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I samskara e la tecnica
di meditazione per riprogrammare i samskara

Brano tratto dal volume
"Saggio sulla maturazione spirituale" di Andrea Pangos

 

La tecnica per riprogrammare i samskara si esercita anche durante
i corsi di meditazione per Conoscere la Vera Identità.


 

I samskara sono impressioni che si formano nell'individuo come una conseguenza di ciò che percepisce. A differenza di quanto sostengono certi insegnamenti, i samskara non sono il frutto di presunte vite precedenti, ma sono esclusivamente una conseguenza di ciò che l'individuo ha vissuto dall'attimo del concepimento in poi. Nel momento del concepimento l'embrione non ha alcun'impressione (samskara) e le vibrazioni dell'embrione sono perfettamente coordinate con la Coscienza (Conoscenza Infinita - Amore Infinito - Potere Infinito).  

I samskara condizionano il comportamento dell'individuo diminuendo la potenzialità del suo libero arbitrio, ovvero la gamma di scelte che lui può operare. Così i samskara influiscono sul rendere l'individuo prigioniero di schemi comportamentali che si rafforzano con il passare del tempo, fossilizzando la sua vita. Più si ripete un certo tipo di azione, di pensiero o di emozione, condizionato dai samskara e più si potenziano gli stessi samskara e/o si creano nuovi samskara o insiemi di samskara.  

I samskara sono processi che avvengono su due piani:

a) sul piano delle vibrazioni e delle energie, dove i samskara sono delle strutture vibratorio - energetiche. I samskara sono fondamentalmente delle vibrazioni, ma possono condensarsi anche in strutture energetiche, le quali si possono definire anche strutture energetiche samskariche.

b)sul piano della Coscienza, dove i samskara avvengono sotto forma di processi sulla relazione Conoscenza Infinita - Amore Infinito - Potere Infinito. Questi processi sono determinati dall'attività della componente vibratoria - energetica dei samskara, la quale è a sua volta determinata dai suddetti processi della Coscienza. Sul piano della Coscienza non ci sono né vibrazioni né energie, le quali sono manifestazioni dei processi della Coscienza. 

Sul piano della Coscienza, i samskara sono informazioni-processi "neutrali", mentre sul piano delle vibrazioni e delle energie, ovvero della mente, i samskara si manifestano come "informazioni attive". Nella stragrande maggioranza dei casi, la parte vibratoria-energetica dei samskara non è armonizzata con la Coscienza. In tali casi, la componente vibratorio-energetica dei samskara offusca la percezione, facendo percepire le "cose come sembrano apparire" e non "come sono effettivamente". Per questo motivo i samskara, ovvero la loro "eliminazione", sono un elemento fondamentale della maturazione spirituale. "Eliminando" i samskara si stimola l'individuazione della Coscienza, ovvero si eliminano gli ostacoli per l'individuazione della Coscienza. Uso le virgolette quando scrivo "eliminazione" dei samskara, poiché i samskara non possono essere eliminati nel vero senso del termine. Questo perché sul piano della Coscienza, l'informazione riguardante i samskara è Eterna e non si può in nessun modo eliminare o cancellare. Sul piano delle vibrazioni e delle energie invece, le informazioni contenute dai samskara esistono fino a quando le energie dell'individuo esistono con il suo timbro individuale, ma le "informazioni samskariche" continuano ad esistere (come "informazioni trasformate") anche poi, quando le energie dell'individuo si "fondono" con altre strutture energetiche più mature, ovvero con le Strutture Energetiche Mature. È quindi molto meglio dire "trasformazione dei samskara", "neutralizzazione dei samskara", oppure, definizione ancora più precisa, "riprogrammazione dei samskara". 

La riprogrammazione dei samskara avviene contemporaneamente su due piani:

a) riprogrammando i samskara, sul piano della Coscienza si riprogrammano i processi della Coscienza individuale nell'ambito dei processi della Coscienza Infinita. Questo porta anche all'armonizzazione della componente vibratoria-energetica dei samskara con la Coscienza. Riprogrammando i processi della Coscienza che "causano" i samskara, si "eliminano" le "radici" dei samskara. Bisogna precisare che Coscienza individuale non è divisa dalla Coscienza Infinita. La Coscienza individuale si compone di processi nell'ambito della Coscienza Infinita. In definitiva, la Coscienza individuale è uguale alla Coscienza Infinita.

b) riprogrammando la componente vibratorio-energetica dei samskara, questa componente si armonizza con la Coscienza. 

