IL
CONCETTO DI RICONGIUNGERSI A DIO
Brano tratto
dal libro:
Saggio
sulla maturazione spirituale
di Andrea
Pangos
andreapangos@gmail.com
L'uomo è
l'incarnazione di Dio,
la quale
attraverso il gioco della mente
cerca la
propria origine;
quando la scopre e conosce,
è uno con
Lui senza peraltro
mai aver smesso di esserlo.(1)
Zoran Gruičić
1. L'ABBAGLIO DI ESSERE DIVISI DA DIO
- Ricongiungersi a Dio,
- tendere a Dio,
- avvicinarsi a Dio,
- ritornare da Dio,
- andarsene da Dio,
- perdere Dio,
- essere divisi da Dio,
- essere vicini a Dio,
- essere lontani da Dio,
- .
sono concetti che possono essere positivi per stimolare il Divenire,
ma possono anche
essere fuorvianti ed ostacolarlo, anche
perchè:
-
intesi letteralmente, non sono veritieri e
-
esprimono verbalmente soltanto delle sensazioni e non l'effettivo stato
dei processi.
Queste sensazioni sono primariamente
una conseguenza:
1) del non Essere
pienamente e
2) dell'avere
idee errate:
-
su "se stessi" (su ciò che si immagina di essere) e
-
su Dio (su ciò che si immagina essere Dio).
Tali idee conseguono primariamente
dall'ignorare la
Natura Trina di ogni essere umano, vale a dire che l'uomo
è l'unitarietà (si compone):
-
di Dio (Assoluto, Realtà),
-
della Coscienza Infinita e
-
della mente individuale.
Dio È la Reale Identità (il Sé) di ogni essere umano. La Coscienza Infinita e la mente individuale formano
l'individualità, la quale è inscindibile dalla
Reale Identità.

La mente ignara della Natura Trina
e della Reale Identità, immagina che l'uomo
sia questo e quello e che Dio sia questo e
quello, il che può sfociare in fantasie come:
me ne sono andato da Dio, sono diviso da Dio,
devo ricongiungermi a Dio.
Si tratta chiaramente di mero fantasticare,
perché essendo l'individualità inscindibile
da Dio:
-
nessuno è mai diviso da Dio, nessuno può (nemmeno volendolo) andarsene
da Dio e quindi
-
nessuno può ritornare a Dio/ricongiungersi a Dio.

L'individualità è sempre unita a Dio.
Vicina a Dio, lontana da Dio, divisa da Dio
(più precisamente da ciò che si immagina essere
Dio) può essere soltanto l'immagine che si
ha di "se stessi" (identità immaginata). Tale
vicinanza, lontananza e divisione è però in
ogni caso puramente immaginaria. L'allontanarsi
da Dio, l'avvicinarsi a Dio, il separarsi
da Dio.sono fantasie della mente non consapevolizzata.
Davanti all'Incondizionato,
danza il condizionato:
"Tu ed Io siamo una cosa sola!". (2)
Kabir
Per avvicinarsi a comprendere che:
-
non si è divisi da Dio - ([io] sono diviso da Dio),
-
è impossibile separarsi da Dio,
-
non si è lontani da Dio - ([io] sono lontano da Dio),
-
non si ha mai perso Dio- ([io] ho perso Dio),
-
.
è utile riflettere profondamente sui
seguenti quesiti:
- Sono veramente
diviso da Dio?
- Chi è diviso
da Dio?
- Chi immagina
di essere diviso da Dio?
- Da dove sorge
la sensazione di essere lontano da Dio?
- Che cosa significa
essere lontani da Dio?
- Perché penso
di essere lontano da Dio?
- Chi e cosa
hanno influito sulla mia convinzione di aver
perso Dio?
- Come ho perso
Dio? L'ho veramente perso?
- Che cosa significa
perdere Dio?
- Che cosa significa
ritornare a Dio?
- Chi si dovrebbe
ricongiungere a Dio?
e sopratutto
- A chi o a cosa mi riferisco con il termine io?
- Chi sono in Realtà Io?
