni viaggiatore ed ogni destinazione,
inclusa la Destinazione del Conoscere la Realtà, sono mere
illusioni.
Non sono né molti né rari,
coloro che asseriscono che la vita è un sogno. Tanti si
cullano nel sogno di sapere, sogno che può anche far sentire
importanti e particolari, che la vita è un sogno, ma rarissimi
comprendono il vero significato dell’asserzione
la vita è un sogno. La maggioranza di chi sa che la
vita è un sogno, semplicemente fantastica di sapere
che la vita è un sogno. Si tratta di un fantasticare stratificato,
nell’ambito della fantasia di essere vivi: lo stesso
sapere qualcosa è già di per sé fantasticare che ci sia
qualcosa che si possa sapere e che ci sia qualcuno che possa
sapere. Chi non Conosce la Realtà, non può Conoscere il
vero significato dell’affermazione la vita è un
sogno. Affermare ripetutamente che la vita è un sogno,
oppure che la vita è un film, senza Conoscere la Realtà,
è per qualcuno un ottimo modo per nutrire il proprio narcisismo
intellettuale e il suo approccio narcisistico alla spiritualità. Inoltre, quale utilità ha
sapere che si sta per essere assaliti da una tigre, se tale
informazione non è usata per mettersi in salvo sino a che
ciò è possibile?! Sapere che la vita è un sogno e continuare
a sognare di essere vivi, non è un comportamento propriamente
brillante. Per mettersi in salvo dalla tigre, bisogna Svegliarsi,
ovvero smettere di fantasticare che c’è qualcuno che
sta dormendo e che può o deve svegliarsi. Importante: Fantasticare
di aver smesso di fantasticare, non significa certo aver
smesso di fantasticare! Soltanto l’uomo, la cui Coscienza
è Maturata (del tutto), ha smesso di fantasticare “del
tutto”. Non pochi tra coloro che sanno che la vit