Una volta raggiunta la piena e definitiva armonizzazione della vibrazione di un determinato samskara con la Coscienza, la vibrazione di questo samskara si è praticamente trasformata nella Vibrazione dell'Amore Universale. Ad esempio, riprogrammando dei samskara inerenti all'odio, l'odio si trasforma  in Amore, ovvero la vibrazione dell'odio si trasforma in vibrazione Universale dell'Amore. Così l'odio "ritorna ad essere ciò che era originariamente" e cioè Amore. Non bisogna, infatti, dimenticare che tutte le emozioni, sia quelle positive sia quelle negative, derivano dalla Vibrazione Universale dell'Amore. Tale trasformazione vibrazionale dei samskara, porta dal vedere "le cose come appaiono" a vedere "le cose come sono". Apre inoltre lo spiraglio alla possibilità di conoscere che in Realtà le cose non sono, ovvero che in Realtà non c'è cosa vedere o percepire, perché soltanto Dio (la Realtà) È Reale, mentre la Creazione (Coscienza, vibrazioni, energie, materia) è un'illusione che in Realtà non c'è. L'illusione esiste soltanto come illusione. Siccome riprogrammare i samskara significa anche renderli neutrali, la riprogrammazione dei samskara diminuisce l'attaccamento a certe situazioni, modi di reagire, a certe persone; diminuisce la dipendenza da qualcuno o da qualche avvenimento, ecc. La riprogrammazione dei propri samskara, fa sì che l'individuo in questione sia sempre più neutrale nei confronti dei molteplici aspetti della vita. Questo non significa essere passivi o distaccati, ma significa consapevolizzare in modo sempre maggiore l'illusorietà del mondo percepito dai sensi, ovvero iniziare a Discernere la Realtà (Dio) dall'illusione (Creazione). Distacco e passività sono pur sempre soltanto due stati dell'uomo dalla mente non consapevolizzata. Distacco da cosa, quando tutto è tutt'uno?! Passività rispetto a cosa, quando solo UNO È?! Naturalmente, riprogrammando i samskara diminuisce anche l'attaccamento al passato (sotto forma di ricordi) e al futuro (sotto forma di aspettative e desideri).  Siccome la mente non consapevolizzata fomenta l'illusione del tempo e dello spazio, ovvero, semplificando,  rappresenta per l'individuo il tempo e lo spazio stesso, la neutralizzazione dei samskara quieta la mente e apporta così all'arresto (nella percezione dell'individuo in questione) dell'illusione del fluire del tempo e del percepire lo spazio. Dunque, la neutralizzazione dei samskara apporta a "neutralizzare" la percezione individuale dell'illusione tempo - spazio. Questo può anche portare l'individuo nello stato nel quale lui diventa l'osservatore del tempo e dello spazio, dalla prospettiva "dal di là" del tempo e "dal di là" dello spazio. Così l'uomo può trascendere l'illusione del tempo e dello spazio. 

