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MEDITAZIONI GUIDATE
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LE COSIDDETTE VITE PRECEDENTI |
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Articolo tratto dal libro |
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Saggio spirituale di Andrea Pangos |
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Gli argomenti di questo articolo sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità
LE COSIDDETTE VITE PRECEDENTI
Chi ero nella vita precedente/nelle vite precedenti?, è un quesito che non rari si pongono. Per avvicinarsi alla comprensione di chi (non) si era nella (presunta) vita precedente/nelle (presunte) vite precedenti”, è utile chiedersi chi si è in questa vita e chiedersi se si è il soggetto che vive oppure se si è il Soggetto (Reale Identità) dal Quale scaturiscono tutte le vite. È inoltre molto utile porsi quesiti del tipo:
-Io? Chi io?
-Chi sono io?
-Chi sono io in Realtà?
-In Realtà, sono qualcuno o qualcosa?
-Chi è colui che si sta ponendo questa domanda?
-A chi mi riferisco con il termine io? A ciò che Sono Realmente o a ciò che immagino di essere, più precisamente: a ciò che la mia identità immaginata immagina di essere? Mi riferisco al corpo fisico? Mi riferisco alle idee che ho riguardo a “me stesso”, più precisamente riguardo a ciò che la mia identità immagina di essere? Mi riferisco all’identità immaginata? Mi riferisco alla Coscienza individuale o alla Coscienza Infinita? Mi riferisco alla (mia) Reale Identità o a cosa?
-Conosco/esperisco la Coscienza (Infinita/individuale) o l’ho perlomeno conosciuta/esperita, oppure ho soltanto idee sulla Coscienza (Infinita/individuale) e su di me come Coscienza (Infinita/Individuale)?
-Conosco la (mia) Reale Identità oppure soltanto immagino che la (mia) Reale Identità sia ciò che immagino Essa sia?
Per rispondersi in modo adeguato a tali quesiti, è necessario Essere pienamente ed aver “esperito” il Sussistere pienamente, o perlomeno Essere stati pienamente ed aver “esperito” il Sussistere pienamente nella misura necessaria. Altrimenti ogni risposta ha valore effimero, perché ci si esprime da una prospettiva alterata riguardo a qualcosa di ignoto.
8.1. TU NELLE VITE PRECEDENTI SEI STATO…
Riguardo alle presunte reincarnazioni si sente spesso affermare:
Nelle vite precedenti sei stato… Queste parole dovrebbero essere interpretate nel modo seguente: Come Reale Identità (Sé, Dio, Assoluto, Realtà) e come Coscienza Infinita sei stato incarnato attraverso tutti gli individui concepiti sinora, sei ora incarnato attraverso tutti gli individui “viventi” e ti incarnerai attraverso tutti gli individui che saranno concepiti.
Non ci fu alcun momento in cui io non fui, e tu nemmeno, e questi sovrani di popoli neanche: né tutti noi non saremo, affatto, d’ora in poi.87
Bhagavad Gita
87 Bhagavad Gita, pag 9, II/12, Oscar Classici Mondatori, Milano, 1999.
Tutte le vite avvenute nella storia dell’umanità sono aspetti del Tuo esprimerti (come Reale Identità), ma Tu (Reale Identità) non sei mai stato/a concepito/a e mai sarai concepito/a, non sei mai nato/a e mai nascerai, non hai mai vissuto e mai vivrai, non sei mai morto/a e mai morirai.
I malintesi riguardo all’affermazione: Nelle vite precedenti sei stato… sorgono anche a causa dell’identificazione dell’identità immaginata, a causa dell’ignorare la (propria) Reale Identità. Anche il migliore e il più preciso degli insegnamenti sull’incarnazione può essere facilmente frainteso da chi lo riceve, a causa dell’identificarsi della sua identità immaginata con il corpo, le emozioni e i pensieri, tra cui le idee sulla sua Anima (Coscienza) individuale.
