|
Trascendere
labbaglio di essere il corpo e la mente
Prima
parte - I falsi concetti: io sono il corpo e io
sono la mente
Seconda parte: tecnica di meditazione
per trascendere le illusioni io sono il corpo e io
sono la mente.
Tratto dal libro Saggio
sulla maturazione spirituale di Andrea Pangos
I falsi concetti: io sono il corpo e
io sono la mente
Il comportamento
delluomo che non Conosce Se Stesso si basa sostanzialmente
sul concetto io sono il corpo. Di conseguenza anche
i sistemi sociali, economici, politici e pressoché tutti gli
altri sistemi sono fondati su tale rappresentazione mentale.
Non bisogna dunque stupirsi del fatto che ci siano menzogne,
ingiustizie, malattie, ignoranza (riguardo a Se Stessi), odio,
terrorismo, guerre
Si tratta solamente di logiche conseguenze
di sistemi e di valori eretti sulle fallaci fondamenta del
falso concetto io sono il corpo. Le idee menzognere
generano menti distorte; emozioni alterate e pensieri alterati
plasmano corpi malati. Essendo la vita del singolo e della
collettività basata sulla menzogna, non può essere veritiera.
Il concetto io sono il corpo è il vero peccato originario.
Peccato inteso non nel senso di ho peccato, ma nel
significato di Oh! Che peccato! Baso la mia vita sulle
menzogne! Normale che sia una catastrofe!
Il concetto
io sono il corpo è unidea errata, perché lindividuo
uomo non è solamente il corpo. Il corpo fisico è soltanto
un elemento dellindividualità delluomo, più precisamente
è una manifestazione della Realtà Suprema, la quale È ciò
che in Realtà ognuno È. Per Realtà Suprema intendo lImmutabile
e (più) il Sé Infinito (Conoscenza
Beatitudine Essere). Sé Infinito che come Processo Trino avviene nellImmutabile
(1).
Lespressione veritiera è: il corpo fisico è una Mia
Manifestazione (di Me come Realtà Suprema); più precisamente
ancora, tutti i corpi fisici sono una Mia manifestazione,
ovvero tutti i corpi avvengono in Me (Realtà Suprema) -
lUniverso è il mio corpo. Il Realizzato (2)
Conoscein questo modo. Si tratta sempre e comunque
soltanto di concetti che diventano utili solo se usati per
trascendere ogni concetto e per ConoscerSi. Non bisogna dimenticare
che la verità è pur sempre circoscritta al mondo delle idee,
limitata dunque alla mente e dalla mente. Lidea di essere
il Sé Infinito, ovvero lidea di Essere la Realtà Suprema,
sono soltanto idee che se supportate da flussi mentali consapevolizzati,
possono diventare degli strumenti che stimolano la Realizzazione
del Sé.
(1)
Definisco Reale la Realtà Suprema,
anche se il Sé Infinito, elemento della Realtà Suprema, è
un Processo Trino e come ogni processo è
mutabile e quindi illusorio e irReale. Il Sé Infinito ha cioè
un inizio e una fine (inizio e fine che non sono definibili
sul piano dello spazio tempo, ovvero della mente). Durante
il proprio Esistere, il Sé Infinito non muta nel senso che
Conoscenza Beatitudine Essere rimangono sempre
Conoscenza Beatitudine Essere, ma i processi
nel loro ambito mutano costantemente. Come nelloceano
dove lacqua (Conoscenza Beatitudine Essere)
di cui è composto rimane acqua, mentre le correnti (cioè i processi del Sé Infinito) si trasformano.
(2)
Come Realizzato, intendo colui che ha raggiunto
lo stato del Sahaj Samadhi e non soltanto lo stato
del Nirvana o del Nirvikalpa Samadhi. Questi ultimi due Stati
sono spesso confusi con la Realizzazione Ultima, mentre sono
soltanto dei passaggi verso la Realizzazione Ultima - passaggi
per chi li trascende, destinazione (non) finale per chi non
li trascende.
Lidea io sono il corpo
genera altre idee false, limita lesprimersi dellindividuo
e alimenta il falso io. Lidea di essere il corpo fisico
crea enormi incomprensioni, difficoltà ed è la matrice di:
emozioni negative, pensieri negativi, malattie psichiche e
fisiche, falsa moralità, conflitti, criminalità, dittature,
terrorismo, guerre, ecc
Naturalmente il corpo umano
e la forma umana hanno un valore potenzialmente infinito,
perché tramite la forma umana si svolge lindividualizzazione
della Realtà Suprema. Il corpo assume il suo vero valore quando
è conosciuto come strumento per la Realizzazione del Sé individuale,
mentre identificarsi con il corpo, cioè pensare o essere convinti
di essere il corpo, significa mentire a Se Stessi e rovinare
la propria vita e quella altrui.
Affinché lumanità
sia sana è necessario che il genere umano guarisca dalla più
terribile tra le malattie genetiche (che si porta appresso,
diciamo così, simbolicamente, dai tempi di Adamo ed Eva),
cioè dal morbo del identificarsi con il corpo fisico. Per
una vita sana bisogna disintossicarsi dai concetti degeneranti:
io sono il corpo e io sono la mente. Naturalmente, per essere in Piena Salute bisogna
trascendere tutti i concetti riguardo a se stessi e a Se Stessi
(ma anche tutti i concetti in generale), pure i concetti del
tipo: io sono la vibrazione dellAmore, io sono pura energia Divina, io
sono lAmore Divino... Si tratta naturalmente di
concetti falsi e altamente limitanti, oltre che fortemente
ammalianti. Gli elementi appena citati sono, infatti, manifestazioni
di ciò che ognuno È in Realtà. Ogni idea riguardo a Se Stessi
ostacola il Conoscere Se Stessi. Ogni pensiero riguardo agli
altri rende impossibile il ConoscerLi. Qualsiasi concetto
crea distinzione e questa impedisce il Conoscere dellUnità.
Per godere del BenEssere Divino, bisogna disintossicarsi
da ogni idea, anche da quelle più raffinate, tipo i concetti
sul bene e sul male, sulla compassione, sullumiltà,
sullamore universale
Senza piena consapevolezza,
lamore, la compassione, lumiltà, il bene, la misericordia
sono soltanto concetti che hanno un valore diverso per ognuno.
Essere umili non significa essere timorosi, supplicare, sottomettersi
Non pochi confondono lessere umili, labbandonarsi
a Dio e laccettare la vita, con il rassegnarsi e con
il subire. Soltanto chi ha facoltà di scelta può scegliere,
chi non ha scelta non può fare altro che subire, perlomeno
sino a che non si crea unalternativa valida
Non dimentichiamoci inoltre che cè chi ha sterminato
popoli interi in nome del bene, ovvero di ciò che lui concepiva
come il bene e che ci sono coloro che usano la violenza per
affermare le proprie idee su come fermare la violenza. Ultimamente,
ma non solo, è di gran moda fare la guerra per portare la
pace. Eh sì, la mente non consapevolizzata, per quanto intelligente
possa essere il singolo, è sempre e comunque una mente demente
(nel senso che mente; ma può la mente veramente mentire?).
