7. LA
QUIETE DELLA MENTE
Il processo d’individuazione
della Coscienza si svolge con l’aiuto
della mente come strumento basilare
di autoconsapevolizzazione. La mente
collega la Coscienza individuale ed
il suo esprimersi che riconosciamo
come vita del singolo. I diversi percorsi
spirituali, sistemi religiosi ed i
molti metodi alla base dei quali c’è
il rivolgersi a Dio (Realtà, Assoluto),
pongono al centro del loro agire (insegnamento)
la mente ovvero i metodi per “eliminarla”,
“canalizzarla”, “consapevolizzarla”…
Se questi processi sono affermativi,
essi influiranno sulle Vibrazioni
– Energie, sulle emozioni e sui pensieri
in modo da coordinarli con la Coscienza
individuale ovvero con il codice Genetico,
il che chiaramente non si può realizzare
completamente, ma nella maggior misura
possibile. Non si può realizzare la
completa eliminazione, canalizzazione
e consapevolizzazione della mente,
perché ciò è ostacolato:
- da altre Vibrazioni – Energie
che esistono sul piano della dimensione
delle Vibrazioni – Energie e
- dalle correnti che si svolgono
sul piano dell’esprimersi della mente,
vale a dire nel mondo materiale, senza
il quale la mente non può manifestarsi.
Ciò che è possibile,
è canalizzare – consapevolizzare la
mente nella misura in cui essa non
disturba i processi spontanei e costanti:
- del reciproco coordinarsi
delle emozioni e dei pensieri,
- di coordinazione
delle emozioni e dei pensieri con
la Coscienza,
- del reciproco consapevolizzarsi
della Coscienza individuale e della
Coscienza Infinita,
- del conoscere l’Unitarietà,
- del conoscere se stessi come
origine di tutti i processi,
- di scomparsa dell’individualità,
ed il processo
- dell’Essere.
Quando la mente si indirizza, prima
con i mezzi della stessa mente, poi
anche con la Coscienza, e quando ciò
diventa un processo relativamente
durevole, si giunge alla quiete
mentale che in una certa misura
possiamo riconoscere come:
- Tranquillità - la pace
interiore che si manifesta contemporaneamente
anche come pace esteriore.
“Davvero, colui che gli altri non
turbano e che sopporta con animo eguale
dolore e piacere, è pronto per l’immortalità.”
[1]
- Non attaccamento - al
corpo fisico e alla mente, ed al processo
d’individuazione della Coscienza.
“Colui che distaccato da tutto,
incontrando fortuna e sfortuna non
prova né gioia né odio, ecco quegli
che è “consolidato in saggezza.”
[2]
- La libertà dalle paure
- si manifesta quando ci liberiamo
dall’attaccamento ai desideri, ma
non in modo da non averne, bensì in
modo che le loro Vibrazioni siano
coordinate con la Coscienza, il che
alla mente non consapevolizzata può
sembrare come se non ci fossero.
“Rinunciare ai desideri non sottintende
l’ascetismo oppure una presa di posizione
negativa verso la vita… Non evitando
il contatto con i diversi aspetti
della vita, rifletti il completo non
attaccamento nel mezzo all’attività
intensa.”
[3]
- La libertà dalle mete
- si forma quando abbiamo la visione
della consapevolizzazione del proprio
esistere, ma non la meta di raggiungere
ciò.
“Tu sei competente ad agire, ma
non a godere dei frutti dei tuoi atti.
Non prendere mai come movente il frutto
della tua azione; non provare attaccamento
neppure per il non – agire.”
[4]
- La libertà
dalla dualità – sottintende la
liberazione dall’attaccamento alle
idee bene – male, positivo – negativo…,
principi in base ai quali si forma
e funziona la mente.
“Come gli organi del corpo e le
varie forme di argilla (i vasi di
argilla), la non dualità si esprime
come dualità (cioè come molteplicità),
sotto forma di oggetti mobili e immobili.”
[5]
- La libertà dall’ammaliamento – esprime il costante
Discernere la Realtà dall’illusione.
“…colui i cui sensi sono da ogni
parte intrattenuti dagli oggetti sensibili,
quegli è “consolidato in saggezza.”
[6]
- Il costante indirizzare la
mente verso Dio (Realtà, Assoluto),
il che sottintende l’indirizzare le
emozioni ed i pensieri verso Dio come
origine di tutto, ma anche l’aver
Coscienza dell’esprimersi di Dio in
ogni essere umano.
“Io sono equanime verso tutti gli
esseri; nessuno per me è odioso, né
caro; ma coloro che mi adorano in
devozione, quelli sono in me e io
in loro.”
[7]
La mente quieta è uno strumento
della Conoscenza e dell’Amore. Nella
quiete la mente si strumentalizza
e perde i limiti spazio – temporali,
perché non si attacca a ciò che proietta
e conosce.