Per essere autenticamente se stessi è necessario conoscersi integralmente.
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ESSERE SE STESSI
Articolo di Andrea Pangos

Gli argomenti di questo articolo sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità

ESSERE SE STESSI

Cosa significa essere se stessi?

Quale è il vero significato di Sii te stesso e Essere se stessi? Perché lo è? Quale identità riguarda? L’identità Reale? Individuale? Immaginata? O altra?

In quale misura si è consapevoli di cosa vogliono veramente dire queste due affermazioni? Dicono qualcosa o sono interpretazioni?

Si usano perché sembrano calzare alla situazione? Oppure si esprimono come conseguenza del sentire in automatico (senza sentire veramente) e del ripetere privo di necessaria consapevolezza? 

Quando si è macchiati dal “se stessi” (identità immaginata) è possibile soltanto fantasticare il se stessi, non conoscerlo: per comprendere davvero il significato di se stessi è indispensabile conoscersi compiutamente. Si presenta un altro quesito: Cosa significa conoscere se stessi? Sembra un circolo vizioso e può facilmente esserlo, ma può anche essere virtuoso, quando la domanda Chi sono (in Realtà)? non è utilizzata per alimentare il “se stessi”, come avviene solitamente, ma per scoprire se stessi (individuo, mente, principio io sono) e Se Stessi (Reale Identità, Assoluto, Dio). 

Sii te stesso significa Sii autentico?

Essere se stessi significa Essere autentici?

Cos’è l’autenticità? L’autenticità di chi? Chi sei veramente? E Realmente? Chi sono veramente? e Qual è la Reale Identità?

Per essere autenticamente se stessi è necessario conoscersi integralmente. Perché? La risposta concettuale segue, quella esperienziale dipenderà dalla qualità dell’indagine che il lettore farà su se stesso, se la farà. Può darsi che non indaghi perché non ne ha bisogno. Non perché soltanto immagina di non necessitarne, ma perché ha indagato compiutamente e terminato definitivamente l’indagine, essendo Divenuto del tutto (l’indagine non serve solamente a chi ha già risolto definitivamente il caso se stesso – Se Stesso[1]). Altrimenti ne ha sicuramente bisogno, anche senza rendersene minimamente conto. Perché? Per cessare di essere inNaturale e godere dell’Autenticità dell’Essere pienamente (Consapevolezza integrale) e del Trascendersi (Estinzione).

Il significato sostanziale delle domande Cosa significa essere autentici? e Cosa vuole dire conoscere se stessi?, può essere compreso soltanto risolvendo pienamente il quesito Qual è la vera natura e quella Reale, di chi? Rispondersi con qualità equivale al comprenderne la valenza essenziale.

Essere pienamente è lo stato naturale della percezione che l’individuo ha di sé: Pace, Amore e pura Conoscenza di essere. È l’Autenticità individuale libera da ogni identificazione con l’individualità. Indagare in modo illuminante su se stessi significa eliminare gli ostacoli che La impediscono, soffocando il pieno rilucere di questa trinità. L’intralcio maggiore è il “se stessi”, la patacca che martellando lo specchio mente (se stessi, individuo) impedisce la visione chiara di se stessi e la percezione pura del riflettersi di Se Stessi in se stessi (non la percezione del Se Stessi che Sussiste impercettibile). Svestendo la mente dell’immaginario, la Pace, l’Amore e la Conoscenza svelano la loro Origine – Dio (Se Stessi). Attraverso la loro purezza, l’esistenza temporale riconosce Quella Senza Tempo – Se Stessi. Il Reale (Dio) può essere riconosciuto pienamente soltanto tramite l’Essere Autentico (Essere pienamente) e il suo trascendimento (Estinzione). Il loro alternarsi esprime puro il Verbo Divino.

