L’ESSERE E IL MANIFESTARSI DI
“DIO”
di
Andrea Casari
a.casari@tin.it
A
seguito di alcune richieste di precisazione riguardo questo
“tema” cercheremo, nei limiti offerti dalla
comunicazione, di darne una esauriente spiegazione o quantomeno
di proporre un nuovo motivo di riflessione.
Domanda:
Tra
l’Essere e il manifestarsi, che differenza c’è?
-
Dal
reale punto di vista di Dio, non vi è alcuna dualità, di
nessun genere e forma, perché niente è contrapposto a Dio…
-
mentre dal punto
di vita della mente potremo osservare che:
la
cosiddetta ricerca spirituale - in genere - ha lo scopo
di maturare nella sensibile individualità il senso di unità
indivisa con Dio, e ciò si manifesta di solito gradual/mente,
ossia attraverso vari passaggi non solo dettati dalla diversità
delle tecniche usate ma insiti come “livelli”
nella stessa struttura karmica individuale, in cui la stessa
mente pensante (il falso IO) gradata/mente espande i propri
orizzonti sino a quando l’individualità giunge a trascenderla
definitiva/mente.
In
questo “percorso”
l’individuo si trova spesso di fronte all’importantissimo
concetto di “realtà” ed “illusione”,
come fosse un pietra
miliare che lo ravvede della strada giustamente percorsa,
ovvero al graduale discernimento tra l’essere reale e l’irreale forma pensiero
- precostituita e costituitasi nel presunto
cammino.
L’uomo, come si dovrebbe avere approfondito
attraverso la ricerca personale e attraverso l’illuminante
divulgazione del Sapere, è il risultato ultimo e unico di
un particolare processo detto di “individualizzazione
della Coscienza” dove la spinta nell’autoriconoscersi
del Conscio Infinito attraverso l’individualizzazione
in Coscienza è di “vitale” importanza - la Coscienza
Infinita è una delle espressioni dell’essere Dio -
Sapere, Amore e Potere Infiniti.
In
questo particolare processo l’individualità si trova
a dover affrontare – se mossa dalla sincerità –
innumerevoli sbarra/menti costituitesi attraverso la presenza
mentale pensante, ovvero attraverso il cosiddetto falso
IO, costituito nell’immedesimazione con emozioni e
pensieri.
per
un maggior approfondimento vedi la Maturazione del Conscio
di Zoran e Milica Gruicic – Andrea Pangos Editore
www.pangoseditore.com
)
La
preghiera, la meditazione e comunque ogni sincera autoricerca
accompagnano l’individuo a maturare in Coscienza,
ovvero a coordinare la Coscienza individuale con la Coscienza
Infinita, ossia con il proprio Codice Genetico, e questo
sino a quando non sia raggiunta quella stabile e irremovibile
unità di Coscienza, dove il Conscio individuale e il Conscio
Infinito sono realizzati come unica indivisibile unità.
Raggiungere
questo livello di unità di Coscienza non si può dire a parole
se sia facile o difficile, diciamo che questa è una terminologia
inappropriata, ma si può asserire che questo realizzarsi
è condizionato primariamente dalla stessa volontà/abbandono
dell’individuo e dalla sua particolare struttura karmica
di manifestazione. In tal senso si può quindi dire che la
maturazione di Coscienza non è un livello determinabile
a priori o dai “Priori”, ma essa è unica, possibile
e presente perché infinita/mente individuale è la sua manifestazione,
che ne riconosce intrinseca/mente il senso di assoluta libertà.
Molto breve/mente siamo giunti al cosiddetto ultimo passo – quello
della cosiddetta Coscienza
Matura.
E’ importante consapevolizzare che, questo di cui abbiamo fin qui
trattato, non è un livello intellettuale, anche se viene
usata la mente per tentare di descriverlo nel migliore dei
modi, ovvero che non è sufficiente apprendere intellettual/mente
la dinamica e la possibile realizzazione del processo attraverso
una semplice lettura o
un apprendi/mento mnemonico – da sciorinare a memoria
all’occorrenza – ma esso è comunque individual/mente
realizzabile, in diverse forme, attraverso il sincero e
umile abbandono in Dio. Allo stesso tempo, non significa
che scrivere o comprendere queste cose sia lo scrivere o
il Sapere da Conscio Maturo, semmai significa usare la mente
pensante e lavorativa in funzione di tale scopo. (vedi la
differenza tra “mente lavorativa e mente pensante”
su La visione mentale di Zoran e Milica Gruicic www.illumina.co.yu
)
Il
sincero abbandono a Dio, cioè l’indirizzarVi di ogni
emozione e pensiero, ha come aspirazione “extramentale”
– cioè non intuibile, non determinabile dalla mente
- di raggiungere l’unitarietà con l’Essere manifesto.
Dal
reale punto di vista di Dio, non vi è alcuna dualità, perché
niente è contrapposto a Dio…
Dal reale punto di Vista di Dio tutto è monolitico
Se Stesso,
dal punto di vista più elevato della mente solo Dio è reale
ed il resto è sola/mente illusione.
altra
domanda che rimane spesso latente:
Quale
resto? Quale Dio? Quale illusione? Quale realtà?
