Il Cavaliere
delle Energie
romanzo di Andrea Pangos
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Ti sei già sacrificato
abbastanza.
Porgi ora la sofferenza sull'altare sacrificale.
Permetti alla gioia di
inondarti la vita.
Basta con la sofferenza, fai entrare più luce nella
tua vita!
Capitolo nono
Liberarsi dai contenuti negativi
La sincerità avvicina alla Verità, la Verità porta a Dio.
Andrea
entrò in uno stato che, non avendo un'altra, più
idonea espressione, definì sogno. Si trovò in mezzo
al deserto lievemente cosparso di gocce di rugiada.
Dinanzi a lui si ergeva una piramide dorata. Sentì
la propria solitudine ma anche la compagnia di anime
simili alla sua. Come se avesse perso la strada,
ma anche come se dopo un viaggio lungo e difficile,
avesse aperto la porta di casa. Sapeva di star per
incontrare qualcuno, di non essere solo in questo
luogo pieno di magia.
I
suoi pensieri erano proiettati formando vive, fluttuanti,
tridimensionali immagini di luce di plasma non lontano
da lui, più precisamente, sulla superficie del primo
gradino della piramide. In segno di benvenuto, il
plasma si scisse e una parte assunse la forma di
una nuvola dorata, la quale gli si avvicinò. Andrea
la toccò e poi vi si adagiò chiudendo gli occhi.
Rilassato,
sentiva che stava letteralmente riempiendosi d’energia.
Era come se la sua emotività si arricchisse di nuove
sfumature. Tutto questo lo riempì di nuova forza,
nuovo slancio. Come un tappeto volante, la nuvola
fluttuò verso la piramide. Prima di
entrarvi, Andrea aveva la sensazione di scindersi
in due strutture energetiche, vibranti e leggere,
una delle quali stava trapassando il muro, mentre
l’altra era rimasta dall'altra parte. Gli pareva
di essere già da molto disteso sulla nuvola dorata.
Desiderò rivedere i propri pensieri proiettarsi.
Aprì gli occhi, facendo uno sforzo soprannaturale
per strapparsi alla beatitudine. Il proiettore non
c’era più e l’interno della piramide era in un certo
modo comune. Attraverso le trasparenti mura, come
attraverso il vetro, entravano la calda luce diurna
e il blu del cielo.
Ad
un tratto, dinanzi ad Andrea, si formò il suo vecchio
conoscente.
“Benvenuto nel misterioso mondo della Piramide Dorata. Ti
aspettavo.”
“Ah, tu qua?” si sorprese il giovane.
“Perché dovremmo incontrarci sempre nel tuo mondo?” pronunciò il Saggio ridendo
“Siamo qua per occuparci di queste emozioni negative
alle quali hai permesso di soggiogare il tuo essere
e il tuo destino.”
“Hai ragione. Il circolo vizioso delle negatività intralcia
il mio viaggio attraverso i Sette Cerchi.”
“Per
il Cavaliere delle Energie è di fondamentale importanza
liberarsi dalle emozioni negative. Le vibrazioni
dei pensieri negativi e delle emozioni negative
si condensano in strutture energetiche negative
che attirano avvenimenti negativi, intralciano la
maturazione e causano le malattie. Le emozioni positive
armonizzano l’essere umano e la Creazione Infinita,
quelle negative uccidono chi le emette, arrecando
danno a tutti. I pensieri negativi tornano come
dei boomerang, come una lettera indirizzata a se
stessi …”
“Con
certe emozioni non riesco proprio a chiudere i conti,
come se si trattasse di malanni cronici.”
“Le radici delle emozioni negative croniche sono le cicatrici
emotive che si formano in occasione di ogni stress
emotivo dal momento del concepimento. Basta poco
affinché una cicatrice si attivi: un'attesa delusa,
il ricordo di qualcosa, una situazione spiacevole,
l’incontro con qualcuno. Dunque, solo un lieve tocco
al bottone è il meccanismo negativo si avvia.”