Molti insegnamenti spirituali danno il giusto peso ai samskara, ovvero alle impressioni mentali, e alla loro "eliminazione". Si sono così sviluppate particolari tecniche e specifiche regole comportamentali che favoriscono "l'eliminazione" dei samskara. Di solito queste tecniche esigono molto sforzo, esercizi particolari e un modo di vita specifico, difficilmente applicabile "dall'uomo medio". Soprattutto da chi "è poco consapevole" e il cui comportamento è fortemente influenzato dai samskara.  Uno dei limiti della maggior parte di queste tecniche, è che agiscono sull'eliminazione dei samskara in modo indiretto, tramite la respirazione, l'astenersi, diversi esercizi di meditazione durante i quali  bisogna rimanere il più possibile immobili ecc. Esistono anche varie teorie e tecniche su come i samskara si possano neutralizzare tramite il vivere esperienze opposte a quelle che hanno portato alla formazione degli stessi samskara. Tali tecniche e teorie si basano su idee ed affermazioni molto audaci e sono spesso interpretate in modo del tutto errato, il che non è per nulla strano considerando che molte tra queste teorie e tecniche si basano su fondamenta non proprio solide.  Ogni esperienza è un'esperienza. Qualsiasi comportamento non consapevolizzato sicuramente potenzierà i samskara già esistenti e ne creerà di nuovi. Osservando in modo essenziale, l'unico modo per "eliminare" i samskara è quello di coordinarli con la Coscienza. Questo processo è aiutato dalla Conoscenza, dall'Amore e dal Potere, ovvero dal divenire consapevole (da parte dell'individuo) di questi Tre Esseri. Per "eliminare" i samskara non è tanto importante ciò che si fa, ma il grado di consapevolezza che c'è nel farlo, ma è fondamentale il grado di consapevolizzazione della propria individualità. Un guerriero che con un gesto pienamente consapevole mozza la testa ad un nemico, crea meno samskara di chi prega/supplica Dio in modo meccanico e per senso di peccaminosità e/o per timore di Dio. Un tale approccio alla preghiera nutre una particolare specie di samskara, cioè i samskara relativi alla falsa spiritualità. Ogni preghiera a Dio produce certamente effetti positivi, ma quando è caratterizzata dalla paura e/o dal senso di colpa e di peccato, stimola anche il costituirsi di varie strutture energetiche negative: campi energetici negativi, strutture mentali energetiche negative collettive, radiazioni astratte negative ecc. Per questo motivo in certi luoghi di preghiera si costituiscono sia strutture energetiche positive sia strutture energetiche negative.  

Le tecniche che si basano sul potere della visualizzazione sono un metodo molto efficace per creare i samskara. Come è solitamente detto, lo scopo dell'utilizzo di molte tra queste tecniche, è il  crearsi una realtà  diversa e migliore. In questo, con il termine realtà si intende l'illusorio (irReale) mondo. In questo modo, si ottengono almeno tre risultati deleteri per la maturazione della Coscienza:

 1) invece di consapevolizzare l'illusorietà del mondo e trascendere così l'illusione, si nutre e potenzia l'illusione che il mondo sia reale, mentre, in effetti, il mondo e del tutto illusorio. Si inizia cioè a sognare un sogno diverso, invece che tendere a Svegliarsi. In questo modo, dando valore reale a ciò che è irReale, si dona forza ai samskara che sono di per sé irReali, ovvero sembrano "reali" "soltanto" a chi non Discerne la Realtà dall'illusione, mentre invece sono NULLA per chi Discerne la Realtà dall'illusione. Per chi Discerne la Realtà dall'illusione, ovvero si Conosce come Dio (Realtà Suprema), sono NULLA anche l'Universo (vibrazioni, energie, materia) e la Coscienza (peraltro non conoscibile ai sensi), la quale essendo un Processo Trino è mutabile e dunque irReale.

2) si crea l'illusione del falso potere. Falso potere perché questo tipo d manipolare l'illusione è falsa, perché ostacola l'individuazione della Coscienza. Il manipolare veritiero con l'illusione, potrebbe essere definito quel genere di manipolazione che stimola l'individuazione della Coscienza, ovvero il Conoscere Se Stessi. La falsa manipolazione dell'illusione, non può essere altro che potere falso e illusorio. Ciò allontana dal Vero Potere, che è il Potere dell'Amore Infinito. Naturalmente, creando l'illusione del falso potere, si creano e si potenziano i samskara riguardanti l'idea che si ha di se stessi e riguardo al proprio potere. Ogni idea che si ha riguardo a se stesso e a Se Stesso, amplifica l'abbaglio di essere diviso da Dio, vale a dire da Se Stesso.

3) indirizzando i flussi mentali verso il raggiungimento di una meta, oppure per appagare un desiderio, si ottiene soltanto un girare a vuoto,  come un gatto che rincorre la propria coda. Si utilizza la mente, la quale è di per sé un abbaglio, per abbagliare ulteriormente la propria individualità. Tale comportamento potenzia i samskara legati ad un determinato obiettivo o desiderio e questo ostacola il processo d'individuazione della Coscienza. 

È naturale che l'uomo tenda a migliorare la qualità della propria vita, soltanto che per l'individuo dalla mente non consapevolizzata, migliorare la vita significa spesso soddisfare i desideri. Il vero miglioramento della vita si può ottenere soltanto mettendo la vita in funzione di ciò che la vita di ogni singolo individuo è fondamentalmente: uno strumento/ambito per l'autoriconoscersi, ovvero per l'individuazione della Coscienza.  

