I samskara e la tecnica
di meditazione per riprogrammare i samskara
Brano tratto dal volume
"Saggio sulla maturazione spirituale" di Andrea Pangos
La
tecnica per riprogrammare i samskara si esercita anche
durante
i corsi di meditazione per Conoscere la Vera Identità.
I samskara sono impressioni che si formano
nell'individuo come una conseguenza di ciò che percepisce.
A differenza di quanto sostengono certi insegnamenti,
i samskara non sono il frutto di presunte
vite precedenti, ma sono esclusivamente una conseguenza
di ciò che l'individuo ha vissuto dall'attimo del concepimento
in poi. Nel momento del concepimento l'embrione non ha
alcun'impressione (samskara) e le vibrazioni dell'embrione
sono perfettamente coordinate con la Coscienza (Conoscenza
Infinita - Amore Infinito - Potere Infinito).
I samskara
condizionano il comportamento dell'individuo diminuendo
la potenzialità del suo libero arbitrio, ovvero la gamma
di scelte che lui può operare. Così i samskara influiscono
sul rendere l'individuo prigioniero di schemi comportamentali
che si rafforzano con il passare del tempo, fossilizzando
la sua vita. Più si ripete un certo tipo di azione, di
pensiero o di emozione, condizionato dai samskara e più
si potenziano gli stessi samskara e/o si creano nuovi
samskara o insiemi di samskara.
I samskara
sono processi che avvengono su due piani:
a) sul
piano delle vibrazioni e delle energie, dove i samskara
sono delle strutture vibratorio - energetiche. I samskara sono fondamentalmente delle vibrazioni, ma possono
condensarsi anche in strutture energetiche, le quali si
possono definire anche strutture energetiche samskariche.
b)sul piano
della Coscienza, dove i samskara avvengono sotto forma
di processi sulla relazione Conoscenza Infinita - Amore
Infinito - Potere Infinito. Questi processi sono determinati
dall'attività della componente vibratoria - energetica
dei samskara, la quale è a sua volta determinata dai suddetti
processi della Coscienza. Sul piano della Coscienza non
ci sono né vibrazioni né energie, le quali sono manifestazioni
dei processi della Coscienza.
Sul piano
della Coscienza, i samskara sono informazioni-processi
"neutrali", mentre sul piano delle vibrazioni e delle
energie, ovvero della mente, i samskara si manifestano
come "informazioni attive". Nella stragrande maggioranza
dei casi, la parte vibratoria-energetica dei samskara
non è armonizzata con la Coscienza. In tali casi, la componente
vibratorio-energetica dei samskara offusca la percezione,
facendo percepire le "cose come sembrano apparire" e non
"come sono effettivamente". Per questo motivo i samskara,
ovvero la loro "eliminazione", sono un elemento fondamentale
della maturazione spirituale. "Eliminando" i samskara
si stimola l'individuazione della Coscienza, ovvero si
eliminano gli ostacoli per l'individuazione della Coscienza.
Uso le virgolette quando scrivo "eliminazione" dei samskara,
poiché i samskara non possono essere eliminati nel vero
senso del termine. Questo perché sul piano della Coscienza,
l'informazione riguardante i samskara è Eterna e non si
può in nessun modo eliminare o cancellare. Sul piano delle
vibrazioni e delle energie invece, le informazioni contenute
dai samskara esistono fino a quando le energie dell'individuo
esistono con il suo timbro individuale, ma le "informazioni
samskariche" continuano ad esistere (come "informazioni
trasformate") anche poi, quando le energie dell'individuo si "fondono" con altre
strutture energetiche più mature, ovvero con le Strutture
Energetiche Mature. È quindi molto meglio dire "trasformazione
dei samskara", "neutralizzazione dei samskara", oppure,
definizione ancora più precisa, "riprogrammazione dei
samskara".
La riprogrammazione
dei samskara avviene contemporaneamente su due piani:
a) riprogrammando
i samskara, sul piano della Coscienza si riprogrammano
i processi della Coscienza individuale nell'ambito dei
processi della Coscienza Infinita. Questo porta anche
all'armonizzazione della componente vibratoria-energetica
dei samskara con la Coscienza. Riprogrammando i processi
della Coscienza che "causano" i samskara, si "eliminano"
le "radici" dei samskara. Bisogna precisare che Coscienza
individuale non è divisa dalla Coscienza Infinita. La
Coscienza individuale si compone di processi nell'ambito
della Coscienza Infinita. In definitiva, la Coscienza
individuale è uguale alla Coscienza Infinita.
b) riprogrammando
la componente vibratorio-energetica dei samskara, questa
componente si armonizza con la Coscienza.