Per diminuire la possibilità di sviarsi
e di sviare fomentando l'abbaglio di essere
effettivamente: vicini a Dio, lontani da Dio,
divisi da Dio, sulla via del ritorno a Dio.,
nell'utilizzare concetti come: andarsene
da Dio, ritornare a Dio, ricongiungersi a Dio. è importante tener presente che si tratta soltanto
di metafore.
Ad esempio, quando qualcuno immagina
di essersene andato da Dio, per stimolare
il suo Divenire si può utilizzare il concetto
ritorno
a Dio per simboleggiare il processo di
consapevolizzazione della mente. Consapevolizzare
la mente significa anche diminuire la sensazione
di essere divisi da Dio ed avvicinarsi a Conoscere
la propria Natura Trina e la (propria) Reale
Identità. Il non Essere pienamente, che è
la base dell'abbaglio di essere divisi da
Dio, è causato, infatti, sostanzialmente dalla
mente non consapevolizzata (non Quieta).
I concetti: essere divisi da Dio, essere
lontani da Dio ed aver
perso Dio dovrebbero quindi essere considerati
come metafore per simboleggiare un basso grado
di consapevolizzazione della mente.
I concetti allontanarsi da Dio e star perdendo
Dio dovrebbero invece essere considerati
come metafora per simboleggiare l'aumento
della disarmonia della mente con la Coscienza.
Il significato sostanziale dell'espressione
essersi
ricongiunti a Dio simbolizza invece l'Essere
pienamente dopo non Essere stati pienamente,
anche perché questo evento significa pure
disilludersi di essere stati divisi da Dio.
Non comprendere l'effettivo significato
dei concetti: allontanarsi
da Dio, perdere Dio, andarsene
da Dio, ritornare
a Dio, ricongiungersi a Dio. e non comprendere che si tratta di metafore
stimola la formazione di ostacoli per il Divenire,
tra i quali ci sono:
- potenziare l'abbaglio di essere
ciò che si immagina di essere, vale a dire
rafforzare l'identità immaginata e
- occultare a "se stessi" che Dio
È il (proprio) Sé, la
Reale Identità di ogni
essere umano.
Inoltre, nel caso specifico dei concetti
allontanarsi
da Dio e perdere Dio, non comprendere il loro effettivo
significato metaforico:
- stimola la formazione di stati nocivi
come ansia, sensi di colpa e sensi di peccato,
causati anche dall'abbaglio di essere divisi
da Dio. anche perché si immagina di aver peccato,
che ciò non è bene e che quindi bisogna pentirsi,
espiare le colpe per poter tornare a Dio/meritare
Dio (ho sbagliato/ho peccato e merito di essere
diviso da Dio, devo espiare i miei peccati
per riunirmi a Dio.).
- fomenta la paura di non riuscire
a "ritornare a Dio", la quale concorre a fomentare
anche la paura di, come si crede erroneamente,
dover patire le sofferenze del c.d. inferno
o di dover purificarsi in purgatorio per poter
raggiungere il Paradiso e Dio.
2. AMARE DIO E CONCETTUALIZZARE DIO
Il tendere a "riunirsi a Dio" è spesso un'espressione dell'Amore
verso Dio e come tale è sicuramente un processo
positivo che va stimolato.
Tu amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta
l'Anima tua, con tutta la mente tua, con tutte
le forze tue. (3)
Vangelo secondo Marco 12, 30
Per nobilitare il "tendere a riunirsi
a Dio" ed aumentarne la qualità è importante
comprendere l'effettivo significato del concetto
riunirsi
a Dio, vale a dire che è una metafora
che indica la consapevolizzazione della mente
ovvero l'indirizzare la mente "verso" Dio.
Se non si consapevolizza la mente, il concetto
riunirsi
a Dio è quasi inevitabilmente compreso
in senso letterale e come dato di fatto. Soltanto consapevolizzando la mente la si
può quietare e solamente la mente Quieta può
essere caratterizzata dall'Amore e dalla Conoscenza
(di Se Stessi come Dio).
