a) Articolo: discernere la realtà dall'illusione
b) Meditazione del discernere la
Realtà dall'illusione
Discernere
la Realtà dall'illusione
Questo articolo è tratto dal libro
Realtà e illusione
di Andrea Pangos
andreapangos@gmail.com www.pangoseditore.com
L'argomento Discernere
la Realtà dall'illusione
è trattato durante il corso
Alla Ricerca
della Reale Identità -
ricerca e maturazione dei processi del Divenire
Discernere
la Realtà dall'illusione significa Discernere Dio dalla
Manifestazione.
Dio (l'Assoluto)
E' Reale.
La Manifestazione
(di Dio) è irReale: l'illusione.
Discernere
la Realtà dall'illusione è la funzione massima della mente.
Impara a discriminare tra il Reale e
l'irreale,
aggrappati alla Realtà.
Quello che prima non esisteva,
e che non esisterà alla fine, non è reale
La Realtà è
Quello che esiste sia all'inizio sia alla fine
Le mente crea il mondo
(Storie dello yoga Vasishtha, pag 86, Edizioni Vidyananda)
Il Divenire avviene attraverso tre stati: la veglia, il sogno e il sonno
profondo che avvengono nel processo chiamato vita umana
che è di per sé un sogno. Non Discernere la Realtà dall'illusione
significa sognare: ad occhi chiusi e ad occhi aperti. Ciò
che cambia è soltanto la modalità dello sognare. Quando
non si Discerne la Realtà dall'illusione si sogna di essere
svegli, si sogna di addormentarsi, si sogna di sognare,
si sogna
di essere nello stato di sonno profondo e si sogna di risvegliarsi.
Chi non Discerne la Realtà
dall'illusione immagina di addormentarsi, di svegliarsi,
di riaddormentarsi, di risvegliarsi..., mentre, in effetti,
sta soltanto dormendo/sognando in modo diverso. Sognando
nel modo appropriato, vale a dire vivendo in modo da stimolare
qualitativamente il Divenire, il singolo può giungere a
Discernere la Realtà dall'illusione: Esperire che la vita,
il mondo, l'universo e la stessa Coscienza Infinita (Conoscenza
- Amore - Potenza) sono illusioni ed Esperire Dio (l'Assoluto)
come Unica Realtà e come (propria) Reale Identità. Utilizzato
in modo opportuno, il sogno chiamato vita è uno strumento
per disilludersi dall'incanto del sognare di essere colui
che vive e per EsperirSi (1) come Immutabile Origine (Dio) di tutta la vita
e dell'intera Manifestazione (Coscienza - vibrazioni - energia
- materia).
(1) Essere,
che è lo "stato" in cui si "esperisce" Dio come Unica Realtà
e come (propria) Reale Identità, è comunque "di là" dell'esperire.
Essere è "di là" del percepire e "di là" del non percepire,
perché quando si È, non c'è più il soggetto che percepisce,
anche nel senso che non ci sono né l'identità immaginata
né l'individualità.
Chi non Discerne la Realtà dall'illusione sogna: di essere
stato concepito, di essere nato, di star vivendo e di dover
morire. In effetti, tutti i concepimenti, tutte le nascite,
tutte le vite e tutte le morti avvengono come sogno in ciò
che ogni essere umano in Realtà È: Dio. In Realtà invece,
non c'è mai stato né mai ci sarà: alcun concepimento, alcuna
nascita, alcuna vita, alcuna morte. Ogni processo è irReale.
Soltanto Dio È Reale. Inoltre, la vita esiste sì come illusione,
ma non c'è nessuno che la vive. Le idee e le sensazioni
che qualcuno sta vivendo, ovvero l'idea e la sensazione
di essere colui che vive, sono conseguenze dell'identificarsi
con il corpo, le emozioni e i pensieri. Sono conseguenze
dell'identità immaginata che è l'insieme di ciò che s' immagina
di essere e di ciò che s'immagina di non essere). Quando l'identità immaginata si dissolve, si dissolve
l'io e non c'è più un qualcuno (l'io, l'identità immaginata)
che immagina di vivere. C'è semplicemente la vita. Non c'è
più: io ascolto, io parlo, io vedo, io vivo., ma esiste
(sempre come illusione) semplicemente e soltanto l'ascoltare,
il parlare, il vedere, il vivere ovvero la vita. La vita
è un'illusione, l'abbaglio che ci sia qualcuno che la vive
è un'illusione nell'illusione. La vita è di per sé un'entità
e per essere vita non "ha bisogno di un'ulteriore
entità che la abiti", non ha bisogno di un'entità
che la viva. A chi non Discerne la Realtà dall'illusione,
queste affermazioni potrebbero sembrare fantasie, frutto
di pazzia e di allucinazioni. In effetti, però, l'allucinato
è chi non Discerne la Realtà dall'illusione, chi percepisce
il mondo come Reale e chi immagina che ci sia qualcuno che
vive. Chi Discerne
la Realtà dall'illusione Esperisce che l'Universo è un sogno
e che non c'è maggior allucinazione del credere che la vita
e l'Universo siano Reali. Consapevolizzando in modo qualitativo
la propria individualità e la sua illusorietà, il singolo
può trascendere la vita: disilludendosi di essere stato
concepito, di essere nato, di essere colui che vive e di
essere colui che morirà.
