Discernere
la
Reale Identità dal
Suo esprimersi
articolo di
Andrea Pangos
andreapangos@gmail.com
1.Discernere la Reale Identità dal Suo esprimersi
Chi non Discerne la (propria) Reale
Identità (Sé, Dio, Assoluto, Realtà)
dal Suo irReale esprimersi (Coscienza
e mente), o non Discerne almeno la
Coscienza dalla mente,
ritiene di essere stato concepito, di
essere nato/a, di star vivendo e di
dover morire. Ad
essere precisi, è l'identità immaginata
che immagina ciò. La Reale Identità
non immagina, la
Coscienza (Infinita/individuale)
non immagina. L'identificazione dell'identità
immaginata con il corpo fisico, con
l'attività emotiva e l'attività intellettuale,
rende al singolo (alla sua mente) l'abbaglio
di essere colui che è stato concepito,
che è nato, che sta vivendo e che un
giorno morirà.
In effetti: tutti i concepimenti,
tutte le nascite, tutte le vite e tutte
le morti avvengono come irReale espressione
della (propria) Reale Identità.
In Realtà: non c'è mai stato
né mai ci sarà alcun esprimersi della
Reale Identità. In Realtà non c'è mai stato e ci sarà
mai: alcun concepimento, alcuna nascita,
alcuna vita, alcuna morte.
Tutti i concepimenti, tutte le nascite, tutte
le vite e tutte le morti sono aspetti
diversi dell'irReale esprimersi della
Reale Identità (di ogni essere umano).
Come ogni processo, pure ogni concepimento,
ogni nascita, ogni vita, ogni morte,
come pure il mondo e l'intero Universo
sono irReali, anche perché appaiono
nella mente, la quale è concepita e
muore e quindi è impermanente, temporale
e dunque irReale.
Tra
l'altro, come già spiegato, la mente
non è concepita (nasce) soltanto una
volta e non muore soltanto una volta.
A causa del principio di creazione,
mantenimento ed "annullamento" della
mente, essa è concepita e muore "innumerevoli"
volte ogni attimo. La mente inquieta
(non consapevolizzata) non scorge questo
triplice processo di costituzione, mantenimento
e decostituzione di se stessa, mentre
la mente quieta (consapevolizzata) può
esperire tale proprio costituirsi, mantenersi
e decostituirsi. La
mente quieta (consapevolizzata) si costituisce,
mantiene e decostituisce consapevolmente
esperendo in ciò la propria illusorietà.
Meditando:"io non sono l'anima vivente", ma:
"Io sono il supremo Brahman" ed eliminando
il desiderio impressione precedentemente
prodotto, compi la rimozione delle tue
sovrapposizioni. (1)
Śamkara
1.1. "NESSUNO NASCE" E "NESSUNO MUORE"
Secondo
alcuni insegnamenti nessuno nasce e
nessuno muore. In ciò c'è "della verità"
(*), ma tale affermazione non è del
tutto precisa. La Reale Identità
e la
Coscienza non nascono
e non muoiono, ma la mente è concepita
(nasce) e muore. Dunque, è più preciso
affermare che in Realtà nessuno/nulla
nasce e nessuno/nulla muore, perché
soltanto la Reale Identità
È Reale e in Realtà non c'è alcuna espressione
della Reale Identità. Dunque,
in Realtà, non c'è né alcuna mente,
né alcun corpo fisico (che è un aspetto
della mente), né alcuna Coscienza (Infinita/individuale).
La
Reale Identità
(Sé, Dio, Assoluto, Realtà) non nasce,
non vive, non muore.
La Coscienza non nasce, non
vive, non muore.
La mente nasce
e muore.
La vita vive se
stessa.
(*)
Come del resto in ogni insegnamento,
affermazione, concetto. Anche la menzogna
"più grande" "contiene" "un minimo di
verità".
1.1.1. LA REALE IDENTITÀ NON NASCE, NON VIVE, NON MUORE
La
Reale Identità
non è concepita, non nasce, non vive
e non muore. La Reale Identità
non ha mai vissuto, non vive e non vivrà
mai.