Chiaramente,
ognuno è libero di credere in ciò che vuole e dunque è libero
di credere anche di essere ciò che pensa di essere (naturalmente,
pensare di essere qualcosa o qualcuno allontana dal Conoscere
Se Stessi, perché ogni idea non è altro che un idea, ogni
ruolo non è altro che un ruolo, ogni immagine non è altro
che unimmagine). Ma questa libertà di credo, basata
sulla non Conoscenza di Se Stessi, implica conseguenze altamente
negative per la vita del singolo e della collettività. Credere
alle menzogne non è reato, ma può costare molto caro e costa
carissimo se la menzogna è rappresentata dai falsi concetti
io sono il corpo e io sono la
mente.
Uno dei sintomi
dellidentificarsi con il corpo è laffermazione
mi sono ammalato, mentre, in effetti, è solamente il
corpo ad essere malato, non certo la Realtà Suprema. La Realtà
Suprema gode sempre del BenEssere della Realtà Suprema, il
Sé Infinito gode Eternamente dell'Infinitamente Salutare Trinità:
Conoscenza Infinita Beatitudine Infinita (Amore Infinito)
Essere Infinito. Affermare sono malato significa
anche ostacolare i processi di guarigione, perché se il corpo
è ammalato e ci si identifica con il corpo, allora si pensa
di essere completamente malati, mentre soltanto il corpo è
ammalato. Il Sé è sempre sano, ed è proprio tramite il Sé
(cioè attraverso la riprogrammazione dei processi del Sé -
vedi
anche riprogrammazione del karma) che può avvenire
e avviene la guarigione. La malattia è uno stato del corpo
fisico, come potrebbe ammalarsi il Sé che è immateriale (ma
anche, diciamo così, non vibrazionale e non
energetico)? In tutto ciò, non bisogna dimenticare che
la malattia fisica è anche conseguenza di uno scompenso sul
piano mentale (emozioni e pensieri non armonizzati con il
Sé).
Per ciò che concerne lidentificarsi
con la mente invece, alcuni dei sintomi di tale identificazione
sono affermazioni come: sono triste, sono felice
Tu,
la Realtà Suprema, non Sei mai né triste né felice.
Tu, la Realtà Suprema, Sei Semplicemente la Realtà
Suprema. Tu, come Sé Infinito, sei Conoscenza Infinita
Beatitudine Infinita Essere Infinito. Attenzione, perché
una delle conseguenze nefaste dellidentificarsi con
la mente è essere governati da essa, ovvero essere in balia
dei pensieri e delle emozioni. Uno degli strumenti per svincolarsi
da tale oppressione è la preghiera Prego Dio di consapevolizzarmi
la mente, o/e la preghiera Prego Dio di armonizzarmi
i pensieri e le emozioni con la Realtà Suprema.
Chi si identifica con il corpo
e con la mente è soggetto allimpulso di doversi armonizzare
con gli eventi, con gli altri (dove come altri intende altri
corpi fisici e altre menti e non la totalità dellindividuo
umano), con il tempo, con le energie
di essere al passo
con i tempi
Tutto ciò rafforza lidentificarsi
con il corpo e la mente. Rincorrendo il tempo si è dibattuti
tra il passato e il futuro, non si è mai nelladesso.
Anche se, effettivamente, ci si può immaginare di essere ora
e qua, magari convincendosi con esercizi condizionanti la
mente, tipo il ripetersi io sono ora e qua o lo sforzarsi
di immaginare di essere nelladesso. Si tratta comunque
soltanto di palliativi mentali, perché per essere ora e qua,
bisogna conoscere cosa (non) sono lora e il qua. Per
avere tale conoscenza è necessario Conoscere la
Radice - Matrice dellora e del qua, bisogna cioè Conoscere
il Sé Infinito, ovvero la Realtà Suprema. Per Chi Conosce
la Realtà Suprema e si Conosce come Realtà Suprema, non cè
né ora né qua, i quali sono soltanto concetti. Il tempo stesso
è un concetto che abita la mente di chi immagina di essere
il corpo e la mente e di essere quindi nel tempo e nello spazio.
Conoscendo dalla prospettiva della Realtà Suprema, non cè
alcun tempo e non cè alcuno spazio. La Soluzione Finale
per disintossicarsi dallabbaglio spaziotemporale, è
trascendere lo spazio e il tempo e ConoscerSi come Origine
del tempo e dello spazio (che in Realtà non ci sono). Una
vita vissuta in balia della mente, del tempo e dello spazio,
non può essere altro che linferno personificato: esiste
altro inferno oltre allinferno personificato della mente?!
Chi è convinto
di essere il corpo è anche certo di essere nello spazio e
di essere quindi soggetto al passare del tempo. Questo implica
parecchie conseguenze devastanti per lindividuo e la
comunità. Chi è sicuro di essere il corpo è sicuro di dover
morire e la paura di morire è una delle cause della paura
di vivere pienamente. Naturalmente, la paura di morire crea
stress e ciò influisce negativamente sulla salute psicofisica
e avvicina il momento della cosiddetta morte fisica. Inoltre,
avendo paura della morte, luomo è facilmente manipolabile
da chi gli promette che se si comporterà in un determinato
modo, andrà in Paradiso. Questo implica il fiorire di sette,
religioni (in definitiva, qual è la differenza sostanziale,
non etimologica, tra una setta ed una religione?), santoni,
ma anche di terrorismo e di guerre sante.
In effetti,
ogni corpo fisico, come anche lUniverso intero, si
trova nella Realtà Suprema che è lelemento
Reale di tutto e di tutti. Quindi in Realtà, il corpo fisico
si trova in Ciò che ogni uomo in Realtà È. Il corpo fisico
si trova quindi nel Sé che è lelemento
autoconsapevole dellindividualità umana. Il Sé individuale
è, infatti, la Matrice che determina il processo di costituzione
mantenimento dissolvimento delle vibrazioni,
delle energie e del corpo fisico dellindividuo umano.
È proprio grazie a particolari processi sul piano del Sé che
si costituisce la mente dellindividuo uomo, tramite
la quale luomo può esprimere il concetto io sono
il corpo. Il concetto a causa del quale luomo, invece
di conoscersi come Origine dello spazio e del tempo e quindi
conoscere anche che lo spazio e il tempo sono in Lui (come
Realtà Suprema), immagina di essere il corpo e la mente e
fantastica di trovarsi nello spazio e nel tempo. Strani i
giochi della mente, vero?! La mente consapevolizzata è la
Via verso Se Stessi, la mente non consapevolizzata è linferno
sulla terra.