Per evitare di diminuire la qualità
del tendere "a riunirsi a Dio" è inoltre utile
tendere a discernere Dio dai concetti su Dio,
il che esige nuovamente la consapevolizzazione
della mente. Altrimenti il tendere a "riunirsi
a Dio" può fossilizzarsi in un mero tendere
dell'identità immaginata (di ciò che si immagina
di essere) a riunirsi con ciò che si immagina
essere Dio. In questo caso il "tendere a riunirsi
a Dio" si perde come processo effettivo (consapevolizzazione
della mente) e viene sostituito dalla concettualizzazione
che porta a interpretare il concetto riunirsi a Dio in base al significato che
si attribuisce ai tre concetti: io,
Dio
e riunirsi a Dio.
Tendere a "riunirsi a Dio" in modo
consapevolizzante (consapevolizzando la mente)
è saggio e avvicina al trascendere l'abbaglio
di essere divisi da Dio. Tendere a "riunirsi
a Dio" senza però consapevolizzare la mente
è invece deleterio e porta alla fossilizzazione
spirituale quando l'effettiva maturazione
spirituale (il Divenire qualitativo) viene
mendacemente sostituita dal palliativo del
mero concettualizzare la "spiritualità" in
modo non consapevolizzato e non consapevolizzante.
Amare Dio con tutto il cuore e tendere a riunirsi a Lui tenendo
presente che non si È divisi da Dio e che
Dio È la (propria) Reale Identità, aiuta ad
integrare la "via" della devozione alla "via"
della conoscenza e questo aumenta la qualità
del Divenire.
3. "ESSERE VICINI A DIO" ED EGO SPIRITUALE
La mente non consapevolizzata caratterizzata
dai concetti: essere
vicini a Dio,
essere lontani da Dio, aver perso Dio, avvicinarsi a Dio, aver ritrovato
Dio. tende a "proiettare" tali concetti
su altri. Da ciò scaturiscono espressioni
potenzialmente molto fuorvianti come: lei
è vicina a Dio, lui si sta allontanato da
Dio, l'umanità è ben lontana da Dio, loro
hanno perso Dio, lui si sta avvicinando a
Dio, dovete ricongiungervi a Dio, voi siete
miscredenti, loro sono infedeli.
Queste idee possono facilmente diventare
dei prelibati alimenti per l'identità immaginata
di tipo spirituale (ego spirituale) a causa
della quale il singolo (più precisamente la
sua mente) può:
- fantasticare di essere chiamato
a compiere un qualcosa di "più spirituale"
di altri e
- suddividere gli individui:
o
in spirituali e non spirituali,
o
in più o meno meritevoli spiritualmente,
o
in più vicini a Dio e più lontani da Dio,
o
in chi esegue la cosiddetta e presunta volontà di Dio ed in chi la intralcia,
o
in fedeli ed infedeli,
o
in credenti e miscredenti,
o
.
Tale fantasticare e suddividere può
sfociare in elitarismo spirituale che è chiaramente
un abbaglio ed un ostacolo per la maturazione
spirituale propria e altrui. Per evitare di
far cadere la mente in questi tipi di tranelli
caratteristici di chi si occupa di spiritualità
senza però consapevolizzare la mente è:
Ø
importante comprendere l'indispensabilità del consapevolizzare la mente,
Ø
fondamentale stimolare qualitativamente
la consapevolizzazione della propria mente,
Ø
utile tenere ben presente che:
·
la Reale Identità (Dio) di ogni essere umano È Immutabile e non cambia sia
che il singolo compia ciò che è definito come
bene maggiore sia che compia ciò che è definito
come male efferato;
·
tutto ciò che avviene sono aspetti diversi dell'unico manifestarsi di
Dio;
·
Dio non ha alcuna volontà, la quale è un processo mentale. Dio non vuole
niente da nessuno, nemmeno da Se Stesso, anche
perché non è a conoscenza né di Se Stesso
né della manifestazione.
·
non ci sono uomini "senza Dio". Se non si "vede" Dio in altri è perché
non si "vede" Dio in se stessi,
·
chi non Ama gli altri non può Amare Dio;
·
chi non Conosce gli altri, non può Conoscere Dio,
·
chi non Comprende gli altri, non può comprendere Dio,
·
nulla può avvenire senza il "tacito assenso di Dio";
·
Dio non vuole più bene a qualcuno piuttosto che a qualcun altro, non
Ama più uno invece che altri - Dio non Ama,
l'Amare è un processo inscindibile dalla mente;
·
Non ci sono figli prediletti di Dio - ogni essere umano è Padre (come Dio) di se stesso (come individuo)
e figlio (come individuo) di Se Stesso (come
Dio). Per di più, Dio né predilige né detesta.