Per ciò che concerne le tecniche di visualizzazione, nelle quali  si visualizza il "proprio maestro", possono sì essere positive all'inizio, ma alla lunga diventano un ostacolo per la maturazione spirituale. Questo anche perché creano dipendenza dal maestro (spesso tanto sottile da non poter essere nemmeno notata) e conseguenti samskara. Tutto questo influisce negativamente sul karma come processo d'individuazione della Coscienza, più precisamente crea e potenzia elementi, tra cui i samskara, che disturbano il libero manifestarsi del processo d'individuazione della Coscienza individuale (karma individuale). Anche perché visualizzando l'immagine del maestro si tende a smarrire la propria via e a seguire la cosiddetta via altrui. In questo modo si diventa un seguace, ovvero colui che segue: seguendo qualcuno non si può certo Arrivare a Se Stessi. Cercare il maestro al di fuori di "sé" rappresenta una particolare forma di allucinazione e significa non Conoscere Se Stessi come Dio, "nel" Quale (non)avviene tutto, questo significa anche tutti i maestri (passati, presenti e futuri). L'unico Vero Maestro È Dio. Dio che in Realtà ogni uomo È.  Ognuno ha la propria via e quando si è in due sulla stessa via, almeno uno dei due è sulla via altrui, cioè sulla via sbagliata. Il vero allievo è chi sia maestro che allievo di se stesso di Se Stesso. Chi segue qualcuno, non può in nessun  caso essere definito un allievo, perché si tratta di un seguace. Ciò che rende all'individuo l'abbaglio di essere separato da Dio e che esista qualcos'altro oltre a Dio, è la sua individualità non consapevolizzata. Consapevolizzando la propria individualità, diminuisce anche tale abbaglio.  Per Conoscere Se Stessi, vale a dire Dio, è necessario consapevolizzare trascendere la propria individualità (Conoscerla come mera illusione). Bisogna trasformare la propria individualità, da elemento che crea l'abbaglio di essere divisi e lontani da Dio, in elemento che permette di Conoscere Se Stessi come Dio.  La Via di ogni uomo verso Se Stesso (Dio) di ognuno è sempre la sua individualità consapevolizzata, ovvero la Via di ogni uomo è la vita che è una manifestazione dell'individualità consapevolizzata. Quindi in pratica non si può in nessun caso essere sulla Via altrui, perché ciò significherebbe essere l'individualità altrui, il che è impossibile. L'individualità di ogni uomo è il suo bene maggiore, perché l'individualità è lo strumento per Discernere la Realtà dall'illusione e per Conoscere Se Stessi. L'individualità è sì un'illusione, ma è uno strumento indispensabile per trascendere la stessa illusione. Perciò non bisogna rinnegare l'individualità, bensì consapevolizzarla (l'individualità che consapevolezza se stessa). L'individualità si può trascendere soltanto Conoscendo la Realtà - Dio e non certo rinnegando l'individualità e l'illusione. Rinnegare l'individualità crea conflitti nell'uomo i lo imprigiona nel gioco della concetualizzazione È tutto un'illusione.   Questo può portare in uno stato che si potrebbe definire come forma particolare di pazzia pseudo spirituale. Un ottimo modo per raggiungere questo tipo di pazzia  è ripetere, a se stessi e ad altri, concetti come: Io Sono il Sé, Soltanto Dio È Reale ecc., senza aver Veramente Conosciuto Ciò. Anche se ad essere precisi, l'affermazione Io Sono il Sé, non è un concetto veritiero. Il Sé, inteso come Processo Trino (Conoscenza Infinita, Amore Infinito, Potere Infinito) è una manifestazione di ciò che Si È in Realtà, vale a dire Dio (l'Assoluto, Realtà Suprema).    