Per comprendere
meglio la suddetta questione ci si può immaginare una stanza
con dentro uno o più corpi umani. In quest'esempio, il corpo
fisico rappresenta il corpo fisico, laria nella stanza
la mente, mentre le pareti (le quattro mura, il pavimento
e il soffitto) della stanza rappresentano la Realtà Suprema.
Nel testo che segue, quando scrivo stanza,
mi riferisco alle pareti della stanza, cioè alla Realtà Suprema.
Naturalmente la Realtà Suprema non può essere determinata
sul piano spaziotemporale, perché si trova al di là
dello spazio e del tempo, ma la rappresentazione della Realtà
Suprema in forma di stanza può aiutare a spiegare meglio i
suddetti concetti. Luomo che si identifica con il corpo
e la mente immagina di essere o/ed è convinto di trovarsi
nella stanza, mentre, in effetti, soltanto il suo corpo si
trova nella stanza. Lui (come Realtà Suprema) contiene il
corpo fisico. È quindi errato dire mi trovo nella stanza,
mentre è giusto dire questo corpo fisico si trova in me,
perché io sono la stanza (nel senso di Realtà Suprema).
Tale Prospettiva e tale Conoscere sono un fatto abituale e
costante per lUomo Realizzato. Ad ogni modo, come già
parzialmente anticipato allinizio di questo testo, il
solo sostituire concetti come io sono il corpo e io sono la mente, con concetti tipo Io Sono il Sé Infinito e Io
Sono la Realtà Suprema, senza consapevolizzare la mente
per Conoscersi Veramente come Realtà Suprema, non è altro
che un condizionare la mente in modo diverso, ovvero un sognare
diversamente da prima. Naturalmente ciò non apporta all
evoluzione spirituale, anzi la ostacola: più sottili sono
i concetti e più sono pericolosi per lindividuo dalla
mente non consapevolizzata (attenzione a non confondere lessere
coscienti con lessere consapevoli).
Vedere il
proprio corpo davanti a sé o sotto di sé, è comunque un avvenimento
che può capitare anche alluomo, diciamo così, comune,
soprattutto durante il sogno. Altresì, tale fenomeno può essere
vissuto tramite il viaggio astrale. Bisogna comunque porre
in rilievo che ci sono due tipi di visioni del proprio corpo
sotto di sé o dinanzi a sé. Uno è il vedere dalla
prospettiva della Realtà Suprema, laltro è il vedere
tramite una proiezione vibrazionale, come accade nel caso
del viaggio astrale, volontario o involontario che sia. Anche
se, a parole, queste due esperienze possono sembrare simili,
sono fondamentalmente diverse. Tra laltro, durante il
viaggio astrale cè la percezione (falsa) della dualità/divisione
tra losservato e losservatore, mentre osservando
dalla prospettiva della Realtà Suprema è percepita leffettiva
unità tra losservatore e losservato. È importante
rilevare che il più delle volte, la visione dalla prospettiva
della Realtà Suprema è, diciamo così, parziale, nel senso
che cè il testimone che osserva. Il testimone è il Sé
individuale, mentre quando non cè nemmeno più
il testimone, allora si sta osservando come
Realtà Suprema nella sua totalità. Conoscendo
dalla prospettiva totale della Realtà Suprema si Conosce lUniverso
come proprio corpo. Ad ogni modo, le descrizioni inerenti
al Sé e alla Realtà Suprema, vanno prese solo come mere definizioni
di ciò che è indefinibile.
Affermazioni
del tipo ho visto il mio corpo sotto di me e simili,
devono comunque far riflettere profondamente: quale me ho
visto davanti a me?; come mi sono visto sotto di me, se mi
stavo osservando da sopra di me? Importante è chiedersi: chi
è che osservava?; chi o cosa era osservato?; che cosa significa
osservare?; che cosa significa osservare il proprio corpo?;
che cosa vuole dire percepisco il mio corpo fisico?;
mio?; di chi è il corpo?; chi è questo io di cui è il corpo?;
a quale io (me) attribuisco il mio corpo?; chi esegue tale
attribuzione?
I termini io e me,
sono usati innumerevoli volte e praticamente senza mai riflettere
a fondo sul loro significato. Riflettere in modo consapevole
sul significato di io e di me è già di per sé
meditazione di eccelso valore. Un tipo di meditazione destinato
a coloro che hanno il coraggio di scoprire la vuotezza e linsensatezza
dei termini io
e me, perlomeno linsensatezza del modo in cui
sono utilizzati. Questi due vocaboli sono termini senza effettivo
significato, soprattutto per chi non Conosce Se Stesso. Soltanto
chi Conosce Se Stesso e se stesso può usare in modo appropriato
i termini io e me, sapendo a chi o a cosa si
riferisce. In effetti, ogni vocabolo significa soltanto ciò
che simmagina che significhi, ma nel caso dei termini
io e me,
i punti di (non) riferimento su cui si basa il significato
di questi due termini sono talmente tanti e talmente mutabili
che il significato di io
e me cambia con ogni pensiero ed ogni emozione
ed è diverso da osservatore a osservatore. Quante volte si
riflette profondamente su cosa significhi io e me?
A chi ci si riferisce quando si usano i termini io
e/o me? Ci si riferisce ad unidea che si ha riguardo
a se stessi, al corpo fisico, ad un ruolo o a qualcosaltro?
Ci si riferisce sempre allo stesso fenomeno o a fenomeni diversi?
I termini io e me sono pressoché sempre usati per definire
un qualcosa che, in effetti, non si conosce, non sapendo quindi
nemmeno a cosa ci si riferisce.
Un buon modo per stimolare
i processi che portano a rispondersi alla domanda Chi Sono in Realtà Io?, è porsi tale quesito prima di addormentarsi
e rimanere concentrati su esso sino a che non ci si addormenta
(vedi tecnica
di meditazione del sonno profondo).
Affermazioni
come: sono uscito dal corpo o uscire dal corpo,
denotano comunque una forte identificazione con il corpo e
di conseguenza un basso grado di consapevolezza: come si può
uscire dal corpo, quando il corpo è in Noi? Soltanto chi immagina
di essere il corpo, o di essere nel corpo, può affermare di
essere uscito dal corpo. Chi continua ad immaginare di essere
il corpo o/e di essere nel corpo non può certo Conoscere Ciò
che È in Realtà: la Realtà Suprema, la Fonte di tutti i corpi,
lOrigine del sogno chiamato Universo.
Un simile
discorso vale anche per chi aspira ad ascendere in altre dimensioni.
Come si può ascendere in altre dimensioni quando tutte le
dimensioni sono in Noi come Realtà Suprema? Chi dovrebbe ascendere
in tali dimensioni? Il corpo fisico, lenergia, le vibrazioni
o
chi? Siamo forse il corpo fisico, le energie, le vibrazioni?
