LE
PRESUNTE VITE PRECEDENTI
articolo di Andrea Pangos
andreapangos@gmail.com
1. LE PRESUNTE VITE PRECEDENTI
Chi ero nella vita precedente/nelle
vite precedenti?, è un quesito che non
rari si pongono. Per avvicinarsi alla
comprensione di chi (non) si era nella
(presunta) vita precedente/nelle (presunte)
vite precedenti", è utile chiedersi
chi si è in questa vita e chiedersi
se si è il soggetto che vive oppure
se si è il Soggetto (Reale Identità/Assoluto/Dio)
dal Quale scaturiscono tutte le vite.
È inoltre molto utile porsi quesiti
del tipo:
- Io? Chi io?
- Chi sono io?
- Chi sono io in Realtà?
- In Realtà, sono qualcuno o qualcosa?
- Chi è colui che si sta ponendo questa
domanda?
- A chi mi riferisco con il termine
io? A ciò che Sono Realmente o a ciò
che immagino di essere, più precisamente:
a ciò che la mia identità immaginata
immagina di essere? Mi riferisco al
corpo fisico? Mi riferisco alle idee
che ho riguardo a "me stesso", più precisamente
riguardo a ciò che la mia identità immagina
di essere? Mi riferisco all'identità
immaginata? Mi riferisco alla Coscienza
individuale o alla Coscienza Infinita?
Mi riferisco alla (mia) Reale Identità
(Assoluto/Dio) o a cosa?
- Conosco/esperisco la Coscienza (Infinita/individuale)
o l'ho perlomeno conosciuta/esperita,
oppure ho soltanto idee sulla Coscienza
(Infinita/individuale) e su di me come
Coscienza (Infinita/Individuale)?
- Conosco la (mia) Reale Identità oppure
soltanto immagino che la (mia) Reale
Identità sia ciò che immagino Essa sia?
Per rispondersi in modo adeguato a
tali quesiti, è necessario Essere pienamente
ed aver "esperito" il Sussistere pienamente,
o perlomeno Essere stati pienamente
ed aver "esperito" il Sussistere pienamente
nella misura necessaria. Altrimenti
ogni risposta ha valore effimero, perché
ci si esprime da una prospettiva alterata
riguardo a qualcosa di ignoto.
1.1. Tu nelle vite precedenti sei stato.
Riguardo alle
presunte reincarnazioni si sente spesso
affermare: Nelle vite precedenti sei
stato. Queste parole dovrebbero essere
interpretate nel modo seguente: Come
Reale Identità (Sé, Dio, Assoluto, Realtà)
e come Coscienza Infinita sei stato
incarnato attraverso tutti gli individui
concepiti sinora, sei ora incarnato
attraverso tutti gli individui "viventi"
e ti incarnerai attraverso tutti gli
individui che saranno concepiti.
Non ci fu alcun momento in cui io non fui, e tu nemmeno, e questi
sovrani di popoli neanche: né tutti
noi non saremo, affatto, d'ora in poi.
(1)
Bhagavad Gita
Tutte le vite avvenute nella storia dell'umanità
sono aspetti del Tuo esprimerti (come
Reale Identità/Assoluto), ma Tu (Reale
Identità/Assoluto) non sei mai stato/a
concepito/a e mai sarai concepito/a,
non sei mai nato/a e mai nascerai, non
hai mai vissuto e mai vivrai, non sei
mai morto/a e mai morirai.
I malintesi riguardo all'affermazione:
Nelle vite precedenti sei stato. sorgono
anche a causa dell'identificazione dell'identità
immaginata, a causa dell'ignorare la
(propria) Reale Identità. Anche il
migliore e il più preciso degli insegnamenti
sull'incarnazione può essere facilmente
frainteso da chi lo riceve, a causa
dell'identificarsi della sua identità
immaginata con il corpo, le emozioni
e i pensieri, tra cui le idee sulla
sua Anima (Coscienza) individuale.
Leggete
la
Gita dalla posizione
del Signore Krishna, come coscienza
di Krishna..Se la Gita è letta in questo spirito,
la coscienza che si è erroneamente identificata
con il costrutto corpo - mente, diventerà
consapevole della sua vera natura e
si fonderà nella sua stessa sorgente.
(2)
Nisargadatta Maharaj
Chi ignora la (propria) Reale Identità
può facilmente immaginare che l'affermazione:
Tu nelle vite precedenti sei stato.,
si riferisca a lui come individuo (individualità)
oppure a ciò che la sua identità immaginata
immagina di essere.
L'individuo in questione,
più precisamente la sua identità immaginata,
può così anche immaginare di essere
ciò che "lui" immagina che sia la Coscienza individuale,
e può infondatamente supporre che lui
come Coscienza individuale abbia "trasmigrato"
da un corpo all'altro e che "trasmigrerà"
da un corpo all'altro. Da parte sua
la
Coscienza (Infinita/Individuale)
non ha alcuna idea riguardo a se stessa
e all'individuo. La
Coscienza non ha alcuna
idea e anche nel caso che una Coscienza
individuale fosse, per assurdo e ipoteticamente,
la continuazione di una "precedente
Coscienza individuale", tale Coscienza
individuale non avrebbe certo l'idea:
sono la Coscienza individuale che
nella vita precedente era.. La
Coscienza "semplicemente"
esiste come Coscienza, senza alcuna
caratterizzazione (di tipo mentale)
e "tende" incessantemente ad autoriconoscersi.
