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DESIDERI E DIVENIRE

Brano tratto dal libro:
Saggio sulla maturazione spirituale
di Andrea Pangos

 

 

Nella pace e nella perfezione assoluti,
mangia e bevi secondo i tuoi desideri.
Tutti i fenomeni sono impermanenti, tutto è ku...
È proprio questo il grande e completo satori del Buddha.
Yoka Daishi

 

 

1. CONSAPEVOLIZZARE I DESIDERI

 

I desideri sono spesso ritenuti ostacoli per Divenire (maturare spiritualmente), ma tale credenza/convinzione è soltanto parzialmente esatta. Non tutti i desideri ostacolano il Divenire. I desideri non consapevolizzati ostacolano il Divenire, mentre i desideri consapevolizzati possono essere uno strumento in funzione del Divenire.  

La rinuncia ai desideri non significa ascetismo o un atteggiamento puramente negativo nei confronti della vita. Una simile negazione di vita renderebbe l'uomo disumano. La divinità non è priva di umanità. La spiritualità deve rendere l'uomo più umano: è un atteggiamento positivo volto a esprimere tutto ciò che è buono, nobile e bello nell'uomo. Contribuisce a tutto ciò che è amabile e gradevole nell'ambiente. La spiritualità non esige che si rinunci alle attività del mondo, evitandone doveri e responsabilità. (1)

Meher Baba 

I desideri non vanno caratterizzati a priori come qualcosa di negativo da eliminare a tutti i costi, ma vanno consapevolizzati. Tendere ad eliminare forzatamente i desideri può intralciare il Divenire, anche perché è facile immaginare/mentirsi di aver trasceso un desiderio, mentre lo si è "soltanto" represso e questi è diventato causa: di conflitti "interiori" ed "esteriori", frustrazioni, complessi, sofferenza, rabbia ed altri fenomeni nocivi al Divenire ed alla salute psicofisica.  

L'approccio più qualitativo che si può avere riguardo ai desideri è quello di consapevolizzarli per realizzarli in modo consapevole e consapevolizzante. Consapevolizzare i desideri significa primariamente armonizzare le loro vibrazioni con la Coscienza: più le vibrazioni dei desideri sono coordinate con la Coscienza e più essi sono consapevolizzati.  

Distaccati dal mondo senza rinunciare ai tuoi desideri. Mantieniti a distanza dal mondo senza abbandonarlo: nel tumulto, e fuori del tumulto. E' così che si partecipa pienamente alla vita, evitando le sue trappole.

Dugpa Rimpoce

  

Consapevolizzando i desideri:

1) diminuisce l'attaccamento al desiderato e con questo anche il "vagare della mente" che è uno dei principali impedimenti per Conoscere la (propria) Reale Identità (Sé, Dio, Assoluto) e

2) molti desideri si dissolvono, mentre quelli rimasti:

-  si trasformano in processi consapevolizzati in funzione del Divenire e

- sono una forma di espressione qualitativa (consapevolizzata e consapevolizzante) della propria individualità (non dell'identità immaginata/dell'"ego"). 

Tre persone camminavano sempre con il Signore (Gesù): Maria, sua madre, la sorella di lei, e la Maddalena, detta la sua compagna. Maria infatti (si chiamava) sua sorella, sua madre, e sua compagna. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli, e spesso la baciava sulla bocca. Gli altri discepoli, vedendolo con Maria, gli domandarono: "Perché l'ami più di noi tutti?". Il Salvatore rispose e disse loro: "Com'è che io non vi amo quanto lei?" (2)  

Vangelo di Filippo

 

La seguente tabella esprime alcune delle differenze sostanziali tra i desideri consapevolizzati e quelli non consapevolizzati, vale a dire tra i desideri qualitativi per il Divenire e quelli che nuocciono al Divenire.  

 

Desideri non consapevolizzati

Desideri (pienamente) consapevolizzati

Sono caratterizzati:

- dall'attaccamento ad essi ed alla loro realizzazione;

- dalle aspettative;

- dalle speranze di realizzarli;

- dalle paure dì non realizzarli che si trasformano spesso in ansia ed angoscia;

- da emozioni altalenanti/non coordinate con la Coscienza;

- dal "voler bene" ovvero dal voler male,

- da pensieri dispersivi e non consapevolizzati/non coordinati con la Coscienza,

 

Sono caratterizzati:

- dal non attaccamento ad essi ed alla loro realizzazione;

- non provocano aspettative;

- non sono causa di speranze di realizzarli e di paure di non realizzarli;

- da emozioni consapevolizzate/coordinate con la Coscienza;

- dall'Amore;

- da pensieri consapevolizzati/coordinati con la Coscienza.

 

- non sono in funzione del Divenire.

 

- sono in armonia con le esigenze del Divenire e sono in funzione del Divenire.

La loro realizzazione rende "soddisfati" e "felici", mentre la loro non realizzazione sfocia anche in pensieri nocivi, in delusione, in insoddisfazione ed altre emozioni nocive.