Leggete la Gita dalla posizione del Signore Krishna, come coscienza di Krishna….Se la Gita è letta in questo spirito, la coscienza che si è erroneamente identificata con il costrutto corpo – mente, diventerà consapevole della sua vera natura e si fonderà nella sua stessa sorgente.88
Nisargadatta Maharaj
88 Nessuno nasce, nessuno muore; Ramesh Balsekar; Il punto d’incontro.
Chi ignora la (propria) Reale Identità può facilmente immaginare che l’affermazione: Tu nelle vite precedenti sei stato…, si riferisca a lui come individuo (individualità) oppure a ciò che la sua identità immaginata immagina di essere.
L’individuo in questione, più precisamente la sua identità immaginata, può così anche immaginare di essere ciò che “lui” immagina che sia la Coscienza individuale, e può infondatamente supporre che lui come Coscienza individuale abbia “trasmigrato” da un corpo all’altro e che “trasmigrerà” da un corpo all’altro. Da parte sua la Coscienza (Infinita/Individuale) non ha alcuna idea riguardo a se stessa e all’individuo. La Coscienza non ha alcuna idea e anche nel caso che una Coscienza individuale fosse, per assurdo e ipoteticamente, la continuazione di una “precedente Coscienza individuale”, tale Coscienza individuale non avrebbe certo l’idea: sono la Coscienza individuale che nella vita precedente era…. La Coscienza “semplicemente” esiste come Coscienza, senza alcuna caratterizzazione (di tipo mentale) e “tende” incessantemente ad autoriconoscersi.
Se, come è accaduto, qualcuno viene a dirmi di conoscere perfettamente tutto quel che mi è successo nel corso di undici incarnazioni, gli rispondo: “Queste sono tue idee, io non ti conosco. Tu affermi di conoscermi da undici incarnazioni, mentre io mi sento di esistere solo in questo istante e questa esperienza “io sono” è l’unica con la quale sono strettamente in contatto. Questo lo so. Io non so niente di vite precedenti o di altre nascite. Conosco questa vita, in cui mi si dice che sono nato.89
Nisargadatta Maharaj
89 Alla sorgente dell’essere, Nisargadatta Maharaj, Aequilibrium, Milano, 1985, pag. 157 e 158.
8.2 ESSERE PIENAMENTE PER COMPRENDERE
L’Essere pienamente accompagnato dall’attenta e precisa analisi del fenomeno dell’incarnazione, porta a rendersi conto che immaginare che ci sia un soggetto individuale che si reincarna deriva primariamente dall’Ignorare la (propria) Reale Identità e cos’è effettivamente l’incarnazione.
Anche il Divenuto del tutto può esprimere concetti non del tutto veritieri sull’incarnazione, sulla (presunta) reincarnazione ed in generale. Questo anche perché non ha liberato il proprio esprimersi verbale dai limiti di alcuni concetti acquisiti durante il Divenire, soprattutto se si tratta di concetti molto radicati nella tradizione. Così come il discernimento intellettuale non sottintende il Discernere il Reale dall’irReale, così pure il Discernere il Reale dall’irReale non sottintende il discernere intellettivo di qualità e la capacità di spiegare in modo qualitativo i processi oggetto della spiegazione.
Molti Divenuti del tutto non hanno spiegato a se stessi in modo qualitativo il processo dell’incarnazione ed hanno recepito passivamente gli insegnamenti della loro tradizione senza indagare a fondo, anche perché in certi casi non ritenevano tale indagine importante né per il loro Divenire (quando non erano ancora Divenuti del tutto), né per l’insegnamento né per il sistema da loro proposto. Molti Divenuti del tutto non hanno mai analizzato a fondo nemmeno i processi direttamente correlati al Divenire (nel senso di processi e metodi “direttamente” correlati alla consapevolizzazione dell’individualità), ma questo non significa che si sono Realizzati in minor misura di coloro che hanno spiegato a fondo a se stessi i processi del Divenire. La Maturità della Coscienza non dipende dal sapere. Tutti i Divenuti del tutto sono Maturi nella stessa (massima) misura.
