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A) Articolo L'identità immaginata
B) Meditazione per consapevolizzare l'identità immaginata

 

L'identità immaginata

Questo articolo è un breve estratto del capitolo L'Identità immaginata
tratto dal libro Realtà e illusione di Andrea Pangos
andreapangos@gmail.com www.pangoseditore.com

 

L'argomento identità immaginata è trattato  durante
il corso Conosci Te Stesso - corso per Conoscere
la Vera Identità e la Reale Identità.

 

 

Identità immaginata

L'identità immaginata è l'insieme di: ciò che l'individuo immagina di essere e di ciò che immagina di non essere. L'identità immaginata è l'insieme di fenomeni come immagini, sensazioni, emozioni, concetti, ricordi ed altro di cui l'individuo sa e che suddivide in me e non me, in base al principio  io sono questo e non sono quello. L'identità immaginata è dunque composta dal me e dal non me ovvero da ciò che l'individuo definisce io e non io. L'identità immaginata non è solamente l'insieme di elementi che l'individuo immagina di essere, perché nel definire ciò che lui è (immagina di essere), l'individuo definisce automaticamente anche ciò che lui non è (immagina di non essere). Viceversa definendo: io non sono questo e quello, influisce indirettamente anche sulla definizione: io sono questo e quello. L'identità immaginata è dunque un fenomeno più ampio di ciò che l'individuo definisce come me stesso, perché l'identità immaginata include anche ciò che l'individuo definisce come non me stesso ovvero definisce come gli altri ed il mondo, ma include anche come alcuni suoi elementi che non accetta come elementi di "se stesso". L'identità immaginata è un segmento della mente dell'individuo.  

Identità immaginata, Vera Identità e Reale Identità

Definisco l'insieme me e non me identità immaginata, perché non si tratta della Vera Identità (Totalità) e della Reale Identità (Assoluto) e perché quando non si Conosce la (propria) Vera Identità e la (propria) Reale Identità non si può che immaginare la propria Identità. Solamente chi Conosce la (propria) Vera Identità e la (propria) Reale Identità Conosce Se Stesso, mentre chi non Conosce Se Stesso può soltanto immaginare di essere ciò che immagina di essere, ovvero immaginare di non essere ciò che immagina di non essere. Pure immaginare di essere la Vera Identità senza ConoscerLa è un elemento dell'identità immaginata. Quando il singolo soltanto sa (intellettualmente) di Essere la Totalità senza però Essere Consapevole di EsserLa, allora la sua identità immaginata si compone anche di idee non consapevolizzate del tipo: Io Sono la Vera Identità, Io Sono la Totalità e la Totalità è la mia Vera Identità. Anche l'immaginare di essere la Reale Identità senza ConoscerLa è un elemento dell'identità immaginata. Quando l'individuo soltanto sa (intellettualmente) di Essere l'Assoluto senza però Essere Consapevole di EsserLo, allora la sua identità immaginata si compone anche da idee non consapevolizzate del tipo: Io Sono la Reale Identità, Io Sono l'Assoluto, l'Assoluto è la mia Vera Identità.  Dell'identità immaginata fanno dunque parte anche l'immaginare di Essere la Totalità e l'Assoluto. Soltanto sapere ed immaginare di Essere la Totalità e l'Assoluto non significa certo Essere Consapevoli di Essere la Totalità e l'Assoluto, non significa cioè ConoscerSi come la Totalità e come l'Assoluto. L'identità immaginata è appunto primariamente una conseguenza del non Conoscere la (propria) Vera Identità ovvero la (propria) Reale Identità, vale a dire del non ConoscerSi come la Totalità e come l'Assoluto. Ogni essere umano è, in effetti, la Totalità mentre in Realtà è l'Assoluto. 

La conversione dell'identità immaginata

L'identità immaginata non è "negativa di per sé", anzi, l'identità immaginata è uno  strumento che utilizzato opportunamente può portare a Conoscere la (propria) Vera Identità e la (propria) Reale Identità. In questo caso l'identità immaginata è uno strumento per stimolare il Divenire. È proprio nell'ambito dell'identità immaginata che avviene la decisione di stimolare il Divenire ovvero di eliminare gli ostacoli per Divenire. Così come l'identità immaginata ostacola il Divenire, così lo può pure stimolare. Quando l'individuo decide di stimolare il Divenire, tale decisione "è  presa (anche) dall'identità immaginata", perché sino a che non si Diviene del tutto, l'identità immaginata è sempre presente. Essendo l'identità immaginata un elemento effettivamente esistente e presente sino a che non si Diviene del tutto,  quello che si può fare è decidere il modo in cui farne uso e determinare così la qualità del suo utilizzo. 