Anche il pensare in positivo, anche se sicuramente migliore del pensare in negativo, è un ostacolo per la maturazione della Coscienza. Questo perché sia il positivo sia il negativo si trovano "nel campo mentale". La mente va trascesa tramite la consapevolizzazione e non certamente nutrita rincorrendo i suoi contenuti. Pensare in positivo crea/rafforza i samskara relativi al cosiddetto pensiero positivo e ciò limita la maturazione spirituale. Con la visualizzazione e il pensare in positivo si possono ottenere certamente molti risultati, ma sempre e in ogni caso nell'ambito della mente non consapevolizzata. Il totale di tutti i successi di questo mondo, è sempre e comunque nulla in confronto alla Realizzazione Ultima, cioè in confronto al "raggiungimento" dello "stato" della Coscienza Matura (Conscio Maturo). Pensare in positivo senza però consapevolizzare la mente, significa diventare prigionieri degli abbagli propri ed altrui in modo diverso, forse più piacevole e interessante (per l'individuo dalla mente non consapevolizzata), ma si tratta pur sempre di prigionia. Anche una prigione di enormi dimensioni, che offrirebbe i servizi del miglior albergo a cinque stelle e nella quale si potrebbe passeggiare liberamente, rimarrebbe pur sempre una prigione per l'uomo. Il campo d'azione dell'uomo è l'Infinito e non certo la scatolina della mente non consapevolizzata e caratterizzata da innumerevoli samskara.  Il pensare in positivo può comunque essere un buon primo passo, se non si rimane troppo a lungo nel sogno del pensare in positivo. Bisogna passare il più presto possibile al livello successivo, cioè alla consapevolizzazione della mente. 

Ci sono poi tecniche con le quali i samskara si "eliminano" tramite l'osservazione del proprio comportamento. Il problema in questi casi è che quando i samskara "si attivano", parte il meccanismo comportamentale acquisito e allora l'autoosservarsi "se ne va per le sue". Un  altro limite della cosiddetta tecnica dell'osservare se stessi, è che molti osservando il proprio corpo e il proprio comportamento, confondono tale osservare con l'osservare Se Stessi (Dio - la Realtà), invece di comprendere che stanno osservando soltanto una delle loro innumerevoli manifestazioni che avvengono in Essi come Dio. Chiaramente, è impossibile osservare Se Stessi, cioè Dio. Dio si può soltanto Conoscere. Più precisamente, Dio non si può nemmeno Conoscere. Per il Conoscere c'è bisogno di due elementi, colui che conosce e ciò (colui) che è conosciuto. Poiché soltanto Dio È, non c'è chi può Conoscere Dio. Dio si può soltanto Essere e non si può Essere altro che Dio. All'uomo rimane la scelta di utilizzare il libero arbitrio in modo non consono, per fantasticare di essere qualcuno e qualcosa. Con il potenziarsi dell'identificarsi dell'individuo con il proprio corpo fisico, con la mente e la Coscienza, cresce anche il falso io e ciò "allontana"  la possibilità di Discernere la Realtà dall'illusione. Chiaramente, anche lo stesso allontanarsi è illusorio. In effetti, tutto è illusorio tranne Dio che È Reale.  

Identificarsi con il corpo, la mente e la Coscienza, ostacola il Conoscere Se Stessi come Dio e il Conoscere la Conoscenza Infinita, l'Amore Infinito, il Potere Infinito come Proprie Manifestazioni. Chi è convinto di essere il corpo, immagina di essere nel tempo e nello spazio, mentre, in effetti, il tempo e lo spazio sono in Lui.  L'abbaglio di essere nel tempo e nello spazio fomenta a sua volta l'illusione di essere stati concepiti, di essere nati, di star vivendo e che un giorno si morirà.  

In ogni caso,  osservare in modo consapevole il corpo e i flussi mentali è inizialmente positivo per l'individuazione della Coscienza, ma alla fine è necessario trascendere anche lo stesso osservare. Soltanto quando chi osserva, l'osservato e l'osservare diventano Uno, ovvero quando si Scopre che è sempre così, si può Conoscere Se Stessi. Quando l'Universo, la Conoscenza, l'Amore e il Potere scompaiono e rimane soltanto il Conoscere Se Stessi come Dio, allora ci Si Conosce. Chi Conosce Se Stesso, semplicemente Sa che Dio È e che la Coscienza non è.   

