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Essere coscienti non significa
essere consapevoli
Tratto dal libro Saggio
sulla maturazione spirituale di Andrea Pangos
Durante
i corsi di meditazione di Andrea Pangos,
oltre che le tecniche per la Realizzazione del Sé,
sono trattati anche
gli argomenti di questo brano.
Lindividuo
autocosciente confonde lessere coscienti con lessere
consapevoli. Soltanto lindividuo autoconsapevole può
discernere la differenza tra lessere coscienti e lessere
consapevoli. Non è una questione di conoscenza linguistica,
bensì tale incomprensione trae origine dalla non conoscenza
dello stato di consapevolezza, ovvero di ciò che è la Consapevolezza.
Tale ignoranza fa presumere che essere coscienti
e essere consapevoli siano
sinonimi. Essere consapevoli è levoluzione dellessere
coscienti.
Chi è consapevole discerne perfettamente
lenorme differenza che intercorre tra lessere
consapevoli e lessere coscienti, mentre per chi è soltanto
cosciente, questi due termini non possono essere altro che
concetti di cui ignora leffettivo significato. Affermare
di sapere cosa significa essere consapevoli senza esserlo,
è un po come dire di sapere cosa significa nuotare,
senza però aver mai messo piede in acqua. Chiaramente, sapere
cosa significa nuotare non significa anche saper nuotare.
Chi è consapevole, ha bevuto lacqua in prossimità della
fonte e conosce il gusto dellacqua sorgiva, mentre chi
è soltanto cosciente, può soltanto immaginare di come sia
lacqua in prossimità della fonte. Metaforicamente scrivendo,
soltanto chi è consapevole può bere lacqua, mentre chi
è cosciente può soltanto parlare dellacqua. Così come
parlare di acqua non disseta, così anche solo parlare o riflettere
di consapevolezza non porta alla consapevolezza,
anche se riflettere in modo approfondito sulla consapevolezza
stimola dei processi di consapevolizzazione. Quando a parlare
di consapevolezza o a far riflettere su questo argomento è
un individuo (auto)consapevole, tale agire assume un significato più importante.
Con il solo proprio esistere lindividuo consapevole
stimola la consapevolizzazione altrui e inoltre può usare
lo strumento della divulgazione verbale per stimolare ulteriormente
i processi di consapevolizzazione.
Essere coscienti significa
essere a conoscenza di qualcosa. Lessere coscienti è
caratterizzato anche dallidentificazione con ciò di
cui si è coscienti. È dunque caratterizzato da stati mentali
come attrazione, repulsione, fastidio, piacere, turbamento,
euforia, tristezza
Lo stato dellessere consapevoli
non è descrivibile, ma per rendere lidea si può dire
che essere consapevoli significa non identificarsi in ciò
di cui si è a conoscenza. Questo vuole dire anche che ciò
di cui si è consapevoli non influisce sul proprio stato mentale
e la mente rimane quieta. L essere consapevoli sta a
significare il disporre di uno stato mentale in cui le emozioni
e i pensieri sono pienamente armonizzati con la Coscienza
Infinita. Consapevolezza. Lessere consapevoli è caratterizzato
dal non attaccamento, dalla non attrazione, dalla non repulsione
.
Lessere consapevoli è caratterizzato dallAmore
Incondizionato e dalla percezione non duale.
Essere consapevoli significa
anche percepire le cose direttamente e in modo non distorto.
Quando si è consapevoli si percepiscono le cose per come sono
e non come sembrano essere. Essere consapevoli significa anche
non interpretare intellettualmente gli avvenimenti.
Mentre si è consapevoli il percepito non viene arricchito-condito
di proiezioni mentali, da desideri, aspettative, paure ecc
Non si tratta di reprimere, che è unattività mentale
soffocante, bensì di testimoniare consapevolmente
il libero fluire degli avvenimenti.
In un certo senso, chi è cosciente
mentre osserva un quadro, ci
dipinge sopra la manifestazione delle proprie proiezioni
mentali, mentre chi è consapevole, osserva il quadro in pace
senza aggiungerci proiezioni mentali. Lo stato mentale di
chi è cosciente dipende molto da ciò che sta percependo, mentre
lo stato mentale di chi è consapevole non dipende da ciò che
percepisce.