Una volta
raggiunta la piena e definitiva armonizzazione della vibrazione
di un determinato samskara con la Coscienza, la vibrazione
di questo samskara si è praticamente trasformata nella
Vibrazione dell'Amore Universale. Ad esempio, riprogrammando
dei samskara inerenti all'odio, l'odio si trasforma in Amore, ovvero la vibrazione dell'odio si
trasforma in vibrazione Universale dell'Amore. Così l'odio
"ritorna ad essere ciò che era originariamente" e cioè
Amore. Non bisogna, infatti, dimenticare che tutte le
emozioni, sia quelle positive sia quelle negative, derivano
dalla Vibrazione Universale dell'Amore. Tale trasformazione
vibrazionale dei samskara, porta dal vedere "le cose come
appaiono" a vedere "le cose come sono". Apre inoltre lo
spiraglio alla possibilità di conoscere che in Realtà
le cose non sono, ovvero che in Realtà non c'è cosa vedere
o percepire, perché soltanto Dio (la Realtà) È Reale,
mentre la Creazione (Coscienza, vibrazioni, energie, materia)
è un'illusione che in Realtà non c'è. L'illusione esiste
soltanto come illusione. Siccome riprogrammare i samskara
significa anche renderli neutrali, la riprogrammazione
dei samskara diminuisce l'attaccamento a certe situazioni,
modi di reagire, a certe persone; diminuisce la dipendenza
da qualcuno o da qualche avvenimento, ecc. La riprogrammazione
dei propri samskara, fa sì che l'individuo in questione
sia sempre più neutrale nei confronti dei molteplici aspetti
della vita. Questo non significa essere passivi o distaccati,
ma significa consapevolizzare in modo sempre maggiore
l'illusorietà del mondo percepito dai sensi, ovvero iniziare
a Discernere la Realtà (Dio) dall'illusione (Creazione).
Distacco e passività sono pur sempre soltanto due stati
dell'uomo dalla mente non consapevolizzata. Distacco da
cosa, quando tutto è tutt'uno?! Passività rispetto a cosa,
quando solo UNO È?! Naturalmente, riprogrammando i samskara diminuisce anche
l'attaccamento al passato (sotto forma di ricordi) e al
futuro (sotto forma di aspettative e desideri).
Siccome la mente non consapevolizzata fomenta l'illusione
del tempo e dello spazio, ovvero, semplificando,
rappresenta per l'individuo il tempo e lo spazio
stesso, la neutralizzazione dei samskara quieta la mente
e apporta così all'arresto (nella percezione dell'individuo
in questione) dell'illusione del fluire del tempo e del
percepire lo spazio. Dunque, la neutralizzazione dei samskara
apporta a "neutralizzare" la percezione individuale dell'illusione
tempo - spazio. Questo può anche portare l'individuo nello
stato nel quale lui diventa l'osservatore del tempo e
dello spazio, dalla prospettiva "dal di là" del tempo
e "dal di là" dello spazio. Così l'uomo può trascendere
l'illusione del tempo e dello spazio.
Molti insegnamenti
spirituali danno il giusto peso ai samskara, ovvero alle
impressioni mentali, e alla loro "eliminazione". Si sono
così sviluppate particolari tecniche e specifiche regole
comportamentali che favoriscono "l'eliminazione" dei samskara.
Di solito queste tecniche esigono molto sforzo, esercizi
particolari e un modo di vita specifico, difficilmente
applicabile "dall'uomo
medio". Soprattutto da chi "è poco consapevole" e il cui
comportamento è fortemente influenzato dai samskara.
Uno dei limiti della maggior parte di queste tecniche,
è che agiscono sull'eliminazione dei samskara in modo
indiretto, tramite la respirazione, l'astenersi, diversi
esercizi di meditazione durante i quali bisogna rimanere il più possibile immobili ecc.