Pace, Amore e Conoscenza sono compagne inseparabili dell’esistenza individuale, ma quanto la permeano? Rimangono racchiuse nella profondità dell’essere (individuo) o sono donate alla sua interezza, con il profondarsi dell’essere in sé alla ricerca della propria Origine (Dio, Reale Identità, Assoluto)

Per scoprirsi e scoprirSi si deve interrompere la fuga dalla scoperta dall’Autenticità individuale e dall’Identità Autentica (Reale Identità), smantellando l’impalcatura “se stessi”, che sembra rivelarci e invece trucca la facciata autentica, anche quando le sue maschere, profondamente artificiose, sono tanto artistiche da sembrare veramente veritiere. Finché l’artista finto (“se stessi”) e quello finito (se stessi, individuo) non si arrendono compiutamente a Quello Infinito (Dio), il se stessi non può essere artefice del vero, ma soltanto abbagliato dal falso abbigliato da verosimile o peggio.

Si può non essere se stessi e Se Stessi? L’Identità Reale (Dio) non può che Sussistere Se Stessa. Quella Vera (Totalità) non può che essere se stessa. L’identità individuale può essere pienamente autentica (Pace, Amore e Conoscenza) oppure falsata, dall’identità immaginata (“se stessi”).

Essere se stessi è ben diverso dall’essere (veramente) “se stessi”, che significa identificarsi profondamente con le proprie maschere espressive, con il proprio (di chi?), esprimersi mascherato.  

Come fare a essere integralmente autentici ed essere certi di esserlo? Impossibile non esserlo quando c’è Alternanza tra Essere pienamente ed Estinzione: naturale funzionamento sulla relazione identità Reale – individuale e prova lampante, inconfutabile, per chi la conosce.

L’Autenticità individuale ha un gusto inconfondibile: assenza di identità immaginata, percezione unitaria, piena consapevolezza dell’Uno Totale (Totalità), profonda certezza che l’Uno Reale (Dio) Sussiste unica Realtà, Discernimento del Reale (Dio) dall’irReale (Manifestazione), limpida conoscenza che ogni identità individuale è espressione di Se Stessi Assoluto.

Dell’Estinzione non si può avere sentore (non si può constatare, non essendoci percezione [di sé]) ma ritornata la percezione di sé, se ne può appurare il chiaro accadimento – che c’è stata (testimone la mente trasformata, Pacificata e Amorizzata).

Essere se stessi significa essere spontanei? La spontaneità c’è sempre (ogni espressione è spontanea, anche i blocchi avvengono spontaneamente), cambia la misura in cui è percepita e la sua qualità.

Essere (pienamente) se stessi non è questione di regole comportamentali e di sembianze dell’espressione, che possono facilmente fuorviare. Ciò che conta è la qualità dello stato (mentale, chiaramente) in cui avviene l’espressione. Lo stato Naturale (Essere pienamente) dell’individuo rende ogni suo comportamento Autentico, mentre l’Estinzione è l’esprimersi dell’Autentico (Dio) senza il minimo interferire dell’individualità senziente. Definire l’ “autenticità” comportamentale basandosi su regole relative ai modi espressivi, e non sulla qualità della sostanza (mentale, bacino del loro esprimersi), non può che sfociare in dualismo: bene – male, morale – immorale, giusto - ingiusto. L’Autenticità trascende le regole, pienamente. Essere pienamente se stessi non è questione di apparire in un modo o nell’altro, ma di Essere pienamente Pace, Amore e pura Conoscenza di essere. Il “non essere” dell’Estinzione[2] Lo Trascende addirittura.


[1] Tra l’altro, rarissimi tra quelli che hanno archiviato positivamente questo caso leggeranno questo testo. Primo: perché sono più che rarissimi. Secondo: in sostanza non hanno alcun bisogno di farlo. Che utilità ha la mappa per chi ha già trovato la Destinazione e vi permane costantemente? Può comunque darsi che sia loro utile come curiosità, per percepire un modo diverso di spiegare quello che già sanno.

[2] Durante l’Estinzione l’individuo non è nel senso che è dissolto, tranne che per le funzioni vitali che continuano.

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