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"Coscientizzare" e consapevolizzare
la mente
Tratto
dal libro "Saggio sulla maturazione spirituale" di Andrea
Pangos
Durante
i corsi di meditazione di Andrea Pangos,
oltre che le tecniche per la Realizzazione del Sé,
sono trattati anche
gli argomenti di questo brano.
Essere coscienti di un'emozione significa essere a conoscenza
dell'emozione, identificarsi con essa e reagire ad essa. Coscientizzare
un'emozione significa venire a conoscenza di un emozione.
Nell'individuo autocosciente avvengono costantemente le vibrazioni
dei pensieri negativi e delle emozioni negative, soltanto
che ne è cosciente soltanto in parte e soltanto in determinati
momenti o periodi. Spesso si sente dire: Ho iniziato ad avere paura, oppure Ora provo rabbia, ma effettivamente le
vibrazioni della paura e/o della rabbia, avvenivano già prima,
soltanto che l'individuo autocosciente non ne era cosciente.
Molto più veritiera è l'affermazione Mi
stanno uscendo le paure, che fondamentalmente sta a significare
che l'individuo in questione sta coscientizzando le paure
che fanno parte in pianta stabile della sua mente.
Essere consapevoli di un'emozione significa essere
a conoscenza dell'emozione senza identificarsi con essa, cioè
osservarla come processo vibratorio che avviene nell'ambito
dell'individualità, senza però esserne coinvolti e reagire
(naturalmente in questi casi l'essere consapevoli si alterna
spesso con l'essere coscienti). Questo non significa reprime
l'emozione. Consapevolizzare un'emozione significa tutt'altro
che reprimerla. Consapevolizzare un'emozione significa armonizzarla
con la Consapevolezza, ovvero trasformare l'emozione in Onnipresente
Vibrazione dell'Amore individuata. Un'emozione consapevolizzata
è quindi un'emozione in armonia con l'Onnipresente Vibrazione
dell'Amore Universale. La mente pienamente consapevolizzata
"è composta" di Amore in forma di emozione umana individuale
e di Conoscenza in
forma di pensiero umano. Le emozioni e i pensieri della mente
pienamente consapevolizzata sono in perfetta armonia con il
Sé Infinito. L'essere consapevoli
si potrebbe definire anche come Conoscere Amando e Amare Conoscendo.
Durante la fase di consapevolizzazione di un contenuto/processo
mentale, si diventa molto più coscienti del contenuto in questione,
perché esso, ovvero la sua vibrazione, si sta armonizzando
con il Sé Infinito, ovvero con la Coscienza Infinita. Perciò
il contenuto mentale in questione è percepito nella sua totalità
o perlomeno in buona parte. Questo può rendere l'impressione
che le paure, la sofferenza, la rabbia stiano aumentando,
mentre in effetti sta avvenendo la loro armonizzazione con
il Sé Infinito. Consapevolizzando la mente si ha l'impressione
che i pensieri e le emozioni aumentano di numero e di intensità,
mentre effettivamente si sta diventando coscienti di processi
mentali che perduravano da chissà quando.
La
psicologia e la psichiatria offrono strumenti per divenire
coscienti di determinati processi mentali, ma difficilmente
possono aiutare a risolvere in modo profondo (alla radice)
e definitivo un disturbo mentale. Per la risoluzione definitiva
del problema è necessaria la consapevolizzazione del contenuto
mentale in questione, per eliminare definitivamente le emozioni
negative e i pensieri negativi è necessario eliminarne la
cause, le quali si trovano sempre sul piano della Coscienza
Infinita. La Coscienza Infinità è un aspetto del Sé Infinito
e si trova al di là della mente, ovvero la Coscienza è la
Matrice (anche) della mente. Inoltre, per avviarsi verso la
Vera Guarigione è necessario consapevolizzare l'individualità
nella sua totalità. La Vera Guarigione (sia psichica che fisica)
c'è quando l'individuo è Maturato Definitivamente, tutto il
resto è soltanto malattia diversificata.
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