La qualità dell'osservare il corpo e il comportamento dipende anche dalla consapevolezza di chi sta osservando. L'osservatore osserva se stesso per "acquisire" consapevolezza, ma se non è abbastanza consapevole, non riesce ad osservarsi (più precisamente ad osservare il proprio corpo e il proprio comportamento) "come dovuto".   È perciò molto difficile che acquisirà la necessaria consapevolezza attraverso un osservare non abbastanza consapevolizzato. Questa situazione ricorda a quella in cui qualcuno deve rientrare in macchina, ma, ahimè, ha dimenticato le chiavi dentro la macchina. Come può aprire la porta se le chiavi si trovano all'interno della macchina e non ne ha un duplicato?  Nel caso "dell'eliminazione" dei samskara, il finestrino o la porta della macchina si può aprire usando la "Chiave del Creato", cioè con la preghiera rivolta a Dio: Prego dio di riprogrammarmi i samskara. Con questa preghiera si agisce sui samskara in modo diretto, usando la mente per avviare dei processi sul piano della Coscienza Infinita, tramite i quali si riprogrammano i samskara e con questo si "eliminano le radici" dei samskara e si armonizza la loro componente vibratoria-energetica con la Coscienza. La preghiera a Dio è un ottimo modo di usare la mente per "fregare" la mente stessa. Grazie alla preghiera Prego Dio di riprogrammarmi i samskara, si "affievoliscono" i samskara e questo permette anche di cambiare più facilmente le abitudini comportamentali in modi di fare più idonei alla maturazione spirituale nell'ambito della vita quotidiana. Così si influisce, in modo diretto e positivo, sulla trasformazione del manifestarsi del karma in processo sempre più maturativo. 

La riprogrammazione dei samskara può essere:

a) generale,

b) specifica.

 

         a) La riprogrammazione generale dei samskara si ottiene con la preghiera: Prego Dio di riprogrammarmi i samskara; Prego Dio di riprogrammarmi le cause karmiche dei samskara. 

         b) Per riprogrammare i samskara specifici si può fare la preghiera: Prego Dio di riprogrammarmi i samskara inerenti a (indicare un avvenimento, un meccanismo comportamentale, una persona, un rapporto, la malattia.) 

Alcuni esempi di richieste specifiche di riprogrammazione dei samskara:

Prego Dio di riprogrammarmi i samskara inerenti al rapporto con i genitori.

Prego Dio di riprogrammarmi i samskara inerenti al rapporto con mio marito (mia moglie).

Prego Dio di riprogrammarmi i samskara inerenti allo stress. (si può anche specificare il periodo o il motivo dello stress).

Prego Dio di riprogrammarmi i samskara inerenti alle paure. (si può anche specificare una paura in particolare).

Prego Dio di riprogrammarmi i samskara inerenti al mio attaccamento a (indicare la persona, l'oggetto o l'avvenimento.).

Prego Dio di riprogrammarmi i samskara inerenti alle emozioni negative che provo rispetto a (indicare il nome della persona)

Prego Dio di riprogrammarmi i samskara che causano la mia depressione.

Prego Dio di riprogrammarmi i samskara che mi causano il raffreddore (o altro malanno).

Prego Dio di riprogrammarmi i samskara che causano la tossicodipendenza. 

La richiesta specifica è più efficace, riguardo alla risoluzione di un determinato elemento-problema, che non la richiesta generale. L'approccio migliore è alternare la richiesta generale Prego Dio di riprogrammarmi i samskara, con richieste specifiche del tipo: Prego Dio di riprogrammarmi i samskara inerenti a.  

Due tra i molteplici vantaggi della riprogrammazione dei samskara, tramite la preghiera a Dio, sono:

1) questa tecnica agisce direttamente sui samskara e agevola così il cambiamento comportamentale. Ciò è molto più semplice che cambiare (prima) il comportamento per neutralizzare (poi) i samskara.

2) i samskara si possono riprogrammare anche "in corsa", "al volo". Ad esempio quando si lavano i piatti, si aspetta l'autobus, camminando, correndo, nuotando.  Basta chiudere gli occhi per qualche secondo, fare la preghiera e riaprire gli occhi. Questo modo di fare, avvicina e integra il processo della maturazione della Coscienza nei processi della vita quotidiana. Naturalmente, almeno all'inizio, la preghiera è più efficace se si è raccolti in preghiera in un posto tranquillo, con gli occhi chiusi, ma maturando spiritualmente l'efficacia della preghiera dipende sempre meno dalla posizione assunta, se si chiudono gli occhi o no, se si abbassano le onde cerebrali o no, dipende sempre meno dall'ambiente in cui ci si trova. 

