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LA QUIETE DELLA MENTE

Breve estratto dal capitolo
ESSERE
del libro
 
ESSERE

di Zoran Gruičić e Milica Gruičić
Pag. 172   14,00
Per informazioni su come ordinare il libro
 andreapangos@gmail.com

 

7. LA QUIETE DELLA MENTE

 

          Il processo d’individuazione della Coscienza si svolge con l’aiuto della mente come strumento basilare di autoconsapevolizzazione. La mente collega la Coscienza individuale ed il suo esprimersi che riconosciamo come vita del singolo. I diversi percorsi spirituali, sistemi religiosi ed i molti metodi alla base dei quali c’è il rivolgersi a Dio (Realtà, Assoluto), pongono al centro del loro agire (insegnamento) la mente ovvero i metodi per “eliminarla”, “canalizzarla”, “consapevolizzarla”… Se questi processi sono affermativi, essi influiranno sulle Vibrazioni – Energie, sulle emozioni e sui pensieri in modo da coordinarli con la Coscienza individuale ovvero con il codice Genetico, il che chiaramente non si può realizzare completamente, ma nella maggior misura possibile. Non si può realizzare la completa eliminazione, canalizzazione e consapevolizzazione della mente, perché ciò è ostacolato:

- da altre Vibrazioni – Energie che esistono sul piano della dimensione delle Vibrazioni – Energie e

- dalle correnti che si svolgono sul piano dell’esprimersi della mente, vale a dire nel mondo materiale, senza il quale la mente non può manifestarsi.

          Ciò che è possibile, è canalizzare – consapevolizzare la mente nella misura in cui essa non disturba i processi spontanei e costanti:

          - del reciproco coordinarsi delle emozioni e dei pensieri,

          - di coordinazione delle emozioni e dei pensieri con la Coscienza,

          - del reciproco consapevolizzarsi della Coscienza individuale e della Coscienza Infinita,

- del conoscere l’Unitarietà,

- del conoscere se stessi come origine di tutti i processi,

- di scomparsa dell’individualità, ed il processo

- dell’Essere.

 

Quando la mente si indirizza, prima con i mezzi della stessa mente, poi anche con la Coscienza, e quando ciò diventa un processo relativamente durevole, si giunge alla quiete mentale che in una certa misura possiamo riconoscere come:

- Tranquillità - la pace interiore che si manifesta contemporaneamente anche come pace esteriore.

 

“Davvero, colui che gli altri non turbano e che sopporta con animo eguale dolore e piacere, è pronto per l’immortalità.” [1]

 

- Non attaccamento - al corpo fisico e alla mente, ed al processo d’individuazione della Coscienza.

 

“Colui che distaccato da tutto, incontrando fortuna e sfortuna non prova né gioia né odio, ecco quegli che è “consolidato in saggezza.” [2]

 

- La libertà dalle paure - si manifesta quando ci liberiamo dall’attaccamento ai desideri, ma non in modo da non averne, bensì in modo che le loro Vibrazioni siano coordinate con la Coscienza, il che alla mente non consapevolizzata può sembrare come se non ci fossero.

 

“Rinunciare ai desideri non sottintende l’ascetismo oppure una presa di posizione negativa verso la vita… Non evitando il contatto con i diversi aspetti della vita, rifletti il completo non attaccamento nel mezzo all’attività intensa.” [3]  

 

- La libertà dalle mete - si forma quando abbiamo la visione della consapevolizzazione del proprio esistere, ma non la meta di raggiungere ciò.

 

“Tu sei competente ad agire, ma non a godere dei frutti dei tuoi atti. Non prendere mai come movente il frutto della tua azione; non provare attaccamento neppure per il non – agire.” [4]

 

- La libertà dalla dualità – sottintende la liberazione dall’attaccamento alle idee bene – male, positivo – negativo…, principi in base ai quali si forma e funziona la mente.

 

“Come gli organi del corpo e le varie forme di argilla (i vasi di argilla), la non dualità si esprime come dualità (cioè come molteplicità), sotto forma di oggetti mobili e immobili.” [5]

 

- La libertà  dall’ammaliamento – esprime il costante Discernere la Realtà dall’illusione.

 

“…colui i cui sensi sono da ogni parte intrattenuti dagli oggetti sensibili, quegli è “consolidato in saggezza.” [6]  

 

- Il costante indirizzare la mente verso Dio (Realtà, Assoluto), il che sottintende l’indirizzare le emozioni ed i pensieri verso Dio come origine di tutto, ma anche l’aver Coscienza dell’esprimersi di Dio in ogni essere umano.

 

“Io sono equanime verso tutti gli esseri; nessuno per me è odioso, né caro; ma coloro che mi adorano in devozione, quelli sono in me e io in loro.” [7]

 

La mente quieta è uno strumento della Conoscenza e dell’Amore. Nella quiete la mente si strumentalizza e perde i limiti spazio – temporali, perché non si attacca a ciò che proietta e conosce.

 

La versione integrale di questo articolo si trova sul nuovo sito di Andrea Pangos Editore www.andreapangos.it


[1] ) “Bhagavad-Gita“, Grafos, Beograd, 1990, pag. 28.

[2] ) Bhagavadgita, Adelphi edizioni, 2003, pag. 41

[3] ) “Iskre Meher Babe”, IP “Esotheria”, Beograd, 1990, pag. 26

[4] ) Bhagavadgita, Adelphi edizioni, 2003, pag. 39

[5] ) “Joga Vašišta Sara – odabrani stihovi“, Aranučala Beograd, 1998, pag. 23.

[6] ) Bhagavadgita, Adelphi edizioni, 2003, pag. 42

[7] ) Bhagavadgita, Adelphi edizioni, 2003, pag. 105

 

 


 

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