La conoscenza effettiva e qualitativa dei fenomeni inerenti ai processi del Divenire esige una profonda analisi dei processi in questione mentre si È pienamente. Il processo dell’incarnazione si può osservare qualitativamente soltanto dalla prospettiva dell’Essere pienamente. Metaforicamente, quando c’è l’Essere pienamente, c’è l’osservazione di una formica dalla “prospettiva degli occhi umani”. Più invece si è lontani dall’Essere pienamente e più il punto d’osservazione è quello di una formica che osserva un corpo umano. Se si trova sul pavimento, la formica può vedere, a modo suo, al massimo una minima parte di un dito del piede dell’uomo, mentre l’essere umano (la sua percezione) può osservare la formica, la stanza, gli avvenimenti della stanza e, se ci sono porte o finestre aperte anche ciò che succede fuori della stanza. Più si è vicini ad Essere pienamente e più la prospettiva di osservazione passa dalla prospettiva della formica alla prospettiva della percezione umana. Più si è vicino ad Essere pienamente, più la prospettiva di osservazione passa dalla prospettiva limitata dell’identità immaginata alla prospettiva obiettiva della Reale Identità con il proprio esprimersi come Coscienza Infinita e singola mente. Durante il Sussistere pienamente invece, cessa ogni osservare, ogni esperire ed ogni prospettiva.
Con il prolungarsi dei periodi di Essere pienamente e di Sussistere pienamente, aumenta anche il potenziale di analizzare e spiegare in modo qualitativo i processi del Divenire, ma per spiegare in modo qualitativo i processi è necessario anche maturare la capacità di comprenderli e di concettualizzarli. Il potenziale massimo per approfondire l’analisi è dato primariamente dal costante Essere pienamente alternato al Sussistere pienamente e accompagnato dalla maturazione della capacità di concettualizzare in modo qualitativo. Comprendere i processi e saperseli spiegare non è una condizione per Divenire qualitativamente, ma tendere a comprenderli può essere un ottimo strumento per stimolare in modo concreto il Divenire, a condizione che ciò sia accompagnato dalla consapevolizzazione della mente. Altrimenti c’è il rischio che la mente imprigioni se stessa dietro le sbarre della mera concettualizzazione non consapevolizzata, il che è chiaramente un ostacolo per il Divenire in modo qualitativo.
L’eloquenza sonora rappresentata da un fiume di parole, l’abilità di esporre o commentare le scritture, l’erudizione stessa servono solo alla propria soddisfazione, ma nei riguardi della liberazione tutto ciò è proprio inutile. Vano è lo studio degli sastra fino a quando è sconosciuta la suprema realtà (pare tattve). Esso è ancora più vano una volta che si conosce direttamente la realtà.90
Śamkara
90 Vivekacudāmani – il gran gioiello della discriminazione, Śamkara, Âśram Vidja, 1989, Roma, pag. 49.
Riguardo agli insegnamenti sull’incarnazione proposti o tramandati dai Divenuti del tutto, c’è inoltre da considerare che molti tra loro sono Divenuti del tutto soltanto negli ultimi anni di vita oppure nel momento della morte, mentre alcuni loro insegnamenti risalgono a quando non erano Divenuti del tutto, a quando Erano pienamente (se lo Erano) soltanto per brevi periodi della giornata e non avevano ancora maturato la capacità di esprimere (sempre) concetti qualitativi.
8.2.1 ALCUNE CAUSE DI ERRORI NEGLI INSEGNAMENTI
Alcuni insegnamenti sull’incarnazione e sul Divenire in generale non sono stati espressi in forma scritta dall’autore/dal divulgatore, ma sono stati trasmessi oralmente e sono stati registrati oppure annotati, e soltanto in seguito sono stati redatti in forma di dispensa, articolo, libro... In questi casi l’insegnamento può essere alterato, per vari motivi.