Il corpo fisico può andare in altre dimensioni, oppure è proprio
la fisicità del corpo fisico a determinare la sua esistenza
nella dimensione spaziotemporale? Anche il termine Maestro
Asceso, riferito ad un Realizzato, può essere molto fuorviante
come termine. Il cosiddetto Maestro Asceso, non è asceso da
nessuna parte e, se si tratta di un Realizzato, ha soltanto
Consapevolizzato che tutte le dimensioni sono in Lui, che
non cè dove ascendere. Il Realizzato ha smesso definitivamente
di immaginare di essere disceso da qualche parte, ha finito
di fantasticare che ci sia qualche parte dove si possa andare.
Il Realizzato Sa che soltanto la Realtà Suprema È e che Lui
È la Realtà Suprema. Naturalmente, lidentificare il
Maestro con il suo corpo fisico può dar adito
a svariate fantasie, ma il corpo fisico del Maestro
Realizzato non è il Maestro Realizzato. Tutti i corpi sono
corpi del Realizzato, lUniverso intero è un corpo del
Realizzato. Il Realizzato non È lUniverso, Lui È lOrigine
dellUniverso e lUniverso è una delle innumerevoli
manifestazioni del Realizzato. Il Realizzato si manifesta
Eternamente come Tutto e tramite Tutto.
Ad ogni modo,
losservare dalla prospettiva della Realtà
Suprema, è un fatto che avviene costantemente, soltanto che
a causa del forte identificarsi con il corpo e con la mente,
tale osservare non è vissuto dallelemento
spazio temporale (vibrazioni, energie, corpo fisico) dellindividuo:
a causa della cecità spirituale, o per meglio dire, della
cecità mentale, non si è coscienti dellOsservare
dalla prospettiva della Realtà Suprema. In fin dei conti,
Dio Vede comunque tutto e Sa sempre tutto.
Continuiamo
ad usare lesempio del corpo fisico nella stanza per
affrontare ora largomento movimento - azione.
Chi crede e/o è convinto di essere il corpo fisico immagina
di muoversi, di agire nella stanza, mentre, in effetti, Lui
come stanza (Realtà Suprema) è immobile e tutti i movimenti
avvengono in Lui. La stanza non si sposta, sono i corpi fisici
che si muovono in essa: è la mente a muoversi.
Chi, a causa dellidentificarsi con il corpo,
immagina di muoversi immagina pure di fare fatica, di consumare
energia, ma in Realtà tutta la fatica avviene in Lui, tutta
lEnergia si consuma- trasforma in Lui. Tra
laltro, sul piano della Realtà Suprema non
ci sono né vibrazioni né energia, né materia. Questo è uno
dei modi di interpretare gli insegnamenti dei Saggi riguardo
allagire senza agire, ovvero allazione non azione.
In Realtà nessuno agisce, tutte le azioni avvengono nella
Realtà Suprema. Quindi lazione non azione vale per tutti,
lagire senza agire è uno stato naturale di tutti, non
soltanto del Saggio Realizzato. Solo che il Saggio ha Conosciuto
come le cose stanno veramente. Il Saggio Realizzato ha smesso
di immaginare di essere il corpo e la mente che immagina (ma
può la mente veramente immaginare?) di agire. Il Saggio semplicemente
Sa che tutti i movimenti e tutte le azioni avvengono in Lui.
Inoltre, la somma di tutte le azioni che avvengono nella stanza
è sempre zero, ovvero il potenziale energetico rimane invariato.
Lenergia non si consuma, ma si trasforma. E poi, ogni
azione è un processo, ogni processo è mutabile e quindi è
illusorio: per questo in Realtà non avviene mai alcun'azione
e non cè nemmeno chi agisce.
UNO Origina Zero:
ogni sogno è destinato a dissolversi nel nulla:
correndo dietro al vuoto lo si crede pieno:
dando valore al falso questi appare vero:
perché fare qualcosa quando tutto si ottiene facendo niente?
Poesia
tratta dal romanzo spirituale Eternamente Qua di Andrea Pangos.
Simile discorso
vale per chi immagina di essere sulla via, o percorso, spirituale.
Quando ci Si Conosce del Tutto, tale immaginare svanisce,
perché in Realtà non cè (mai stata) alcuna via e non
cè (mai stato)n nemmeno alcun viaggiatore. Il Realizzato
Conosce che prima di Realizzarsi soltanto immaginava di doversi
Realizzare, soltanto fantasticava di essere sulla via verso
la Realizzazione, ma si trattava solamente di un abbaglio
della mente, condizionata dal concetto io sono il corpo
fisco. Oltretutto, la mente è unillusione e quindi anche
ogni idea riguardo al dover Realizzarsi e alla via verso la
Realizzazione è soltanto unillusione. La stanza è sempre
la stanza. Il Sé è sempre Conoscenza Beatitudine
Essere. La Realtà Suprema È sempre là Realtà Suprema. Soltanto
chi immagina di essere il corpo e la mente, immagina di essere
diviso dalla Realtà Suprema e di dover raggiungere la Realtà
Suprema, ovvero di dover Realizzare il Sé. Il corpo fisico
è comunque sempre nella stanza, e quindi nemmeno il corpo
fisico è separato dalla Realtà Suprema, ma avviene nella
Realtà Suprema. Lidea di essere sulla via spirituale
è dunque uno degli ostacoli per la Realizzazione individuale,
perché appanna la mente con il concetto devo Realizzarmi
e cela così la Conoscenza Io Sono la Realtà Suprema.
Alcuna Via Dio ha tracciato
verso Se Stesso.
Avvicinandoti a Lui ti Ri-unifichi con Te Stesso.
Più sei vicino e più Crei la Via.
Ogni Via è soltanto un'illusione frutto dell'aver Dimenticato.
Mai te ne sei andato, da più che sempre sei arrivato.
Soltanto apri gli occhi e smetti di sognare.
Per sempre.
Poesia
tratta dal romanzo spirituale Eternamente Qua di Andrea Pangos.
Anche molte meditazioni basate
sulla visualizzazione, nutrono il concetto io sono il corpo.
Alcuni tra tali metodi per meditare, sono fondati sull'immaginare
il proprio corpo fisico riempirsi di energia o
essere permeato dalla luce. Tale visualizzazione è accompagnata
dallasserzione mi sto riempiendo di luce e/o di energia
o da affermazioni simili. Queste tecniche
sono sicuramente valide ed hanno un determinato effetto, potenziano
però lidentificarsi del meditatore con il corpo fisico
allontanandolo dal ConoscerSi come Fonte dellEnergia
Infinita e Origine della Luce. Con queste tecniche, il meditatore
immagina di essere il corpo nella stanza e di star facendo
la doccia energetica o di luce, invece di conoscersi come
stanza dalla quale discendono i flussi di luce e di energia.