Il prediligere ed il detestare sono inscindibili
dalla mente;
·
per Dio è eguale:
-
se si dedica la vita alla Ricerca di Dio o no,
-
se lo si prega o no,
-
se si crede in Dio, se non si crede in Dio o se si Conosce Dio,
-
se si Diviene del tutto oppure se non si stimola intenzionalmente il
Divenire,
-
...
E spicca colui la cui attività intellettiva sia equanime
nei confronti dei buoni e dei malvagi, dei
congiunti, degli avversari, di quanti gli
sono indifferenti, di quanti non si schierano,
degli alleati e degli amici.
(4)
Bhagavad Gita
4. TUTTA LA
VITA È SPIRITUALE
L'interpretazione inappropriata dei
concetti essere
divisi da Dio ed essere lontani da Dio e l'abbaglio di essere
divisi/lontani da Dio (che l'uomo è diviso/lontano
da Dio) può stimolare anche l'ingannevole
credenza/convinzione:
-
che la materia sia divisa dallo Spirito,
-
che la materia sia impura mentre lo Spirito è puro.
Queste credenze/convinzioni
possono a loro volta stimolare la formazione:
-
del concetto che la c.d. vita spirituale sia in conflitto con la c.d.
vita materiale (mondana),
-
del concetto che lo Spirito è in conflitto con la materia,
-
che per avvicinarsi a Dio ovvero allo Spirito è necessario rigettare
la materia e condurre una c.d. vita spirituale.
Lo Spirito non è mai in conflitto
con la materia. Ogni conflitto è esclusivo
alla mente. Lo Spirito (la Coscienza) e Dio sono “immuni”
ai conflitti. Soltanto la mente può quindi
essere in conflitto (con se stessa), anche
perché condizionata, ad esempio, dal concetto
che lo Spirito è in conflitto con la materia
ovvero che la c.d. vita spirituale è in conflitto
con la c.d. vita materiale.
La materia è un aspetto della mente,
la quale è una manifestazione dello Spirito
e si compone di: vibrazioni - energia - materia.
La mente è uno strumento in funzione
dell'individuazione dello Spirito (individuazione
della Coscienza), la
quale avviene esclusivamente attraverso
la mente.
La vita umana è un insieme di processi
mentali e come ogni processo mentale è anch'essa sempre in funzione dell'individuazione dello Spirito.
La vita non può essere mai in conflitto con
lo Spirito, di qualsiasi tipo di vita si tratti.
Non ci sono vite in cui Dio è "assente", ogni
vita è inscindibile da Dio. Tutta la vita
è spirituale, nel senso che è una manifestazione
dello Spirito. Cambia "soltanto" la qualità
della vita in funzione dell'individuazione
(maturazione spirituale). La vita è "tanto spirituale" quanto stimola la consapevolizzazione della
mente, indipendentemente dall'ambito in cui
si svolge e dalla forma con cui si esprime.
La vita va vissuta in modo consapevolizzante
per partecipare beatamente, consapevolmente
e integralmente al meravigliosamente illusorio
gioco della vita.
5. MEDITAZIONI E PREGHIERE
I concetti: essere cari a Dio, essere più vicini a Dio, essere lontani da Dio, essersi
avvicinati a Dio, essersi allontanati da Dio.,
possono essere concausa della credenza/del
convincimento fuorviante che soltanto alcuni
(cosiddetti e presunti) eletti e prediletti
possono comunicare direttamente con Dio, vale
a dire che c'è bisogno che qualcuno, "autorizzato
a comunicare con Dio" nonché capace di comunicare
con Dio, interceda per qualcuno presso Dio
perché questi non è in grado (non è autorizzato)
di comunicare direttamente con Dio.
