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Non si muore di solo fumo

Brano tratto dal romanzo spirituale
"Eternamente Qua" di Andrea Pangos
 

Veramente strani i valori vitali di taluni esseri umani: il successo professionale dei dirigenti dell'industria del tabacco dipende dal numero di persone a cui hanno agevolato l'avvicinamento al letto d'ospedale, spesso come anticamera alla bara. Tuttavia, c’è sempre l’altra non tanto negativa faccia della medaglia: i responsabili dell'industria del tabacco offrono incessantemente all'umanità la possibilità di percepire i polmoni sotto un buio diverso, come depositi di residui nocivi. Ad ogni modo, par condicio qua vige e non sono soltanto i molti fumatori a pagare le spese delle escalation professionali di pochi manager. Poiché non tutte le impurità rimangono nei polmoni del fumatore, il catrame ha l'opportunità di lubrificare anche i serbatoi organici di chi staziona nelle vicinanze di chi fuma. Se questi non è acclimatato alle nuvole di fumo, in lui talvolta risuona uno specifico campanello d'allarme: la tosse, particolare rilevatore di sostanze dannose. Se invece i polmoni sono già intrisi di catrame, tale allarme non si attiva durante l'aspirazione di smog nicotinato, bensì in occasione dell'ispirare aria fresca. Sopratutto se di montagna. Diverse le metodologie usate per far tacere l'allarme, calmare la tosse. I titolari di polmoni puliti usano sovente lo sciroppo, mentre i possessori di organici serbatoi d'aria nicotinati quietano la tosse, risultato dello scontro con l'aria pura, fumandosi una sigaretta.

Così la nicotinodipendenza è un'ottima base per ammalarsi e le spese delle spesso non riuscite cure sono, il più delle volte, maggiori delle già notevoli somme investite nel disfacimento della salute, spesso e con gran successo riuscito. Non di rado si paga con quel che mai si vorrebbe comprare: con la morte. Molti sorridono quando gli si avverte del pericolo che incombe: ridono di se stessi. Ma soltanto sinché sono vivi e vegeti. Ad ogni modo, non preoccupatevi tanto cari fumatori. Inquietarsi può essere ben più pericoloso che fumare: la nicotinodipendenza è soltanto la punta dell’iceberg delle cause dei malanni. Ci sono modi di farsi male ben peggiori e ben più nocivi.

Emozioni negative e pensieri negativi, ad esempio: di fumo si può morire, di emozioni negative non si può certo vivere. Fumate pure, ma non troppo. Amate pure. Senza limite alcuno.

 

 

e-mail: andreapangos@gmail.com
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