L’esposizione orale non può essere quasi mai così precisa come l’esposizione scritta, anche perché l’esposizione orale è diretta e non può essere verificata, corretta e sistematizzata come si può fare con un testo scritto. Il tipo di testo trascritto dall’esposizione orale è spesso in forma di domande del c.d. allievo al c.d. maestro. In questi casi bisogna considerare che il c.d. maestro adegua la risposta in base alle necessità del c.d. allievo, alla maturità della sua Coscienza ed alla sua capacità di comprendere. Tali risposte vanno dunque interpretate come spiegazioni specifiche date in circostanze specifiche e valide primariamente per quelle circostanze specifiche. Spesso si tratta di risposte che sono delle semplificazioni non precise, ma che in quella data circostanza rappresentavano una buona soluzione alle esigenze della mente di chi aveva posto
La traduzione è un altro elemento che può facilmente alterare l’insegnamento. Alcuni testi non sono tradotti nemmeno dal testo originale, dalla lingua in cui è stato scritto, ma sono una traduzione della traduzione. Ad esempio, il testo originale cinese è tradotto prima dal cinese in tedesco e poi dal tedesco in italiano. Ci sono anche casi di traduzioni che sono la traduzione della traduzione della traduzione.
8.3. I COSIDDETTI RICORDI DELLE PRESUNTE VITE PRECEDENTI
Ciò che di solito sono definiti come ricordi di (presunte) vite precedenti sono, in effetti, la decodificazione in forma visuale, verbale… di informazioni insite “nella” Coscienza Infinita ed in varie strutture vibratorio – energetiche tra cui le strutture energetiche post mortem. Tali decodificazioni sono fondamentalmente di quattro generi.
8.3.1. PRIMO GENERE: INFLUSSO DEI DIVENUTI DEL TUTTO
Sulla realizzazione dei processi di ogni Coscienza individuale (processo d’individuazione della Coscienza), influiscono pure i processi di tutti i Divenuti del tutto “vivi” e “defunti”, vale a dire i processi di coloro a cui la Coscienza è Maturata del tutto (il processo d’individuazione della Coscienza si è compiuto). Sul formarsi di alcune Coscienze individuali influiscono in modo particolare i processi di alcuni Divenuti del tutto. Questo comporta anche il “trasferimento” dalle Coscienze Maturate alla Coscienza individuale, di informazioni “proprie” alle Coscienze Maturate che concorrono alla realizzazione dei processi della Coscienza individuale in questione. Tra queste informazioni ci sono anche quelle che riguardano la vita dell’individuo attraverso il quale è Maturata una Coscienza individuale, riguardano cioè la vita di un Divenuto del tutto. Durante la meditazione, il sognare, il dormiveglia, la regressione, l’ipnosi, i cosiddetti stati di coscienza alterati o stati di coscienza espansa91… può avvenire la decodificazione di tali dati in forma di immagini, sapere, formule, messaggi verbali, date… Così qualcuno potrebbe pensare che si tratti di avvenimenti o informazioni che riguardano una sua (presunta) vita passata (come individuo), mentre si tratta della decodificazione di informazioni riguardanti la vita di un Divenuto del tutto.
91 Quelli che sono spesso definiti come stati di coscienza alterata o espansa, sono stati di mente alterata/espansa. La Coscienza non è mai alterata/espansa. Lo stato della Coscienza è univoco, sempre eguale. I processi della Coscienza mutano incessantemente, ma nella sua sostanza la Coscienza è sempre eguale (non è mai alterata/espansa). Nell’ambito della Coscienza non ci sono immagini, suoni, emozioni, pensieri ...
