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CONFIDARSI PER STIMOLARE IL DIVENIRE

Tratto dal libro "Realtà ed illusione" - saggio sulla maturazione della coscienza
di Andrea Pangos
andreapangos@gmail.com
www.pangoseditore.com

  

Gli argomenti e le tecniche di questo articolo
sono trattati al corso di meditazione
"Conoscere la Vera Identità"

  


-          La confessione come elemento del Divenire
-          L'inconfessato e l'inconfessabile
-          Coscientizzare e consapevolizzare l'inconfessato e l'inconfessabile
-          Tecnica di meditazione dell'inconfessato e dell'inconfessabile
-          Rivolgersi a Dio per Divenire
-          Dio come confessore e confidente
-          Gli otto passi della meditazione dell'inconfessato e dell'inconfessabile
-          Contenuti generici e specifici dell'inconfessato e dell'inconfessabile
-          La fondamentale importanza dell'armonizzare le vibrazioni con la Coscienza Infinita
-          Le quattro modalità di armonizzazione delle vibrazioni con la Coscienza Infinita
-          Risultati del meditare sull'inconfessato e sull'inconfessabile
-          Le otto preghiere/affermazioni
-          Versione breve della meditazione dell'inconfessato e dell'inconfessabile
-          Risultati del meditare in modo idoneo sull'inconfessato e l'inconfessabile

 

La confessione come elemento del Divenire

 

            La confessione di qualità è un valido strumento di guarigione psichica e con questo anche uno strumento per neutralizzare in modo efficace gli ostacoli per il Divenire (la maturazione della coscienza). Non a caso si afferma che confessarsi fa bene all'anima. Questo capitolo non tratta le varie cause che rendono la sensazione di sentirsi in colpa ovvero di aver peccato:  norme morali, norme religiose, credenze individuali ecc., ma si occupa del confessarsi come elemento che stimola il Divenire del singolo individuo e di conseguenza anche della collettività. Il testo che segue contiene inoltre una tecnica di meditazione sviluppata per risolvere il problema dell'inconfessato e utilizzare il confidarsi per facilitare il Divenire proprio ed altrui.  

Confessarsi ovvero confidarsi è una necessità insita nell'essere umano, anche se non di rado tale necessità è repressa e stivata nel dimenticatoio. Il non confessarsi e l'inconfessato sono perciò tra le concause di stati mentali "pesanti" ed in molti casi di vere e proprie nevrosi. Questo succede in particolare quando la necessità di confessarsi e ciò che non si è confessato sono repressi. In questi casi il singolo in questione può anche aver "dimenticato" o fingere di aver dimenticato il proprio inconfessato ed il bisogno di confessarsi, ma di certo l'inconfessato e la necessità di confessarsi non hanno dimenticato lui, nel senso che influiscono negativamente sulla sua salute psicofisica, sulla sua quotidianità e sul suo Divenire. Tra l'altro l'inconfessato fomenta il formarsi di stati negativi come: senso di colpa, senso di peccato, recriminazioni, pesantezza psichica, senso di peso allo stomaco, senso di soffocamento, pressione nella regione pettorale, senso di vergogna, senso di essere non sinceri con se stessi ed altri. i quali si somatizzano spesso come malattia sul piano fisico. 

         Un problema che si incontra riguardo al bisogno di confessarsi è che spesso non si ha con chi confessarsi in fiducia. La tecnica di meditazione proposta in questo articolo è atta anche a risolvere questo tipo di problema relativo al confessarsi.  

Un altro elemento disturbante per quanto riguarda la confessione è che gli stessi termini confessione e confessarsi hanno per alcuni una connotazione negativa, conseguente all'aspetto teologico della confessione (ammissione davanti a Dio dei peccati commessi per ottenerne l'assoluzione), alle penitenze e ai concetti orbitanti attorno al vocabolo peccato. In questi casi, invece del lemma confessarsi è utile utilizzare il termine confidarsi, il quale denota la presenza della fiducia ed usare non confidato invece di non confessato e fare uso di confidente invece che di confessore.  

