LA
VISTA MENTALE
Nell’intento di offrire un aiuto agli interessati,
soprattutto a chi si occupa di guarigione,
abbiamo reputato utile esporre il nostro
approccio all’attivazione e allo sviluppo
della vista mentale, come una delle
tecniche particolari di meditazione
scaturite dalla nostra ricerca, ma anche
dall’esperienza del divulgare il Sapere.
1.
IL CONCETTO DI
VISTA MENTALE
Con il termine “vista mentale” sottintendiamo
il “vedere” con l’aiuto della Coscienza
individuale e della mente quale sua
manifestazione; “vedere” le Vibrazioni
ovvero le Energie ed i processi energetici,
ma anche la materia ed il suo movimento
in modo che questi fenomeni possano
essere spiegati, chiariti, raffigurati…,
in altre parole - rappresentati in modo
chiaro.
[1]
Anche se la vista
mentale è applicabile universalmente,
in questo testo parleremo della sua
applicazione nell’osservazione degli
organi e dei vari sistemi del corpo
umano, ma anche nell’osservazione dei
processi vibratori ed energetici.
La visione degli
organi e dei sistemi ovvero dei processi
vibratori - energetici, sottintende
che la Coscienza individuale, con il
cui aiuto si giunge alla Conoscenza,
ad esempio riguardo a qualche organo
malato, “registra” le situazioni che
si vogliono osservare, attiva il centro
per la vista nel cervello (ma non gli
occhi) e trasforma l’informazione in
disegno o in immagine, cioè in immagine
di cui si è coscienti.
Il
cervello è in questo soltanto un centro
nel quale si sommano i dati e si trasformano
in Vibrazioni riconoscibili come effettivo
vedere, più precisamente come Conoscenza.
La specificità della vista mentale consiste
nella contemporaneità dell’emissione
e della ricezione delle Vibrazioni che
si trasformano in immagine. Grazie all’onnipresenza
della Coscienza Infinita, la Coscienza
individuale, con l’aiuto della mente,
attiva il processo di “entrata nell’organo”
e crea contemporaneamente l’immagine
ovvero la Conoscenza riguardo allo stato
di salute dell’organo. Questo significa
che non c’è né emissione di onde, né
il loro riflettersi e nemmeno la ricezione
delle Vibrazioni. In sostanza, la visione
degli organi e dei processi energetici
significa la Conoscenza riguardo alla
visione degli organi e dei processi
energetici. La visione mentale degli organi si può
verificare in gran misura con le analisi
mediche effettuate con l’ultrasuono,
la risonanza elettromagnetica ecc.,
mentre la visione delle energie e dei
processi energetici è meno verificabile.
La qualità della visione mentale ovvero
della visione degli organi, dei sistemi
del corpo fisico e dei processi energetici,
dipende:
- dallo sviluppo ovvero dalla maturità della
Coscienza come fattore generale e
- dall’abilità di escludere intenzionalmente
gli occhi con l’aiuto della mente, dalla
capacità di diminuire il funzionamento
del nervo ottico e di attivare il centro
della vista nel cervello.
2. GLI ELEMENTI VIBRATORI - ENERGETICI
Gli elementi vibratori
- energetici fondamentali sono:
- la mente
- il terzo occhio
- il canale del terzo
occhio.
2.1. La
mente
a) La maturità della mente
Abbiamo trattato
la mente in modo dettagliato nel nostro
libro “Il Conscio Maturo”
[2]
e perciò qua elencheremo
soltanto alcuni dettagli:
- La mente è una manifestazione del processo
d’individuazione della Coscienza. È
una manifestazione che è il risultato
del peculiare processo dell’autoriconoscersi
della Coscienza Infinita attraverso
il processo d’individuazione della Coscienza.
- Formatasi come reazione della Coscienza alle
Vibrazioni ricevute tramite i sensi,
la mente è la somma di queste reazioni,
ma si manifesta anch’essa come Vibrazione
ovvero come Vibrazione condensata -
Energia. In questo senso, la mente rappresenta
il rapporto dell’uomo con se stesso,
con gli altri, con l’ambiente…
- La mente è lo strumento di base con l’aiuto
del quale si realizza il processo d’individuazione
della Coscienza e rappresenta il nesso
tra la Coscienza e la materia; il senso
dell’esistenza della mente consiste
proprio nella sua azione di ritorno
sulla maturazione della Coscienza.
- Possiamo definire la struttura della mente
come somma di emozioni e di pensieri.
- Il rapporto Coscienza – mente rappresenta
il grado di consapevolizzazione delle
emozioni e dei pensieri, vale a dire
il grado d’armonizzazione delle loro
Vibrazioni con il codice Genetico.-
Il rapporto medio Coscienza – mente
varia durante il giorno, la settimana,
il mese e l’anno. Per questo motivo
è opportuno osservare questo rapporto
come valore medio in un periodo più
lungo, non minore di un mese.