Il succitato tipo di decodificazione di dati avviene spesso anche a causa di una miglior armonizzazione delle emozioni e dei pensieri con
8.3.1.1 LA COSIDDETTA (PRESUNTA) REINCARNAZIONE DI UN DALAI LAMA
Un caso particolare di riconoscimento delle informazioni riguardanti
8.3.1.2 INFLUSSO DI COSCIENZE MATURATE “NON UMANE”
Un caso particolare di influsso sulla realizzazione di una Coscienza individuale è l’influsso accentuato92 di Coscienze Maturate attraverso una determinata forma di intelligenza cosmica93 In questi casi la mente dell’individuo può essere particolarmente attratta da un determinato pianeta o da qualche
92 Ad esempio, sulla realizzazione della Coscienza individuale di Nikola Tesla hanno influito in modo accentuato anche Coscienze Maturate “appartenenti” a forme di intelligenze cosmiche.
93 Non sono Coscienza Maturate individuali, perché la Coscienza può individuarsi soltanto attraverso la forma umana.
stella, da una galassia oppure può avere la sensazione di star comunicando con intelligenze aliene ovvero di essere in empatia con gli abitanti di qualche pianeta ecc. Si tratta di sensazioni che spesso hanno fondamento effettivo il quale, per essere utilizzato al meglio, dovrebbe essere impiegato anche come strumento per riconoscere o ancora meglio per consapevolizzare che l’intero Universo percepito appare nella mente dell’individuo (che percepisce l’Universo) e che l’intera manifestazione trae Origine dalla Reale Identità di ogni essere umano. Comunicare con i c.d. extraterrestri significa in sostanza comunicare con aspetti di se stessi, riconoscendo i processi di intelligenze cosmiche che avvengono nella nostra Natura Trina.
8.3.2. SECONDO GENERE: “DATI” DELLA COSCIENZA
Ogni Coscienza individuale è inscindibile dalla Coscienza Infinita ed è eguale alla Coscienza Infinita e nell’ambito della Coscienza Infinita sono “archiviati” tutti i dati di tutto ciò che è accaduto. Durante stati particolari come: la meditazione, il sognare, il dormiveglia, la regressione, l’ipnosi…, può succedere che l’individuo decodifichi i dati riguardanti l’esistenza di qualcuno: di un condottiero, di una regina, di un artista, di una prostituta, di un re, di una casalinga, di uno scienziato, di uno sciamano… Allora egli può immaginare che si tratti di sue vite precedenti (come individuo), mentre invece si tratta della decodifica delle informazioni riguardanti la “vita di” qualcuno “vissuto” precedentemente. Non di rado i dati decodificati riguardano direttamente il c.d. inconscio famigliare.
8.3.2.1. CONSAPEVOLIZZAZIONE DI INTELLIGENZE COSMICHE
Un caso particolare del suddetto tipo di decodificazione attraverso la consapevolizzazione di segmenti della Coscienza Infinita, è quello relativo alle cosiddette e presunte (proprie) vite precedenti (come individuo) su altri pianeti. Riguardo a ciò è utile rilevare che essendo tutte le intelligenze cosmiche anche segmenti della Coscienza Infinita ed essendo
94 Riguardo ai c.d. extraterrestri, è utile riflettere sul fatto che esistono sì “fuori dalla Terra”, ma che esistono nell’ambito dell’essere umano, vale a dire nell’ambito della Natura Trina (Reale Identità – Coscienza – mente) di ogni essere umano. È inoltre utile considerare che l’essere umano non si trova sulla Terra, ma è la Terrà ad esistere nell’essere umano: la Terra è un aspetto della mente di ogni essere umano. La Terra appare soltanto nella mente (dell’essere umano), come conseguenza del manifestarsi nella mente/come mente dei processi della Coscienza Infinita relativi alla Terra ovvero al suo costituirsi, mantenersi e dissolversi nella mente e con la mente.
95 Tali stati mentali possono riguardare un singolo individuo (una singola mente) oppure più individui (più menti) contemporaneamente.