Esistono anche varie teorie e tecniche su come i samskara
si possano neutralizzare tramite il vivere esperienze
opposte a quelle che hanno portato alla formazione degli
stessi samskara. Tali tecniche e teorie si basano su idee
ed affermazioni molto audaci e sono spesso interpretate
in modo del tutto errato, il che non è per nulla strano
considerando che molte tra queste teorie e tecniche si
basano su fondamenta non proprio solide. Ogni esperienza è un'esperienza. Qualsiasi
comportamento non consapevolizzato sicuramente potenzierà
i samskara già esistenti e ne creerà di nuovi. Osservando
in modo essenziale, l'unico modo per "eliminare" i samskara
è quello di coordinarli con la Coscienza. Questo processo
è aiutato dalla Conoscenza, dall'Amore e dal Potere, ovvero
dal divenire consapevole (da parte dell'individuo) di
questi Tre Esseri. Per "eliminare" i samskara non è tanto
importante ciò che si fa, ma il grado di consapevolezza
che c'è nel farlo, ma è fondamentale il grado di consapevolizzazione
della propria individualità. Un guerriero che con un gesto
pienamente consapevole mozza la testa ad un nemico, crea
meno samskara di chi prega/supplica Dio in modo meccanico
e per senso di peccaminosità e/o per timore di Dio. Un
tale approccio alla preghiera nutre una particolare specie
di samskara, cioè i samskara relativi alla falsa spiritualità.
Ogni preghiera a Dio produce certamente effetti positivi,
ma quando è caratterizzata dalla paura e/o dal senso di
colpa e di peccato, stimola anche il costituirsi di varie
strutture energetiche negative: campi energetici negativi,
strutture mentali energetiche negative collettive, radiazioni
astratte negative ecc. Per questo motivo in certi luoghi
di preghiera si costituiscono sia strutture energetiche
positive sia strutture energetiche negative.
Le tecniche
che si basano sul potere della visualizzazione sono un
metodo molto efficace per creare i samskara. Come è solitamente
detto, lo scopo dell'utilizzo di molte tra queste tecniche,
è il crearsi una realtà diversa e migliore. In questo, con il termine
realtà si intende
l'illusorio (irReale) mondo. In questo modo, si ottengono
almeno tre risultati deleteri per la maturazione della
Coscienza:
1) invece di consapevolizzare l'illusorietà del
mondo e trascendere così l'illusione, si nutre e potenzia
l'illusione che il mondo sia reale, mentre, in effetti,
il mondo e del tutto illusorio. Si inizia cioè a sognare
un sogno diverso, invece che tendere a Svegliarsi. In
questo modo, dando valore reale a ciò che è irReale, si
dona forza ai samskara che sono di per sé irReali, ovvero
sembrano "reali" "soltanto" a chi non Discerne
la Realtà dall'illusione, mentre invece sono NULLA
per chi Discerne la Realtà dall'illusione. Per chi Discerne
la Realtà dall'illusione, ovvero si Conosce come Dio (Realtà
Suprema), sono NULLA anche l'Universo (vibrazioni, energie,
materia) e la Coscienza (peraltro non conoscibile ai sensi),
la quale essendo un Processo Trino è mutabile e dunque
irReale.
2) si crea
l'illusione del falso potere. Falso potere perché questo
tipo d manipolare l'illusione è falsa, perché ostacola
l'individuazione della Coscienza. Il manipolare veritiero
con l'illusione, potrebbe essere definito quel genere
di manipolazione che stimola l'individuazione della Coscienza,
ovvero il Conoscere Se Stessi. La falsa manipolazione
dell'illusione, non può essere altro che potere falso
e illusorio. Ciò allontana dal Vero Potere, che è il Potere
dell'Amore Infinito. Naturalmente, creando l'illusione
del falso potere, si creano e si potenziano i samskara
riguardanti l'idea che si ha di se stessi e riguardo al
proprio potere. Ogni idea che si ha riguardo a se stesso
e a Se Stesso, amplifica l'abbaglio di essere diviso da
Dio, vale a dire da Se Stesso.
3) indirizzando
i flussi mentali verso il raggiungimento di una meta,
oppure per appagare un desiderio, si ottiene soltanto
un girare a vuoto, come un gatto che rincorre la propria coda. Si
utilizza la mente, la quale è di per sé un abbaglio, per
abbagliare ulteriormente la propria individualità. Tale
comportamento potenzia i samskara legati ad un determinato
obiettivo o desiderio e questo ostacola il processo d'individuazione
della Coscienza.
È naturale
che l'uomo tenda a migliorare la qualità della propria
vita, soltanto che per l'individuo dalla mente non consapevolizzata,
migliorare la vita significa spesso soddisfare i desideri.
