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Brano
tratto dal romanzo spirituale
"Eternamente Qua" di Andrea Pangos
Così
come ogni tumore, anche il cancro della guerra ha un corpo
malato disposto ad ospitarlo. Fortunatamente, i tanti focolai
bellici che tormentano il corpo dell'umanità, non hanno
portato alla metastasi totale. C'è ancora speranza
per l'umanità, per un domani essenzialmente diverso.
Certezza. Perché se l'individuo ha una sola vita per
guarire, l'umanità dispone del tempo di intere generazioni.
La salute è lo stato naturale e soltanto una mente
malata, tanto da confondere la malattia con la salute, può
tendere alla malattia. E più la mente è malata,
più tende a divulgare la propria insana dottrina: la
pace si fa con la guerra. Come dire: la salute si cura con
la malattia. Così, convincendo altri, tale mente convince
anche se stessa e allora anche i dementi più dementi
appaiono normali agli occhi di altri, sempre più squilibrati,
dementi.
Il cancro della guerra si può guarire. Curando l'umanità,
iniziando da se stessi. Non domani o dopodomani. Ora. Non
con citostatici tipo bomba intelligente, chemioterapie all'uranio
impoverito, antibiotici all'antrace, terapie shock di tipo
kamikaze e via distruggendo... E nemmeno con ragionamenti
condizionati da pensieri ed emozioni di cui non si è
consapevoli: i conflitti esteriori sono la manifestazione
di conflitti interiori.
La punta dell'iceberg non è certamente l'iceberg intero.
Ciò che in genere l'uomo sa di pensare e sente di provare,
è soltanto una minima parte in confronto a quello che
cova sotto le ceneri dell'inconscio. Parlare di pace, agire
per la pace è positivo, ma non rappresenta certo la
soluzione finale. Può diminuire l'intensità
dei conflitti, ma non può portare alla pace permanente.
Le parole dette in superficie perdono forza e invertono tendenza
se turbate dai conflitti interiori che avvengono sul fondale
chiamato inconscio. Così, soltanto l'uomo che ha interiorizzato
la pace può essere portatore di pace, soltanto quando
l'umanità avrà pienamente consapevolizzato l'Onnipresente
Pace Infinita, ci potrà veramente essere pace anche
in terra.
Mente sana in corpo sano, quindi anche corpo sano "in"
mente sana. Sanare la mente significa armonizzare le emozioni
con l'Amore stimolando così i pensieri (che sono una
conseguenza delle emozioni) a tendere alla Verità.
In fin dei conti, di cos'altro ha bisogno questo mondo, se
non dell'Amore (Madre di tutte le emozioni) e della Verità?
La pace si può imporre?
Già c'è. In tutti noi. Da Sempre. Allora valorizziamo
- consapevolizziamo il suo Infinito valore.
Come?
Moltissimi i modi, le vie del Signore sono pur sempre Infinite
ed ognuno ha la propria singolare Via da tracciare. Conoscendo
- Amando - Creando. E poi (o prima) c'è la preghiera:
non come atto religioso, ma come profondo rivolgersi a Se
Stessi, come strumento per armonizzare le emozioni con la
Vibrazione Universale dell'Amore.
Pensate sia umano voler fare assimilare ad altri il proprio
modello di vita (spesso movente non consapevolizzato di molte
guerre), per quanto buono è positivo possa essere?
Non sarebbe forse meglio, come apporto personale per un mondo
migliore, consapevolizzare in se stessi l'Infinito Albero
dell'Amore, scoprendo la Scintilla del Divino che ognuno porta
in sé?
Poi, chi volesse e se vuole, raccolga pure i frutti di tale
Albero, per rinvigorirsi sul suo personale, individuale e
unico cammino.
Certo, così non si fermeranno subito le guerre. Naturale,
non si può mica guarire dall'oggi al domani una malattia
datata millenni. Dai! Forza! Iniziamo perlomeno a non scatenarne
di nuove.
L'importante è iniziare a curarsi, consapevolizzare
la mente, burattinaio di cui l'uomo è inconsapevole
burattino, affinché un giorno l'umanità viva
in un mondo di pace. Ognuno di noi è il potenziale
fautore di tale mondo.
Mettersi in pace con se stessi e con gli altri, è già
un ottimo inizio.
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