La Reale Identità
di ogni essere umano non può essere
concepita, non può nascere, non può
vivere e non può morire. La
Reale Identità è "di
là" del concepimento, della nascita,
della vita e della morte. Tutte le vite,
come anche la Coscienza Infinita,
traggono Origine dalla Reale Identità
(di ogni essere umano) e tutte le vite
sono aspetti del esprimersi della Reale
Identità, ma la Reale Identità
non è viva/non vive. La vita è un fenomeno
che avviene nell'ambito della mente
che è una manifestazione della Coscienza,
mentre la
Reale Identità È "di
là" della mente e "di là" della Coscienza.
Si afferma che abbiano un limite questi corpi,
i quali però appartengono a quanto è,
nel corpo, eterno, indistruttibile,
incommensurabile. Quindi combatti, discendente
di Bharata! Chi pensa che sia lui ad
uccidere, chi pensa che sia lui l'ucciso,
e l'uno e l'altro non sanno: lui non
uccide, non è ucciso. Non nasce, mai
muore. Non essendo venuto all'essere,
mancherà di tornare in futuro ad esistere.
Non nato, eterno, perpetuo, non muore
l'Antico, anche se il corpo muore. (2)
Bhagavad Gita
1.1.2. LA
COSCIENZA NON NASCE,
NON VIVE, NON MUORE
La
Coscienza
(Infinita/individuale) non è concepita,
non nasce, non vive e non muore; non
può essere concepita, non può nascere,
non può vivere e non può morire.
La
Coscienza (Infinita/individuale)
è "di là" della mente e quindi "di là"
anche del concepimento, della nascita,
della vita e della morte. La Coscienza esiste "di là
della vita".
La Coscienza è anche la Matrice della mente e con
questo anche di ogni embrione, di ogni
corpo e di ogni vita e degli avvenimenti
definiti come concepimento, nascita,
vita e morte. I processi della Coscienza
"rendono possibile" la vita e la
Coscienza si autoriconosce
anche attraverso la vita e si individua
attraverso la vita umana, ma la Coscienza di per sé non è viva e "non percepisce"
la vita. I processi che nell'ambito
della mente sono definiti processi vitali,
nell'ambito della Coscienza Infinita
sono processi nell'ambito della stessa
Coscienza. In un certo senso però, questi
processi sono "processi vitali" perché
senza di essi non ci sarebbe la vita,
la quale è una manifestazione degli
Accadimenti Effettivi che Accadono nella
Coscienza.
Gli Accadimenti Effettivi avvengono
nell'ambito della Coscienza come processi
nell'ambito della stessa Coscienza.
Il manifestarsi di questi Accadimenti
Effettivi
attraverso la mente e nella mente,
è percepito/manifestato dalla stessa
mente sotto forma di avvenimenti, forme,
emozioni, pensieri, corpi, oggetti,
mondo, rapporti.
La mente non può esistere senza i corrispettivi
processi della Coscienza che ne determinano
l'esistenza. Di conseguenza, gli avvenimenti
mentali (vibrazioni - energie - materia/eventi,
forme, emozioni, pensieri, corpi, oggetti,
concepimento, identità immaginata, vita,
nascita, morte, mondo, universo.) non
possono avvenire (nell'ambito della
mente) senza i corrispettivi processi
(Accadimenti Effettivi) nell'ambito
della Coscienza. Processi che sono anche
la loro Matrice, la quale determina
la modalità del costituirsi, mantenersi
e decostituirsi di ciò che è percepito
come avvenimento (mentale). In sintesi,
si tratta della Matrice che determina
come la mente costituirà (se stessa)
ed elaborerà le vibrazioni in immagini,
suoni, odori, sensazioni, emozioni,
pensieri.
Come
Accadimenti Effettivi nell'ambito della
Coscienza, il concepimento, la nascita,
la vita e la morte sono sempre processi
della Coscienza e non sono il concepimento,
la nascita, la vita e la morte "di per
sé". Anzi sono "di là" di ciò che nell'ambito
della mente è percepito
(dalla stessa mente) come ciò che è
definito
(dalla stessa mente): concepimento,
nascita, vita e morte.
Riepilogando:
- gli Accadimenti Effettivi accadono
(come illusione) nell'ambito della Coscienza
come processi della stessa Coscienza;
- gli avvenimenti mentali e la stessa
mente, sono manifestazioni ("proiezioni")
illusorie degli Accadimenti Effettivi
che avvengono nell'ambito della Coscienza
e sono quindi un'illusione nell'illusione/dell'illusione;
- nessun accadimento (né mentale, né
Effettivo nell'ambito della Coscienza)
è Reale. Nessun accadimento/processo
può essere Reale. Ogni processo è mutabile
ed il mutabile non può essere Reale.