Il realizzarli o non realizzarli non turba la mente e non cambia la qualità dei processi mentali. Nel realizzarli o non realizzarli la mente è caratterizzata dall'Amore (incondizionato) e dalla Conoscenza (di Se Stessi come Dio).

Per realizzarli c'è bisogno di sforzo per creare le condizioni affinché si possano realizzare. 

Si realizzano in modo spontaneo, quando le condizioni sono tali da permettere la realizzazione senza sforzo.

 

Si fantastica su come sarà quando si realizzeranno e su come e quando realizzarli.

Non si fantastica riguardo ad essi, su come realizzarli e su quando saranno realizzati.

Sono una concausa dell'allontanarsi dell'attenzione dall'ora e qua.

Nel realizzarli c'è la presenza "ora e qua".

Diminuiscono la qualità della mente.

Non diminuiscono la qualità della mente.

Sono un ostacolo per Divenire, soprattutto se sono repressi, e riducono la qualità dell'esprimere la propria individuazione.

 

La realizzazione dei desideri consapevolizzati è uno strumento in funzione del Divenire ed un modo qualitativo di esprimere e realizzare la propria individuazione.

Distolgono l'attenzione dall'ora e qua e disturbano la concentrazione.

Non distolgono la presenza dall'ora e qua e non disturbano la concentrazione.

Impediscono l'entrata nello stato di flow.

Sono elementi integranti dello stato di flow ovvero dell'Essere pienamente.

Molti di essi sono riconosciuti soltanto parzialmente dalla mente.

La mente né è (pienamente) consapevole e può chiaramente testimoniare il loro comparire, mantenersi e scomparire.

Turbano l'eventuale quiete della mente / aumentano l'inquietudine della mente ed impediscono di Essere pienamente.

Non turbano la quiete della mente e possono essere elementi integranti dell'Essere pienamente.

La loro realizzazione/concretizzazione è parziale e non è vissuta pienamente, anche a cause delle aspettative e delle  "proiezioni" rispetto a come, quando e dove dovrebbero essere realizzati.

Si realizzano pienamente (ad essere precisi, la misura della loro realizzazione dipende dalla qualità della mente quando sono realizzati) e la realizzazione si esperisce nella sua pienezza, pure perché non ci sono aspettative e "proiezioni" su come dovrebbero essere realizzati/concretizzati.

Una volta realizzati si rievocano per "riassaporarne il gusto della loro realizzazione", anche perché non è stata esperita pienamente.

Una volta realizzati, non si rievoca l'avvenimento della loro realizzazione, anche perché è stato vissuto pienamente.

 

Le immagini esteriori non sono esteriori per l'uomo ben esercitato, giacché ogni cosa ha un modo di essere interiore e divino per l'uomo interiore. (3)  

Meister Eckhart

 

Le suddette caratteristiche sono chiaramente una semplificazione perché gli effettivi processi dipendono anche dalla qualità della mente, vale a dire da quanto è consapevolizzata in generale e in un dato momento.  Più i desideri sono consapevolizzati e più le loro caratteristiche si avvicinano a quelle dei desideri (pienamente) consapevolizzati. I desideri, sia quelli non consapevolizzati sia quelli pienamente consapevolizzati, sono del tutto assenti unicamente durante il Sussistere pienamente perché allora non c'è chi possa avere desideri.

 

            2. DESIDERI E VITA SPIRITUALE

 

Vita spirituale è un concetto che se compreso nella sua essenza può aiutare nel Divenire, mentre se non se ne comprende l'essenza può facilmente abbagliare e sviare. Spesso ciò che è definito vita spirituale non è tale da far maturare spiritualmente, ma è soltanto una vita in linea con dei concetti riguardanti la c.d. spiritualità, più precisamente riguardanti ciò che gli stessi concetti definiscono (più o meno correttamente) come spiritualità e vita spirituale. Seguire determinati concetti spirituali ovvero di condotta spirituale non sottintende maturare spiritualmente. D'altra parte, ci sono modi di vivere che possono sembrare "non spirituali" perché non in linea con ciò che si crede essere spirituale e spiritualmente corretto, ma attraverso i quali il singolo matura spiritualmente in modo molto qualitativo. Una cosa sono i concetti sulla spiritualità, i quali possono essere più o meno qualitativi/veritieri, altra cosa è, definiamola così, "l'effettiva spiritualità", la quale non è determinata dalla forma, ma dal suo potenziale di stimolare la maturazione spirituale, vale a dire la consapevolizzazione della mente.  

Noi dobbiamo utilizzare al massimo tutte le cose, non importa quali, e dobbiamo farlo dovunque siamo, e per quanto estraneo ed inadeguato possa essere ciò che vediamo o sentiamo. Solo allora e non prima, ci comportiamo come si deve. (4)

Meister Eckhart  

 

Secondo alcuni la vita spirituale deve essere caratterizzata anche dalla rinuncia ai beni materiali (povertà) ed all'attività sessuale. Riguardo a ciò è utile sapere che:

- l'effettiva "rinuncia spirituale" consiste nel rinunciare all'identità immaginata, nel cessare cioè di immaginare di essere ciò che si immagina di essere, per Conoscere Dio come (propria) Reale Identità e come unica Realtà. L'effettiva Povertà è la Povertà di idee riguardo a "se stessi" (a ciò che si immagina di essere - identità immaginata) e a Dio: meno idee si hanno riguardo a "se stessi" e a Dio e più le idee sono consapevolizzate, più si è vicini a Conoscere Se Stessi come Dio, il che è un indicatore fondamentale di maturità spirituale (maturità della mente / della Coscienza).

