L’ANIMA
E IL RICORDO DELL’ORIGINE DIVINA
Brano
estratto dal libro
KARMA
E INCARNAZIONE
di Andrea Pangos
Pag. 144 12,50 €
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Il
concetto fuorviante che l’Anima è
intrappolata dal corpo fisico, è anche
la base della credenza secondo la quale incarnandosi,
l’Anima (Coscienza) individuale perde(rebbe)
il ricordo della propria origine Divina, perché
intrappolata nella carne/nel corpo fisico. L’effettivo
stato dei processi è però ben
diverso. La Coscienza (individuale) non perde
e nemmeno può perdere il ricordo della
propria origine Divina (perché “intrappolata”
nella carne/nel corpo fisico), per vari motivi:
- come appena spiegato, la Coscienza (Anima)
individuale non è intrappolata nella
carne/nel corpo fisico, perché non è
nella carne/nel corpo fisico, ma è anche
la “matrice della carne/del corpo fisico”
ed è la carne/il corpo fisico ad esistere
“nella” Coscienza;
- la Coscienza (Anima) non può perdere
il ricordo. La Coscienza non ha ricordi, i quali
sono esclusivi alla memoria e quindi alla mente
che è, ripetiamolo, una manifestazione
della Coscienza. La Coscienza esiste “di
là” di ogni ricordo inteso come
memoria. La Coscienza (Infinita) contiene tutti
i dati (sotto forma di processi nell’ambito
della stessa Coscienza Infinita) della storia
dell’umanità ovvero dell’esprimersi
della Reale Identità, ma non ha alcun
ricordo in forma di immagine, sensazione, emozione,
pensiero. Nell’ambito della Coscienza
non ci sono forme, fenomeni, immagini, sensazioni,
emozioni, pensieri. Il concetto sulla (presunta)
perdita della memoria da parte dell’Anima
(Coscienza), è causato anche dall’attribuire
alla Coscienza caratteristiche esclusive alla
mente, ad esempio la memoria. Si tratta di un
proiettare “di là” della
mente ciò che è esclusivo alla
mente, anche a causa del fatto che non si esperisce
e comprende qualitativamente la Coscienza;
- se (invece) come origine Divina della Coscienza
individuale si intende il fatto che la Coscienza
individuale “deriva” dalla Coscienza
Infinita (Divina), allora la Coscienza (individuale/Infinita)
serba incessantemente il “ricordo”
di se stessa come Coscienza (Divina), nel senso
che è consapevole di se stessa come Coscienza.
Tra l’altro, la Coscienza individuale
(l’individuarsi della Coscienza Infinita)
è una modalità della Coscienza
Infinita dell’essere consapevole di se
stessa. La Coscienza individuale non si “stacca”
dalla Coscienza Infinita, ma è un processo
nell’ambito della Coscienza Infinita ovvero
è la Coscienza Infinita stessa in individuazione
(che si individua). La Coscienza individuale
è un modo di esprimersi ed esperirsi
(autoriconoscersi) della Coscienza Infinita;
- se come Origine Divina ci si riferisce a Dio
(Reale Identità, Sé, Assoluto,
Realtà) ovvero al fatto che la Coscienza
ha Origine in/da Dio, allora la Coscienza non
ha alcun ricordo di Dio, perché come
appena spiegato la Coscienza non è dotata
di memoria (mentale) ovvero di ricordi, ma non
può nemmeno esperire Dio. La Coscienza
non esperisce Dio, perché Dio È
“di là” della Coscienza che
è l’aspetto primario dell’esprimersi
di Dio, il Quale non si può esperire
(direttamente). Dio È “di là”:
della percezione, della consapevolezza, del
consapevolizzare, dell’esperire…
Dio (Reale Identità, Sé, Assoluto,
Realtà) si può soltanto Essere
ed in Realtà non si può Essere
altro che Dio, perché soltanto Dio È
Reale.