1.1.3.
LA
MENTE NASCE E MUORE
Il concepimento, la nascita, la vita
e la morte sono processi/aspetti della
mente. Tutte
le menti individuali e di conseguenza
tutti i corpi fisici, tutti i concepimenti,
tutte le nascite, tutte le vite e tutte
le morti sono espressioni della Reale
Identità e dei processi della Coscienza.
La
mente è concepita e muore, mentre il
concepimento dell'embrione, la nascita
del corpo fisico, la vita e il morire
avvengono nella mente ovvero sono aspetti
della mente.
Ad
essere precisi, ci sono tre
tipi di morte della mente:
1)
la mente ha inizio (nasce) con il concepimento
e termina (muore) con la (propria) morte,
la quale corrisponde alla c.d. morte
fisica;
2)
ogni attimo la mente inizia (nasce),
si mantiene (vive) e cessa (muore) "nella"
Coscienza, nel senso che la
Coscienza (individuale)
è anche la Matrice di costituzione,
mantenimento e decostituzione della
mente. Anche per questo la Coscienza è Infinita rispetto
alla mente;
3)
quando il singolo Diviene del tutto,
la sua mente si è trasmutata sostanzialmente
e ha cessato di esistere (muore) nella
forma nella quale esisteva prima che
il singolo fosse Divenuto del tutto.
La mente è terribile nello stato di veglia,
gentile nello stato di sogno, insensibile
nel sonno profondo, e morta quando non
si è in nessuno di questi tre stati.
(3)
Vasishtha Yoga
La
Reale Identità
di ogni essere umano è invece eterna,
immortale, mai concepita e mai nata.
Sappiatelo bene: la mia anima è giovane
come il giorno in cui fu creata, anzi,
ancora più giovane! Sappiatelo: non
sarei sorpreso se domani fosse ancora
più giovane di oggi! (4)
Meister Eckhart
Dopo la morte fisica, la Reale Identità
rimane (sempre) Ciò che È sempre, Ciò
"che Era" (È) (**) prima del concepimento e durante la vita: Dio
(il Sé, l'Assoluto, la
Realtà). Soltanto la
mente ovvero il corpo fisico muore.
La morte fisica corrisponde alla morte
della mente e qualsiasi cosa accade
nell'ambito della mente e alla mente,
la Reale Identità
È Immutabile. ...
La versione integrale di questo articolo si trova sul nuovo sito di Andrea Pangos Editore www.andreapangos.it
(1) Vivekacudāmani
- il gran gioiello della discriminazione,
Śamkara, Âśram
Vidja, 1989, Roma,
pag.148.
(2) Bhagavad Gita, Oscar
Classici Mondadori, 1999, pag. 10.
(3)Yoga Vasishta Sara,
L'essenza dello Yoga Vasishta, Edizioni
Milesi, 2005, pag. 16-17.
(4) La via del distacco,
Meister Eckhart, Oscar Classici Mondatori,
pag. 66.
(5) Bhagavad Gita, Oscar
Classici Mondadori, 1999, pag. 10.
(6)La via del distacco,
Meister Eckhart, Oscar Classici Mondadori,
Milano, 1996, pag. 47.
(7) Vangelo di Tomaso
(56), I vangeli gnostici. Adelphi Edizioni
Milano, 1984, pag. 13.
(8) Vangelo di Filippo,
I Vangeli gnostici, Adelphi Edizioni
Milano, 1984.pag 53
(9) Vangelo di Filippo,
I Vangeli gnostici, Adelphi edizioni
Milano, 1984,pag. 49.
(10) Vivekacudāmani
- il gran gioiello della discriminazione,
Śamkara, Âśram
Vidja, 1989, Roma,
pag.150.
(11 )Vivekacudāmani
- il gran gioiello della discriminazione,
Śamkara, Âśram
Vidja, 1989, Roma, pag.192.
(12) Storie dello yoga
Vasishtha, Edizioni Vidyananda, Assisi,
2001, pag. 86.
(13 )Yoga Vasishta Sara,
L'essenza dello Yoga Vasishta, Edizioni
Milesi, 2005, pag. 16-17.