Altre tecniche di visualizzazione sono basate sull'immaginare
di essere avvolti, come corpo fisico, da una sfera energetica
o di essere protetti, sempre come corpo, da una griglia energetica.
Con tali tecniche si va a proteggere (limitatamente) il proprio
corpo fisico ed il proprio, definiamolo così, corpo energetico.
Tale approccio è sicuramente positivo e benefico, ma se nel
fare ciò non si è coscienti di non essere né il corpo fisico,
né il corpo energetico, si stimola il fantasticare di essere
questi due corpi. La cosiddetta visualizzazione positiva produce
effetti positivi, ma daltro canto, più ci si sforza
di visualizzare più si ostacolano i processi sul piano del
Sé Infinito. Lefficacia dellazione
dei processi attivati sul piano del Sé Infinito è infinitamente
maggiore delleffetto dei processi attivati primariamente
sul piano mentale. Va precisato che ogni processo mentale
crea processi sul piano del Sé Infinito e viceversa, che ogni
processo sul piano del Sé Infinito crea processi nella mente
delluomo (non Realizzato); soltanto che tramite la visualizzazione
si stimolano, diciamo così, di più i processi mentali che
i processi del Sé Infinito. Stimolare, ovvero programmare/riprogrammare,
i processi del Sé infinito è il modo migliore e più efficace
per proteggersi, maturare e guarire. Lo strumento più semplice,
ma anche più efficace per programmare/riprogrammare i processi
del Sé è la sincera preghiera rivolta a Dio. Preghiera intesa
come sincero e profondo rivolgersi a Se Stessi e come modo
di utilizzare la mente per trascendere la mente stessa. Alcuni
esempi di preghiera per programmare/riprogrammare i processi
del Sé Infinito: Prego Dio di costituire nel Sé Infinito
il programma per proteggermi dagli influssi negativi; Prego
Dio di costituire nel Sé Infinito il programma per stimolare
la mia evoluzione spirituale; Prego Dio di costituire nel
Sé Infinito il programma per guarirmi; Prego Dio di riprogrammare
le cause karmiche della mia depressione; Prego Dio di riprogrammarmi
il karma famigliare; Prego Dio di riprogrammarmi il karma
finanziario; Prego Dio di riprogrammarmi il karma; Prego Dio
di riprogrammarmi le cause karmiche delle emozioni negative
Simile discorso
vale anche per le cosiddette canalizzazioni di energia e di
messaggi. Naturalmente, sino a che ci si identifica con il
corpo e la mente, si può anche immaginare di essere lo strumento
per canalizzare energie particolari o messaggi Divini. Tale
illusione svanisce quando ci si Conosce per Ciò che si È in
Realtà, quando cioè ci si Conosce come Realtà Suprema. Allora,
ci si Conosce come Fonte dellEnergia Infinita e Fonte
di tutti i messaggi. È sempre Dio che parla a Dio ed è sempre
Dio che ascolta Dio. I veri canalizzatori di energia
Divina e di messaggi Divini sono personaggi come Buddha, Gesù,
Michelangelo, Lao Zi, Rumi, Tesla, Papa Giovanni XXIII, Mosé,
Ramana Maharishi, Maometto e gli altri Realizzati che tramite
il proprio Esistere Infinito manifestano (non canalizzano)
incessantemente (dal momento in cui si sono Realizzati) la
Trinità: Conoscenza Infinita Amore Infinito
Essere Infinito. Bisogna tenere presente che le loro opere,
diciamo così, concrete, rappresentano solo parte infinitesimale
di ciò che Loro hanno manifestato e continuano a manifestare
come Individualità Eterne ed Infinite che si sono AutoRiconosciute
come Realtà Suprema. Identificarsi con lidea di essere
dei canalizzatori, ovvero di canalizzare,
intralcia il ConoscerSi come Realtà Suprema e perciò ostacola
la propria evoluzione spirituale. La Soluzione è Conoscersi
come Fonte dellEnergia Infinita e del Messaggio Divino.
Allora si Conoscerà anche che in Realtà non cè alcunenergia,
alcun messaggio e che tutto ciò non è altro che un gioco della
mente che in Realtà non cè.
Con lesempio
della stanza può essere più comprensibile anche lasserzione
nessuno nasce e nessuno muore. Chi è convinto di essere
il corpo, immagina di essere stato concepito, di essere nato
e che un giorno morirà. Se nella stanza ci sono più corpi
fisici, ed uno di essi cessa di vivere, ai presenti
nella stanza che si identificano con il corpo e con la mente
sembrerà che uno di loro è morto. A chi si Conosce come Realtà
Suprema sarà invece del tutto chiaro che nessuno è morto,
ma che soltanto un corpo fisico non è più attivo.
A tale Osservatore sarà del tutto chiaro che in Realtà nessuno
nasce e nessuno muore e che è soltanto linterno della
stanza ad essere popolato da nuovi corpi fisici, mentre altri
corpi fisici smettono di popolarla. Come in un unico oceano
con innumerevoli onde: quando unonda sparisce, loceano
non muore, soltanto cambia forma, ovvero lacqua si configura
diversamente da prima. E poi, ogni onda cambia innumerevoli
volte e non è mai la stessa onda. Ogni attimo
crea diversità e ogni diversità crea un nuovo attimo. La stanza
rimane stanza anche dopo che in essa sono comparsi e scomparsi
decine, centinaia, migliaia, milioni, miliardi di corpi. Lelemento
immutabile della Realtà Suprema rimane immutabile anche quando
in Essa avvengono guerre con milioni di morti,
mentre per il Sé Infinito (come elemento mutabile della Realtà
Suprema) tutte le nascite, tutte le morti, tutta la violenza,
tutta la gioia, tutta la sofferenza del mondo sono soltanto
nuovi processi nellambito della Conoscenza Infinita,
della Beatitudine Infinita e dellEssere Infinito. Ciò
che alluomo che non Conosce Se Stesso può apparire la
più grande delle tragedie, non significa nulla per la Realtà
Suprema, anche perché ogni significato è limitato alla mente,
mentre la Realtà Suprema è ben al di là della
mente. Soltanto chi si identifica con il corpo e la mente
crede di essere nato, di essere vivo e di dover morire, mentre
per la Realtà Suprema lespressione lunica sicurezza
che cè è che un giorno si dovrà morire, non è altro
che un inganno della mente (naturalmente supponendo che la
Realtà Suprema pensi e che esprima giudizi; sul piano della
Realtà Suprema non ci sono né emozioni né emozioni). Come
potrebbe morire chi non è mai nato?