È importante sapere che nei primi giorni o nelle prime settimane, dopo aver pregato per la riprogrammazione dei samskara, può accadere che le reazioni siano piuttosto intense. Ad esempio, riprogrammando i samskara inerenti ai litigi di coppia, i primi giorni o nel medio periodo dopo aver riprogrammato i samskara, i partner potranno "sentire maggiormente il bisogno di litigare". Questo succede perché le vibrazioni e le strutture energetiche derivanti da rabbia, tensione, paure, odio ecc. accumulate in anni di litigi, si armonizzano con la Coscienza e la persona diventa cosciente di essi. Semplificando si potrebbe dire che la rabbia "accumulata" in anni "esce" in un tempo molto ristretto e ciò può provocare reazioni molto forti. In questi casi è molto importante non reprimere la rabbia o altre emozioni-reazioni negative, come non è nemmeno opportuno reagire litigando, perché ciò potenzia e disarmonizza ulteriormente i samskara esistenti e ne crea di nuovi. Il comportamento migliore, anche se molto difficile da avere, soprattutto all'inizio, è quello di osservare il processo della reazione negativa, senza però analizzarlo (altrimenti si nutre la mente). Per osservare senza reagire, possono essere di grande aiuto le preghiere: Prego Dio di eliminarmi le reazioni negative, o ancora meglio, Prego Dio di essere consapevole. È utile anche chiedersi: chi è che è nervoso?; chi è che vuole litigare?; ecc; senza però andare a cercare la risposta verbale, ma andando a cercare chi si sta ponendo la domanda, ovvero chi è nervoso, o più precisamente chi è che immagina di essere nervoso.     

Dopo un determinato periodo di regolare preghiera, (Prego Dio di riprogrammarmi i samskara), la preghiera diventa un programma che avviene costantemente nell'individuo. Così la riprogrammazione dei samskara avviene in modo sempre più "automatico" e contemporaneamente "diminuisce la creazione di nuovi samskara" e la loro "potenza".  

È comunque difficile determinare in modo generale quanto bisogna meditare/pregare per eliminare un determinato samskara o un determinato insieme di samskara. È molto importante cambiare in modo definitivo il proprio comportamento condizionato dai samskara. Il "successo nell'eliminazione" dei samskara, dipende anche da vari fattori, tra cui:

1)     la "potenza" del samskara in questione;

2)     quanto un determinato comportamento è radicato nell'ambiente e nel modo di vivere: quanto cioè il comportamento e il/i samskara sono "nutriti" dalle circostanze;

3)     dalla maturità della Coscienza dell'individuo, perché più l'individuo è consapevole e più facilmente può trasformare il proprio comportamento e i propri samskara.

4)     dalla capacità del singolo di riprogrammare i samskara, la quale dipende a sua volta dalla maturità spirituale dell'individuo, da quanto questi esercita la riprogrammazione dei samskara e la riprogrammazione in generale (ad esempio, la riprogrammazione del karma) ecc. La capacità di riprogrammare i samskara si può sviluppare anche con la preghiera: Prego Dio di maturarmi la capacità di riprogrammare i samskara. 

L'efficacia della riprogrammazione dei samskara aumenta se è eseguita assieme alla riprogrammazione del karma, la quale è la riprogrammazione fondamentale. La riprogrammazione dei samskara aumenta  a sua volta l'efficacia della riprogrammazione del karma.

In linea di massima è comunque bene riprogrammare i samskara in modo generale per 5-10 minuti al giorno, più 5-10 minuti al giorno di riprogrammazione di samskara specifici.

Si può anche scegliere di lavorare intensamente sui samskara, ad esempio alcune ore al giorno, per diversi giorni (o settimane) di seguito, per avviare dei processi di trasformazione più profondi e veloci, ma in questo caso le reazioni possono essere molto forti e i cambiamenti veramente radicali. Perciò la riprogrammazione intensa dei samskara (e/o la riprogrammazione intensa del karma) è consigliata soltanto a chi è pronto a "correre il rischio". 