Il vero miglioramento della vita si può ottenere soltanto
mettendo la vita in funzione di ciò che la vita di ogni
singolo individuo è fondamentalmente: uno strumento/ambito
per l'autoriconoscersi, ovvero per l'individuazione della
Coscienza.
Per ciò
che concerne le tecniche di visualizzazione, nelle quali si visualizza il "proprio maestro", possono
sì essere positive all'inizio, ma alla lunga diventano
un ostacolo per la maturazione spirituale. Questo anche
perché creano dipendenza dal maestro (spesso tanto sottile
da non poter essere nemmeno notata) e conseguenti samskara.
Tutto questo influisce negativamente sul karma come processo
d'individuazione della Coscienza, più precisamente crea
e potenzia elementi, tra cui i samskara, che disturbano
il libero manifestarsi del processo d'individuazione della
Coscienza individuale (karma individuale). Anche perché
visualizzando l'immagine del maestro si tende a smarrire
la propria via e a seguire la cosiddetta via altrui. In
questo modo si diventa un seguace, ovvero colui che segue:
seguendo qualcuno non si può certo Arrivare a Se Stessi.
Cercare il maestro al di fuori di "sé" rappresenta una
particolare forma di allucinazione e significa non Conoscere
Se Stessi come Dio, "nel" Quale (non)avviene tutto, questo
significa anche tutti i maestri (passati, presenti e futuri).
L'unico Vero Maestro È Dio. Dio che in Realtà ogni uomo
È. Ognuno ha la propria via e quando si
è in due sulla stessa via, almeno uno dei due è sulla
via altrui, cioè sulla via sbagliata. Il vero allievo
è chi sia maestro che allievo di se stesso di Se Stesso.
Chi segue qualcuno, non può in nessun
caso essere definito un allievo, perché si tratta
di un seguace. Ciò che rende all'individuo l'abbaglio
di essere separato da Dio e che esista qualcos'altro oltre
a Dio, è la sua individualità non consapevolizzata. Consapevolizzando
la propria individualità, diminuisce anche tale abbaglio. Per Conoscere Se Stessi, vale a dire Dio, è
necessario consapevolizzare trascendere la propria individualità
(Conoscerla come mera illusione). Bisogna trasformare
la propria individualità, da elemento che crea l'abbaglio
di essere divisi e lontani da Dio, in elemento che permette
di Conoscere Se Stessi come Dio.
La Via
di ogni uomo verso Se Stesso (Dio) di ognuno è sempre
la sua individualità consapevolizzata, ovvero
la Via di ogni uomo è la vita che è una manifestazione
dell'individualità consapevolizzata. Quindi in pratica
non si può in nessun caso essere sulla Via altrui, perché
ciò significherebbe essere l'individualità altrui, il
che è impossibile. L'individualità di ogni uomo è il suo
bene maggiore, perché l'individualità è lo strumento per
Discernere la Realtà dall'illusione e per Conoscere Se
Stessi. L'individualità è sì un'illusione, ma è uno strumento
indispensabile per trascendere la stessa illusione. Perciò
non bisogna rinnegare l'individualità, bensì consapevolizzarla
(l'individualità che consapevolezza se stessa). L'individualità
si può trascendere soltanto Conoscendo la Realtà - Dio
e non certo rinnegando l'individualità e l'illusione.
Rinnegare l'individualità crea conflitti nell'uomo i lo
imprigiona nel gioco della concetualizzazione È
tutto un'illusione. Questo
può portare in uno stato che si potrebbe definire come
forma particolare di pazzia pseudo spirituale. Un ottimo
modo per raggiungere questo tipo di pazzia è ripetere, a se stessi e ad altri, concetti
come: Io Sono il
Sé, Soltanto Dio È Reale ecc., senza aver Veramente
Conosciuto Ciò. Anche se ad essere precisi, l'affermazione
Io Sono il Sé, non è un concetto veritiero. Il Sé, inteso
come Processo Trino (Conoscenza Infinita, Amore Infinito,
Potere Infinito) è una manifestazione di ciò che Si È
in Realtà, vale a dire Dio (l'Assoluto, Realtà Suprema).