-
le affermazioni e le negazioni sono dell’immedesimazione
e creano diversità, le diversità creano il dubbio, il dubbio
è il pane dell’immedesimarsi con la mente, e solo
la silente verità annienta ogni dubbio, annienta ogni immedesimazione.
La silente verità, come unico e vero vuoto, è il vuoto di
pensieri.
Anche
se sembra essere consapevolizzata e trascesa questa dualità
apparente, essa potrebbe essere invece ancora in piedi,
rimanere ancora aperta, vigile e presente con i suoi quesiti:
a che cosa serve meditare ancora se io sono Dio? a che cosa
serve la continua ricerca se io sono Dio? a che serve amare
se non c’è nessuno oltre a me, che sono Dio? a che
serve creare se tutto è un’illusione? a che serve
la ricerca del sapere se IO sono il Sapere? e così via….ancora
pensieri - nel migliore dei casi - e domande, dubbi, incertezze
nel peggiore. Il sincero ricercatore, su questo, dovrà concentrare
il proprio totale abbandono per caricare il coraggioso “salto”
finale: il salto nel vuoto dei pensieri - il “guru
jump".* questo è solo una scherzosa
definizione
Se
dovesse esistere una vera illusione, e ripeto “dovesse
esistere”, essa sarebbe nel credere alla dualità delle
forme pensanti, all’idea che esiste un Sé divino e
un Sé umano, un Sé irreale contrapposto ad un Sé reale,
che esistano un Sé Infinito ed un Sé individuale contrapposti
tra loro, che esista un Dio manifesto e un Dio non-manifesto,
che in ultima analisi esista solo Dio - senza comunque averlo
realizzato, che insomma esista ancora realtà ed illusione
– tutto ciò è fantasia mentale, di una mente non ancora
matura.
La forma non ha nessun
IO, nessun Sé - né finito né infinito, la forma non è reale in
sé perché non ha sé reale.
La percezione di “essere forma” appartiene
illusoria/mente alla forma stessa.
Fintanto l’individualità è immedesimata – ovvero crede di essere
la forma nelle varie sue manifestazioni – ha solo
un concetto intellettuale di sé, come della Coscienza, di
Dio o dell’Essere Dio, ma in verità è ancora imprigionata
e governata dalla sorprendente e finissima intelligenza
mentale, capace di dibattere a profondissime disquisizioni
spirituali, ma comunque ancora incapace di trascendere se
stessa. Sino a quando l’individuo non ha realizzato
in pienezza e completezza l’Essere
reale nell’unità manifesta, non ha completamente
realizzato la realtà dell’Essere non-duale, e non
ha ancora trasceso la condizionante mente pensante (che
intellettualmente crede ed è convinta di discernere la realtà
dall’illusione), sta insomma ancora vivendo inconsapevol/mente
il cosiddetto “sogno” spirituale.
CONCLUSIONE
Giunti a questo livello possiamo
dire in sincerità che la
Realizzazione, non è né facile né difficile, perché essa
non è mental/mente realizzabile. Sarà la stessa Realtà
ad essere evidenziata e valorizzata dalle Qualità Infinite
- liberate di ogni condiziona/mento. Avendo ben consapevolizzato
che la forma non può essere, ogni disquisizione sul tema
si dimostra del tutto intellettuale, inutile e irreale –
assieme a questa stessa ultima nostra affermazione.
Sebbene
questo atteggiamento - del discernimento – sia utile
nell’insegnamento, o meglio, nella divulgazione del
sapere in genere, esso diviene estrema/mente efficace qualora
sia trasmesso da quel colui che ha real/mente trasceso se stesso. Il perdurare
invece in questo sottile livello mentale di pensiero (seppur
considerato elevato) può divenire estrema/mente pericoloso
perché nutre e rinforza la mente di un nuovo e più sofisticato
“sistema immunitario” e ciò blocca la realizzazione.
Ad
esempio: ripetere spesso il proprio “nome”
- non significa certo che non lo si conosce - ma
semmai denota la paura di non essere riconosciuti per tal
nome.
Colui
il quale si sta donando sincera/mente a Dio, deve fare attenzione
e concentrare la sua più elevata visuale (meditazione) su
questo tema; colui il quale è un ricercatore sincero, deve
donare tutto il suo amore a tale abbandono altri/menti sarà
vera/mente difficile infrangere quell’ultima invisibile
barriera che lo separa da ciò che sente di essere e fare
a ciò che realmente E’ e si manifesta.
Dio come unica realtà è eterna/mente manifesto,
oltre ogni irreale interpretazione, l’idea di forma
non appartiene a Dio ma all’interpretazione di quell’indefinibile
eternità - maturane coscienza e libererai le Qualità che
parlano del Tuo Essere reale.
Così
come Dio, è se stesso e
manifesto in indefinibili modi di essere se stesso
- non perdendo l’Assoluta Identità, così anche la
definita individualità infinita diviene espressione dell’unica
ed Assoluta Identità.
Il Conscio Maturo - la Coscienza Matura –
nell’unitarietà dell’Essere manifesto, vive
l’esperienza di uomo Essendo Dio, Essendo la Realtà.
Andrea Casari
agosto 2004
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