Nel nostro cuore c'è l'eterna sorgente del potere divino
e in ogni sforzo c'è l'essenza dell'impulso
di creazione, conservazione e distruzione
dell'Essere. (5)
Sri Anandamayi Ma
Tutti comunicano incessantemente con
Dio. Diversa è soltanto la qualità della comunicazione
con Dio, vale a dire la qualità dei processi
avviati rivolgendosi a Dio, la quale dipende
primariamente dal grado di consapevolizzazione
della mente. La comunicazione con Dio è sempre una comunicazione di se stessi (come
individuo, primariamente come mente) con Se
Stessi (Dio: Reale Identità). In sostanza, è sempre l'essere umano che
comunica con se stesso. Ciò che cambia è il
tipo di comunicazione, la quale può:
- stimolare il Divenire e migliorare
così anche la qualità della vita oppure
- ostacolare il Divenire e peggiorare
la qualità della vita.
La preghiera/richiesta rivolta al
Sé (Dio, Reale Identità) è un ottimo modo
per migliorare la qualità del proprio comunicare
e per stimolare il Divenire. Le meditazioni
proposte qui di seguito stimolano molteplici
processi fondamentali per "riunirsi a Dio"/ConoscerSI
come Dio, tra cui:
- la maturazione della capacità di indirizzare
le azioni, le emozioni ed i pensieri "verso"
Dio,
- la consapevolizzazione della mente,
- l'eliminazione degli ostacoli per
Divenire,
- l'abbandonare la mente a Dio,
- la maturazione della capacità di
agire senza pensare ai frutti dell'agire,
- la trasformazione del "voler bene"
in Amare,
- l'eliminazione delle emozioni nocive,
dei pensieri nocivi e delle reazioni nocive,
- la consapevolizzazione dell'identità
immaginata (dell' "io"),
- l'aprirsi della mente alla Grazia
Divina,
-.
Non scordare
il tuo Amico, cioè Dio. Che la preghiera della
tua lingua divenga la preghiera del tuo cuore.
Torna a Dio. Non avere altro scopo che quello
di raggiungere la Realtà. (6)
Abd al-Khaliq
A) PREGHIERA SINGOLA
Chiedo di Servire, Amare e Conoscere il Signore con tutto
il cuore.
Senza visualizzare. Tempo: minimo
2'-3'.
B) PRIMA MEDITAZIONE
1) Chiedo alla Reale Identità di "ricongiungermi a Dio".
Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'
2) Che la Grazia Divina
mi illumini il "ricongiungermi a Dio".
Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'
3) Abbandono alla Reale Identità il mio "ritorno a Dio".
Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'
4) Abbandono l'individualità a Dio.
Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'
C) SECONDA MEDITAZIONE
1a) Chiedo al Sé di eliminarmi le cause dell'abbaglio di
essere diviso da Dio.
Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'
2) Che la Grazia Divina
mi illumini l'abbaglio di essere diviso da
Dio.
Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'
3) Abbandono al Sé l'abbaglio di essere diviso da Dio.
Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'
4) Abbandono l'individualità a Dio.
Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'
5) Io Sono Dio.
Senza visualizzare. Tempo: quanto
si vuole, ma non meno di 3'
Affermare "interiormente": Io sono Dio poi "dissolvere" le parole e "andare di là" delle parole
sino a che scompare ogni pensiero e ci si
Conosce come Dio. Lo scopo di questa affermazione
non è convincersi di essere Dio, ma Conoscere
di Essere in Realtà Dio. La mera convinzione
di essere Dio è un ostacolo per il Divenire.
D) TERZA MEDITAZIONE
1) Chiedo a Dio di dissolvermi l'io in Dio.
Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'
2) Abbandono l'io a Dio.
Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'
3) Chiedo a Dio di ritrovarmi in Dio.
Ritrovarsi in Dio nel senso di riconoscersi
come Dio.
Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'
4) Che la Grazia Divina
mi illumini (la mente).
Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'
5) Io Sono Dio.
Senza visualizzare. Tempo: quanto
si vuole, ma non meno di 3'
Per meditare:
1)
sedersi in posizione comoda,
2)
rilassarsi brevemente,
3) chiudere gli occhi,
4a) pronunciare "interiormente" la
prima richiesta una volta senza ripeterla,
4b) rimanere concentrati, lasciar
andare i processi e testimoniarli (è importante
testimoniare le emozioni ed i pensieri cercando
di non identificarsi) per 2'-3',
5a) pronunciare "interiormente" la
seconda richiesta/asserzione una volta senza