Dalla
prospettiva della Reale Identità (Sé,
Assoluto, Dio), la Reale Identità
Sussiste eternamente senza alcun esprimersi. Dalla prospettiva della Reale Identità non c’è alcuna manifestazione:
non ci sono né la Coscienza, né le vibrazioni,
n’é le energie, né la materia.
Quanti sono privi di attività intellettiva pensano che
io sia divenuto manifesto, mentre sono immanifesto,
e non conoscono la mia condizione suprema,
imperitura, che non ha una condizione superiore.
[1]
Bhagavad
Gita
Dalla prospettiva dell’essere umano nel suo complesso
(Natura Trina), la Reale Identità Sussiste
(con Se Stessa) e si esprime come Coscienza, vibrazioni,
energie e materia.
Io, col mio aspetto immanifesto, pervado tutto
questo universo. Tutte le creature sono
in me, mentre io non risiedo in loro. Inoltre,
le creature non sono nemmeno in me: guarda
la mia disciplina sovrana! La mia essenza
individuale sostiene le creature, ma non
è nelle creature, sebbene produca le creature.
[2]
Bhagavad
Gita
2.1.
Sussistere
pienamente
Sussistere pienamente
significa “esperire” pienamente il Sussistere
della (propria) Reale Identità senza alcun
esprimersi, vale a dire il Sussistere di
Se Stessi (il proprio Sussistere) senza
alcun esprimersi.
Dio è un permanere nella
purezza della propria essenza, nella quale
non vi sono attributi. Deve andarsene tutto
ciò che è contingente. Egli è puro dimorare
in se stesso, dove non c’è il questo ed
il quello: infatti quel che è in Dio è Dio.
Meister
Eckhart
La Reale Identità
È Immutabile e quindi non può essere conosciuta
direttamente, ma soltanto indirettamente.
La conoscenza esige un conoscitore, mentre
nell’ “ambito” della Reale Identità non
c’è né alcun conoscitore, né alcun oggetto
da conoscere né alcuna conoscenza. La Reale
Identità non conosce Se Stessa – Dio non
conosce Se Stesso.
Il Sussistere della
(propria) Reale Identità senza il Suo esprimersi
non si può esperire direttamente, perché
in questo stato non ci sono né la Coscienza
né la mente e quindi non c’è chi possa esperire
il Sussistere della Reale Identità. La Reale Identità si può conoscere soltanto
indirettamente, quando nel passare dallo
stato (Sussistere) in cui non c’è l’individualità
(Coscienza e mente) si passa consapevolmente
allo stato in cui l’individualità è manifesta,
vale a dire quando si sperimenta consapevolmente
il manifestarsi dell’individualità dalla
Reale Identità e poi il “dissolversi” dell’individualità
nella Reale Identità. Il Sussistere della
Reale Identità si conosce indirettamente,
quando “tornati” consapevolmente dal Sussistere
pienamente al Essere pienamente si conosce
chiaramente che “prima” si Era Sussistiti
pienamente. Il sorgere dell’individualità
dalla Reale Identità ed il “dissolversi”
dell’individualità nella Reale Identità
è un processo che avviene incessantemente
in ognuno, ma che può essere sperimentato
soltanto quando la mente è Quieta (consapevolizzata).
Solamente l’individualità consapevolizzata
può Conoscere la Reale Identità. La mente
Quieta può constatare la differenza tra
lo stato in cui la Reale Identità Sussiste
senza alcun esprimersi (come individualità)
e lo stato in cui la Reale Identità si esprime
come individualità. La Conoscenza di Se
Stessi è quindi inscindibile dall’essere
consapevoli del passare dal proprio Sussistere
(come Reale Identità) senza alcun esprimersi
al proprio Sussistere (come Reale Identità)
esprimendosi come individualità. Questo
significa anche Discernere il Sussistere
della Reale Identità dal Suo esprimersi,
vale a dire Discernere Se Stessi dal proprio
esprimersi.
2.2.
Essere pienamente
L’Essere pienamente è lo stato naturale
di ogni essere umano, ma a causa della mente
non Quieta (non Consapevolizzata) l’individuo
non è in questo stato.
L’Essere
pienamente è contraddistinto, tra l’altro,
proprio dalla mente Quieta (Consapevolizzata)
che è caratterizzata:
- dalla piena coordinazione di emozioni
e pensieri con la Coscienza,
- dall’Amore,
- dalla Conoscenza della (propria) Reale
Identità,
- dalla Consapevolezza,
- dall’assenza dell’identità immaginata
(“ego”, “io”),
- dall’individualità infinita,
- dalla percezione unitaria, vale a dire
dall’esperire che il c.d. soggetto ed il
c.d. oggetto non sono divisi, ma sono aspetti
indivisibili e diversi dello stesso processo
(della propria mente), e
- dal Discernere il Reale (Dio, Assoluto,
Sé) dall’irReale (Coscienza, vibrazioni,
energie, materia), vale a dire dal Discernere
Se Stessi (Reale Identità) dal proprio esprimersi
(individualità: Coscienza e mente).
L’immersione è la realtà
che sopravviene quando l’essere si stabilisce
al di fuori dell’io, al di là dello sforzo,
oltre l’azione e il movimento. Finisce con
l’annegare dentro l’acqua, e ogni azione
che da quello proviene non è un’azione sua,
ma dell’acqua. Se tuttavia in quell’acqua
egli riesce a muovere la mano o un piede,
non lo si può dire “annegato”, e se getta
il grido: “Affogo!”, non la si chiama immersione.
Davvero annegato è colui nel quale non rimane
né moto né alcun gesto, e tutti i suoi movimenti
sono dovuti all’acqua.
[3]
Rumi
Non Discernere il Sussistere
della (propria) Reale Identità dal Suo esprimersi
è causa di molte incomprensioni. Soltanto
Discernere il Sussistere pienamente dall’Essere
pienamente, offre la certezza che la Reale
Identità (Dio, Sé, Assoluto, Realtà) è l’unica
Realtà e che il suo esprimersi (Coscienza,
vibrazioni, energie e materia) esiste soltanto
come illusione che in Realtà non c’è.
Fra
mille uomini, qualcuno si adopera per raggiungere
la perfezione e soltanto qualcuno, fra quanti
si adoperano per raggiungere la perfezione,
mi conosce realmente.
[4]
Bhagavad
Gita