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VITA QUOTIDIANA E DIVENIRE

Brano tratto dal libro:
Saggio sulla maturazione spirituale
di Andrea Pangos

 

 

 

Essendo il Divenire il processo fondamentale di ognuno, la sostanziale qualità della vita è determinata da quanto essa è in funzione del Divenire. Questo per due motivi interdipendenti:

-          più la vita è in funzione del Divenire e più esaudisce l'esigenza primaria di ogni essere umano - lo stesso Divenire e

-          più si è Divenuti e maggiore è la qualità della vita - Divenire qualitativamente porta a vivere meglio. 

Chi non Diviene in modo concreto immagina di dover fare tante cose e di avere tanti impegni, doveri e responsabilità, mentre, anche per vivere meglio, dovrebbe concentrarsi primariamente su "una cosa soltanto": stimolare qualitativamente il proprio Divenire/maturare spiritualmente. Il resto "viene da solo". I restanti aspetti della vita si realizzano come naturale conseguenza del aver rispettato la necessità di base - la necessità di Divenire. Stimolare in modo idoneo il Divenire è la cosa sostanziale da fare, anche perché avvicina all'effettiva Salute - al BenEssere dell'Essere pienamente. Più si Diviene e più la vita scorre fluidamente, più se ne va il futile e più si manifesta l'utile. 

Il Divenire qualitativo non è un qualcosa di astratto/metafisico e di lontano dalla vita quotidiana, la quale è essa stessa una manifestazione/un aspetto del Divenire. Vivere in funzione del Divenire/della maturazione spirituale non è in contrasto con la quotidianità. Tutt'altro: la quotidianità è l'ambito nel quale stimolare il Divenire. Non si Diviene/matura spiritualmente fuggendo dalla vita quotidiana e dai propri impegni. L'occuparsi di spiritualità non deve essere una (falsa) giustificazione per fuggire dai problemi, dalle paure, dalle questioni irrisolte e per reprimere ancora maggiormente le proprie frustrazioni, i propri complessi., anche perché i problemi, le paure, le situazioni irrisolte, le frustrazioni, i complessi sono processi della propria mente ed è impossibile non "portare la mente con sé" - "la mente ci segue sempre". Tale mendace occuparsi di spiritualità non rappresenterebbe di certo un effettivo maturare spiritualmente/Divenire qualitativamente, ma sarebbe un abbagliarsi con allucinogeni di tipo spirituale. Vivere in funzione del Divenire significa anche affrontare e risolvere in modo consapevolizzante la quotidianità e le problematiche che la vita ci pone dinanzi. Ogni attività, ogni lavoro, ogni rapporto, la famiglia, il tempo libero. sono in sostanza processi in funzione del Divenire, diversa è soltanto la qualità con cui si "utilizzano". Più sono in funzione del Divenire, più maturano come processi in funzione del Divenire e più aumenta la qualità del lavoro, dei rapporti, della vita famigliare, del tempo libero. Il modo in cui si vive il quotidiano è proprio uno degli indicatori di quanto si è progrediti nel Divenire. L'importante è che in tutto ciò lo scopo fondamentale sia sempre il Divenire - la Ricerca della Reale Identità.

Uno dei timori riguardo al vivere in funzione del Divenire, deriva dall'immaginare che mettendo al primo posto il Divenire ne risentiranno: il lavoro, la vita famigliare, i rapporti, il tempo libero, la vita sociale, la vita emotiva, la vita sessuale ed altri aspetti della vita. Tali timori sono sostanzialmente infondati, anche perché senza consapevolizzare la mente la vita può soltanto sembrare realizzata e perché la mente non consapevolizzata soffre continuamente, rendendosi conto di ciò soltanto parzialmente perché assuefatta alla sofferenza. La vita è percepita nella mente ed è interpretata dalla mente. Più la mente è consapevolizzata e maggiore è la qualità del percepire ed interpretare la vita.  Consapevolizzando la mente si neutralizzano le cause della sofferenza (celata) e ci si avvicina alla "Felicità" ed alla Realizzazione dell'Essere pienamente. Divenendo in modo qualitativo non si perde nulla di effettivamente importante e si guadagna enormemente. Stimolare qualitativamente il Divenire è l'unica soluzione effettiva per migliorare sostanzialmente la qualità della vita. Il disagio, la sofferenza, i problemi sono primariamente una conseguenza della mente non consapevolizzata e Ignorante la Reale Identità.

 

Divenendo qualitativamente:

-          migliora la salute psicofisica,

-          la mente è meno stressata e stressante,

-          diminuiscono i dispiaceri e le preoccupazioni,

-          aumenta la qualità di emozioni e di pensieri,

-          si esprimono in maggior misura i propri talenti,

-          si ottimizza la carriera professionale,

-          aumenta la qualità del tempo libero,

-          migliora il rapporto con "se stessi" ed altri,

-          c'è maggior tranquillità,

-          migliora la qualità della vita emotiva e sessuale,

-          c'è accettazione consapevolizzata di se stessi, di altri e di ciò che accade,

-          diminuiscono i conflitti "interiori" ed "esteriori",

-          si affievoliscono i meccanismi comportamentali,

-          diminuiscono le aspettative,

-          si consapevolizzano i desideri,

-          diminuiscono le frustrazioni,

-          si trasforma il "voler bene" in Amare,

-          ci si avvicina alla Conoscenza di Se Stessi,

-          .

