Se
un uomo pensa che la sua felicità dipenda
da cause esteriori e da ciò che possiede,
è ragionevole concludere che la sua felicità
debba aumentare quando possiede più cose
e diminuire in proporzione al loro decrescere. Di
conseguenza, se fosse privo di possessi, la sua
felicità sarebbe zero. Qual è la vera
esperienza dell’uomo? È conforme a
questo? Nel sonno profondo l’uomo non possiede
nulla, neppure il proprio corpo; ma invece d’essere
infelice è molto felice. Tutti desiderano
dormire profondamente. Se ne conclude che la felicità
appartiene all’uomo e non è dovuta
a cause esteriori. Per accedere all’immensa
riserva della pura felicità bisogna realizzare
il Sé.