Un'altra conseguenza
deleteria del identificarsi con il corpo e con la mente è
lillusione che le relazioni esistono veramente. Chi
dipende da tale identificarsi, vive il corpo fisico e la mente
di un altro individuo come estranei, come unentità separata,
come un qualcosa diviso da lui. Laltro viene inoltre
percepito come un insieme di concetti: posizione sociale,
aspetto fisico, modo di comportarsi, lavoro, educazione, ricchezza
materiale, idee, ma non per quello che come individuo effettivamente
rappresenta: cioè lincarnazione individualizzata della
Realtà Suprema. Chiaramente,
ogni individuo è un insieme particolare di processi, che fanno
però tutti parte di un Unico Processo. Si tratta della cosiddetta
unità nella diversità e della cosiddetta diversità nellUnità,
uno stato che bisogna comunque consapevolizzare e conoscere
(non soltanto intellettualmente), altrimenti unità nella
diversità e diversità nellUnità rimane/diventa un
concetto molto limitante, un concetto spirituale intellettualmente
interessante. Se non accompagnati dalla consapevolizzazione,
i concetti del tipo: vedo in te Dio che io sono; io
sono te e tu sei me (significa io sono Te e
Tu Sei Me?; inoltre, Ciò che Tutti Noi in Realtà Siamo
È al di là di ogni io e di qualsiasi Io); noi
siamo tutti Uno; noi siamo Dio; io sono Dio,
fossilizzano la mente con caratteristiche spirituali e limitano
la maturazione spirituale. Per sapere intellettualmente che
tutto è Uno e che ogni uomo è Dio
basta leggere o sentire
dire tali affermazioni. Per Conoscere che è veramente così,
è necessario Conoscersi come Realtà Suprema. Ripetendo in
modo meccanico concetti spirituali non sperimentati
in prima persona, si corre il rischio di diventare
pappagalli spirituali e di entrare a far parte della schiera
di turisti spirituali. La maturazione spirituale dellindividuo
consiste proprio nel trascendere ogni concetto, per consapevolizzare
lUnità e per Conoscere anche la Fonte dellUnità,
ovvero ConoscerSi come Origine Assoluta dellUnità Infinita.
In effetti, non cè alcuna dualità, nemmeno sul piano
spaziotemporale. Anche ciò che è percepito come dualità, è
soltanto la percezione distorta dellUnità, la
percezione falsa di ununica, diciamo così, Coscienza
che si manifesta tramite innumerevoli processi che fanno parte
di Un Unico Processo, del Processo del Sé Infinito. Uno strumento
per stimolare i processi che portano a tale Conoscere sono
le preghiere: Prego Dio di consapevolizzare lunità
nella diversità
e la diversità nellUnità e Prego Dio di Conoscermi
come Origine dellUnità Infinita; oppure Prego
Dio di maturarmi il Sahaj Samadhi.
A causa del identificarsi con
il corpo e con la mente, si formano anche i concetti io,
altri e rapporto. Io, me e altri
sono chiaramente concetti che tornano utili nella comunicazione,
ma vanno compresi per quello che sono, ovvero il loro uso
corretto è possibile soltanto una volta che si è trascesa
lillusione della divisione e si Conosce il vero
(non per questo Reale) stato delle cose. Il concetto
rapporto simboleggia anche una specie di ponte tra
due entità che immaginano di essere separate: un ponte sopra
un fiume che non cè. Che senso ha costruire un ponte
sopra un fiume che non cè, ovvero che esiste soltanto
nellimmaginazione di chi sta costruendo il ponte? Quanta
fatica per niente, anzi per molto, cioè per peggiorare la
situazione. Potrebbe sembrare paradossale, ma è tale anche
il comportamento di chi è convinto di essere in rapporto con
qualcuno o qualcosa.
Uno dei dubbi che
spesso sopravanzano nella mente di chi sta maturando spiritualmente
è: ma come mi comporterò quando sarò spiritualmente evoluto,
come potrò rapportarmi agli altri quando saprò che non cè
alcun rapporto, come farò nella vita quotidiana? In fin dei
conti la vita è fatta anche di incontri e dellinteragire
con altri. Risposta semplice: il vero interagire inizia
quando si trascende lillusione del rapporto e dello
stesso interagire. Può liberamente scorrere un fiume il cui
corso è ostacolato da innumerevoli dighe? Quando Ti Conosci,
non pensi a cosa fare, semplicemente (non) agisci. Il problema
del rapporto cè soltanto sino a che ci si immagina che
ci sia rapporto; quando si trascende lillusione che
ci sia rapporto, chiaramente non si pensa al rapporto. Quale
rapporto può esserci per chi conosce tutti i corpi come Sua
manifestazione e conosce lUniverso come proprio corpo?
Tornando allesempio
della stanza, la stanza (Realtà Suprema) non si fa certo di
questi problemi, anche perché i problemi sono limitati alla
mente. Tutti i corpi avvengono nella stanza, mentre chi si
identifica con il corpo fisico e la mente è succube di dubbi,
paure, incertezze, frustrazioni, complessi e via scrivendo:
come devo comportarmi per essere accettato, cosa devo fare
per non essere abbandonato, sarò allaltezza, chissà
cosa pensa di me, finora ho ricevuto, ora devo iniziare a
dare. Si tratta di considerazioni che denotano linconscia
paura di perdere o di non raggiungere lUnità, unUnità
che non è mai andata persa. Alla base di ogni esistenza umana
cè infatti limpulso a, diciamo così,
riunirsi alla Realtà Suprema (ovvero limpulso
ad AutoRiconoscerSi), sia che si tratti di un tendere cosciente,
sia che si tratti di un tendere di cui lindividuo non
è cosciente.
Non pensare al dare o allavere,
non torturarti immaginando a cosa pensano gli altri di te:
Libera la tua mente dallillusione di essere
separato dagli altri. Cosa potrebbero pensare di te, quando
non conoscono nemmeno Se Stessi? Conoscendo Se Stessi, ti
Conoscerebbero come Dio. A chi puoi dare, da chi puoi ricevere
quando tutto è Uno? È sempre Dio che da ed è sempre Dio che
riceve Tu Sei Dio (Realtà Suprema e sue manifestazioni).
Quesiti simili ai
suddetti si formano nella mente di molti che si occupano di
guarigione, ovvero che fanno trattamenti di guarigione. Uno
di tali dubbi è: posso aiutare (curare) qualcuno se non me
lo chiede? La risposta a questa domanda si può ottenere anche
riflettendo nel modo seguente: poiché tutto è Uno, curando
altri guarisco anche me stesso; curando me stesso, influisco
positivamente anche sulla guarigione altrui, anche se nessuno
mi ha chiesto di aiutarlo; gli altri sono veramente altri
o soltanto li percepisco come altri?; siccome tutto è uno,
la mia intenzione di curare il mio amico, non è forse contemporaneamente
anche la sua richiesta di essere curato?; posso aiutare gli
altri senza aiutare me stesso? In effetti, il valore più importante
del trattamento di guarigione consiste proprio nel fatto che
agendo su altri si agisce su se stessi. Se stessi inteso come
corpo, mente (emozioni e pensieri), ma anche come processi
del Sé.