- la sessualità è uno dei maggiori potenziali per maturare spiritualmente. Consapevolizzando la sessualità la si trasforma in processo consapevolizzante. Tra l'altro, l'orgasmo è uno degli stati meditativi più qualitativi e può essere molto utile per consapevolizzare la mente. La sessualità si può consapevolizzare anche astenendosi, però ciò si ottiene solamente trascendendo effettivamente il desiderio sessuale e non soltanto immaginando di averlo trasceso. Una sessualità consapevolizzata è una sessualità sana e generante salute e maturazione spirituale, mentre la sessualità repressa è un elemento degenerante. Reprimere la sessualità può facilmente sfociare in vari processi che ostacolano il Divenire, come per esempio:

o         le fantasie sessuali che "allontanano dall'ora e qua";

o         le frustrazioni sessuali;

o         i complessi sessuali;

o         i blocchi sessuali;

o         i conflitti "interiori" ed "esteriori" riguardanti la sessualità, i quali possono sfociare anche in conflitti su larga scala;

o         la "demonizzazione" della sessualità, della donna, dell'uomo.;

o         emozioni nocive e pensieri nocivi;

o         .

 

Se desideri percorrere l'unica Via non disprezzare neppure il mondo dei sensi e delle idee. Di fatto, accettare tutto ciò pienamente è sinonimo di vera illuminazione. Il saggio non si prefigge  meta alcuna ma l'uomo folle  si incatena da solo.   Esiste un solo dharma, una verità, una legge, non molte;   le distinzioni sorgono a causa dei bisogni di aggrapparsi dell'ignorante. Ricercare la Mente attraverso la mente discriminatrice è il più grande degli errori.

Sosan 

 

            3. MEDITAZIONI E PREGHIERE

           

In quell'epoca sentii che, come il cibo è indispensabile al corpo, così la preghiera è indispensabile all'Anima. In realtà il cibo non è così indispensabile al corpo come la preghiera all'anima. (5)

Gandhi

 

            A) MEDITAZIONE GENERICA            

 

            1) Chiedo al Sé di consapevolizzarmi i desideri.

            Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

2) Chiedo al Sé di eliminarmi le cause dell'attaccamento ai desideri.

            Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

            3) Che la Grazia Divina mi illumini i desideri.

Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

            4) Abbandono i desideri al Sé.

Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

 

B) MEDITAZIONE SPECIFICA

 

            La "stessa" meditazione si può fare per un desiderio specifico.

 

1) Chiedo alla Reale Identità di consapevolizzarmi il.(indicare un desiderio specifico).

            Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

2) Chiedo alla Reale Identità di eliminarmi le cause dell'attaccamento a. (indicare un desiderio specifico).

            Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

3) Che la Grazia Divina mi illumini.(indicare un desiderio specifico).

Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

4) Abbandono .(indicare un desiderio specifico) al Sé.

Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

 

C) MEDITAZIONE PER CONSAPEVOLIZZARE LA SESSUALITÀ

 

            1) Chiedo a Dio di eliminarmi gli ostacoli per esprimere la sessualità.  .

            Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

2) Chiedo a Dio di maturarmi la sessualità.

            Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

3) Chiedo a Dio di maturarmi la qualità dell'orgasmo.

            Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

4) Che la Grazia Divina mi illumini la vita sessuale.

Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

5) Affido la sessualità a Dio.

Senza visualizzare. Tempo: 2'-3'.

 

Per meditare:

1)      sedersi in posizione comoda,

2)      rilassarsi brevemente,

3) chiudere gli occhi,

4a) pronunciare "interiormente" la prima richiesta una volta senza ripeterla,

4b) rimanere concentrati, lasciar andare i processi e testimoniarli (è importante testimoniare le emozioni ed i pensieri cercando di non identificarsi) per 2'-3', 

5a) pronunciare "interiormente" la seconda richiesta  /  asserzione una volta senza  ripeterla,

5b) rimanere concentrati, lasciar andare i processi e testimoniarli (è importante testimoniare le emozioni ed i pensieri cercando di non identificarsi) per 2'-3', 

-          continuare con le rimanenti richieste e infine

-          riaprire gli occhi.

 

 


 

(1) Discorsi, Meher Baba, Orizzonti edizioni, pag. 41.

(2) I vangeli gnostici. Adelphi Edizioni Milano, 1984, pag. 55 e 58.

(3) Dell'uomo nobile, Meister Eckhart, Adelphi, pag. 100.

(4) Dell'uomo nobile, Meister Eckhart, Adelphi, pag. 68.

(5) Le vie dello spirito, Claudio Lamparelli, Arnoldo Mondadori Editore, pag.126.

 

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