Amore
mio, ti ho fatto fuori. Ma (purtroppo) non sono stato io.
Brano
tratto dal romanzo spirituale
"Eternamente
Qua" di Andrea Pangos
Gelosia: caratteristica emozione umana. Assenza di consapevolezza:
tipico stato umano. La loro alleanza risulta spesso micidiale,
talvolta addirittura letale. Machiavellica la gelosia nell'usare
linconsapevolezza. Altamente ammaliante linconsapevolezza
nel dare limpressione di essere il proprio opposto:
la consapevolezza. Entrambe sanno che forse qualcuno sospetterà
sì di loro, ma che di certo rimarranno impunite e al loro
posto sarà incolpato e punito chi gli ha aperto la porta.
Succede che, sorprendendo la persona amata calorosamente
unita a qualcun altro, luomo identificatosi con la
gelosia si adiri, causando talvolta ferite, anche fatali,
alla donna tanto amata e, talora, anche (o solo) a chi si
trovava sul palcoscenico nel ruolo in teoria riservato al
furioso vendicatore. Calmatasi la breve burrasca emozionale,
gli eventi presentano il conto al posseduto dalla gelosia
e da chissà quali altre emozioni negative. Una parcella
davvero salata per aver dato vita tanto vivacemente, tanto
realmente e con tanto successo ad un copione mai scritto.
Quando si dice improvvisazione. In questo caso è lattore
a pagare, strano vero?! Per un ruolo, una scena, quella
del crimine, piombate nella sua vita tanto inaspettatamente.
Chi io? Io colpevole? Io un assassino, si chiede.
No! Impossibile!, si risponde il protagonista di
questo drammatico cortometraggio. Ed ha pure ragione. Lui
non può aver commesso il reato. Lui non era sul luogo del
delitto quando il posto si è trasformato in tale. Lui si
era estraniato. Aveva fatto un viaggio, lontano, lontano
da Se Stesso. Tanto lontano da identificarsi con gli eventi
e divenire schiavo inconsapevole di meccanismi accumulati
chissà dove e chissà quando. E se fossero stati i meccanismi
tramandati dal nonno ad usare il corpo del nipote per uccidere?
La gelosia, linconsapevolezza, sono le vere colpevoli.
Senza ombra di dubbio. Ma sarà difficile convincere di ciò
le forze dell'ordine che hanno colto il corpo dellassassino
praticamente in fallo. E che dire ai giudici? La gelosia
non si può tirare in ballo come effettivo omicida; linconsapevolezza
nemmeno, poiché è già parte (in grandissima parte non scorta)
integrante dellabitudinaria scenografia quotidiana.
Potrà cavarsela lo sventurato additando la colpa al nonno
e al karma famigliare? Sarà considerata come attenuante
la circostanza che lassalitore è sotto linflusso
di una fattura magica? Molto improbabile. Così laccusato
passerà tra le sbarre gran parte di quel che gli rimane
da vivere. Ma non sarà mai solo. Nemmeno in cella disolamento.
Mai accusata, mai condannata, mai scorta, linconsapevolezza
gli farà perenne compagnia, mentre la gelosia verrà anchessa
a fargli visita, ciclicamente e senza preavviso, di norma
accompagnata da una fiumana di emozioni negative.
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