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SUSSISTERE ED ESSERE

Brano estratto dal libro
KARMA E INCARNAZIONE
di Andrea Pangos
Pag. 144   12,50
Per ordinare il libro andreapangos@gmail.com

            2. Sussistere ed Essere        

Dalla prospettiva della Reale Identità (Sé, Assoluto, Dio), la Reale Identità Sussiste eternamente senza alcun esprimersi. Dalla prospettiva della Reale Identità non c’è alcuna manifestazione: non ci sono né la Coscienza, né le vibrazioni, n’é le energie, né la materia.

 

          Quanti sono privi di attività intellettiva pensano che io sia divenuto manifesto, mentre sono immanifesto, e non conoscono la mia condizione suprema, imperitura, che non ha una condizione superiore. [1]
Bhagavad Gita

 

            Dalla prospettiva dell’essere umano nel suo complesso (Natura Trina), la Reale Identità Sussiste (con Se Stessa) e si esprime come Coscienza, vibrazioni, energie e materia.

 

          Io, col mio aspetto immanifesto, pervado tutto questo universo. Tutte le creature sono in me, mentre io non risiedo in loro. Inoltre, le creature non sono nemmeno in me: guarda la mia disciplina sovrana! La mia essenza individuale sostiene le creature, ma non è nelle creature, sebbene produca le creature. [2]
Bhagavad Gita

 

          2.1. Sussistere pienamente

         

          Sussistere pienamente significa “esperire” pienamente il Sussistere della (propria) Reale Identità senza alcun esprimersi, vale a dire il Sussistere di Se Stessi (il proprio Sussistere) senza alcun esprimersi.

 

          Dio è un permanere nella purezza della propria essenza, nella quale non vi sono attributi. Deve andarsene tutto ciò che è contingente. Egli è puro dimorare in se stesso, dove non c’è il questo ed il quello: infatti quel che è in Dio è Dio.
Meister Eckhart   

          La Reale Identità È Immutabile e quindi non può essere conosciuta direttamente, ma soltanto indirettamente. La conoscenza esige un conoscitore, mentre nell’ “ambito” della Reale Identità non c’è né alcun conoscitore, né alcun oggetto da conoscere né alcuna conoscenza. La Reale Identità non conosce Se Stessa – Dio non conosce Se Stesso.         

          Il Sussistere della (propria) Reale Identità senza il Suo esprimersi non si può esperire direttamente, perché in questo stato non ci sono né la Coscienza né la mente e quindi non c’è chi possa esperire il Sussistere della Reale Identità.  La Reale Identità si può conoscere soltanto indirettamente, quando nel passare dallo stato (Sussistere) in cui non c’è l’individualità (Coscienza e mente) si passa consapevolmente allo stato in cui l’individualità è manifesta, vale a dire quando si sperimenta consapevolmente il manifestarsi dell’individualità dalla Reale Identità e poi il “dissolversi” dell’individualità nella Reale Identità. Il Sussistere della Reale Identità si conosce indirettamente, quando “tornati” consapevolmente dal Sussistere pienamente al Essere pienamente si conosce chiaramente che “prima” si Era Sussistiti pienamente. Il sorgere dell’individualità dalla Reale Identità ed il “dissolversi” dell’individualità nella Reale Identità è un processo che avviene incessantemente in ognuno, ma che può essere sperimentato soltanto quando la mente è Quieta (consapevolizzata). Solamente l’individualità consapevolizzata può Conoscere la Reale Identità. La mente Quieta può constatare la differenza tra lo stato in cui la Reale Identità Sussiste senza alcun esprimersi (come individualità) e lo stato in cui la Reale Identità si esprime come individualità. La Conoscenza di Se Stessi è quindi inscindibile dall’essere consapevoli del passare dal proprio Sussistere (come Reale Identità) senza alcun esprimersi al proprio Sussistere (come Reale Identità) esprimendosi come individualità. Questo significa anche Discernere il Sussistere della Reale Identità dal Suo esprimersi, vale a dire Discernere Se Stessi dal proprio esprimersi. 

 

            2.2. Essere pienamente

         

            L’Essere pienamente è lo stato naturale di ogni essere umano, ma a causa della mente non Quieta (non Consapevolizzata) l’individuo non è in questo stato.

           

            L’Essere pienamente è contraddistinto, tra l’altro, proprio dalla mente Quieta (Consapevolizzata) che è caratterizzata:

          - dalla piena coordinazione di emozioni e pensieri con la Coscienza,

          - dall’Amore,

          - dalla Conoscenza della (propria) Reale Identità,

          - dalla Consapevolezza, 

          - dall’assenza dell’identità immaginata (“ego”, “io”),

          - dall’individualità infinita,

          - dalla percezione unitaria, vale a dire dall’esperire che il c.d. soggetto ed il c.d. oggetto non sono divisi, ma sono aspetti indivisibili e diversi dello stesso processo (della propria mente), e

          - dal Discernere il Reale (Dio, Assoluto, Sé) dall’irReale (Coscienza, vibrazioni, energie, materia), vale a dire dal Discernere Se Stessi (Reale Identità) dal proprio esprimersi (individualità: Coscienza e mente).  

          L’immersione è la realtà che sopravviene quando l’essere si stabilisce al di fuori dell’io, al di là dello sforzo, oltre l’azione e il movimento. Finisce con l’annegare dentro l’acqua, e ogni azione che da quello proviene non è un’azione sua, ma dell’acqua. Se tuttavia in quell’acqua egli riesce a muovere la mano o un piede, non lo si può dire “annegato”, e se getta il grido: “Affogo!”, non la si chiama immersione. Davvero annegato è colui nel quale non rimane né moto né alcun gesto, e tutti i suoi movimenti sono dovuti all’acqua. [3]
Rumi         

          Non Discernere il Sussistere della (propria) Reale Identità dal Suo esprimersi è causa di molte incomprensioni. Soltanto Discernere il Sussistere pienamente dall’Essere pienamente, offre la certezza che la Reale Identità (Dio, Sé, Assoluto, Realtà) è l’unica Realtà e che il suo esprimersi (Coscienza, vibrazioni, energie e materia) esiste soltanto come illusione che in Realtà non c’è.           

                Fra mille uomini, qualcuno si adopera per raggiungere la perfezione e soltanto qualcuno, fra quanti si adoperano per raggiungere la perfezione, mi conosce realmente. [4]
Bhagavad Gita



[1] Bhagavad Gita, Oscar Classici Mondadori, 1999, pag. 39. 

[2] Bhagavad Gita, Oscar Classici Mondadori, 1999, pag. 10. 

[3] L’essenza del reale, Jalal ad Din Rumi, Libreria Editrice Psiche, Torino, 1995, pag. 64.

[4] Bhagavad Gita, Oscar Classici Mondadori, 1999, pag. 37.

 

 


 

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