“L’essenziale è non scappare dal luogo dell'incontro. Bisogna
comprendere le cause delle emozioni negative. Quando
senti partire tali emozioni, inspira profondamente
e conta sino a dieci. Sorridi e il sorriso sostituirà
questo contenuto brutto, negativo.
Ma,
è assai difficile curare la mente con la sola mente.
Esiste un metodo più efficace.”
“Veramente?
Quale?”
“Prega Dio di eliminarti i pensieri negativi e le emozioni
negative, di riprogrammarti le vibrazioni delle
cicatrici emotive, delle energie e delle strutture
negative che influiscono su di te.”
“Ma così perderò parte della mia personalità, perderò la spontaneità,
quella singolarità caratteristica che è parte integrante
di me…!”
“Tu non sei ciò che immagini di essere. Ma dico, di cosa stiamo
parlando? Di quale perdita di spontaneità? Può uno
schiavo in catene passeggiare liberamente? Tu confondi
i concetti. La reazione inconsapevole non si può
certo chiamare pulsare vitale puro, sano e incontaminato.
T’inganni se pensi che la rabbia sia l’arma di autodifesa
adeguata. In che misura la lite può apportare alla
crescita del tuo essere? Le emozioni dovrebbero
nobilitare e non distruggere la
vita. Così crocefisso tra le emozioni
negative, non puoi esprimere l’Amore incondizionato.”
“Va bene, va bene!” disse Andrea, oramai con le spalle al
muro…Ma cosa fare quando parte la valanga di contenuti
negativi?”
“Osserva cosa succede, sii consapevole che si tratta di emozioni
frutto di profondi meccanismi, automatismi che vanno
eliminati. Non identificarti con la sofferenza e
con la frustrazione. Come
puoi liberarti dalla sofferenza se credi di essere
la sofferenza stessa? Ti sei già sacrificato abbastanza. Porgi ora la sofferenza sull'altare sacrificale. Permetti alla
gioia di inondarti la vita.”
“In parte e per fortuna solo in parte, ho accettato la credenza
che la sofferenza è indispensabile per l’espiazione
dei peccati... Mi hanno insegnato che ognuno deve
portare la propria croce.”
“Sì, ma non sulle spalle come simbolo di pena, bensì in se
stessi come segno dell'equilibrio spirituale-materiale
raggiunto... Non è vero che l’uomo è originariamente
peccaminoso e che deve pentirsi per tutta la vita
a causa del cosiddetto peccato originale. L’uomo
è originariamente perfetto e la sua Via è il continuo consapevolizzare.
Quello che nella memoria di molti è annotato come
peccato originale, in effetti è una gran festa per
l’umanità, l’attimo in cui l’uomo è divenuto per
la prima volta consapevole di sé.
Ma, come sicuramente saprai, a certe strutture
sociali, che ne siano
consapevoli o meno, e il più delle volte lo sono,
fa comodo che i fedeli siano orientati al dolore.
In caso contrario, la loro esistenza sarebbe posta
in forse. Rifletti, se la meta fosse la sofferenza,
che senso avrebbe la Scintilla del Divino in ogni
uomo?! La sofferenza genera malattie, dà origine
a focolai bellici, ostacola la maturazione dell'individuo.
Basta con la sofferenza, fai entrare più luce nella
tua vita!”
“Facile a dirsi. Ma come faccio a liberarmi dalla sofferenza?”
“Usala come sveglia. La sofferenza è qui perché tu stai dormendo.
Conoscine i suoi perché e tutta la sua insensatezza.
L'insieme di attese non realizzate e d'insuccessi
ai quali incessantemente pensi rafforzano il senso
di colpa. Accetta ciò che c’è di sbagliato
nella tua vita come risultato della tua inesperienza,
mettiti in pace con te stesso, perdona a te stesso
e ad altri. Chiedi al Creatore di eliminarti il
senso di colpa. Cammina liberamente. La vita è ovunque.