Se, come è
accaduto, qualcuno viene a dirmi di
conoscere perfettamente tutto quel che
mi è successo nel corso di undici incarnazioni,
gli rispondo: "Queste sono tue idee,
io non ti conosco. Tu affermi di conoscermi
da undici incarnazioni, mentre io mi
sento di esistere solo in questo istante
e questa esperienza "io sono" è l'unica
con la quale sono strettamente in contatto.
Questo lo so. Io non so niente di vite
precedenti o di altre nascite. Conosco
questa vita, in cui mi si dice che sono
nato. (3)
Nisargadatta
Maharaj
Non si possono avere vite precedenti come individuo.
L'individualità (l'individuo) è inscindibile
dalla mente la quale inizia ad esistere
con il concepimento e termina di esistere
con la morte.
1.2 Essere pienamente PeR comprendere
L'Essere
pienamente accompagnato dall'attenta
e precisa analisi del fenomeno dell'incarnazione,
porta a rendersi conto che immaginare
che ci sia un soggetto individuale che
si reincarna deriva primariamente dall'Ignorare
la (propria) Reale Identità e cos'è
effettivamente l'incarnazione.
Anche il Divenuto
del tutto può esprimere concetti non
del tutto veritieri sull'incarnazione,
sulla (presunta) reincarnazione ed in
generale. Questo anche perché non ha
liberato il proprio esprimersi verbale
dai limiti di alcuni concetti acquisiti
durante il Divenire, soprattutto se
si tratta di concetti molto radicati
nella tradizione. Così come il discernimento
intellettuale non sottintende il Discernere
il Reale dall'irReale, così pure il
Discernere il Reale dall'irReale non
sottintende il discernere intellettivo
di qualità e la capacità di spiegare
in modo qualitativo i processi oggetto
della spiegazione.
Molti Divenuti del
tutto non hanno spiegato a se stessi
in modo qualitativo il processo dell'incarnazione
ed hanno recepito passivamente gli insegnamenti
della loro tradizione senza indagare
a fondo, anche perché in certi casi
non ritenevano tale indagine importante
né per il loro Divenire (quando non
erano ancora Divenuti del tutto), né
per l'insegnamento né per il sistema
da loro proposto. Molti Divenuti del
tutto non hanno mai analizzato a fondo
nemmeno i processi direttamente correlati
al Divenire (nel senso di processi e
metodi "direttamente" correlati alla
consapevolizzazione dell'individualità),
ma questo non significa che si sono
Realizzati in minor misura di coloro
che hanno spiegato a fondo a se stessi
i processi del Divenire. La Maturità della Coscienza
non dipende dal sapere. Tutti i Divenuti
del tutto sono Maturi nella stessa (massima)
misura.
La conoscenza effettiva
e qualitativa dei fenomeni inerenti
ai processi del Divenire esige una profonda
analisi dei processi in questione mentre
si È pienamente. Il processo dell'incarnazione
si può osservare qualitativamente soltanto
dalla prospettiva dell'Essere pienamente.
Metaforicamente, quando c'è l'Essere
pienamente, c'è l'osservazione di una
formica dalla "prospettiva degli occhi
umani". Più invece si è lontani dall'Essere
pienamente e più il punto d'osservazione
è quello di una formica che osserva
un corpo umano. Se si trova sul pavimento,
la formica può vedere, a modo suo, al
massimo una minima parte di un dito
del piede dell'uomo, mentre l'essere
umano (la sua percezione) può osservare
la formica, la stanza, gli avvenimenti
della stanza e, se ci sono porte o finestre
aperte anche ciò che succede fuori della
stanza. Più si è vicini ad Essere pienamente
e più la prospettiva di osservazione
passa dalla prospettiva della formica
alla prospettiva della percezione umana.
Più si è vicino ad Essere pienamente,
più la prospettiva di osservazione passa
dalla prospettiva limitata dell'identità
immaginata alla prospettiva obiettiva
della Reale Identità con il proprio
esprimersi come Coscienza Infinita e
singola mente. Durante il Sussistere
pienamente invece, cessa ogni osservare,
ogni esperire ed ogni prospettiva.
Con il prolungarsi
dei periodi di Essere pienamente e di
Sussistere pienamente, aumenta anche
il potenziale di analizzare e spiegare
in modo qualitativo i processi del Divenire,
ma per spiegare in modo qualitativo
i processi è necessario anche maturare
la capacità di comprenderli e di concettualizzarli.
Il potenziale massimo per approfondire
l'analisi è dato primariamente dal costante
Essere pienamente alternato al Sussistere
pienamente e accompagnato dalla maturazione
della capacità di concettualizzare in modo qualitativo. Comprendere i processi e saperseli spiegare
non è una condizione per Divenire qualitativamente,
ma tendere a comprenderli può essere
un ottimo strumento per stimolare in
modo concreto il Divenire, a condizione
che ciò sia accompagnato dalla consapevolizzazione
della mente. Altrimenti c'è il rischio
che la mente imprigioni se stessa dietro
le sbarre della mera concettualizzazione
non consapevolizzata, il che è chiaramente
un ostacolo per il Divenire in modo
qualitativo....
La versione integrale di questo articolo si trova sul nuovo sito di Andrea Pangos Editore www.andreapangos.it
(1)
Bhagavad Gita,
pag 9, II/12, Oscar Classici Mondatori,
Milano, 1999.
(2)
Nessuno nasce,
nessuno muore; Ramesh Balsekar; Il punto
d'incontro.
(3)
Alla sorgente
dell'essere, Nisargadatta Maharaj, Aequilibrium,
Milano, 1985, pag. 157-158
(4)
Vivekacudāmani - il gran gioiello della discriminazione, Śamkara, Âśram Vidja, 1989, Roma, pag. 49.