Anche il
pensare in positivo, anche se sicuramente migliore del
pensare in negativo, è un ostacolo per la maturazione
della Coscienza. Questo perché sia il positivo sia il
negativo si trovano "nel campo mentale". La mente va trascesa
tramite la consapevolizzazione e non certamente nutrita
rincorrendo i suoi contenuti. Pensare in positivo crea/rafforza
i samskara relativi al cosiddetto pensiero positivo e
ciò limita la maturazione spirituale. Con la visualizzazione
e il pensare in positivo si possono ottenere certamente
molti risultati, ma sempre e in ogni caso nell'ambito
della mente non consapevolizzata. Il totale di tutti i
successi di questo mondo, è sempre e comunque nulla in
confronto alla Realizzazione Ultima, cioè in confronto
al "raggiungimento" dello "stato" della Coscienza Matura
(Conscio Maturo). Pensare in positivo senza però consapevolizzare
la mente, significa diventare prigionieri degli abbagli
propri ed altrui in modo diverso, forse più piacevole
e interessante (per l'individuo dalla mente non consapevolizzata),
ma si tratta pur sempre di prigionia. Anche una prigione
di enormi dimensioni, che offrirebbe i servizi del miglior
albergo a cinque stelle e nella quale si potrebbe passeggiare
liberamente, rimarrebbe pur sempre una prigione per l'uomo.
Il campo d'azione dell'uomo è l'Infinito e non certo la
scatolina della mente non consapevolizzata e caratterizzata
da innumerevoli samskara.
Il pensare in positivo può comunque essere un buon
primo passo, se non si rimane troppo a lungo nel sogno
del pensare in positivo. Bisogna passare il più presto
possibile al livello successivo, cioè alla consapevolizzazione
della mente.
Ci sono
poi tecniche con le quali i samskara si "eliminano" tramite
l'osservazione del proprio comportamento. Il problema
in questi casi è che quando i samskara "si attivano",
parte il meccanismo comportamentale acquisito e allora
l'autoosservarsi "se ne va per le sue". Un
altro limite della cosiddetta tecnica dell'osservare
se stessi, è che molti osservando il proprio corpo e il
proprio comportamento, confondono tale osservare con l'osservare
Se Stessi (Dio - la Realtà), invece di comprendere che
stanno osservando soltanto una delle loro innumerevoli
manifestazioni che avvengono in Essi come Dio. Chiaramente,
è impossibile osservare Se Stessi, cioè Dio. Dio si può
soltanto Conoscere. Più precisamente, Dio non si può nemmeno
Conoscere. Per il Conoscere c'è bisogno di due elementi,
colui che conosce e ciò (colui) che è conosciuto. Poiché
soltanto Dio È, non c'è chi può Conoscere Dio. Dio si
può soltanto Essere e non si può Essere altro che Dio.
All'uomo rimane la scelta di utilizzare il libero arbitrio
in modo non consono, per fantasticare di essere qualcuno
e qualcosa. Con il potenziarsi dell'identificarsi dell'individuo
con il proprio corpo fisico, con la mente e la Coscienza,
cresce anche il falso
io e ciò "allontana"
la possibilità di Discernere la Realtà dall'illusione.
Chiaramente, anche lo stesso allontanarsi è illusorio.
In effetti, tutto è illusorio tranne Dio che È Reale.
Identificarsi
con il corpo, la mente e la Coscienza, ostacola il Conoscere
Se Stessi come Dio e il Conoscere la Conoscenza Infinita,
l'Amore Infinito, il Potere Infinito come Proprie Manifestazioni.
Chi è convinto di essere il corpo, immagina di essere
nel tempo e nello spazio, mentre, in effetti, il tempo
e lo spazio sono in Lui.
L'abbaglio di essere nel tempo e nello spazio fomenta
a sua volta l'illusione di essere stati concepiti,
di essere nati, di star vivendo e che un giorno si morirà.
In ogni
caso, osservare
in modo consapevole il corpo e i flussi mentali è inizialmente
positivo per l'individuazione della Coscienza, ma alla
fine è necessario trascendere anche lo stesso osservare.
Soltanto quando chi osserva, l'osservato e l'osservare
diventano Uno, ovvero quando si Scopre che è sempre così,
si può Conoscere Se Stessi. Quando l'Universo, la Conoscenza,
l'Amore e il Potere scompaiono e rimane soltanto il Conoscere
Se Stessi come Dio, allora ci Si Conosce. Chi Conosce
Se Stesso, semplicemente Sa che Dio È e che la Coscienza
non è.
La qualità
dell'osservare il corpo e il comportamento dipende anche
dalla consapevolezza di chi sta osservando. L'osservatore
osserva se stesso per "acquisire" consapevolezza, ma se
non è abbastanza consapevole, non riesce ad osservarsi
(più precisamente ad osservare il proprio corpo e il proprio
comportamento) "come dovuto".