Rilassati e godi.”
“Come posso accettarmi per quello che sono?! Impensabile!”
“Consapevolizza e cambia ciò che non ti piace
della tua personalità. L’autocommiserazione non
ti porterà lontano. Non può certo decollare chi
non ha nemmeno la forza necessaria per la rincorsa. Tu ti consumi
enormemente per nutrire il senso di colpa. Eh,
se avessi fatto diversamente … Se non avessi fatto
quella cosa … oppure Se faccio così, tradirò
le attese di questo e di quello …ecc. Il senso
di colpa ti allontana dal presente ed eclissa l'avvenire.
Questa è la tua vita. Vivila! Usa le esperienze
del passato come rivelazioni per i giorni a venire
…”
“Sai, mi domando come sarebbe il mondo senza sofferenza.”
“Risposta molto semplice: il mondo senza povertà sarà un mondo
di benestanti, il mondo senza malattie sarà un mondo
di sani. La terra abbonda di ricchezze non ancora
scoperte, ma gli uomini corrono alla stessa mela
credendo che sia l’unica. Rompono tutto attorno
a sé per carpire la meta. La sofferenza, le
malattie, le guerre, sono frutti dell’ignoranza.
Abbondanza e salute, è questo lo stato naturale
dell’esistenza umana.”
“Alcuni si sono tanto abituati alla sofferenza da non notarla
più.”
“Non conosce il gusto dell'acqua sorgiva chi non l’ha mai
assaggiata.”
“Perché deve esserci la sofferenza?! Perché la malattia? Che
senso hanno le guerre? Perché tanta ingiustizia?
Iddio, perché permetti tutto ciò …? Dov'è la giustizia divina? La logica divina non
mi è affatto chiara …” la mente di Andrea era inondata
di domande e di piccole rivolte di un uomo che nella
vita aveva sofferto.
“Da quanto ne so, Dio
non giudica nessuno, non pensa ad alcunché! La logica
e la giustizia sono concetti limitati alla mente
umana. Condottieri che hanno mozzato teste si sono
Illuminati, mentre ci
sono uomini che sono stati santificati solo per
motivi politici e d'interesse. È l’uomo a creare
un futuro migliore o peggiore, mentre le leggi cosmiche
vigilano ininterrottamente. La malattia fa ricordare
il valore della salute, la guerra è il prezzo per
non aver compreso il valore della pace. Ad alcuni
le tragedie sono necessarie perché solo così giungono
alle domande essenziali. All'ignoranza umana sembra
che la giustizia sia ingiusta. Tutto è così come
deve essere. Il mondo è il risultato di cause Onnicomprensive. È inopportuno cercare la giustizia in ciò che piace
ai nostri modi di vedere. È puerile giudicare la
giustizia divina quando si conosce solo parte
della Verità.”
Il Saggio rifletté e poi continuò: “L’uomo attribuisce a Dio
molte caratteristiche umane: la collera, la condanna,
la vendicatività, la rabbia... Alcuni
addirittura predicano che Dio farà questo e questo,
punirà questi e quelli; che alcuni millenni addietro
Dio ha fatto non so nemmeno io cosa… Mentono, e
non sempre per ignoranza. Lo immischiano in guerre
sante, nella vittoria del bene sul male; alcuni
lo incolpano di tutto... Famose sono le istituzioni
che hanno addirittura il rappresentante terreno
ufficiale di Dio. Se Dio fosse veramente vendicativo,
il globo terrestre sarebbe deserto da un pezzo.”
“Mentre in realtà?”
“Dio è Onnipotente senza bisogno di fare alcunché.”
“Aspetta
un po’... e le richieste che gli rivolgo? Per esperienza
so che sono efficaci.”
“Lo sono,
eccome.”
“E allora?”
ribatté Andrea, innervosito “È facile per te parlare,
ma entrambi sappiamo che la realtà è ben diversa.”
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