Dell'identità immaginata non si può fare a meno semplicemente negandola. Anzi, tale approccio ostacola il Divenire, perché crea conflitti tra vari segmenti dell'identità immaginata, rafforzandola. L'identità immaginata va percepita come potenziale alleato per il Divenire e non come nemico. Per Divenire è necessario allearsi con l'identità immaginata e non combatterla, perché guerreggiarla significa anche creare conflitti che nutrono la stessa identità immaginata aumentando il divario tra l'io ed il non io, il che ostacola il Divenire. È sempre l'identità immaginata ad essere in conflitto con se stessa. L'identità immaginata va utilizzata come scialuppa per raggiungere l'altra sponda del fiume, per passare cioè "dall'essere governati" dall'identità immaginata al "governare" l'identità immaginata per neutralizzarla attraverso la consapevolizzazione. 

Strumentalizzare l'identità immaginata in funzione del Divenire è l'utilizzo più qualitativo che si può fare dell'identità immaginata. Chiaramente, anche in questo caso è sempre l'identità immaginata a strumentalizzare se stessa, sospinta dalla decisione di stimolare il Divenire e dal Divenire di per sé. L'identità immaginata va dunque utilizzata come strumento per Divenire, il che si ottiene coscientizzandola (divenendo coscienti dei suoi contenuti) e consapevolizzandola (armonizzando le sue vibrazioni ed energie con la Coscienza Infinita). Definisco l'identità immaginata convertita in strumento per stimolare il Divenire: identità immaginata convertita.

 

Meditazione per neutralizzare l'identità immaginata

 

 Questa meditazione si esercita al corso
 
Alla Ricerca della Reale Identità -

 
ricerca e maturazione dei processi del Divenire

 

1) Chiedo alla Totalità di riprogrammarmi le cause (predisposizioni) karmiche dell'identità immaginata.
Senza visualizzare. 3'-5'

2) Chiedo alla Totalità di armonizzarmi l'identità immaginata con la Coscienza Infinita.
Senza visualizzare. Tempo: 3'-5'

3) Affido la mia identità immaginata all'Assoluto (oppure a Dio).
Senza visualizzare. Lasciare fluire i processi, lasciarsi andare, affidandosi con fiducia all'Assoluto. Tempo: 3'-5'.

4) In Realtà, "io" sono l'Assoluto (la Realtà, Dio).
Affermare 3 volte interiormente: In Realtà, io sono l'Assoluto oppure semplicemente io Sono l'Assoluto e poi dimenticarsi delle parole, lasciarsi andare di là delle parole, sino a che ogni pensiero scompare.  Tempo: quanto si vuole, minimo 5'.

5) Chiedo alla Totalità di riprogrammarmi le cause (predisposizioni) karmiche dell'identità concettuale.
 Senza visualizzare. 2'-3'

6) Chiedo alla Totalità di riprogrammarmi le cause (predisposizioni) karmiche del concetto ero così.
Senza visualizzare. 2'-3'

7) Chiedo alla Totalità di riprogrammarmi le cause (predisposizioni) karmiche del concetto sarò così.
Senza visualizzare. 2'-3'

8) Chiedo alla Totalità di riprogrammarmi le cause (predisposizioni) karmiche dell'identità immaginata.
Senza visualizzare. 2'-3'

9) Chiedo alla Totalità di armonizzarmi l'identità immaginata con la Coscienza Infinita.
Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'

10) Affido la mia identità immaginata all'Assoluto.
Senza visualizzare. Lasciare fluire i processi senza metterci la propria intenzione, lasciarsi andare, affidandosi con fiducia all'Assoluto. Tempo: 2'-3'.

11) In Realtà, "io" sono l'Assoluto (la Realtà, Dio).
Affermare 3 volte interiormente: In Realtà, io sono l'Assoluto oppure semplicemente io Sono l'Assoluto e poi dimenticarsi delle parole, lasciarsi andare di là delle parole, sino a che ogni pensiero scompare.  Tempo: quanto si vuole, minimo 3'.

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