Basta un attimo di Discernimento della Realtà dall'illusione
per chiarire che le suddette argomentazioni: sul sognare
quando s'immagina di essere svegli, sulla vita come sogno,
sull'illusorietà dell'Universo., non sono mero filosofare,
ma veritiere constatazioni.
Il mondo appare solo attraverso la mente, sembra reale
solo a causa della mente. La mente proietta questo mondo,
che è falso come la città sulle nuvole. Fino a quando non
sorge la convinzione che l'apparenza del mondo è irreale
non è possibile né la liberazione dal dolore né la realizzazione
della propria vera natura. (Storie dello yoga Vasishtha,
pag. 12 e 28, Edizioni Vidyananda)
Discernere la Realtà dall'illusione significa esperire in
modo sano, mentre non Discernere la Realtà dall'illusione
rappresenta una particolare forma di malattia mentale: la
schizofrenia di base. Soltanto quando si È in modo spontaneo,
si Discerne pienamente la Realtà dall'illusione. Il termine
esperire riferito ad Essere (verbo) e al Discernere la Realtà
dall'illusione, va preso in senso figurativo, per rendere
l'idea, perché Essere in modo spontaneo è "di là" dell'esperire.
Quando si È "non c'è né esperire né non esperire, né percezione
né non percezione". Dio con il proprio esprimersi è Essere
(2).
(2) L'affermazione
"Dio con il proprio esprimersi è Essere.", è tratta dal
libro Bivanje, Zoran e Milica Gruicic, YuTOpag, Novi Sad,
2005.
Come il dipinto di un fantasma impaurisce un bambino,
così il mondo irreale appare reale all'ignorante e diventa
causa di indicibili sofferenze. (Storie dello yoga Vasishtha, pag. 41, Edizioni Vidyananda)
Il non esperire la vita come effimero sogno è una conseguenza
dell'identificarsi con il corpo, le emozioni, i pensieri
e la Coscienza ovvero dell'immaginare che il corpo, le emozioni,
i pensieri e la Coscienza siano Reali, il che impedisce
di Esperire la (propria) Reale Identità (Dio). Il corpo
fisico, le emozioni, i pensieri e la Coscienza sono aspetti
diversi dell'illusione chiamata Manifestazione (di Dio).
Come già scritto, per chi non Discerne la Realtà dall'illusione,
la differenza fondamentale tra ciò che comunemente si definisce
essere svegli e ciò che si definisce dormire, consiste in
una diversa modalità di sognare. Quando chi non Discerne
la Realtà dall'illusione dorme e sogna il "proprio" corpo,
sogna di avere un corpo nel sogno. Quando chi non Discerne
la Realtà dall'illusione si sveglia ovvero apre gli occhi,
inizia a sognare di avere un corpo fisico. Chi non Discerne
la Realtà dall'illusione, definisce illusorio (un sogno)
il corpo che sognava durante il sognare, mentre definisce
reale il corpo fisico che percepisce quando si sveglia,
quando apre gli occhi. In effetti, sogna ambedue i corpi.
Ambedue i corpi sono elementi del suo sognare di essere
ciò che immagina di essere, sognare causato dall'identificarsi
con l'identità immaginata e dall'ignorare la (propria) Reale Identità
(Dio). Il corpo che
comunemente è definito reale corpo fisico, è un corpo
sognato al pari del corpo che comunemente è definito corpo
sognato durante il sogno. Il corpo che l'uomo sogna
(immagina) di avere durante lo stato di veglia, è un sogno
come lo è pure lo stato di veglia. Il corpo che è percepito
nel sogno inteso nel senso comune del termine, appare nella
mente ovvero è un aspetto della mente. Così pure, il corpo
che si percepisce durante lo stato di veglia appare nella
mente, ovvero è un aspetto della mente. Ad ogni modo, quando
chi non Discerne la Realtà dall'illusione, afferma: il
corpo che ho sognato di avere durante il sogno, non era
reale, afferma il vero, perché chi non Discerne la Realtà
dall'illusione, sogna anche durante lo stato di veglia.
Quindi il suo riferirsi al sogno è un riferirsi sia al sogno
di essere sveglio sia al sogno di aver dormito/sognato.
Non immagina nemmeno che anche quando è sveglio, più precisamente
immagina di essere sveglio, lui sta dormendo. Sta soltanto
sognando di essere sveglio. ...
La versione integrale di questo articolo si trova sul nuovo sito di Andrea Pangos Editore www.andreapangos.it
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