Il Cavaliere
delle Energie
romanzo di Andrea Pangos
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Dipendendo dalle conferme altrui, si cede ad altri
il diritto sulla propria vita.
Non conviene certo perdere se stessi per possedere
qualcun' altro.
Il riconoscimento vero non si può ottenere dalla
gente,
ma si può ricevere soltanto dalla propria natura
risvegliata.
Capitolo dicianovesimo
Di
nuovo il manuale
Non c'è
Sapere senza Amore.
“Ho
bisogno di un po' di riposo! Questo tuo corso accelerato
mi rende esausto. Rifletto continuamente sui tuoi
messaggi. Non passa un minuto senza che mi ponga
nuove domande. Ti pregherei di non vederci per una
settimana!” disse Andrea al suo amico e consigliere.
Sentiva di non riuscir più ad assorbire nemmeno
un unico nuovo pensiero, né tanto meno a meditarci
sopra.
“Come vuoi!” rispose il Saggio “Chiamami quando avrai nuovamente
bisogno di me, ma non prima dello scadere del periodo
da te definito… Nel frattempo svolgerò alcune missioni
speciali inerenti al Segreto...” aggiunse per solleticare
la fantasia di Andrea e ridendo semplicemente sparì
davanti agli occhi di Andrea.
Passarono così alcuni
giorni all'insegna di nuove domande e numerosi dilemmi.
Andrea si convinse che tale flusso di pensieri era
necessario per il suo sviluppo. Desiderava ardentemente
la sacra presenza del Saggio, ma niente. Deve essere
per davvero in missione speciale… pensava Andrea.
Non posso vivere senza dare risposte alle domande
che emergono costantemente, ma lui non c'è. Ho cercato
le risposte in me, ma evidentemente non sono ancora
abbastanza mature…
Per fortuna, Andrea a casa si imbatté
nel Manuale del Cavaliere delle Energie. Lo vide
per caso, sullo scaffale dei libri, tremolante come
una piccola fonte luminosa, accanto al vaso dei
fiori. Lo
afferrò entusiasticamente e sprofondò nella lettura.
Ma stavolta il libro era diverso, aveva tante pagine in
più. Come mai, si chiedeva Andrea. Che storia è
questa? Queste pagine, le ho scritte io? E quando
mai? Non sarà mica che con la mia maturazione aumentino
anche le pagine scritte?
“Cercare le conferme in altri, essere
soddisfatto soltanto possedendo l'oggetto desiderato,
essere felice soltanto con la persona bramata, tali
e simili cose ti portano verso l'attaccamento, la dipendenza. In questo
modo, il punto di sostegno si sposta dal centro
e non ci si appoggia più sulla Verità che è già
in noi. Dipendendo dalle conferme altrui, si cede
ad altri il diritto sulla propria vita.
Attaccarsi agli oggetti fa sì che la
vita venga amministrata dalla sensazione conformista
del possesso. È più importante possedere o essere?
Non conviene certo perdere se stessi per possedere
qualcun' altro. E come si può possedere qualcosa
se non si ha nemmeno se stessi?
Pure il bisogno di essere
riconosciuti è una gran trappola. Molte idee evolutive
non sono state accettate quando sono state rese
note. La storia è piena d'innovatori incompresi
e condannati. È difficile essere davanti ai tempi.
Non si deve essere schiavi del bisogno che le proprie
idee verranno accettate nel modo che si ritiene
opportuno.
Poi, identificandosi con
le idee in voga, seguendo la moda soltanto perché
è di moda, leggendo i bestseller perché li leggono
tutti, si va a creare una natura adattabile che
perde sempre di più la propria autenticità ed affoga
nel culto prediletto dalla massa. Il riconoscimento vero non
si può ottenere dalla gente, ma si può ricevere
soltanto dalla propria natura risvegliata.”