È perciò molto difficile che acquisirà la necessaria
consapevolezza attraverso un osservare non abbastanza
consapevolizzato. Questa situazione ricorda a quella in
cui qualcuno deve rientrare in macchina, ma, ahimè, ha
dimenticato le chiavi dentro la macchina. Come può aprire
la porta se le chiavi si trovano all'interno della macchina
e non ne ha un duplicato?
Nel caso "dell'eliminazione" dei samskara, il finestrino
o la porta della macchina si può aprire usando la "Chiave
del Creato", cioè con la preghiera rivolta a Dio: Prego
dio di riprogrammarmi i samskara. Con questa preghiera
si agisce sui samskara in modo diretto, usando la mente
per avviare dei processi sul piano della Coscienza Infinita,
tramite i quali si riprogrammano i samskara e con questo
si "eliminano le radici" dei samskara e si armonizza la
loro componente vibratoria-energetica con la Coscienza.
La preghiera a Dio è un ottimo modo di usare la mente
per "fregare" la mente stessa. Grazie alla preghiera Prego
Dio di riprogrammarmi i samskara, si "affievoliscono"
i samskara e questo permette anche di cambiare più facilmente
le abitudini comportamentali in modi di fare più idonei
alla maturazione spirituale nell'ambito della vita quotidiana.
Così si influisce, in modo diretto e positivo, sulla trasformazione
del manifestarsi del karma in processo sempre più maturativo.
La riprogrammazione
dei samskara può essere:
a) generale,
b) specifica.
a) La riprogrammazione generale dei samskara si ottiene con
la preghiera: Prego Dio di riprogrammarmi i samskara;
Prego Dio di riprogrammarmi le cause karmiche dei samskara.
b) Per riprogrammare i samskara specifici si può fare la preghiera:
Prego Dio di riprogrammarmi i samskara inerenti a
(indicare un avvenimento, un meccanismo comportamentale,
una persona, un rapporto, la malattia.)
Alcuni
esempi di richieste specifiche di riprogrammazione dei
samskara:
Prego Dio di riprogrammarmi
i samskara inerenti al rapporto con i genitori.
Prego Dio di riprogrammarmi
i samskara inerenti al rapporto con mio marito (mia
moglie).
Prego Dio di riprogrammarmi
i samskara inerenti allo stress. (si può
anche specificare il periodo o il motivo dello stress).
Prego Dio di riprogrammarmi
i samskara inerenti alle paure. (si può
anche specificare una paura in particolare).
Prego Dio di riprogrammarmi
i samskara inerenti al mio attaccamento a (indicare
la persona, l'oggetto o l'avvenimento.).
Prego Dio di riprogrammarmi
i samskara inerenti alle emozioni negative che provo rispetto
a (indicare
il nome della persona)
Prego Dio di riprogrammarmi
i samskara che causano la mia depressione.
Prego Dio di riprogrammarmi
i samskara che mi causano il raffreddore (o
altro malanno).
Prego Dio di riprogrammarmi
i samskara che causano la tossicodipendenza.
La richiesta
specifica è più efficace, riguardo alla risoluzione di
un determinato elemento-problema, che non la richiesta
generale. L'approccio migliore è alternare la richiesta
generale Prego Dio di riprogrammarmi i samskara,
con richieste specifiche del tipo: Prego Dio di riprogrammarmi
i samskara inerenti a.
Due tra
i molteplici vantaggi della riprogrammazione dei samskara,
tramite la preghiera a Dio, sono:
1) questa
tecnica agisce direttamente sui samskara e agevola così
il cambiamento comportamentale. Ciò è molto più semplice
che cambiare (prima) il comportamento per neutralizzare
(poi) i samskara.
2) i samskara
si possono riprogrammare anche "in corsa", "al volo".
Ad esempio quando si lavano i piatti, si aspetta l'autobus,
camminando, correndo, nuotando.
Basta chiudere gli occhi per qualche secondo, fare
la preghiera e riaprire gli occhi. Questo modo di fare,
avvicina e integra il processo della maturazione della
Coscienza nei processi della vita quotidiana. Naturalmente,
almeno all'inizio, la preghiera è più efficace se si è
raccolti in preghiera in un posto tranquillo, con gli
occhi chiusi, ma maturando spiritualmente l'efficacia
della preghiera dipende sempre meno dalla posizione assunta,
se si chiudono gli occhi o no, se si abbassano le onde
cerebrali o no, dipende sempre meno dall'ambiente in cui
ci si trova.
