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LA META NON META
(tratto dal libro "Il Conscio Maturo" di Zoran Gruičić e Milica Gruičić)

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Lo scopo della vita dell'uomo si può interpretare dal punto di vista della filosofia, religione, psicologia, oppure di qualche altro sistema di pensiero. Il nostro approccio a questo tema non si può collocare nell'ambito di alcuno di essi. Non può nemmeno essere definito con termini esoterici, mistici, ermetici ecc., e nemmeno abbiamo potuto, nella determinazione della formulazione dello scopo della vita, come lo vediamo e viviamo noi, optare per qualcuna delle soluzioni nel mare di quelle esistenti, come:

"Essere uno con Dio."
"Realizzare Dio in se stessi."
"Conoscere Dio in se stessi."
"Essere uno con Dio."
"Essere uno con il Creatore."
"Realizzare il Creatore in se stessi."
"Autorealizzarsi."
"Autotrascendenza."
"Conoscere se stessi."
"Essere la Realtà."
"Essere quel che siamo."
"Conoscere lo stato: io sono colui che è."
"Conoscere la verità."
"Conoscere l'amore."
"Risvegliarsi."

Ognuno dei sintagmi menzionati è come definizione dello scopo della vita in un certo qual modo accettabile, perché in maggior o minor misura riflette la verità. Tuttavia, nessuna determinazione riesce ad uscire dall'ambito della mente la quale lo ha determinato come reazione alla scoperta dello scopo della vita, e così rimane un concetto soggettivo e non abbastanza chiaro da poter essere preso come universale. Anche se geniale, la descrizione del Genio rimane soltanto una descrizione. Proprio le limitate possibilità della mente, come manifestazione del Conscio, limitano anche noi nel rinvenimento della soluzione ottimale, e siccome non abbiamo voluto aumentare la lista delle definizioni non ottimali con un'altra di nuova - solo per avere la "propria" definizione, lasciamo la risposta indefinita. Questa ci pare l'unica e vera possibilità che ci rimane, perché definire significa dare una regola finale, una conclusione finale, e noi, al livello della mente, non la vediamo. Il punto di vista dato nel libro - che lo scopo - meta della vita: Raggiungere lo stato d'unità con il Creatore, di Essere Uno con la Realtà, ossia con Dio..., va quindi osservato esclusivamente come scoperta personale raccontata con parole proprie in forma di proposta necessariamente suggestiva, e non come frutto rimato di una speculazione intellettuale sotto forma di una suggestivamente necessaria definizione. Non condizionando quindi con le lettere dell'intelligenza, l'indubbia risposta alla domanda - Qual è lo scopo della vita?, lasciamo qui… lo spazio vuoto, mentre il ricercatore deve scrivere da solo in questo spazio la sua muta risposta definitiva, come frutto del rivolgersi a Dio con la preghiera di ringraziamento, e successivamente con tutte le altre preghiere in meditazione.

La domanda sullo scopo (meta) della vita apre una serie di altre domande, come: Chi sono io?, Che cos'è l'uomo?, Che cos'è la vita?... Poiché le risposte con la loro parte essenziale si trovano "fuori della mente", è impossibile darle completamente. Quel che è in una certa misura possibile, è indicare ai processi che si svolgono "nell'uomo", "tramite l'uomo" oppure "con l'aiuto dell'uomo". Per comprendere meglio tali processi, bisogna chiarire i termini "Realtà", "Creatore" e "TUTTO".

"Realtà"- la parola che utilizziamo con lo stesso significato della parola Dio; non si riferisce al mondo che percepiamo oppure viviamo in qualche altro modo (per esempio, il Cosmo visibile ed invisibile, l'intelligenza, il sapere, la nascita, la morte e simili), bensì a qualcosa che è "al di fuori" e "sopra" ciò, imperituro, non scoperto, indicibile, indefinibile...

Il termine "Creatore"- è estrapolato come uno degli aspetti di Dio (della Realtà), e in base alle osservazioni delle sue manifestazioni; è la fonte della Creazione Onnicomprensiva. (1) Guardando in questo modo, non c'è il segno dell'eguaglianza tra Dio e il Creatore.

I concetti "Realtà" e "Creatore" ci paiono adatti per distinguere la Verità imperitura alla quale tendiamo, dalla transitoria manifestazione nella quale viviamo.