In tutto questo non va dimenticato
che il maggior aiuto che il singolo può dare alla collettività
è di Realizzarsi. Laiuto di un uomo non Realizzato è
del tutto relativo, anche se nobilitato dalle più nobili intenzioni.
Chi non Discerne la Realtà dallillusione (non soltanto
il vero dal non vero) è ebbro di flussi mentali, allucinato
dai fenomeni che crede essere Reali, ma che in Realtà sono
soltanto allucinazioni individuali nellambito dellallucinazione
collettiva. Quante probabilità ha un autista ubriaco di guidare
senza mettere a repentaglio la propria vita e quella altrui?!
Che differenza fa se il volante è sulla sinistra, al centro
o a destra, quando il guidatore è ubriaco?! Luomo non
Risvegliato può soltanto stimolare gli altri a sognare diversamente,
non certo a Risvegliarsi.
Ritornando alla
questione di poco prima (come devo comportarmi per essere
accettato, cosa devo fare per non essere abbandonato?), per
far fronte a tali emergenze, lindividuo invece che fluire
e comportarsi liberamente, si comporta nel modo che ritiene
migliore per raggiungere i propri scopi dettati dalla non
conoscenza di Se Stesso, dalle paure
Così facendo nutre
il falso io ed elabora maschere e ruoli per ogni occasione.
In questo modo si forma la cosiddetta personalità o falso
io. Cosa interessante, di solito più è potente il falso io
di qualcuno e di più maschere egli dispone, più forte viene
definita la sua personalità. Personalità della quale naturalmente
lindividuo non consapevole va fiero, addirittura immagina
di essere la propria personalità, non sospettando nemmeno
che tale maschera è una prigione per la sua mente e il suo
corpo (la Realtà Suprema È sempre libera, naturalmente).
Un carcere edificato proprio dalla mente stessa.
Paradossalmente,
luomo mascherato cerca talvolta un rapporto intimo,
vero e sincero. Come può aspirare a ciò visto il suo modo
di comportarsi finto?! Chi non si lava per un mese, anche
se veste gli abiti migliori del mondo, puliti e stirati perfettamente
e si profuma con tutte le essenze del mondo, rimane pur sempre
sporco e puzzolente. Finché non cè totale intimità con
Se Stessi, non può esserci intimità con altri. Solamente quando
si trascende lillusione che ci sia rapporto cè
vera intimità e sincerità. Allora si percepiscono le
cose come sono e non come sembrano essere alluomo
accecato dal falso io scaturito dai concetti io sono il
corpo e io sono la mente. Non dimentichiamoci che
lacme del rapporto sessuale avviene quando con lorgasmo
si dissolve la mente, ovvero la dissoluzione della mente dà
luogo allorgasmo e fa trascendere la percezione della
divisione dei corpi.
Inoltre, lidea
che ci sia rapporto fa nascere i concetti del tipo lui
è il mio uomo e lei è la mia donna. Questi concetti
sono ottimi alimenti per nutrire la possessività, la gelosia,
la paura, lattaccamento di perdere qualcuno e per alimentare
concetti come tradimento, fedeltà, infedeltà, perdono
È bene perdonare, ma è molto meglio non risentirsi. Non risentirsi
non significa però fare finta di niente: il non risentirsi
è possibile soltanto quando cè la piena consapevolezza
dellillusorietà di ogni avvenimento. Turbati dai suddetti
concetti si spreca enorme energia per difendere ciò che si
immagina di aver acquisito, il rapporto appunto (cosa interessante,
la paura di rovinare il rapporto rovina di per sé il rapporto).
Così si basa parte
della propria vita sul rapporto stesso, il quale anche se
apparentemente offre (fallaci) sicurezze, in verità diventa
una prigione dalle sbarre che possono sembrare pure ornamenti,
ma che ostacolano sempre e comunque la Conoscenza di Se Stessi.
I suddetti concetti si manifestano come emozioni negative
e pensieri negativi che causano malattie: voler bene al rapporto
(talvolta ad essere amato è il rapporto e non lamato)
fa male a se stessi, ma anche ad altri perché le vibrazioni
delle emozioni negative e dei pensieri negativi danneggiano
tutti. Provare gelosia significa nuocere alla salute pubblica.
Le sicurezze riguardo
al rapporto di coppia, ma anche ad ogni altro genere di relazione,
sono false anche perché, siccome il rapporto rappresenta una
percezione falsata dellUnità Onnicomprensiva, il rapporto
è di per se falso. Tali sicurezze sono inoltre false perché
la vera sicurezza si può trovare unicamente in Se Stessi,
cioè in Dio; sono false pure perché spesso basta una parola
in più o uno sguardo affettuoso in meno per far crollare il
fatamorganico cosiddetto equilibrio di coppia. Anche il cosiddetto
rapporto può comunque essere un elemento molto importante
per la Realizzazione del Sé. La vera qualità di una relazione
è determinata da quanto il rapporto stimola la Conoscenza
di Se Stessi, ovvero da quanto i due partner, attraverso il
proprio Esistere Consapevolmente, stimolano reciprocamente
i processi di maturazione spirituale. Il Vero Amore trascende
comunque ogni relazione ed ogni relazionarsi. Questo non significa
non avere una cosiddetta vita di coppia, o non
avere rapporti sessuali. Significa semplicemente
vivere il (non) rapporto per ciò che è, vale a dire viverlo
come libero manifestarsi della Realtà Suprema.
Ogniqualvolta ci
si immagina di avere un rapporto con qualcuno ci si allontana
dalla Verità. Ogni rapporto è transitorio e mutabile e basando
la vita sul transitorio e sul mutabile si crea un campo minato
attorno a sé: più passa il tempo, più mine ci
sono e minore è il proprio raggio dazione. Con il passare
del tempo, ci si immagina di essere liberi, mentre, in effetti,
non ci si sposta dal metro quadro non minato che può anche
sembrare infinito e offrire enormi certezze.
Chi basa la propria
vita sul mutabile, si trova in una situazione simile a quella
in cui si trova il capitano di una nave, sprovvisto di strumenti
di posizionamento e di cartina nautica, che per la prima volta
deve far entrare una nave in un porto non illuminato e attorniato
da molti fari che si accendono ad intermittenza. Prima si
accende il faro sulla sinistra del porto, poi quello sulla
destra del porto, poi il faro sulla collina dietro il porto,
poi il faro al centro del porto, poi il faro su un
isolotto lontano qualche chilometro dalla costa. Quante possibilità
ha in questo caso il capitano, che tra laltro non conosce
nemmeno il rapporto/distanza tra i vari fari (il capitano
può anche immaginare che il porto si trovi a sinistra del
faro a sinistra), di approdare nel porto in una notte senza
luna, col cielo coperto da nubi e con il mare in burrasca?