Riguardo ai c.d. avvistamenti di c.d. U.F.O e di c.d. extraterrestri e riguardo al fantasticare su presunte proprie vite precedenti su altri pianeti è quindi utile tener presente che:
-come ogni apparizione, anche ogni apparizione di c.d. extraterrestri appare nella mente, anche come conseguenza del riconoscimento, da parte dell’individuo, di determinati processi della sua Natura Trina riguardanti una determinata specie di intelligenza cosmica: i c.d. extraterrestri non appaiono “fuori dell’individuo”, ma appaiono nella mente dell’individuo, come appare nella mente pure l’Universo;
-in taluni il riconoscimento dei processi relativi alle intelligenze cosmiche è facilitato/accentuato, perché sulla realizzazione della loro Coscienza individuale hanno influito in modo particolare alcune Coscienze Maturate “non umane”;
-I processi della Coscienza Infinita relativi a tutte le intelligenze cosmiche non si trovano “fuori della” Coscienza dell’essere umano, ma sono elementi integranti di ogni essere umano, perché
-tutte le intelligenze cosmiche traggono Origine dalla Reale Identità di ogni essere umano.
8.3.3. TERZO GENERE: COLLEGAMENTO A STRUTTURE ENERGETICHE
I pensieri e le emozioni creano pure strutture vibratorio – energetiche che contengono dati sulla “vita dell’individuo” e di conseguenza della collettività. Quando ci si collega ad una tale struttura vibratorio – energetica ovvero ad una struttura energetica post mortem, può succedere che le informazioni ivi “contenute” siano decodificate (dalla mente) in immagine, suono, odore, idea, informazione... Quando queste informazioni si riferiscono alla vita “di qualcuno”, esiste la possibilità di supporre (erroneamente) che tali informazioni riguardino una propria (presunta) vita precedente (come individuo).
La connessione con queste strutture vibratorio -energetiche può avvenire in ogni momento: visitando un luogo con tali strutture, pensando a tale luogo, identificandosi con ciò che è avvenuto in tali luoghi, sviluppando emozioni e pensieri con frequenze e forme affini alla struttura vibratorio
– energetica ovvero alla struttura energetica post mortem ed in altri modi ancora. La connessione può avvenire anche direttamente per discendenza famigliare, quando nel momento del concepimento o dopo, l’embrione si “connette” con le strutture vibratorio -energetiche della famiglia, le quali sono tra gli elementi del c.d. inconscio famigliare. L’attaccamento alle strutture energetiche nocive può essere provocato anche attraverso riti magici eseguiti per danneggiare il singolo, la famiglia, ma anche la collettività nel suo complesso.
Quando “ci si collega”, ad esempio, ad una struttura energetica nociva di un campo di concentramento nazista, oltre a subirne l’effetto nocivo sulla salute psico-fisica, sull’armonia della mente con
Il collegamento alle strutture energetiche negative può anche stimolare l’apparizione di immagini di c.d. esseri demoniaci ovvero di c.d. forze del male. Si tratta di un modo di decodificare, come immagini di c.d. demoni ovvero come entità negative, di vibrazioni -energie nocive createsi come conseguenza di emozioni nocive e di pensieri nocivi. I c.d. demoni e le c.d. entità negative esistono “soltanto” a causa di processi mentali nocivi - è la mente non consapevolizzata a crearli.
Collegandosi invece con una struttura vibratorio – energetica “positiva” di un tempio, di un luogo di pellegrinaggio, di un luogo di meditazione, di un Luogo di Potere96… può accadere che alcune informazioni di tale struttura vibratorio - energetica siano decodificate come immagine del volto di un personaggio che ha contribuito alla formazione della stessa struttura vibratorio – energetica oppure come immagini relative alla sua vita. Collegarsi a strutture vibratorio – energetiche “positive” è positivo per il Divenire, ma questa positività può essere diminuita da deduzioni errate come: nella vita precedente sono stata una sacerdotessa, nella vita precedente sono stato un apostolo, nella vita precedente sono stato il discepolo prediletto di… e in questa vita devo continuare la sua missione…
96 Riguardo ai Luoghi di Potere, vedi in modo più dettagliato: “Il Conscio Maturo”, di Zoran e Milica Gruičić, Andrea Pangos Editore, Roma, 2003.