Abbiamo utilizzato il termine "TUTTO", oppure "Infinito Tutto" (2), per descrivere tutte le manifestazioni del Creatore, ma anche della Realtà. Possiamo definire più da vicino questo termine con le sue espressioni: Esistere Infinito, Conscio Infinito e Creazione Infinita, ossia Amore, Sapere e Potere. I processi onnicomprensivi nei suddetti "Infiniti" si svolgono in loro stessi, e si esprimono sulla relazione:

CONSCIO-VIBRAZIONI-ENERGIE-MATERIA

Questi stessi processi, come anche le loro combinazioni (dimensioni) (3), si svolgono anche nell'uomo. Dunque, l'uomo è l'unità del Conscio, delle Vibrazioni, dell'Energia e della Materia. In ogni caso, la somma di questi processi non può definire completamente l'uomo, bensì indica alle manifestazioni che avvengono in lui, e la fonte delle quali è il Creatore, ossia la Realtà.

La Realtà è l'unica che esiste, e tutto ciò che scaturisce da essa sono manifestazioni che scopriamo in maggior o minor misura. Come manifestazioni non sono la Realtà, esse sono illusione. E per giungere alla meta, ossia alla Realtà, noi le dobbiamo trascendere. Questo significa trascendere l'Esistere Infinito, il Conscio Infinito e la Creazione infinita, ossia l'Amore, il Sapere e il Potere.

Trascendere l'Esistere Infinito significa che l'Esistere- non è, e che la Realtà- è.
Trascendere il Conscio Infinito significa che il Conscio- non è, e che la Realtà- è.
Trascendere la Creazione Infinita significa che la Creazione- non è, e che la Realtà- è.
Trascendere l'Amore significa che l'Amore - non è, e che la Realtà - è.
Trascendere il Sapere significa che il Sapere- non è, e che la Realtà- è.
Trascendere il Potere significa che il Potere- non è, e che la Realtà- è.

La meta è realizzare consapevolmente l'eterno stato della Realtà, cioè raggiungere lo stato "io sono il Creatore", oppure più precisamente- "io sono la Realtà". Questo significa essere la propria meta ed opera.

Tuttavia l'uomo non può raggiungere lo stato della Realtà perché non ha cosa raggiungere; lui è già nella Realtà, ossia la Realtà stessa. Le manifestazioni-illusioni infinite come il Conscio, le Vibrazioni, le Energie e la materia, e le loro combinazioni (dimensioni, prime tra esse lo spazio e il tempo), possono disturbare oppure aiutare ad intendere la Realtà, dipendentemente dal singolo. Osservando diversamente, neppure lo stato di collegamento, ossia lo stato di unità con la Realtà, è raggiungibile, perché già siamo in esso e noi siamo questa Realtà. Coloro che non possono credere di essere uno con la Realtà, ossia con Dio, non possono farlo a causa della loro identificazione con l'io-mente e della sensazione della descrizione mentale della Realtà come di ciò che ne è l'essenza. Per questo il maggior traguardo umano che si può raggiungere è la consapevolizzazione della Realtà nell'uomo, ossia essere uno con la Realtà.

Di conseguenza, lo scopo della vita dell'uomo è essere uno con la Realtà, ossia essere la Realtà stessa, il che rappresenta lo scopo senza scopo. L'idea che non c'è meta significa che tutto è già qua, "in noi". Perciò nessuno tranne noi stessi può "portarci" ad essa. Diverse forme di meditazione, preghiere, modi di vivere, scienze, religioni..., non possono risolvere la questione dello scopo della vita, quantunque possano aiutare. Questa possibilità e data soltanto all'individuo.

Qualsiasi meta il singolo si ponga al di fuori della realizzazione del rapporto diretto con il Creatore, ossia con la Realtà, perde il suo senso, perché qualora non è in funzione dello scopo fondamentale - la consapevolizzazione della Realtà in se stesso, conduce l'uomo al conflitto interiore e gli impedisce lo sviluppo spirituale. Dunque, il benessere della famiglia, della città, dello stato, i successi nell'attività di cui si occupa il singolo e tutto il resto, hanno in essenza lo scopo di far svolgere lo sviluppo nella Creazione, di consapevolizzare la Realtà, di armonizzarsi con la Realtà... (Ovvero - bisognerebbe comprendere che è così e "adattarsi" a ciò".)