È importante
sapere che nei primi giorni o nelle prime settimane, dopo
aver pregato per la riprogrammazione dei samskara, può
accadere che le reazioni siano piuttosto intense. Ad esempio,
riprogrammando i samskara inerenti ai litigi di coppia,
i primi giorni o nel medio periodo dopo aver riprogrammato
i samskara, i partner potranno "sentire maggiormente il
bisogno di litigare". Questo succede perché le vibrazioni
e le strutture energetiche derivanti da rabbia, tensione,
paure, odio ecc. accumulate in anni di litigi, si armonizzano
con la Coscienza e la persona diventa cosciente di essi.
Semplificando si potrebbe dire che la rabbia "accumulata"
in anni "esce" in un tempo molto ristretto e ciò può provocare
reazioni molto forti. In questi casi è molto importante
non reprimere la rabbia o altre emozioni-reazioni negative,
come non è nemmeno opportuno reagire litigando, perché
ciò potenzia e disarmonizza ulteriormente i samskara esistenti
e ne crea di nuovi. Il comportamento migliore, anche se
molto difficile da avere, soprattutto all'inizio, è quello
di osservare il processo della reazione negativa, senza
però analizzarlo (altrimenti si nutre la mente). Per osservare
senza reagire, possono essere di grande aiuto le preghiere:
Prego Dio di eliminarmi le reazioni negative, o
ancora meglio, Prego Dio di essere consapevole. È
utile anche chiedersi: chi è che è nervoso?; chi è
che vuole litigare?; ecc; senza però andare a cercare
la risposta verbale, ma andando a cercare chi si sta ponendo
la domanda, ovvero chi è nervoso, o più precisamente chi
è che immagina di essere nervoso.
Dopo un
determinato periodo di regolare preghiera, (Prego Dio
di riprogrammarmi i samskara), la preghiera diventa
un programma che avviene costantemente nell'individuo.
Così la riprogrammazione dei samskara avviene in modo
sempre più "automatico" e contemporaneamente "diminuisce
la creazione di nuovi samskara" e la loro "potenza".
È comunque
difficile determinare in modo generale quanto bisogna
meditare/pregare per eliminare un determinato samskara
o un determinato insieme di samskara. È molto importante
cambiare in modo definitivo il proprio comportamento condizionato
dai samskara. Il "successo nell'eliminazione" dei samskara,
dipende anche da vari fattori, tra cui:
1)
la "potenza" del samskara in questione;
2)
quanto un determinato comportamento
è radicato nell'ambiente e nel modo di vivere: quanto
cioè il comportamento e il/i samskara sono "nutriti" dalle
circostanze;
3)
dalla maturità della Coscienza
dell'individuo, perché più l'individuo è consapevole e
più facilmente può trasformare il proprio comportamento
e i propri samskara.
4)
dalla capacità del singolo di riprogrammare
i samskara, la quale dipende a sua volta dalla maturità
spirituale dell'individuo, da quanto questi esercita la
riprogrammazione dei samskara e la riprogrammazione in
generale (ad esempio, la riprogrammazione del karma) ecc.
La capacità di riprogrammare i samskara si può sviluppare
anche con la preghiera: Prego Dio di maturarmi la capacità
di riprogrammare i samskara.
L'efficacia
della riprogrammazione dei samskara aumenta se è eseguita
assieme alla riprogrammazione
del karma, la quale è la riprogrammazione fondamentale.
La riprogrammazione dei samskara aumenta
a sua volta l'efficacia della riprogrammazione
del karma.
In linea
di massima è comunque bene riprogrammare i samskara in
modo generale per 5-10 minuti al giorno, più 5-10 minuti
al giorno di riprogrammazione di samskara specifici.
Si può
anche scegliere di lavorare intensamente sui samskara,
ad esempio alcune ore al giorno, per diversi giorni (o
settimane) di seguito, per avviare dei processi di trasformazione
più profondi e veloci, ma in questo caso le reazioni possono
essere molto forti e i cambiamenti veramente radicali.
Perciò la riprogrammazione intensa dei samskara (e/o la
riprogrammazione intensa del karma) è consigliata soltanto
a chi è pronto a "correre il rischio".