- Il rapporto medio Coscienza – mente dell’umanità
è di circa 1%. Questo indica che la
maggior parte della gente è quasi completamente
governata dalla propria mente e percepisce
il mondo fenomenico come reale, mentre
invece è un’illusione.
- Un rapporto medio Coscienza - mente sopra
il 75% nel lungo periodo (non meno di
un anno) indica che sono stati raggiunti
buoni risultati nella meditazione, gli
effetti dei quali sono evidenti sullo
sviluppo energetico e spirituale. In
media, i meditatori raggiungono questo
risultato in uno o due anni.
Per pervenire ad
una vista mentale precisa è necessario
raggiungere un alto grado di consapevolizzazione
(maturità) della mente, cioè un rapporto
Coscienza – mente di almeno 75% nel
lungo periodo (non meno di un anno).
b) La mente conscia ed inconscia
La suddivisione della
mente in “conscia” ed “inconscia” è
condizionale. In entrambi i casi si
tratta della mente, cioè di emozioni
e di pensieri.
La mente conscia è costituita dalle emozioni e dai pensieri che possiamo descrivere
in modo relativamente facile, cioè dei
quali siamo a “conoscenza”.
La mente inconscia sono
quelle emozioni e quei pensieri che
non possiamo descrivere, dei quali non
siamo a “conoscenza”, tranne le emozioni
e i pensieri che si stanno appunto trasformando
in contenuti della mente conscia.
Il “confine” tra
la mente conscia ed inconscia si sposta
attraverso un rapporto interattivo,
il che comporta l’instabilità del rapporto
tra la mente conscia e la mente inconscia.
Nella maggioranza della gente, la mente
inconscia è notevolmente più ampia della
mente conscia. Il rapporto medio tra
la mente conscia ed inconscia è di 8:92
[3]
e dipende:
- dalla
coordinazione delle Vibrazioni della
Coscienza con il Codice Genetico;
- dal
rapporto Coscienza – mente;
- dal
rapporto Coscienza – Anima;
- dal numero dei petali d’intelligenza
[4]
attivati e dalla loro
coordinazione reciproca;
- dal grado di funzionamento del
cervello come organo di senso della
mente ecc.
L’affluire incontrollato
dei contenuti della mente inconscia
può ostacolare la mente conscia, cioè
il funzionamento della mente conscia.
Con la maturazione della Coscienza,
i contenuti della mente inconscia si
trasformano in mente conscia attraverso
i petali d’intelligenza (cambiando le
frequenze), il che significa che non
esiste una
“parte” della mente che non può
essere consapevolizzata.
Un alto grado di
trasformazione della mente inconscia
in mente conscia, attorno al 75% durante
un lungo periodo (minimo un anno), è
una delle condizioni che consentono
una precisa vista mentale.
c) La mente pensante e la mente operativa
La mente pensante deriva
dal “falso io”, il quale può essere
definito come - identificazione di se
stessi con la mente (pensieri ed emozioni),
con il Corpo Illuminato, con l’Anima,
l’aura e con il corpo fisico. Osservando
più ampiamente, il “falso io” può essere
definito come - ignoranza riguardo alla
Verità sull’essenza dell’uomo, cioè
che il nostro vero Essere è di natura
Divina, ossia che Dio è in noi stessi.
La mente pensante funziona sul principio
della dualità (caldo – freddo, buono
– cattivo, desiderato – indesiderato...)
e sul comportamento che scaturisce da
tale principio. Così è la mente pensante che - crea concetti, ordina,
confronta, dubita, domanda, fantastica,
giudica oppure si arrabbia, si intristisce,
soffre, odia, si preoccupa, si incuriosisce,
è gelosa, spesso si annoia ecc.
La mente operativa è quella
che utilizzando la mente pensante compie
l’entrata nel cosiddetto stato di flow -
lo stato nel quale ci si abbandona e
si immedesima con quello che si fa.
Per esempio, nel caso di un pittore,
la mente pensante preparerà la tela,
sceglierà il soggetto, comincerà a dipingere
e dopo poco tempo il pittore entrerà
nello stato di flow,
dove la mano sarà “guidata”. Spesso
gli artisti dicono di non sapere perché
e come hanno fatto a dipingere un certo
quadro, ma affermano che qualcosa gli
ha guidati, che gli è venuto così...
In effetti, si tratta di processi di
autoconsapevolizzazione, gli strumenti
dei quali sono la mente pensante e la
mente operativa che permettono la realizzazione
del quadro.
La possibilità dell’individuo di armonizzare
i due aspetti (la mente pensante e la
mente operativa) attraverso i quali
la mente si esprime, sopra il 75% contribuisce
alla precisione della vista mentale
nel modo seguente: la mente operativa
riceve le Vibrazioni, mentre la mente
pensante le constata e le trasmette
come informazioni.