Tante sono anche le possibilità di avere una vita felice di
chi si basa sul mutabile è sul transitorio. Per portare felicemente
a termine il viaggio della nave, il capitano ha bisogno di
un punto di riferimento stabile, sapere che il faro si trova,
ad esempio, a 300 metri a sinistra del porto ed ha inoltre
bisogno di un porto illuminato. Così avrà molte più possibilità
di approdare con successo al molo. LUnico Faro è la
Realtà Suprema, soltanto avendo la Realtà Suprema come punto
di riferimento si può portare in porto la propria vita. Soltanto
avendo la Realtà Suprema come Guida si può precisamente assolvere
lunica missione che ogni uomo ha: Conoscere Se Stesso
come Realtà Suprema.
Tornando alla questione
dei rapporti, per risolvere veramente il problema del rapporto
di coppia, o problemi legati ad altri tipi di relazione (famigliare,
di lavoro
) è necessario trascendere labbaglio
che ci sia rapporto. Gli terapeuti che operano in questo campo
dovrebbero stimolare i pazienti, ma prima di tutto se stessi,
a trascendere lillusione del rapporto e a Conoscere
lUnità Onnicomprensiva. Cercare di migliorare e oliarei
meccanismi del rapporto di coppia è soltanto un palliativo,
un modo di fare che nutre lillusione della dualità e
della relazione. Tale approccio assomiglia molto all'operato
di un dentista che invece di curare il dente cariato, in caso
estremo estraendolo, si limita ad anestetizzare la parte dolorante.
Ben sapendo cosa significhi il mal di denti, il paziente esige
dal dentista di eliminagli il dolore e di curargli il dente.
Non conoscendo invece la Beatitudine Infinita, la persona
che dopo una terapia di coppia soffre meno di prima, immagina
di stare bene e quindi anche un risultato terapeutico molto
parziale può apparire come guarigione perfettamente riuscita.
La sola idea che esista un rapporto è fonte di dolore. Non
basta imbottirsi di concetti su come dovrebbe essere il rapporto
e la coppia e quali ruoli dovrebbero avere i compagni: ogni
ruolo uccide la spontaneità. Anche latteggiamento di
vedere gli aspetti positivi del compagno e del rapporto non
rappresenta certo la soluzione finale. Il vedere e pensare
in positivo è pur sempre soltanto un particolare tipo di proiezione
mentale che permette di percepire le cose diversamente da
prima (rende cioè possibile lilludersi in modo differente)
e ostacola il Conoscere le cose per quelle che sono. In questo
modo si ostacola anche la Conoscenza di Se Stessi: come può
Conoscere laltro, chi non Conosce Se Stesso?; può funzionare
un rapporto tra due persone che non si Conoscono?; ConoscerSi
significa anche aver trasceso labbaglio che ci sia rapporto.
A
proposito di Amore: fino a che esiste lidea del rapporto,
tra le due parti in causa cè soltanto lidea di
Amore. Lidentificarsi con il rapporto, come ogni altra
idea non pienamente consapevolizzata, distorce il fluire del
fiume del Vero Amore: soltanto quando la mente è pienamente
Consapevolizzata, il che succede quando non cè il minimo
identificarsi, cè Vero Amore.
La percezione frazionata di Quel
che è Uno,
crea la fallace impressione che il rapporto esista per davvero.
L'impressione che il rapporto esista veramente
influisce sulla percezione frazionata di Quel che è Uno.
Consapevolizzando tale illusione disveli l'Unità,
scopri che da più che sempre Sei,
che più che per sempre Sarai,
UNO.
Al di là dell'Eternità.
Al di là dell'Infinito.
Poesia
tratta dal romanzo spirituale Eternamente Qua di Andrea Pangos.
Chiaramente, lidentificarsi
con il corpo e la mente, è fonte di desideri e attaccamenti
che in molti casi assumono le sembianze dellavidità
e dellingordigia. Lidentificarsi con la mente,
ovvero con le idee, stimola le più disparate identificazioni:
lidentificarsi con la razza: io sono bianco, tu sei
nero
; lidentificarsi con una corrente politica:
sono di sinistra, sono del centro, sono di destra
; lidentificarsi
con la nazionalità: sono italiano, sono americano, sono giapponese
;
lidentificarsi con la religione: sono cristiano, sono
mussulmano, sono ebreo
Potrà sembrare paradossale, ma
identificarsi con una religione, come daltronde con
qualsiasi altro concetto ed elemento, impedisce di Conoscere
Dio perciò che in Realtà È. Gli uomini hanno così milioni
di idee riguardo a chi sono, ma non hanno la minima Conoscenza
di Chi Sono in Realtà. Le conseguenze più estreme di tale
identificarsi sono ben visibili: discriminazione, povertà,
speculazioni, guerre, fondamentalismo, terrorismo
.
Spacciare sostanze
allucinogene è reato in molti paesi. Allora come mai sono
in libertà gli spacciatori della sostanza più allucinogena
che cè, cioè coloro che diffondono i concetti io
sono il corpo e tu sei il corpo?! Ogni pensiero provoca
reazioni chimiche nel corpo fisico. Lidea io
sono il corpo è quindi veramente una sostanza allucinogena.
Quante volte luomo è indotto da altri e induce altri
a identificarsi con il corpo fisico?! Ogni uomo non Risvegliato
è praticamente uno spacciatore di sostanze allucinogene. Cosa
ci fanno tutti questi spacciatori in libertà?! In effetti,
non sono liberi, ma sono prigionieri della prigione più prigione
che ci sia, rinchiusi (sul piano spaziotemporale) nella cella
della mente non consapevolizzata.
Riguardo ai concetti io sono il corpo e io sono la mente si potrebbe scrivere ancora molto, ma le parole sono soltanto parole
che fomentano la nascita di altre parole, idee e concetti.
Fondamentale è trascendere i concetti, iniziando dal trascendere
il concetto io sono il corpo. In tale impresa, può
essere di buon aiuto la seguente tecnica per meditare, ovvero
le seguenti preghiere rivolte a Dio.
Prego Dio di riprogrammarmi le cause karmiche
del concetto io.
Prego Dio di riprogrammarmi le cause karmiche del concetto
io sono il corpo.
Prego Dio di riprogrammarmi le cause karmiche del concetto
io sono la mente.
Prego Dio di riprogrammarmi le cause karmiche del falso
io.
Prego Dio di eliminarmi lillusione di essere il
corpo.
Prego Dio di eliminarmi lillusione di essere la
mente.
Prego Dio di eliminarmi lillusione di essere ciò
che immagino di essere.
Prego Dio di conoscere chi e che cosa non sono.
Prego Dio di Conoscere Chi Sono in Realtà.
Prego Dio di Conoscermi come Realtà Suprema.
Prego Dio di Conoscere lUniverso come mio corpo.
Chi Sono in Realtà Io?
Chi si sta chiedendo Chi Sono in Realtà Io??
Tratto dal libro Saggio
sulla maturazione spirituale di Andrea Pangos
|