Il Cavaliere
delle Energie
romanzo di Andrea Pangos
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Il Segreto sarà il premio per aver avuto
il coraggio di conoscere la Verità che l'essere
umano imprigionato dal profondo sognare celerà a
se stesso.
Primo
capitolo
Il Segreto Primordiale
E Dio
creò il Cielo e la Terra.
Contemporaneamente.
Ora. Mai.
Dal seme del nascituro
mondo sbocciarono le vibrazioni della Creazione.
La danza delle particelle disseminate nell'Infinito
plasmò l’Universo, un palcoscenico senza frontiere
dove trovò posto pure la Terra.
Nell'ultimare la Creazione, i Tre Princìpi Divini nella
forma di Tre Saggi comparvero sulle più alte vette
terrestri per meravigliarsi con occhio umano del
creato.
Le acque cristalline che sgorgavano da candida
neve vergine, scorrevano verso le verdi valli per
poi fondersi con l’ondeggiare marino. Il sole irradiava
gli immensi spazi verdi donando vitalità alla vegetazione.
Il pianeta intero vibrava di pura Energia Divina.
Enormi foglie verdi di alti alberi facevano apparire
il bosco lussureggiante e vigoroso. Aurei raggi
solari si rispecchiavano nel sottobosco impreziosendolo
di affascinanti gradazioni verdeoro.
La materializzazione dell'Armonia.
Il mondo brillava dell'Amore espresso nel
dargli origine. Il melodico incrociarsi, intrecciarsi,
abbracciarsi degli elementi dava luogo a sinfonie
che avrebbero deliziato il più esigente tra i maestri,
offriva vedute indescrivibili perfino al migliore
degli scrittori.
“Magnifico!
Sono molto soddisfatto. Ma prima che torniate nei
vostri stati primari, dobbiamo ultimare la
missione. Dobbiamo trovare il nascondiglio
ideale per il Segreto Primordiale. Il futuro abitante
della Terra, l'uomo, la Corona della Creazione,
non dovrà assolutamente giungere al Segreto prima
di essere pronto. Soltanto quando sarà cresciuto
abbastanza per la Verità, potrà scoprirlo.” intervenne
Dio.
Pressoché istantaneamente nello spazio echeggiarono
le parole del Primo Saggio:
“So cosa dobbiamo fare!
Scaviamo una fossa quassù, sulle più alte vette
della Terra e seppelliamolo. Il ghiaccio eterno
lo proteggerà da chi non avrà il coraggio di competere
con il gelo di queste montagne.”
Dio ascoltò pazientemente la proposta e poi
disse:
“L'uomo scoprirà facilmente
come scavare le buche più profonde, imparerà a proteggersi
dal più rigido degli inverni, s’inerpicherà sulle
cime più elevate. E se scoprisse il Segreto prima
di essere maturo?!”
Ora la mutezza di Dio riempì il luogo con
silenzio assoluto. I Tre Esseri vennero per un attimo
presi dallo sconforto.
“Nascondiamo il Segreto negli abissi del più profondo dei
mari.” le parole del Secondo Saggio interruppero
l'esitare facendo tornare la speranza a tutti e
Tre.
Ma Dio disse nuovamente:
“Non abbiamo forse già
fatto così su un altro pianeta quando la specie
scelta, nello scoprire il Segreto con occhi non
ancora maturi, rovinò il tutto? Ricordate come gli
abitanti di quel bellissimo pianeta iniziarono ad
usare la parte del Segreto saputa per scopi egoistici?!”
I Saggi pensarono che la soluzione del quesito
fosse al di fuori della loro portata. La loro speranza
svanì all'orizzonte.
Dopo un po' il Terzo Saggio disse:
“C'è un luogo dove l'uomo
difficilmente arriverà al Segreto. Perché non lo
nascondiamo sulla Luna?” La nuova proposta illuminò
tutti e Tre i volti Sacri.
Ma, solamente per un attimo.
“Non passerà molto prima che la superficie
lunare conosca la cadenza del passo umano. La chiave
della scoperta non deve essere un punto cronologico
fissato nel tempo. Ci saranno menti pronte per la
Verità anche prima dell'inizio della storia scritta.
Molti, invece, non saranno pronti nemmeno molto
dopo che il genere umano avrà iniziato ad esplorare
lo spazio. Dobbiamo celare il Segreto in modo che
ognuno, pezzo per pezzo, possa conoscerlo nel momento
opportuno per lui. Serriamolo con la chiave della
maturazione dell'essere. Il Segreto sarà il premio
per aver avuto il coraggio di conoscere la Verità
che l'essere umano imprigionato dal profondo sognare
celerà a se stesso.”
La paura, questa sensazione così propria
alla specie umana, la paura dinanzi all'incognito,
dinanzi al solenne, pervase i Tre Saggi. Pensarono
di non poter portare degnamente a termine la missione
loro affidata.
*
La luce
solare risvegliò Andrea, il ragazzo al quale la
ricerca di risposte lontane dai pensieri quotidiani
aveva donato la visione dei Tre Saggi. Era come
se non volesse tornare nel mondo che lo circondava.
Si strofinava gli occhi, abituandosi all'intensa
luce nella quale stava faticosamente scorgendo il
paesaggio circostante. Gli pareva di trovarsi in
un luogo familiare ma nello stesso tempo del tutto
sconosciuto. Aveva dormito forse un'ora, forse più, ma era come se il sogno fosse durato un attimo, atemporale,
come estratto dall''Eternità. Il mondo che lo circondava
assunse una nuova qualità. Andrea cercava di vedere
ciò che prima non vedeva perché non sapeva del Segreto.
Era come se cercasse il Segreto nei possenti tronchi
degli alberi del parco e nelle limpide gocce d'acqua,
rimaste sulle foglie dopo la pioggia. Guardava
in modo diverso per intravedere il celato.
Nello stesso mondo sorridevano
i lineamenti di uno nuovo. Ehm... rifletteva Andrea,
girovagando nelle deserte vie della sua città. Dove
avranno nascosto il Segreto i Saggi?
“Giovincello, tu stai
sognando! Non l'hanno nascosto da nessuna parte!”
Il ragazzo si guardò attorno e scorse un
vecchio dalla lunga chioma grigia, svanire molto
vitalmente dietro l'angolo.
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