Riguardo alla confessione intesa nel senso della tradizione cristiana, cioè la confessione privata dei peccati ad un sacerdote (confessione auricolare), va detto che ci sono pure sacerdoti che svolgono ottimamente il loro ruolo di confessore e godono di gran fiducia da parte di chi si confessa con loro. Una tale confessione ha spesso un valore uguale o superiore a molte ore di psicoanalisi o altri metodi di guarigione mentale. Questo vale soprattutto quando il confessore è vicino ad Amare, ovvero quando la qualità del "voler bene" del confessore è molto alta. (Le differenze tra il "voler bene" e l'Amare sono descritte in modo dettagliato nell'articolo Essere - Conoscere - Amare).  

 

L'inconfessato e l'inconfessabile

 

Un'analisi più profonda e dettagliata della tipologia dell'inconfessato (non confidato) fa notare come esso può essere suddiviso in:

- inconfessato (non confidato),  vale a dire ciò che si è pronti a confessare (confidare), ma non si è trovato a chi confessarlo ovvero con chi confidarsi, e

- inconfessabile (non confidabile), ossia ciò che si ritiene di non poter confessare (confidare) in nessun caso, almeno per il momento.

 

Andando ancora più in dettaglio, l'inconfessato si può suddividere in:

- inconfessato "conscio", di cui si è a conoscenza e

- inconfessato "inconscio", di cui non si è a conoscenza. L'inconfessato "inconscio" è una particolare specie di inconfessato perché è contemporaneamente sia inconfessabile sia inconfessato. È inconfessabile perché non lo si percepisce ("coscientemente") e quindi non si può confessare coscientemente, è inconfessato perché se l'individuo in questione fosse cosciente di esso, lo reputerebbe come elemento inconfessato.  

A sua volta anche l'inconfessabile può essere "conscio" ed "inconscio".

 

Coscientizzare e consapevolizzare l'inconfessato e l'inconfessabile

 

È importante rilevare che affinché l'inconfessato e l'inconfessabile non siano più ostacoli per il Divenire,  non basta coscientizzarli (riconoscerli, venirne a conoscenza), ma è necessario consapevolizzarli, vale a dire armonizzare le loro vibrazioni con la Coscienza Infinita (Sapere Divino - Amore Divino - Potenza Divina). In questo modo (consapevolizzandoli) si neutralizzano l'inconfessato e l'inconfessabile: le informazioni rispetto a essi rimangono perché non si può cancellare il passato, ma essendo le loro vibrazioni armonizzate con la Coscienza Infinita, non rappresentano più un ostacolo per il Divenire, anzi tale armonia stimola l'armonizzazione delle restanti vibrazioni dell'individuo e della collettività. In senso metaforico, soltanto coscientizzare l'inconfessato e l'inconfessabile è come sapere di avere il mal di denti, mentre consapevolizzare l'inconfessato e l'inconfessabile significa aver curato e guarito il mal di denti. 