Affinché il Conscio individuale, nel suo tendere all'autoriconoscersi, riconosca la Realtà in sé, esso stabilisce la differenza tra la Realtà e la non-Realtà, e consapevolizza così la Realtà in se stesso. In questa via sono sempre presenti tre processi - mete reciprocamente collegati:

- l'autoricerca, che si ottiene con la meditazione,
- la divulgazione del Sapere, che parla del servizio all'umanità e
- la guarigione, alla base della quale c'è l'Amore verso il Creatore.

a) l'autoricerca- il processo di riesame e del porsi le domande capitali: Chi sono io, Chi sta ponendo la domanda chi sono io? E altre come: Da dove provengo? Quando raggiungerò lo stato della Realtà?... Considerando che è la mente a porsi le domande e con ciò si "nutre", significa che è proprio la mente che va coordinata con la ricerca (stato di flow) (4). Così la mente si immerge nella Realtà e per un po' di tempo non ha la possibilità di "rivivere". Lo scopo finale è che la mente non abbia più domande. Poiché la Realtà è al di fuori dei concetti "spazio" e "tempo", non è importante quando si concluderà l'autoricerca. L'uomo cerca la Realtà in se stesso e anche il solo processo d'individualizzazione là lo porta, ma alla fine non c'è processo, perché esso è illusione "senza la quale lo stesso non avviene", esso non esiste costantemente come esiste la Realtà.
Il processo dell'autoricerca è l'espressione della Creazione Infinita (Potere).

b) La divulgazione del Sapere- si esprime nella consapevolezza del processo di divulgazione del Sapere. Ci sono diverse possibilità per tramandare il Sapere: conferenze, lezioni, frequentazione di corsi, lettura e cose simili, ma al di fuori di queste, come forma particolare, il più importante tra i modi per tramandare Sapere è - la divulgazione tramite il solo esistere. Essa avviene tramite lo scambio di Vibrazioni sotto forma di collegamento dei Consci individuali con il Conscio Infinito. Tale processo si svolge senza la partecipazione della mente. La cognizione che con il nostro esistere eseguiamo la trasmissione del Sapere, rappresenta l'elemento cardinale. Per esempio, mentre il maestro spiega dei concetti sulla spiritualità, le tecniche di meditazione o risponde alle domande, è molto più importante la trasmissione del Sapere tramite il suo esistere ("insegnamento tramite il silenzio del maestro").
Il processo della trasmissione del Sapere è l'espressione del Conscio Infinito.

c) La guarigione- si esprime come armonizzazione dei rapporti nelle diverse dimensioni dell'Esistere (dell'uomo):
-l'autoguarigione come rapporto delle Vibrazioni del Conscio e del Codice Genetico, del Conscio e della mente, del Conscio e del subConscio, del Conscio e dell'Anima ecc.,
- il rapporto reciproco delle Vibrazioni delle persone, il loro scambio, come anche il collegamento con le Forme di Consci Superiori,
- l'unificazione del Conscio individuale con il Conscio Collettivo dell'umanità (primariamente con i Consci Maturi e le strutture create da loro),
- l'unificazione del Conscio individuale con le Forme di Consci Superiori e le loro manifestazioni.

Al termine di questo processo avviene l'unificazione con la Realtà, la quale è senza dimensioni.

La guarigione è un processo, il quale si realizza percependo gli altri in se stessi e se stessi negli altri e con la consapevolizzazione della Realtà in se stessi e negli altri, tutto ciò si ottiene con l'amore incondizionato.

L'Amore verso Dio (la Realtà) crea le possibilità generali, mentre per tutti gli altri processi concreti che conducono alla maturazione del Conscio l'uomo deve farcela da solo.
Il processo della guarigione esprime l'Esistere Infinito, ossia l'Amore come armonia universale.

***


La maturazione del Conscio, la meta finale della quale è il Conscio Maturo, si svolge sempre tramite i processi dell'autoricerca, della trasmissione del sapere e della guarigione. In ogni persona sono presenti in differenti rapporti relativi che cambiano con il tempo. Per esempio, in un determinato periodo l'autoricerca è più importante della trasmissione del Sapere e della guarigione. Nel periodo successivo, la guarigione può essere più importante della trasmissione del sapere e dell'autoricerca. Per ogni persona si possono determinare i reciproci rapporti relativi di questi processi in un dato momento e periodo, il che facilita l'indirizzamento nello sviluppo spirituale. Bisogna comunque tener presente il processo fondamentale, vale a dire il processo d'individualizzazione del Conscio che si conclude con il Conscio Maturo e con la realizzazione dello "scopo senza scopo"- con l'essere consapevoli di se stessi come Realtà.

(tratto dal libro "Il Conscio Maturo" di Zoran Gruičić e Milica Gruičić)

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