Il collegamento a strutture energetiche “positive” può anche stimolare l’apparizione di c.d. esseri spirituali ovvero di c.d. entità positive che, ad esempio, aiutano nella guarigione. Molti pensano che tali c.d. esseri spirituali siano esseri “superiori all’uomo”, mentre sono prodotti dell’attività degli esseri umani. Ad esempio, i c.d. esseri spirituali possono formarsi come conseguenza del lavoro di un guaritore, il quale con la propria attività di guarigione avvia processi nell’ambito della Coscienza che si manifestano come vibrazioni che possono essere percepite come c.d. essere spirituale. Tali “esseri” non vengono ad “aiutare l’uomo di loro spontanea volontà (che non hanno)”, ma è la mente dell’individuo che attiva dei processi che possono manifestarsi ovvero essere percepiti come c.d. esseri spirituali che lo aiutano. I c.d. esseri spirituali che si sono formati come conseguenza dell’attività di guarigione, sono una specie di software per la guarigione e per questo possono essere percepiti come aiutanti nel lavoro di guarigione. I c.d. esseri spirituali che si sono formati come conseguenza dell’attività di ricerca scientifica, “hanno il software” da ricerca scientifica e possono essere percepiti come aiutanti nella ricerca scientifica.
8.3.4 QUARTO GENERE: L’ASPETTO TERAPEUTICO
Durante la regressione, l’ipnosi, la meditazione, il sogno… si possono “ricevere”: indicazioni in forma di immagine, messaggio verbale...; consigli su come risolvere un problema; suggerimenti per neutralizzare gli ostacoli per il Divenire; consigli su cosa fare per guarire ecc. Tali informazioni sono la risposta a processi che l’individuo (o/e altri per lui) ha avviato porgendosi domande, cercando soluzioni, pregando, meditando e attività simili, ma anche in modo non intenzionale. Per comprendere come risolvere un problema o ricevere la risposta cercata, l’individuo, o altri per lui, attiva alcuni processi che si manifestano come “rappresentazione terapeutica”, la quale ha spesso per palcoscenico il passato ed il cui protagonista il più delle volte non è l’individuo in questione (il “paziente” in “terapia”). La causa del problema o del tema trattato in questo particolare tipo di opera teatrale è comunque da cercare nella vita di chi è in terapia. La causa del problema non è indicata al “paziente” in relazione alla sua vita e a lui, anche per non creare ulteriore senso di colpa, stress ed altre reazioni “negative” che potrebbero aggravare il problema. È invece presentata come un qualcosa che riguarda un personaggio del passato, in modo che il “paziente” comprenda il problema senza però addossarsene direttamente ed in modo esagerato la colpa o il peso, affinché possa maturare gradualmente la risoluzione di tale situazione. Quando tale messaggio è interpretato per ciò che esso effettivamente rappresenta, il “paziente” può usarlo come chiave per risolvere determinate questioni, senza crearsi reazioni particolarmente pesanti, pur sapendo che si tratta di una situazione causata da lui, anche perché percepisce il tutto come una metafora. Quando invece tale messaggio è usato per costruire una fatamorganica rappresentazione teatrale riguardante una presunta vita precedente, allora il fantasticare prende piede e questo ostacola la risoluzione del problema ed il Divenire.
(Per)corso per realizzare il sé individuale e scoprire Quello Reale. Insegnamento completo per maturare la Consapevolezza integrale (Amore) integrando i processi meditativi nella vita quotidiana. I metodi utilizzati sviluppano tutti i processi fondamentali per la Realizzazione del sé e la Scoperta del Sé. |
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