Il Cavaliere
delle Energie
romanzo di Andrea Pangos
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Sii Ciò che Veramente Sei e non
ciò che gli altri vogliono che tu sia.
Capitolo
sedicesimo
Il
portatore d'acqua
La sensazione dello sforzo nutre l'illusione del fare.
Grande
era lo sforzo del portatore d'acqua intento a risalire
l'irta strada verso la cima della montagna. Qui
viveva la comunità che
si appoggiava ai suoi servigi. Con il passare del
tempo, gli abitanti di questo piccolo villaggio
dimenticarono dove si trovava la sorgente, dalla
quale il portatore d'acqua attingeva, a lui interessava
soltanto aiutare il prossimo. Alcune volte durante
la giornata riusciva a riempire più recipienti,
giù a valle. Ora stava nuovamente tornando su per
la salita, pieno d'amore. Ecco, iniziava la seconda
tornata e non aveva ancora bevuto un solo sorso
d'acqua. Era troppo preso dai pensieri su come avrebbero
potuto resistere quegli uomini lassù senz'acqua.
Nemmeno una goccia doveva andar perduta.
Stavolta
procedeva lentamente. La Luna apparve in anticipo
sulla volta celeste e il Sole stava lentamente scendendo
verso occidente. Il portatore d'acqua provava malessere
allo stomaco, aveva le labbra secche, barcollava.
Davanti alla prima casa della città di montagna
crollò a terra. L'acqua
si riversò sul prato.
Alcuni uomini, specialmente coloro che in
passato avevano ricevuto l'acqua senza averla nemmeno
chiesta, accusarono immediatamente lo sfortunato
di negligenza (aveva versato il prezioso liquido)
e di ubriachezza. Per fortuna alcuni accorsero subito
ad aiutare il pover'uomo, portandolo dentro la casa
più vicina, su un letto modesto ma accogliente.
Respirava, era consapevole, ma non aveva la forza
né di parlare né di alzarsi.
Trascorse
così un po' di tempo e poi nella comunità cominciò
a serpeggiare una certa inquietudine. Gli uomini
non avevano più acqua. Abituati a riceverla sempre
dal portatore, erano anni che non si chiedevano
come procurarsela da soli. Si diffuse il panico.
Nessuno sapeva dov'era la fonte e il portatore d'acqua
non aveva la forza di spiegarlo. Mai nessuno si
era offerto di aiutarlo e lui stesso non aveva mai
chiesto aiuto. Nessuno aveva chiesto informazioni
riguardo alla fonte. Gente strana viveva su questo
monte.
Per tutta la notte e l'indomani sino
a sera la situazione rimase uguale. Poi si sentì
il lamentio. Gli uomini compresero di essere rovinati.
Iniziarono a pregare come sapevano e potevano. Ma
avevano dimenticato cos'era la preghiera e come
pregare.
Per
fortuna, iniziarono a formarsi delle nuvole. Si
sentì il primo tuono. La pioggia si abbatté sui
cittadini e sulle loro preghiere. Il portatore d'acqua
fu molto grato per questo dissetante dono del cielo.
Quella notte tutti festeggiarono a lungo.
L'indomani il portatore d'acqua li condusse alla fonte. Fu
una strada lunga e travagliata.
Condividendo il sapere con gli abitanti della
montagna liberò se stesso e loro.