La meta del lavoro maturativo sull'inconfessato consiste dunque nel coscientizzare l'inconfessato "inconscio" e l'inconfessabile "inconscio", divenirne cioè coscienti, ma consta soprattutto nel consapevolizzare l'inconfessato e l'inconfessabile nel loro complesso. Consapevolizzando l'inconfessato "inconscio" e l'inconfessabile "inconscio" può anche accadere che le vibrazioni di alcuni loro contenuti si armonizzino pienamente con la Coscienza Infinita senza che ci si renda conto (coscientizzi) di tali contenuti. Questo non è un problema ai fini del Divenire, perché al fine di maturare la coscienza non è fondamentale coscientizzare bensì consapevolizzare. Il solo coscientizzare può anzi spesso trasformarsi in un ostacolo per il Divenire, perché senza la consapevolizzazione dei contenuti mentali in questione, il coscientizzare può facilmente trasformarsi in analisi dell'analisi dell'analisi dell'analisi dei contenuti mentali, delle loro (spesso solo presunte) cause e delle loro  (spesso solo presunte) conseguenze. Coscientizzare va bene ed è utile, ma è fondamentale armonizzare le vibrazioni con la Coscienza Infinita: consapevolizzare. Questo significa anche che nel caso dell'inconfessato e dell'inconfessabile, la piena confessione ovvero il pieno confessarsi hanno luogo quando le vibrazioni dell'inconfessato e dell'inconfessabile, o di un loro determinato elemento, si sono pienamente e definitivamente armonizzate con la Coscienza Infinita. Il "vero" confessare (confidarsi) significa quindi consapevolizzare l'inconfessato e l'inconfessabile. La qualità del confessarsi è dunque determinata da quanto esso ha apportato alla consapevolizzazione dell'inconfessato e dell'inconfessabile in questione.   

 

TECNICA DI MEDITAZIONE DELL'INCONFESSATO E DELL'INCONFESSABILE

 

Rivolgersi a Dio per Divenire

 

La tecnica di meditazione dell'inconfessato e dell'inconfessabile si basa sul rivolgersi a Dio, il  che va interpretato come modo qualitativo di comunicare con Se Stessi, con la (propria) Reale Identità, per stimolare la guarigione psicofisica ed il Divenire. Il rivolgersi a Dio in modo idoneo significa in sostanza utilizzare la mente per comunicare con la (propria) Reale Identità per Conoscere la (propria) Reale Identità.  

Nel rivolgersi a Dio è utile tenere presente che ogni idea riguardo a Dio ostacola la comunicazione con Dio e ne diminuisce la qualità, perché si tratta soltanto di idee e Dio non è certamente un'idea. Mi riferisco primariamente a idee senza effettivo fondamento del tipo: che Dio si è risentito a causa nostra e che dobbiamo essere perdonati perché peccatori; che bisogna avere timore di Dio; che Dio si trova da "qualche parte" fuori di noi; che Dio vuole questo o quello (cosiddetta volontà Divina) ed altri concetti simili. Dio non si risente mai, ma il rivolgersi a Dio rende possibile il processo che molti, sentendosi peccatori, interpretano come assoluzione dal peccato. Dio non si trova da qualche parte, Dio È la Reale Identità di ogni essere umano. Dio non vuole nulla, Dio È Semplicemente Dio.    

 

Dio come confessore e confidente

 

Colui:

- in cui si ha piena fiducia e gli si può riferire tutto;

- che sente tutto, anche ciò che non è stato pronunciato e tiene tutto per sé (non dicendo niente a nessuno);

- che non ci giudica;

- che concede piena ed effettiva assoluzione, non solo a parole, ma anche e soprattutto come effettiva sensazione di essere stati assolti, liberati da ciò che opprimeva.   

Queste sono alcune caratteristiche del confessore (confidente) ottimale, il Quale È, tra l'altro, Onnipresente e sempre disponibile: Dio.     

Confidarsi direttamente a Dio rappresenta una soluzione di eccelsa qualità e quasi sempre la soluzione migliore. Ci sono anche casi in cui può essere più efficace confidarsi con qualcuno invece che direttamente con Dio, come ad esempio quando ci si confida:

-  a qualcuno la cui coscienza è Maturata oppure è molto matura. Questo primariamente perché egli con la propria maturità stimola in chi si confida processi di armonizzazione delle vibrazioni con la Coscienza Infinita, l'armonizzazione che (come anticipato e come precisato di seguito) rappresenta la riuscita fondamentale della confessione di qualità e con questo libera dal peso del senso di colpa e di aver peccato. ....

La versione integrale di questo articolo si trova sul nuovo sito di Andrea Pangos Editore www.andreapangos.it

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