La riprogrammazione
dei samskara è particolarmente efficace se fatta in un
Luogo
di Potere: Musei Vaticani (in modo particolare
la Cappella Sistina), Muro del pianto a Gerusalemme, Piramidi
di Giza, Palazzo dei venti a Jaipur, Piramide del Sole
e Piramide della Luna (Città del Messico), Città imperiale
(Pechino) ecc. In tali Luoghi la preghiera può essere
formulata in modi diversi:
Prego Dio
di riprogrammarmi.
Prego i Consci
Maturi del Luogo di Potere di riprogrammarmi.
La riprogrammazione dei samskara
stimola anche i processi di disidentificazione con la
Coscienza. L'identificarsi con la Coscienza (l'espressione
Io Sono è un concetto legato primariamente all'identificarsi con la
Coscienza) rappresenta una forma molto sottile di attaccamento
all'illusione e all'idea che si ha riguardo a se stessi.
Per occuparsi di spiritualità basta sognare un particolare
tipo di sogno, tipo: esercitare una qualche tecnica di
meditazione, ascoltare storielle sull'amore universale
e sugli illuminati, essere sedotti da dogmi religiosi...
Per
Maturare è necessario sognare un sogno che porta a Svegliarsi
e ad un certo punto bisogna Svegliarsi. Per maturare
bisogna eliminare l'illusione che la propria individualità
(processi sulla relazione Coscienza-mente-corpo fisico)
è Reale e conoscerla come mera illusione. Occuparsi di
spiritualità senza consapevolizzare l'individualità, significa
prendersi in giro in modo particolare, sognando il sogno
di star occupandosi di spiritualità. Per questi motivi,
matura veramente soltanto una minima parte tra coloro
che si "occupano di spiritualità". Per questi
motivi soltanto rari tra coloro che stanno veramente maturando,
concludono il processo di maturazione della (propria)
Coscienza (Conscio Maturo - Coscienza Matura). Chi si
identifica con la Coscienza individuale, è prigioniero
dell'illusione che deve maturare, mentre, in effetti,
non è affatto così. Questo primariamente per due ragioni.
Primo: perché la Coscienza individuale è uguale alla Coscienza
Infinita ed è quindi già di per sé matura. L' identificarsi
con la Coscienza individuale è un ostacolo per il Conoscere
Se Stessi, perché tale identificazione: riflette il convincimento
di non essere Dio; perché crea stress da maturazione (devo
maturare, per maturare devo comportarmi così e così; oggi
non sono stato abbastanza bravo nella mia maturazione
- non ho fatto i compiti maturativi...) e perché crea
attaccamento al concetto della maturazione. In Realtà,
tutte le (soltanto apparenti) maturazioni avvengono in
ciò che ogni uomo in Realtà È, vale a dire "in" Dio. Conoscere
che è così, porta a trascendere l'illusione che ci sia
un percorso spirituale e che ci sia una qualche maturazione.
Allora la maturazione, che in Realtà non c'è, inizia a
svolgersi in modo più qualitativo. Secondo: la Coscienza
Infinita è un l'illusione Infinita. Questo significa che
la Coscienza Infinita non è Reale, ma è soltanto un fenomeno
illusorio che si svolge "in" Dio. Chi si identifica
con la Coscienza, individuale o Infinita (il che è lo
stesso), si identifica con l'illusione e addirittura immagina
che la Conoscenza Infinita, l'Amore Infinito ed il Potere
Infinito siano Reali. In Realtà, questi Tre Esseri Infiniti
ed Eterni, sono un'illusione, più precisamente, sono le
Tre Illusioni Primordiali. Affinché ci sia la Coscienza,
deve esserci necessariamente qualcosa di cui (essa può)
essere cosciente. Dato che in Realtà non c'è niente (tranne
Dio), non c'è chi può essere cosciente o consapevole di
qualcosa e quindi non c'è nemmeno la Coscienza Infinita.
Di Dio non si può essere consapevoli. Dio si può soltanto
Essere. Dio è "al di là" della consapevolezza.
Soltanto Dio è Reale ed ogni uomo È in Realtà Dio. Non
c'è nessuno che possa o deve maturare e non c'è alcuna
maturazione. L'idea riguardo alla maturazione è soltanto
una conseguenza dell'identificarsi con il corpo, la mente
e la Coscienza. In Realtà ognuno È più che maturo, perché
in Realtà ognuno È Dio.
Andrea Pangos
Aprile 2004/ aggiornato agosto 2004