La riprogrammazione dei samskara è particolarmente efficace se fatta in un Luogo di Potere: Musei Vaticani (in modo particolare la Cappella Sistina), Muro del pianto a Gerusalemme, Piramidi di Giza, Palazzo dei venti a Jaipur, Piramide del Sole e Piramide della Luna (Città del Messico), Città imperiale (Pechino) ecc. In tali Luoghi la preghiera può essere formulata in modi diversi:

Prego Dio di riprogrammarmi.

Prego i Consci Maturi del Luogo di Potere di riprogrammarmi. 

La riprogrammazione dei samskara stimola anche i processi di disidentificazione con la Coscienza. L'identificarsi con la Coscienza (l'espressione Io Sono è un concetto legato primariamente all'identificarsi con la Coscienza) rappresenta una forma molto sottile di attaccamento all'illusione e all'idea che si ha riguardo a se stessi. Per occuparsi di spiritualità basta sognare un particolare tipo di sogno, tipo: esercitare una qualche tecnica di meditazione, ascoltare storielle sull'amore universale e sugli illuminati, essere sedotti da dogmi religiosi... Per Maturare è necessario sognare un sogno che porta a Svegliarsi e ad un certo punto bisogna Svegliarsi. Per maturare bisogna eliminare l'illusione che la propria individualità (processi sulla relazione Coscienza-mente-corpo fisico) è Reale e conoscerla come mera illusione. Occuparsi di spiritualità senza consapevolizzare l'individualità, significa prendersi in giro in modo particolare, sognando il sogno di star occupandosi di spiritualità. Per questi motivi, matura veramente soltanto una minima parte tra coloro che si "occupano di spiritualità". Per questi motivi soltanto rari tra coloro che stanno veramente maturando, concludono il processo di maturazione della (propria) Coscienza (Conscio Maturo - Coscienza Matura). Chi si identifica con la Coscienza individuale, è prigioniero dell'illusione che deve maturare, mentre, in effetti, non è affatto così. Questo primariamente per due ragioni. Primo: perché la Coscienza individuale è uguale alla Coscienza Infinita ed è quindi già di per sé matura. L' identificarsi con la Coscienza individuale è un ostacolo per il Conoscere Se Stessi, perché tale identificazione: riflette il convincimento di non essere Dio; perché crea stress da maturazione (devo maturare, per maturare devo comportarmi così e così; oggi non sono stato abbastanza bravo nella mia maturazione - non ho fatto i compiti maturativi...) e perché crea attaccamento al concetto della maturazione. In Realtà, tutte le (soltanto apparenti) maturazioni avvengono in ciò che ogni uomo in Realtà È, vale a dire "in" Dio. Conoscere che è così, porta a trascendere l'illusione che ci sia un percorso spirituale e che ci sia una qualche maturazione. Allora la maturazione, che in Realtà non c'è, inizia a svolgersi in modo più qualitativo. Secondo: la Coscienza Infinita è un l'illusione Infinita. Questo significa che la Coscienza Infinita non è Reale, ma è soltanto un fenomeno illusorio che si svolge "in" Dio. Chi si identifica con la Coscienza, individuale o Infinita (il che è lo stesso), si identifica con l'illusione e addirittura immagina che la Conoscenza Infinita, l'Amore Infinito ed il Potere Infinito siano Reali. In Realtà, questi Tre Esseri Infiniti ed Eterni, sono un'illusione, più precisamente, sono le Tre Illusioni Primordiali. Affinché ci sia la Coscienza, deve esserci necessariamente qualcosa di cui (essa può) essere cosciente. Dato che in Realtà non c'è niente (tranne Dio), non c'è chi può essere cosciente o consapevole di qualcosa e quindi non c'è nemmeno la Coscienza Infinita. Di Dio non si può essere consapevoli. Dio si può soltanto Essere. Dio è "al di là" della consapevolezza. Soltanto Dio è Reale ed ogni uomo È in Realtà Dio. Non c'è nessuno che possa o deve maturare e non c'è alcuna maturazione. L'idea riguardo alla maturazione è soltanto una conseguenza dell'identificarsi con il corpo, la mente e la Coscienza. In Realtà ognuno È più che maturo, perché in Realtà ognuno È Dio. 

 

 

Andrea Pangos
Aprile 2004/ aggiornato agosto 2004

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