 

Divenendo qualitativamente diminuisce anche il numero di problemi e la loro entità. I problemi rimasti si vivono con meno ansia e si risolvono più facilmente. Alcuni problemi possono anche permanere, ma si affrontano meglio, con più coraggio, risoluzione e lucidità. Anche chi è Divenuto del tutto può avere ciò che sono comunemente definiti problemi, ma non li esperisce come tali, ma come accadimenti illusori che incontra durante il cammino. I problemi sono in sostanza, ma non sempre, conseguenze del non Divenire nella misura dovuta. La mente non consapevolizzata complica la vita e crea problemi, mentre la mente consapevolizzata semplifica la vita e risolve più facilmente i problemi. Un passo fondamentale da fare per risolvere i problemi è comprendere che il problema basilare è la mente non consapevolizzata, mentre la risoluzione effettiva dei problemi incomincia con l'assumersi la responsabilità (non la colpa) del proprio stato mentale e con l'iniziare a consapevolizzare la mente. Se non si consapevolizzano le causa del problema è probabile che anche se si "risolve" il problema, si manifesteranno altri problemi simili. L'individuo di mente non consapevolizzata è non soltanto parte dei propri problemi, ma è anche il maggior problema per sé e per gli altri. Chi sembra non avere problemi non significa che ha per forza consapevolizzato la mente. Alcuni sanno destreggiarsi bene nella vita e sembrano non avere problemi, ma se non hanno consapevolizzato la mente, il loro problema maggiore è proprio la mente non consapevolizzata.  

Consapevolizzando la mente la si Quieta e aumentano i periodi in cui ci si sente in pace con se stessi ed il mondo, ma può anche accadere che aumentino (temporaneamente): i conflitti "interiori" ed "esteriori", le emozioni nocive, i pensieri nocivi e può sembrare che la situazione stia peggiorando. Sono sintomi positivi della consapevolizzazione, una specie di crisi da consapevolizzazione che può essere spiacevole, ma è sicuramente benefica per il Divenire, la salute e la vita in generale. L'importante è non attaccarsi a tali stati ed utilizzarli come indicatori della propria "specificità" e come strumento per attirare l'attenzione  (sono già mesi che "mi fa male" il quarto chakra; quanta sofferenza sto buttando fuori, da mesi oramai), ma cercare di testimoniarli senza identificazione. Per Divenire in modo concreto è necessario andare a fondo: consapevolizzare le emozioni represse, affrontare ciò di cui si ha paura, esprimere il non detto, accettarsi ed accettare in modo consapevolizzante, aprirsi ai miglioramenti, affrontare l'ignoto, cambiare approccio alle circostanze. Tale: dover affrontare invece di fuggire, dover guardare e vedere invece di annebbiarsi la percezione, dover dire invece di zittirsi, dover esprimere invece di reprimere. è una delle ragioni per cui tra i molti che si occupano di spiritualità rari Divengono qualitativamente/maturano effettivamente.

 

MEDITAZIONI 

A) MEDITAZIONE PER DIVENIRE 

  1. Chiedo alla Reale Identità di eliminarmi gli ostacoli per Divenire.

Senza visualizzare. Tempo: 1'-2'.

  1. Chiedo alla Reale Identità di integrarmi il Divenire nella vita quotidiana.

Senza visualizzare. Tempo: 1'-2'

  1. Chiedo alla Reale Identità di maturarmi il sapere sul Divenire.

Senza visualizzare. Tempo: 1'-2'

  1. Chiedo alla Reale Identità di maturarmi la capacità di Divenire.

Senza visualizzare. Tempo: 1'-2'

  1. Chiedo alla Reale Identità di consapevolizzarmi la mente.

Senza visualizzare. Tempo: 1'-2'

  1. Che la Grazia Divina mi illumini il Divenire.

Senza visualizzare. Tempo: 1'-2'

  1. Abbandono il Divenire alla Reale Identità. 

Senza visualizzare. Tempo: 2'-3' 

Questa meditazione si fa giornalmente sino a che non si avviano i processi necessari, vale a dire per qualche settimana/mese.

 

B) MEDITAZIONE PER RISOLVERE I PROBLEMI 

1) Chiedo al Sé di riprogrammarmi le cause dei problemi.

Senza visualizzare. Tempo: 2’-3’.

2) Che la Grazia Divina mi illumini i problemi.

Senza visualizzare. Tempo: 1’-2’

3) Abbandono i problemi al Sé.  

Senza visualizzare. Tempo: 1’-2’

 

 

C) MEDITAZIONE PER RISOLVERE UN PROBLEMA SPECIFICO 

1) Chiedo a Dio di riprogrammarmi le cause di.(indicare il problema specifico).

Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

2) Che la Grazia Divina mi illumini il problema... (indicare il problema specifico).

Senza visualizzare. Tempo: 1'-2'

3) Abbandono. (indicare il problema specifico) a Dio. 

Senza visualizzare. Tempo: 1'-2'

 

Questa meditazione si fa una o più volte al giorno, secondo la gravità del problema, sino a che il problema non si risolve nella misura dovuta. Per qualche problema basta meditare una volta, mentre per altri problemi può essere necessario meditare alcune settimane o vari mesi. 

 

Per meditare:

1)     sedersi in posizione comoda,

2)     rilassarsi brevemente,

3) chiudere gli occhi,

4a) pronunciare "interiormente" la prima richiesta una volta senza ripeterla,

4b) rimanere concentrati, lasciar andare i processi e testimoniarli (è importante testimoniare le emozioni ed i pensieri cercando di non identificarsi) per 2'-3', 

5a) pronunciare "interiormente" la seconda richiesta/asserzione una volta senza  ripeterla,

5b) rimanere concentrati, lasciar andare i processi e testimoniarli (è importante testimoniare le emozioni ed i pensieri cercando di non identificarsi) per 2'-3', 

-          continuare con le rimanenti richieste e infine

  -          riaprire gli occhi.

 

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